I segni dei Dimenticati

Dove eravamo rimasti?

Su chi volete sia incentrato il punto di vista del prossimo capitolo? L'enigmatico zahanariano, alleato o osservatore questa volta? (53%)

SpettriNella sala spirava un vento gelido, inospitale. La luce riflessa dall’alabastro bianco feriva gli occhi, abituati al buio. Sguardi di effigi marmoree scrutavano i presenti.

“Non lasciare che ti uccidano, figlio mio.”

Nador scacciò i ricordi di Zahan che riaffioravano.
Seguiva i tre ragazzi dai tetti, non visto. Avanzavano a passo sostenuto in sella ad un robusto cavallo. Baatar era steso sulla sua schiena, privo di sensi. Il siero aveva eliminato il veleno, ma il suo corpo era provato. Sukh conduceva l’animale, mentre Sarangerel dava indicazioni sulla direzione. Si vedevano già gli effetti rinvigorenti delle piume d’argento. Sarebbe bastato?

Nador rifletteva su questo ed altro. Era impressionato da come Sukh fosse riuscito a calmare il cavallo imbizzarrito per le esplosioni. Forse era uno dei suoi doni, ma la sua vera natura restava un mistero.
Era stato lui a condurlo all’orfanotrofio. L’Ordine gestiva segretamente la struttura, crescendo e controllando i ragazzi dotati di potenziale: discendenti dei possessori del segno, eredi di rinomate linee di sangue, o bambini della zona coinvolti in episodi inusuali.
Per Sukh era diverso. Era il figlio di un potente membro dell’Ordine, ispirazione di molti. La sua condotta però era vacillata fino a diventare un problema. Così Nador si era recato da lui per risolvere la questione. Lo rispettava molto, per cui non poteva soprassedere. Trovò la casa deserta e il bambino abbandonato nel letto. Non si seppe più nulla del “Profeta”.
Nessuno percepì del potere nel piccolo, e venne ospitato come altri normali orfani. Di tanto in tanto Nador tornava e lo trovava sempre cupo, rabbioso, solitario. Poi avvenne l’incidente. Mercenari attaccarono l’orfanotrofio, mettendolo a ferro e fuoco. Sembrava una azione da schiavisti, ma si scoprì essere opera di seguaci dei Primi. I membri dell’Ordine, impreparati, faticarono a respingerli. Si temettero tradimenti, così la struttura venne abbandonata; i ragazzi sarebbero stati seguiti al di fuori. Purtroppo ci furono delle sparizioni, e delle morti. E un altro trauma per Sukh.

Nel frattempo erano giunti a destinazione. Una strada tortuosa, in disuso, conduceva ad una piana, su una altura della montagna su cui poggiava la città. Doveva essere stato un importante sito, ma nei secoli le sue pietre erano state saccheggiate. Ora rimanevano nude colonne e pietre basse, simili ad altari. Al centro si scorgeva una voragine, dai bordi perfettamente circolari, di pietra lavorata.
Davanti al cerchio stava Enarth, il capo dei cultisti. La tunica era caduta, mostrando un corpo ancora peggiore del viso: frammenti di metallo di ogni foggia, mescolati, alcuni somiglianti a lugubri rami, erano saldati alle carni ustionate. Sangue raggrumato gli colava dal petto, mentre sul ventre, in un nido di lame attorcigliate riluceva il segno dei Dimenticati.
Maive era in ginocchio poco distante, ferita, il capo chino, le braccia bloccate da corde tenute da cultisti. Altri avevano aggredito Saran e Sukh, sbalzati dal cavallo imbizzarrito per una saetta esplosa poco distante. Un armato aveva caricato in spalla Baatar, ancora incosciente, e lo stava conducendo dal suo signore.

Lo zahanariano raccolse i pensieri, deciso ad intervenire. Aveva assistito abbastanza. Non erano degni, non ancora. Una falsa speranza, come altre. La luce blu l’avvolse, la presenza spiritica si materializzò attorno a lui. Tra i lineamenti incorporei spiccavano occhi rossi e un sinistro sorriso. Rise, mentre lo avvolgeva tra le sue spire, soffocandolo.

“Non puoi sfuggire ai tuoi spettri…”

“Non ora…”

“Scivola nell’oblio. Affoga lentamente… nella memoria … nella morte.”

La vista si annebbiò, mentre la mente tornava alle immagini dal passato.

“Le tue azioni porteranno alla rovina del popolo elfico. C’è solo distruzione sul tuo cammino. Ma tu lo sai. E’ quello che vuoi. Deve esserlo. Pertanto ti dico: non lasciare che ti uccidano. Lasceresti un mondo migliore di quello che hai trovato.”

Siamo all'epilogo. Le loro vite non saranno più le stesse, in nessun caso. Ma cosa vi aspettate per il finale?

  • Riusciranno a cavarsela, ma situazioni disperate richiedono sacrifici e sofferenze. (67%)
    67
  • Riescono a cavarsela con qualche espediente, del resto sono ragazzi! (19%)
    19
  • La situazione sarà ribaltata con prodigio, e la minaccia annientata. (14%)
    14
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266 Commenti

    • Ti ringrazio molto, non sai quanto mi fa piacere vedere che il mio racconto è ancora letto pur essendo chiuso. E ovviamente mi fa piacere anche sapere che hai apprezzato le descrizioni, a mio avviso fondamentali soprattutto nel fantasy.. certo non è sempre facile conciliarle con il poco spazio!

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