Quando i sogni diventano realtà

1 – Occhi verdiDrammatico incidente, in coma il guidatore
Firenze, 25 marzo 2012 – M. Marradi

Un grave incidente è avvenuto ieri sera verso le 20, sul Lungarno della Zecca Vecchia, di fronte all’Hotel Ritz. Il guidatore di una Audi A4, M.F., impiegato del Fisco di 36 anni, ha perso il controllo della sua macchina mentre procedeva, i testimoni dicono a velocità regolare, verso il Ponte San Niccolò. L’auto ha scavalcato la linea di mezzeria, fortunatamente evitando di poco un’altra auto che stava sopraggiungendo dalla direzione opposta, si è scontrata con due auto parcheggiate, ha nuovamente attraversato tutta la strada e si è infilata in un parcheggio libero fra due automobili, per terminare la sua corsa in un violento urto contro il muretto dell’argine. L’impatto è stato molto violento, ma gli airbag hanno svolto il loro lavoro, paramedici e vigili del fuoco, avvisati dai passanti, hanno estratto dalle lamiere accartocciate M.F. ancora vivo, ma incosciente. La veloce corsa in ospedale non ha, per ora, risolto la situazione. Le ferite dell’uomo sono gravi ma non mortali, ma è tuttora in coma. La prognosi è ovviamente riservata, mentre la moglie è giunta in ospedale i medici si riservano di pronunciarsi sulla reversibilità del coma fino a domani mattina.

Marco stava guidando lungo l’Arno. Uscito dalla palestra che erano già quasi le otto, il movimento gli aveva accentuato la fame. Sara aveva mandato un SMS a pranzo dicendo che aveva comprato due belle bistecche per cena, e non vedeva l’ora di arrivare a casa. La sua attenzione fu attirata da una persona che si stava accendendo una sigaretta all’angolo della strada. Alto e magro, sua madre avrebbe detto segaligno, aveva una giacca ancora invernale, anche se la primavera ormai chiedeva le maniche di camicia e le giacche di cotone. Mentre l’auto si avvicinava l’uomo alzò la testa e puntò gli occhi fissi in quelli di Marco. Anche dalla distanza quegli occhi verdi ipnotizzarono Marco, gli sembrò di cadere in quelle profondità, specchiarsi in un lago verde, mentre un lungo fischio partito da lontano si faceva sempre più forte e penetrante. Dopo, solo il nero più impenetrabile.

Sara entrò di corsa nel pronto soccorso, la telefonata l’aveva sconvolta, non sapeva nemmeno se aveva chiuso la porta di casa o spento la luce. Si era era tolta la tuta che usava per stare in casa, messa un paio di pantaloni dal taglio militare, ballerine e una giacca infilata scendendo le scale, aveva fatto attenzione solo a prendere le chiavi di casa e della macchina, il portafoglio e il cellulare. La persona del pronto soccorso che l’aveva chiamata aveva preso il numero dalle prime pagine della Moleskine di Marco, sotto “contact in emergency”. Le aveva detto solo che il signor Marco Feletti aveva avuto un incidente, che aveva trovato il suo numero nell’agenda, che non le sapeva dare informazioni sul suo stato di salute, e che sarebbe stato meglio se fosse venuta il prima possibile in Santa Maria Novella.

L’infermiera la fece sedere, le offrì un po’ d’acqua, appena possibile l’avrebbero aggiornata. Si trovava in una fila di sedie, in mezzo ad altre persone in attesa, ognuno con la faccia in un diverso stato di tensione e di preoccupazione, davanti ad un tipo alto e magro, con una giacca pesante indossata nonostante ci fosse molto caldo, e con strani occhi verdi che la stavano fissando. Immersa sei suoi pensieri Sara si accorse appena che lo sconosciuto continuava a fissarla. Così come non si accorse che ad un certo punto l’uomo si alzò e fece un passo nella sua direzione. Proprio in quel momento una voce di donna:

– Feletti, Marco Feletti?

Sara salta in piedi come un molla, ma solo dopo un paio di secondi, il tempo necessario affinché il nome del marito si faccia strada fra i suoi pensieri.

– Si, eccomi. Sono la moglie.

La dottoressa si presenta con un cognome che Sara mai ricorderà. Con le mani nel camice:

– Suo marito è stato portato in intensiva. Se mi segue le spiego la situazione, e fra poco lo potrà vedere.

Cosa farà l'uomo dagli occhi verdi?

  • Passa fra le due donne, scontrandole e, con un “Scusatemi!”, cammina rapido verso l'uscita. Ha lasciato cadere qualcosa nella borsa di Sara. (75%)
    75
  • Fa un passo indietro e si risiede. Sara si gira per prendere la borsa e la giacca, e segue la dottoressa. (25%)
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  • La chiama: “Sara! Aspetti, le devo parlare! E' importante che mi ascolti prima di vedere suo marito.” (0%)
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88 Commenti

  • Nooo mi ero persa un capitolo..
    Infatti non mi tornava la domanda in cima..
    Bello, mi piace l’alternarsi sogno/realtà..
    Per me l’infermiera da la chiave alla dottoressa che sa cosa fare..
    La storia si fa sempre più interessante.. 😀
    Al prossimo capitolo (stavolta non me lo perdo!)

  • La trama mi ha subito intrigato e la scelta di far “rosicare” un pochino, invece di accontentare subito i lettori vedendo sviluppata la loro scelta, mi piace.
    L’unico appunto che vorrei fare è che secondo la mia impressione il testo scorre abbastanza bene ma qualche virgola da aggiungere nel punto giusto ci voleva. Ma è anche un fatto di gusti 😀
    Vorrei consigliarti una rilettura maggiore prima di pubblicare perché ad esempio nel primo capitolo (mi pare) hai cambiato un po’ troppo stesso il tempo verbale passando da un presente a un passato ecc e hai ripetuto 2 volte la parola “era”
    Comunque sono piccolezze che non rovinano affatto il mio compressivo giudizio più che positivo.
    PS (e poi finisco, giuro XD) fargli trovare subito il tizio con gli occhi verdi mi sembrava una opzione un po’ scontata quindi ho cercato di votare un colpo dis cena che portasse un po’ di azione (la scelta de difendersi) e rimango in attesa di vedere come va.

    • Ciao Francesco.

      Grazie per i complimenti. E per aver usato il tuo tempo per scrivere e ragionare su quello che ho scritto.
      Per il discorso virgole, io sono un fan delle virgole 🙂 Però, soprattutto quando l’attimo si fà più concitato, cerco di metterne meno, costringere a leggere tutto d’un fiato rende anche l’azione più continua, veloce. IMHO, ovvio.
      Per il verbi, invece, non ho fatto salti. Ho scritto tutto il primo capito al passato, “switchando” sul presente solo nel momento in cui Sara si alza ed inizia il dialogo, come a terminare il prologo e dare inizio alla storia. Infatti il secondo capitolo è tutto al presente.
      Per le opzioni… beh, la scelta non è mia 🙂

      Grazie ancora per il commento, spero di aver risposto in modo esauriente. E sperò che continuerai la lettura.
      A presto.

  • Mi ero persa il tuo racconto, ma sei ancora all’inizio ed è stato facile recuperare. 🙂
    Nonostante il genere non sia dei miei preferiti, la trama ha attirato la mia attenzione…
    Il primo capitolo è davvero bello..mi è capitato mille volte di sentire una notizia fredda al Tg e voler sapere com’è andata davvero… E la presentazione dei vari personaggi immergendoli negli attimi di vita che vivono è geniale, secondo me.

    Per il secondo capitolo se non ho capito male è una specie di sogno che fa Marco in coma..o addirittura potrebbe essere un’avventura vera che si ritrova a vivere mentre è in come..credo 🙂

    Cmq ho votato per incrocia gli occhi verdi.

    • Se posso, mi permetto di darti un unico consiglio..se concludi il capitolo precedente con tre scelte e la gente vota, poi si aspetta che tu segui le indicazioni. Infatti, anche io come altri, ora avrei voluto sapere cos’era l’oggetto caduto in borsa a Sara. So che è molto complicato perché di volta in volta devi seguire delle indicazioni e scrivere a comando ma è proprio questo il bello del sito: che il lettore ha il coltello dalla parte del manico e decide per te!
      Buona scrittura 🙂

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