Trouver.

Dove eravamo rimasti?

Quando nulla, quando troppo! Siamo alla fine della storia decidete voi quale sarà il destino di Fortune. Vede dall'altra parte della strada Rene che la sta aspettando. (75%)

Fortune“La vita è come un grande minestrone. Un calderone di eventi, di cui l’ultimo sicuramente ne cambierà il sapore finale.”

Sono sull’esplanade del Sacre-Coeu, sdraiata sul prato e come una lucertola mi scaldo al sole. Con la musica a tutto volume nelle orecchie, ascolto il pezzo per il mio nuovo numero al locale.
La mente torna a quella scelta che ha cambiato il percorso della mia vita.

Attraverso la strada, lasciando dietro di me quattro uomini e un taxi.
La pioggia da prima impalpabile inizia a farsi sentire insistente, non me ne frega niente se i vestiti si stanno bagnando, anche se inizio a sentire freddo.
La forza che mi attrae verso di lui è più forte di qualsiasi altra cosa.
Non percepisco le parole di chi mi richiama indietro, sono solo rumore che si aggiunge alle gocce di pioggia.
Il tassista suona ripetutamente il clacson per attirare la mia attenzione:
«Madame, cosa devo fare?» Il suo armonioso accento magrebino mi fa voltare indietro.
Vedo ancora i quattro che parlano e agitano le braccia, ma dalle loro bocche non sento uscire parole. Solo uno sguardo mi lascia con il fiato sospeso.
Il clacson suona ancora «Insomma, si decide?». Credo di averlo guardato talmente male visto che è scappato sgommando.
La pioggia è l’unica cosa lenisce la mia rabbia. Rabbia per non essere capace di smettere di pianger ancora una volta per lui.
Demi mi chiama urlando per sovrastare il rumore del traffico, mi fermo un attimo per voltarmi ancora.
“Non riuscirò mai ad andare avanti se tutto e tutti mi richiamano indietro.”
Guardo un’ ultima volta Demi e sulle mie labbra spunta un sorriso che lo rassicura.
Con un gesto della testa mi incita ad andare avanti. Un ultimo saluto a tutti loro.
“Finalmente arrivo alla meta, il marciapiede sembrava irraggiungibile.”
Le macchine nella strada corrono alzando l’acqua dalle pozzanghere, non curanti dei passanti. Un taxi che si è appena fermato dietro di me, frenando mi ha infradiciata.
Sono davanti a René. I ricordi mi assalgono, forse…
“No! Fortune tu sei sicura di questa scelta!”
«Fortune io ti vogl…» Con gesto brusco della mano fermo quelle parole.
«Tu vuoi cosa? Tu non puoi volere niente da me, che tu non abbia già preso. Ti sei preso il mio amore, la mia vita, il mio lavoro, la mia casa. René sparisci dalla mia vita. Come ti ho già detto io per te non esisto più, anzi non sono mai esistita! »
Lui cerca di avvicinarsi ma demorde, quando vede l’odio nei miei occhi.
Non ho mai augurato del male a qualcuno, ma in questo momento vorrei che gli cadesse una qualsiasi cosa sulla testa, per vedere se il colpo lo fa rinsavire.
Mi volto verso il taxi. Apro lo sportello e vedo il magrebino di prima, che inorridito guarda i miei vestiti mezzi fangosi.
«Non dire una sola parola, mi hai ridotta tu in questo stato! » Gli indico la direzione da prendere, mentre lo sguardo va nuovamente verso la parte opposta della strada.
Un ultimo battito di cuore perso e poi anche quello sguardo sparisce tra le gocce della pioggia.
Ancora acqua. La doccia e il profumo del bagnoschiuma si portano via le ultime tracce del passato. Sorrido mentre mi guardo nel riflesso appannato dello specchio. Il suono del campanello mi riporta alla realtà.
«Demi, questa è casa tua, ormai le chiavi dovresti averle da tempo! » Borbotto mentre apro la porta.
Lo sbalzo di temperatura e la spinta che ricevo dalla parte opposta mi fanno barcollare indietro.
“Non cado.” Lui mi tiene ben salda tra le sue mani, mi bacia con prepotente dolcezza.

La stessa dolcezza che sento ora sulle mie labbra. Il sole si oscura per un attimo, apro gli occhi e spengo la musica.
«Sempre ai miei piedi, Fortune?» Mi aggrappo al bavero della sua giacca per tirarlo a me.
«D’ora in poi sarai tu a cadere ai miei piedi! » Sussurro sulle sue labbra ridendo.
La passione si approfitta delle nostre labbra.
«Come vedi l’attesa attenua le passioni mediocri e aumenta le grandi, mia Fortune.»

Per la prima volta penso che il mio nome non sia poi così male.

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84 Commenti

  1. Siamo alla fine… ma forse è solo un nuovo inizio!

    Grazie a tutti per avermi seguito e indicato la giusta strada per questa storia.
    Vi attendo per una nuova storia, le idee si accavallano tra le dita che
    incespicano sulla tastiera del PC in attesa di dare forma a qualcosa di diverso…
    spero solo di non spaventarvi al punto di farvi sparire tutti. 😉

    Milena

  2. cacchio ! proprio ora che cominciavo a rinvenirmi ,a leggerla senza lo stres che mi sparisse tutto , che non mi riuscisse aprirla , che non potessi votare … mi dici :_ via veloci si finisce _ porca miseria ! qui ti ho apprezzato ancora di piu’ , una descrizione pulita , non prolissa , passaggi chiari e sintetici ,ed inoltre … sempre piu’ sorprendenti .continualaaaaaa

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