I segni dei Dimenticati

Dove eravamo rimasti?

Maive è sola! Come affronterà gli inseguitori? Suggerite nei commenti gli effetti che vedreste bene per il potere! Maive fa ricorso al potere del segno: sarà qualcosa di veramente distruttivo e pericoloso! (64%)

Sussulti e rivelazioniSotto le stelle una voce ferma si levò. Nella lingua del nord, tagliente e dura, Maive intonava una delle antiche canzoni del Berenstan. Sin da piccolo Sukh era stato intrattenuto dall’amica più grande con i frammenti della sua cultura, quel poco che lei ne sapeva. Il giovane la riconobbe: la canzone di Fyrd, l’eroe dei Ghiacci. Allora l’intento di Maive fu chiaro. Al contempo rapiti e preoccupati, il naso verso l’alto, attesero nel buio della stalla.

Il marziale canto crebbe, quasi divenne un grido, determinato e furioso. Non si sarebbe sottratta alla lotta. Poi cessò ed altre urla risposero, fanatiche: improperi e imprecazioni, parole violente. Si udirono gli urti contro il tetto degli aggressori che vi saltavano, lo scalpiccio veloce dei piedi che puntavano al centro. Poi tonfi, clangori e nuove grida; la colluttazione era iniziata.

Un colpo potente e nitido, seguito da un boato, portò il silenzio per un istante. Il soffitto vibrò violentemente, una crepa lo percorse. La colluttazione ricominciò, o così sembrava. Poi ci fu il secondo colpo ed un boato più forte; questa volta tutta la struttura vibrò, mentre l’incrinatura si allargava. Qualcosa gocciolava dalle fessure.

Il terzo giunse poco dopo. I ragazzi udirono l’impatto, un fischio acutissimo e poi l’esplosione. L’onda d’urto si propagò con un fragore assordante. Le finestre dell’edificio, come di tutti quelli in zona, esplosero contemporaneamente. Nella notte di Demaz risuonò il tintinnio cristallino di quella pioggia.
Saran e Sukh vennero sbalzati nuovamente sul cumulo di paglia, poco prima di vedere il soffitto crollare ed una voragine aprirsi nel punto dell’impatto. Tre uomini caddero dentro la stalla, uno sopra l’altro, straziati e inermi. Attraverso l’apertura si stagliava, la luna alle spalle, la figura di Maive: le vesti e le braccia macchiate di sangue, gli occhi bianchi e opalescenti, il segno luminoso sul petto. Non guardò in basso, si voltò e corse via. I cultisti erano in fuga, a giudicare dalle grida convulse.

Una voce gelò sul posto i ragazzi, già pronti a seguirla. Suonava profonda e fredda, aliena. “La stanno attirando in trappola.”

La luce della luna rivelava i contorni di una imponente figura, dalle vesti porpora. Risplendeva il bianco avorio della maschera, ricca di intarsi raffinati, delle catene affusolate che scendevano lungo le braccia bendate di lino, delle ossa della spada alla cintura.

“Lo sa.” Gli rispose Saran, ferma. Avanzò di un passo. “Tu ci hai salvato dal fiume, ci hai aiutato nella piazza. Non è vero?”

“…”

“Perché?”

Qualcosa di simile ad un sospiro lo scosse.

“Molti vorrebbero i vostri poteri. Seguaci di antiche entità, cadute e imprigionate. Bramosi di liberarli, disposti a tutto. Enarth e i suoi sono pedine in questo gioco millenario. Ma…”

“… non sono i soli. E tu…”

Gli porse una pietra antica, forse un fregio. Recava inciso il simbolo simile al fiore stilizzato, lo stesso dei ragazzi.

“Il nostro è un culto antico. Voi ne siete gli eredi, i discendenti degli Araldi. Essi si mescolarono alle nuove razze per tramandare il sacro retaggio. In attesa del risveglio dei Dimenticati, i regolatori del mondo che oggi conoscete. Voi forse avete il potere per arrivare a loro. Probabilmente vi hanno già contattato.”

Subito pensarono ai sogni, alle visioni, e compresero. Sukh gesticolò qualcosa verso l’amica.

“Perché non ci hai aiutato apertamente, da subito?”

“Ogni membro dell’Ordine agisce come ritiene giusto. Altri prima di me vi hanno dato asilo, vi hanno cresciuto, persino addestrato, senza che voi sapeste niente. Voi portate un grande potere, una speranza per questo mondo. Dovete provarmi di esserne degni.”

“E tu chi…”

“Ero uno zahanariano. La morte è il mio dono, e la mia maledizione.” Una luminescenza blu lo avvolse. Poi scomparve, lasciando nell’aria una sinistra risata. “Vi basti questo.”
Aprì la mano mostrando tre piume, due argento e una oro.

“Se volete aiutare Maive fareste meglio a muovervi. Ora.”

Su chi volete sia incentrato il punto di vista del prossimo capitolo?

  • L'enigmatico zahanariano, alleato o osservatore questa volta? (53%)
    53
  • Maive, dritta tra le fauci del nemico. (27%)
    27
  • Sukh e Sarangerel, all'inseguimento disperato dell'amica. (20%)
    20
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266 Commenti

    • Ti ringrazio molto, non sai quanto mi fa piacere vedere che il mio racconto è ancora letto pur essendo chiuso. E ovviamente mi fa piacere anche sapere che hai apprezzato le descrizioni, a mio avviso fondamentali soprattutto nel fantasy.. certo non è sempre facile conciliarle con il poco spazio!

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