Il piano. Ovvero come riuscire a conquistare la ragazza dei propri sogni

Trovare il coraggio“Ecco il piano: vai dritto verso di lei e le chiedi di uscire”.
“Che piano di merda, Gio! Non serviva uno stratega come te per partorire questo aborto”.
“Che c’è? Con me ha sempre funzionato”.
Dannato Giovanni. Tu e il tuo stupido fascino da attore italiano: Mastroiani, Gassman, fate un po’ voi. Io? Vi ricordate Steve Buscemi? Bene ora toglietegli il talento e avrete un mio ritratto abbastanza fedele. Non che mi lamenti del mio aspetto, ho visto ragazzi decisamente peggiori, ma qualcuno dovrà pur farlo visto che sono single dallo scorso millennio.
Guardala là, splendida come sempre, seduta sui divanetti a parlare con le sue amiche. Ci conosciamo da anni ed ancora ho difficoltà ad intavolare un discorso compiuto. Che schifo. Sant’iddio quanto mi faccio schifo!
Basta. Non si può indugiare per sempre.
“Vado!”.
“Bravo, campione, falla secca”.
“Ma prima mi faccio un salto al bar”.
Mi giro e vedo già che il sorriso sulla faccia di Gio si è un po’ spento. Lui sa già come andrà a finire, sa già che dovrà accompagnarmi a casa sulle sue spalle, mentre io sarò talmente ubriaco da non reggere a due passi di fila senza fermarmi a svuotare tutto quello che ho dentro lo stomaco.
No, questa volta è diverso. Forse. Spero.
Attraverso la sala da ballo colma di corpi sudati che si muovono al ritmo di una musica assordante. Le luci girano vorticose. Lampi alternati a buio pesto, mi fanno perdere di vista il bancone in fondo alla discoteca che riesco a raggiungere a stento, guadagnandomi le occhiatacce dei ragazzi in cui vado a sbattere.
“Ragazzo, mi fai una birra?”.
“Eh?”. Mi fa il barista con aria stressata. Poveretto, la musica troppo alta non li fa capire nemmeno un’ordinazione ed ogni volta deve chiedere a gesti e urlando di ripetere.
“Fammi due birre, va”. Glielo grido in faccia, facendogli sventolare il simbolo della pace con le dita sotto gli occhi, questa volta annuisce e inizia a spillare; dopo un paio di secondi mi ritrovo due bei bicchieroni pieni di quella gialla brodaglia.
Pago, prendo il primo bicchiere da mezzo litro – 5€! Ma dove sono capitato! – e me lo scolo tutto d’un sorso davanti ad un barista compiaciuto, che approva con un sorriso beffardo. Aspetto che mi arrivi un po’ di coraggio, ma dalle viscere mi sale solo un flebile rutto che cerco di espellere nella maniera più mimetica possibile. Prendo l’ultimo bicchiere – rimasto, non della serata – e mi dirigo verso la ragazza.

Tutti conoscono i pericoli di attraversare la pista da ballo con un bicchiere pieno in mano, cosa mi può accadere durante il tragitto che mi separa dalla mia amata?

  • Non reggo la tensione, mi bevo la birra e me ne torno al bar. (19%)
    19
  • Vado a sbattere contro una ragazza e le verso la birra addosso. Ecco, ora sono nei guai.. (63%)
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  • Niente. Perché deve succedere sempre qualcosa? Il percorso fila liscio. (19%)
    19
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27 Commenti

  • Non voglio sembrare sleale per avere incipoints…ma se potete dare un’occhiata al mio racconto mi farebbe piacere…non so come continuare la storia e ho bisogno di qualche consiglio.
    GRAZIE…
    Ripeto, non lo faccio per gli Incipoints ma ho bisogno di qualche consiglio. Grazie mille!

    PS il tuo racconto mi piace molto. Complimenti!! ti seguo!!

  • Inizio decisamente carino. L’humor non manca e la storia sicuramente si presta.
    Ovviamente rovescia la birra! Speriamo il ragazzo di lei non sia troppo grosso! O chissà se invece questo evento farà cambiare le attenzioni del protagonista.

    ah dimenticavo.. benvenuto su THe iNCIPIT!

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