Quando i sogni diventano realtà

Dove eravamo rimasti?

Finalmente capiremo qualcosa? Occhi verdi si presenta e spiega la situazione. (60%)

CicatriciIl sole asciuga il sangue sulla pelle. Si coagula fra i peli e ad ogni movimento tira e si crepa. Non che si muova molto, a parte l’ansimare del petto, sdraiato sulla tolda. Le mani sono rosse, i piedi sono rossi, la faccia gli tira, sarà rossa anche quella. Tiene gli occhi chiusi, perché il sole è ancora forte nel cielo. L’odore ferroso del sangue si mescola a quello del sale e di altri fluidi corporei che preferisce non identificare.

Adesso che le urla sono finite il rumore del mare è piacevole, anche gli altri che normalmente urlano da una parte all’altra adesso parlano normalmente, quasi nel timore di disturbarli. Loro. I morti.

Si solleva, si mette seduto. Loro, i morti, sono li, lo sguardo vuoto nel sole. La tolda è completamente piena di cadaveri. I marinai buttano i corpi in mare, non prima di aver tolto armi, stivali e cercato qualche borsa di monete. Sul mare le due navi si stanno allontanando con poche vele e meno uomini.

Accanto a lui l’uomo con cui si è battuto spalla a spalla. Ha la testa appoggiata sulle ginocchia, mentre con una mano tampona una grossa ferita sulla coscia. Solo allora ci pensa. Si tasta, perché ha troppo sangue addosso per capire se è ferito solo guardando. Molti colpi e un nuovo taglio sul braccio destro, ma il resto è a posto.

– Non so il tuo nome.

Solleva lentamente la testa. – Antoine. Sono francese, di Nizza.

– Marco. Sono italiano. Firenze. Come va la gamba?

– E’ profondo ma netto. Farà male per un po’, ma guarirà bene.

– Te ne intendi. Grazie per l’aiuto, ti devo la vita. – Gli tende una mano per aiutarlo ad alzarsi.

Con un grugnito, ed appoggiando il peso del corpo sulla gamba buona, si alza, guardandosi attorno. L’attività sta riprendendo. Gli uomini si congratulano per essere ancora vivi, ed aiutano i feriti. I nemici feriti non vengono nemmeno finiti, semplicemente fatti scivolare fuori bordo. Intanto qualcuno tira su secchi d’acqua con una corda ed inizia a sciacquare il ponte.

Due giorni dopo l’arrivo in porto. Due giorni a remare e nemmeno una frustata. A nessuno di quelli che hanno combattuto. Gli altri rimasti alle panche sembrano invece subirne ancor di più. Una volta a terra tutti vengono fatti mettere in fila, e dietro un banco provvisorio uno degli ufficiali segna il nome di ciascuno su un registro, compila un foglio in cui c’è scritto che si è riscattato come uomo libero e gli consegna la moneta d’argento.

Con la pergamena in una mano e una moneta nell’altra si sente libero per la prima volta. Antoine è accanto a lui. Non riesce a smettere di sorridere.

– Sorridi come un idiota.

– Quindi come te?

– Dove andiamo?

– Con me, direi! – dice una voce alle sue spalle.

Quegli occhi! Impossibile dimenticarli. – Tu?

L’uomo dagli occhi verdi sorride. – Sediamoci la, ti spiegherò.

– Quindi Sara pensa che io sia in coma in ospedale, nessuno sa di quello che mi sta succedendo?

– Non esattamente. I cambiamenti che hai sul tuo corpo qui vengono ribaltati nel tuo tempo. Ad esempio questo taglio è diventato una cicatrice sul tuo corpo steso in ospedale.

– Non potrò mai tornare?

– Se farai quello che dico una possibilità ce l’hai.

– OK, ma ti seguirò. – dice mettendo mano al coltello tenuto dalla battaglia – Ma prima devo fare una cosa.

– Questo è quanto – finisce di dire Pierre – Marco è perso nel passato. Questo il motivo per cui vedi questi cambiamenti, queste cicatrici. Man mano che scrive la sua storia questa diventa reale qui. Marco non è in coma, sta semplicemente vivendo da un’altra parte.

