La donna di carta

IncuboEccoti.
Nei miei sogni, ancora una volta.
Come una dea o uno spettro.
E forse sei entrambi, una doppia maschera di poesia e orrore, di ispirazione e raccapriccio.
Una sadica musa che si nutre d’inchiostro e di sangue, che anela all’eterno riposo delle mie pagine.
Un abominevole compromesso a cui né arte né penna possono piegarsi senza essere dannate in eterno.

Di giorno è più facile. È facile astenersi dallo scrittoio, da quelle pagine che ti reclamano e ti invocano. È facile schivare gli attacchi della memoria, sfuggire alle sue dita sottili che vorrebbero allacciarsi attorno alla mia mente, abbracciarla nel loro gelido calore.
Ma la notte… la notte la porta dell’inconscio si socchiude, e quelle stesse dita si insinuano nello spiraglio, strisciano dentro me sotto forma di languidi pensieri.
Ed ecco, sono di nuovo lì, di nuovo perso nella rete profumata dei tuoi capelli corvini, nella trappola scarlatta delle tue labbra schiuse sulle mie, nel candore di perla del tuo collo reclinato all’indietro in una risata. Ti accarezzo il viso, ti faccio ballare, stringo al petto le tue mani giunte alle mie in un’eterna unione.
Uno, due, tre, giravolta…
Mi sorridi, e lentamente il tuo sorriso inizia a disgregarsi, la pelle avvizzisce attorno ai denti, gli occhi affondando in un viso sempre più scheletrico. L’inerzia della danza soffia via i tuoi ultimi resti mortali, ed è una creatura senza più corpo né anima quella che danza insieme a me in un macabro valzer.
Sorridi ancora, sorride quella tetra allegoria di te, fatta di ossa, polvere e dolore: e la tenerezza è intrisa d’orrore, e l’orrore di tenerezza, perché sei tu, nonostante tutto.
Nonostante tutto, tu.

Mi sveglio sudato, con l’umida scia della tua mano bagnata di affetto e di vendetta ancora sulle guance.
Il letto, un groviglio di lenzuola annodate da sogni troppo contorti per dispiegarsi alle vele dell’alba.
Mi sollevo lentamente, scrollandomi di dosso frammenti di sensazioni e di ricordo.
Cerco nella routine del mattino il conforto dell’abitudine, ma non c’è abitudine dove ci sei tu, non c’è mai stata.
Lo specchio del bagno mi restituisce l’immagine di un uomo più vecchio e più triste di quello che si è coricato la sera prima. Sembra che ogni secondo di questa notte abbia inciso la sua personale tacca sul mio viso, come un carcerato sulle pareti della cella.
E dopotutto, stanotte non sono stato forse tuo prigioniero?
Incatenato al tuo ricordo come un cane al palo, destinato a imputridire attorno ad esso.
Affacciato alle verdi finestre dei tuoi occhi, tra le sbarre delle ciglia ho pianto lacrime di mancata amnistia.
Non esiste fine alla prigionia che inizia con la morte.
Come un ergastolano, cammino in due metri quadri di vita, accompagnato dal suono di passi chiusi su stessi, senza speranza di assoluzione.
Sei la mia cella, e la chiave l’hai portata via con te.

Vorrei non guardare, ma i miei occhi stanchi sembrano agire contro la mia volontà.
Si volgono con la rassegnazione di chi ormai ha rinunciato a sperare.
E come ogni mattina, sono là.
Candide come vergini sacrificali a un dio barbaro, deflorate da cicatrici d’inchiostro.
Pagine e pagine che non so quando ho scritto.
E che, come sempre, parlano di te.

Della tua ferale bellezza.

Del nostro amore dannato.

Di un patto che non conosce confini.

E di una promessa.

La promessa che sto per raggiungerti.

Dove si recherà lo scrittore nel prossimo capitolo?

  • Nel luogo in cui anni prima è misteriosamente scomparsa (50%)
    50
  • Al manicomio in cui è rinchiusa da anni (44%)
    44
  • Al cimitero dove lei è sepolta (6%)
    6
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386 Commenti

  • Reazione ambivalente. Come lettore della storia, soddisfattissimo. Come navigante di luoghi pericolosi dove sirene o scogli di cellulosa lanciano il loro canto, l’usuale domanda: dove sono a volte, di qua, o di là? E anche questo, un segnale che le tue parole funzionano. Per la prossima tifo sci-fi!

