Trouver.

Dove eravamo rimasti?

Mathieu ha recuperato il suo bonsai e riassaporato attimi di goliardia, ma resta "folgorato" da Fortune...Che tipo di lavoro potrebbe fare una tipa come lei? Destreggiarsi con sensualità in un caotico locale notturno? (60%)

I nanetti verdi, cambiano colore?«Dai, continua non ti fermare. Ancora un attimo ti prego! Un’ultima spinta e…» Sono talmente spossata e le parole si perdono tra le gocce di sudore, che imperlano le mie labbra. Il mio corpo trema dallo sforzo, non ricordavo fosse così faticoso. Certamente l’età non mi aiuta e non farlo da un po di tempo nemmeno.
«Devi aiutarti con le mani, io non posso spingere più a fondo potrei farti male!» Demi è dietro le mie spalle, le sue mani mi trattengono per i fianchi. Sento benissimo che anche lui non potrà resistere ancora per molto. Con un grido liberatorio sfogo tutta la mia energia! «Si! Si ci sono…è meraviglioso!» Per un attimo la vista si appanna. Riprendo fiato e cerco la mano di Demi avvicinandola alle labbra.
«Non ci posso credere! Ci siamo persi in questo gioco, ancora una volta come un tempo! Grazie, cosa farei senza di te?» Mi volto in cerca dei suoi occhi, lui tace e mi guarda ancora scosso dallo sforzo. «Cosa faresti senza di me?» Appoggia la fronte sulla mia e sospira profondamente, «Sono troppo vecchio per questo, devi cercarci un “giovine uomo” che sappia come prenderti.» Ridiamo come matti. Da quando sono tornata a Parigi rido tantissimo sarà che ora sono veramente nel pieno possesso della mia vita, sono felice.
«Ora che ti ho convinto nuovamente a farlo, non potrei mai sostituiti con un altro uomo. Mi completi, come hai sempre fatto!» Tra noi due è sempre stato così, siamo come due calamite, se messe nella posizione giusta si incolliamo l’una altro.
«Ti voglio un bene dell’anima, ma ora devi andare!» Mi da una sonora pacca sul sedere e si allontana di un passo. «Puzzi come una capra di montagna! Credo che nessun altro uomo ti vorrebbe accanto ora.Vai a farti la doccia subito!» Si porta la mano al naso sfottendomi insolentemente. «Senti, non è che tu profumi di lavanda mio caro!» Come due idioti iniziamo a farci il solletico fino a rotolarci per terra dalle risate.
«Ehi, voi due volete andarvene o no? Il palco deve essere pronto per il primo spettacolo della serata!» La voce sensuale del direttore di scena ci risveglia dai nostri giochi. «Certamente Étienne, hai tuoi ordini!» «Demi, ricordi la canzone di Guesch Patti “Étienne”?» Non aggiungo altro, mi volto sospirando verso il palco. Sono 2 settimane che preparo il mio primo spettacolo, un mix di pole dance e bourlesque. Demi mi aiuta con gli allenamenti come faceva quando studiavamo insieme all’accademia di danza. Questo nuovo lavoro è una sfida contro tutto e tutti, da tempo volevo tornare a ballare. Ma che fatica! Il locale è stupendo un’ambiente sexy e raffinato, gli spettacoli sono entusiasmanti e raffinati. Niente a che vedere con quelli di certi strip club di Pigalle. Un unica cosa mi rammarica, non ho ancora conosciuto il proprietario e nessuno mi vuole parlare di lui. Mi chiedo se non sia un pazzo come il “Fantasma dell’opera” che si aggira per il locale, mi vengono in mente certe cose solo perché ho sempre l’impressione di essere osservata.
«M.me Odille, pronta per vedere lo spettacolo? Non sarò certo brava come lei.» «Fidati, sarai una bomba. Ora vai sul palco e stendili tutti, compreso lui!» Mi abbraccia e alza gli occhi vecchi verso la vetrage dell’ufficio del capo che sovrasta gran parte della sala.
Mezza morta rientro nel camerino, è talmente strapieno di fiori e gente che per poco rimango senza fiato. Un passo ancora su questi tacchi allucinanti e poi cado per terra nuovamente atterrata da lui.
«Io sono…si insomma sono venuto a prendere mia zia!» Vedere Mathieu imbarazzato è strano, come trovarmelo tra i piedi nei momenti più strani.
“Ok, sei la vicina di sua zia, vivi con suo vecchio amico con cui esce ogni sera…è il minimo che vi vediate spesso!” Tra i fiori noto con terrore un piccolissimo bonsai, un acero rosso, prendo il biglietto che l’accompagna. Un pregiato cartoncino nero opaco con una “M” in rilevo, rossa come l’acero.
È il logo del locale.
«I nanetti verdi, cambiano colore?» M.me Odille è accanto a me e sorride maliziosamente.

Fortune, ha programmato nel minimo dettaglio la riconquista della sua vita. Amici, lavoro consapevolezza di se, ma non ha messo in conto una cosa importante...Che succede ora?

  • Si gode la sua ritrovata vita, se qualcuno la vuole è bene che si muova per primo... lei non farà un passo non è il suo turno. (67%)
    67
  • Infastidita dal dono lo mette in disparte senza dagli importanza... dopo tutto lei i bonsai non li sopporta (0%)
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  • Il bonsai potrebbe essere anche di Mathieu...ci parla apertamente per capire cosa voglia da lei. (33%)
    33
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84 Commenti

  1. Siamo alla fine… ma forse è solo un nuovo inizio!

    Grazie a tutti per avermi seguito e indicato la giusta strada per questa storia.
    Vi attendo per una nuova storia, le idee si accavallano tra le dita che
    incespicano sulla tastiera del PC in attesa di dare forma a qualcosa di diverso…
    spero solo di non spaventarvi al punto di farvi sparire tutti. 😉

    Milena

  2. cacchio ! proprio ora che cominciavo a rinvenirmi ,a leggerla senza lo stres che mi sparisse tutto , che non mi riuscisse aprirla , che non potessi votare … mi dici :_ via veloci si finisce _ porca miseria ! qui ti ho apprezzato ancora di piu’ , una descrizione pulita , non prolissa , passaggi chiari e sintetici ,ed inoltre … sempre piu’ sorprendenti .continualaaaaaa

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