Sara è seduta accanto al letto di Marco, con una mano posata sull’avambraccio.

Improvvisamente sente qualcosa sotto le dita, come un segno. Guarda il braccio di Marco e non riesce a trattenere un grido. Porta le mani alla bocca e le lacrime iniziano a scendere senza poterle trattenere, appannandole la vista. Ma ha già visto quanto doveva.

Sull’avambraccio di Marco una nuova cicatrice. Ma questa è diversa, non è una ferita. E’ una scritta, un messaggio:

ASPETTAMI

Categorie

Lascia un commento

88 Commenti

  • Nooo mi ero persa un capitolo..
    Infatti non mi tornava la domanda in cima..
    Bello, mi piace l’alternarsi sogno/realtà..
    Per me l’infermiera da la chiave alla dottoressa che sa cosa fare..
    La storia si fa sempre più interessante.. 😀
    Al prossimo capitolo (stavolta non me lo perdo!)

  • La trama mi ha subito intrigato e la scelta di far “rosicare” un pochino, invece di accontentare subito i lettori vedendo sviluppata la loro scelta, mi piace.
    L’unico appunto che vorrei fare è che secondo la mia impressione il testo scorre abbastanza bene ma qualche virgola da aggiungere nel punto giusto ci voleva. Ma è anche un fatto di gusti 😀
    Vorrei consigliarti una rilettura maggiore prima di pubblicare perché ad esempio nel primo capitolo (mi pare) hai cambiato un po’ troppo stesso il tempo verbale passando da un presente a un passato ecc e hai ripetuto 2 volte la parola “era”
    Comunque sono piccolezze che non rovinano affatto il mio compressivo giudizio più che positivo.
    PS (e poi finisco, giuro XD) fargli trovare subito il tizio con gli occhi verdi mi sembrava una opzione un po’ scontata quindi ho cercato di votare un colpo dis cena che portasse un po’ di azione (la scelta de difendersi) e rimango in attesa di vedere come va.

    • Ciao Francesco.

      Grazie per i complimenti. E per aver usato il tuo tempo per scrivere e ragionare su quello che ho scritto.
      Per il discorso virgole, io sono un fan delle virgole 🙂 Però, soprattutto quando l’attimo si fà più concitato, cerco di metterne meno, costringere a leggere tutto d’un fiato rende anche l’azione più continua, veloce. IMHO, ovvio.
      Per il verbi, invece, non ho fatto salti. Ho scritto tutto il primo capito al passato, “switchando” sul presente solo nel momento in cui Sara si alza ed inizia il dialogo, come a terminare il prologo e dare inizio alla storia. Infatti il secondo capitolo è tutto al presente.
      Per le opzioni… beh, la scelta non è mia 🙂

      Grazie ancora per il commento, spero di aver risposto in modo esauriente. E sperò che continuerai la lettura.
      A presto.

  • Mi ero persa il tuo racconto, ma sei ancora all’inizio ed è stato facile recuperare. 🙂
    Nonostante il genere non sia dei miei preferiti, la trama ha attirato la mia attenzione…
    Il primo capitolo è davvero bello..mi è capitato mille volte di sentire una notizia fredda al Tg e voler sapere com’è andata davvero… E la presentazione dei vari personaggi immergendoli negli attimi di vita che vivono è geniale, secondo me.

    Per il secondo capitolo se non ho capito male è una specie di sogno che fa Marco in coma..o addirittura potrebbe essere un’avventura vera che si ritrova a vivere mentre è in come..credo 🙂

    Cmq ho votato per incrocia gli occhi verdi.

    • Se posso, mi permetto di darti un unico consiglio..se concludi il capitolo precedente con tre scelte e la gente vota, poi si aspetta che tu segui le indicazioni. Infatti, anche io come altri, ora avrei voluto sapere cos’era l’oggetto caduto in borsa a Sara. So che è molto complicato perché di volta in volta devi seguire delle indicazioni e scrivere a comando ma è proprio questo il bello del sito: che il lettore ha il coltello dalla parte del manico e decide per te!
      Buona scrittura 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi