Quando finisce l’estate

sabato 23 giugno 2012Erano giorni che volevo scrivere, ma lavorando tante ore mi ritrovavo stanca e la mente non riusciva a mettere insieme tutto quello che mi veniva da raccontare.
Parto da principio; questa estate sono fissa al mare a lavorare come gelataia nella gelateria di proprietà dei miei zii, siamo a giugno, quindi ancora non c’è il pienone di gente, solo dal venerdì alla domenica si raggiunge un buon picco di vendite.
È da quando ho finito le lezioni, che ogni weekend prendo la macchina, faccio 20 minuti di strada imboscata in mezzo ai campi, così non becco traffico, perché sono strade che non conosce nessuno, poi arrivo al mare, trascino il mio trolley fino alla gelateria, prendo le chiavi dell’appartamento. Non ho neanche il tempo di sistemarle le mie cose, restano sempre tutte pressate dentro al trolley o buttate alla rinfusa sul letto perché esco quasi subito per tornare in gelateria ed iniziare a lavorare.
Indosso un cappellino nero o bianco e un grembiule con la scritta del fornitore da cui i miei zii ordinano i preparati per i gelati. Poi faccio gelati, gelati tutto il giorno fino all’ora di cena in cui stacco, mi prendo una insalata al market e poi riattacco. Nei primi weekend vivevo per lavorare, per vendere coni a moltitudini di golosi affamati, tornavo a casa distrutta, docciavo, stavo una mezz’ora al telefono con un amico troppo lontano per venirmi a trovare, dormivo male perché la tapparella della finestra era bloccata e lasciava entrare troppa luce alla mattina, andavo al bagno solo quando mi ricordavo di farlo. Diciamo che mi trascinavo un po’, ora però sto organizzando i momenti che ho liberi, come ad esempio la mattina. Questa mattina sono andata due volte al super market vicino a casa, ho comprato una volta il pranzo e poi sono tornata per prendere lo svelto per i piatti e le spugne. Poi venerdì sera, tornata a casa da lavoro, stanca morta, invece che chiudermi in camera al caldo, ho pensato di curiosare un po’, ero troppo annoiata per lasciarmi schiacciare dalla stanchezza. Conclusione: ho scoperto la terrazza sul tetto del condominio, appena una rampa di scale sopra all’appartamento degli zii. Non c’erano luci, quindi con quella del cellulare ho cercato un po’ un lettino da spiaggia di cui mi parlava lo zio. Lui infatti sale sul tetto quando è in pausa al pomeriggio, si copre di crema e si stende come una lucertola a prendere il sole. Questa terrazza sul tetto del condominio è diventata il mio posto preferito. Senza contare che questa terrazza è perfetta per fare delle feste, tipo quei party estivi americani che fanno vedere nelle serie tv. Anche così, senza niente, senza luci, solo io e il lettino sotto la notte, mi fa impazzire. È indescrivibile. Devo appellarmi a tutta la mia buona volontà per convincermi ad andare a letto ad una certa ora e ritornare in camera. Mi sembra di stare da dio guardando il mondo da quassù…a proposito, sto scrivendo con il pc, e c’è una rete wireless protetta che si chiama ZEUS, non è assurdo? ahahahah Poco fa mi ero fissata su un quarto di cielo, ma mi infastidiva la cornice di inquinamento luminoso degli hotel, così ho preso le mani e me le sono messe attorno agli occhi, come se fossero dei binocoli, e ho chiuso fuori il mondo dalla mia vista. Solo stelle. Immensamente stelle. Adesso si è fatto fresco, penso che dovrei scendere in camera ed andare a letto, domani la sveglia suona prima di quanto io vorrei, ma purtroppo per avere i soldi bisogna lavorare, e per lavorare bisogna svegliarsi presto. Nora

in quale giorno Nora torna a scrivere il diario?

  • giovedì 28 giugno. Qualcosa sconvolge completamente la routine. (78%)
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  • lunedì 25 giugno. Nuova settimana, nuove abitudini? (11%)
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  • domenica 24 giugno. Tornano i vecchi amici... (11%)
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24 Commenti

    • si hai ragione, me ne sono accorta appena l’ho pubblicato! mi sto mangiando le mani rileggendo tutto ahahhaha è che purtroppo non ho modo di scrivere tutto nello stesso momento, spesso per via del lavoro, tra un paragrafo e l’altro passano settimane per cui ci sta che mi scappino degli errori 🙂

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