  • Le tue parole scivolano come poesia, musica dolce che ferisce gli animi di chi ti legge
    la scrittura è anche questo e credo di saperlo bene, a volte sa fare male, moltissimo.. eppure siamo sempre qui, sempre più assetati, sempre più bisognosi..

    brava, non credo di poter dire altro, se non che ti invidio molto, davvero <3

    • Aspasia, che bello ritrovarti! 😀
      Eh già, il prossimo ci sarà. Ho qualche idea che mi ronza in testa, vorrei metterlo nei prossimi giorni. Anche se proverò a giocare un po’ con il genere, questa è stata la mia prima prova nell’horror e ora mi voglio buttare in qualcosa di nuovo… 😀

  • Aaaaa, che palpitazioni nelle ultime righe, mi farai prendere un colpo. Non so perchè, ma l’immagine della camicia macchiata d’inchiostro mi piace un sacco…
    Intanto io dico… Lo faranno insieme! Ma cosa?! Attendo un finale col botto.

  • Che meraviglia. Non saprei, ma le cose hanno un sapore più eterno se fatte insieme. Allora lo faranno insieme. Brava Martù… ma perché scrivi così eh? Perché scrivi così? Presentami quel demone che striscia sotto la tua pelle 😀
    Ps: wè, ma l’articolo di giornale? o_O

      • OVVIO che hai ben interpretato! 😀 Ah, il PROSSIMO? Ma se ancora non hai finito questo? 🙂 Io, invece, per il momento con TheIncipit non ho idee… sono troppo presa dal concorsino interno di MEE e dalla tesi! 🙂 Anche se involontariamente ho pubblicato un incipit su 20lin… Insomma, sono in grado autonomamente di incasinarmi la vita creativa! 😀

        • Ooooh mi ero persa il tuo 20lin!! Io lì vorrei scriverci, ma non so quanto intendono esattamente con 20 righe, e il dover scrivere il titolo a priori mi indispone. ù.ù
          Quanto al finale dei questo, potrei scriverlo anche domani, ma mi prendo un po’ di tempo, e l’altro l’avevo in mente da tanto! Il concordo di MEE mi ha beccato con generi che non mi piacciono (avrei voluto il vostro girone!!), e il mio articolo ancora non esiste… :/

  • Stilisticamente sempre impeccabile.
    Protagonista.
    Comunque noto che avete la tastiera facile, io sono in piena crisi creativa e il tema di riccardo mi sta mandando in loop. Hihihihih chissà?
    È sempre un piacere leggerti, carissima.

    • Jay non parliamo di Olimpiadi!!! Pur di non pensare al mio articolo di giornale, ho aggiornato TheIncipit dopo SETTE GIORNI; dico, SETTE GIORNI. L’ho fatto solo con il primo capitolo, nei bei tempi andati. O_O

      (Ps: ovviamente grazie per lettura,commento&apprezzamento! 🙂 )

    • Ahaha, spero di interpretare nel modo corretto quell’ “Urka!” e ti ringrazio. Come dicevo più sotto, in qualche modo la dicitura horror me la devo guadagnare.
      Comunque vadano le votazioni, vi assicuro che la donna di carta ci sarà. Anche se forse, non come ce la aspettiamo…

    • Non so perché ma il capitolo si è visualizzato nella mia testa non appena avete iniziato a votare per il protagonista. E così si spiega anche l’aggiornamento così repentino.
      Anche se, attenzione attenzione, ho in mente entrambi i prossimi capitoli, le scelte da porvi e il finale.

      Qualcuno per caso mi ha drogata nel sonno?!

    • Ti ringrazio Jay! Un po’ di splatter ci voleva, sennò come me la guadagno l’etichetta “horror” sul racconto?
      E ti ringrazio anche per il tweet sulla morte poetica! 😀
      L’allodola mi è venuta in mente per ultima come soluzione ma devo dire che attira parecchio anche me. 🙂

    • Ciao locullo, , e grazie per il commento sincero. 🙂
      Confesso anche io di avere un po’ caricato nei primi capitoli, spero che quest’effetto si sia un po’ mitigato con il proseguire del racconto. Diciamo che è stato un po’ un esperimento anche di stile, la mia storia precedente era tutta azione e adrenalina, per cui ci è voluto un po’ per stabilizzarsi.
      Devo dire che la morte della bambina attira anche me…ma mi sa con l’ipotesi del protagonista me la sono giocata!
      Grazie per il “ben scritto”, soprattutto da chi l’immaginifico non lo regge tanto, ha ancora più valore! 🙂

    • Aspasia grazie mille del tuo commento!
      Mentre scrivo cerco sempre la maggiore compenetrazione possibile tra protagonista e spettatore, calcola che a volte mi ritrovo anche a fare le facce (tristi, felici, angosciat, commosse…) della persona che sto descrivendo, per una completa mimesi.

      Protagonista, eh? Mi sa proprio che stavolta mi sono messa nei guai! 😛

    • Ciao Fra!! 😀 😀
      Che bello ricevere commenti così entusiasti! 🙂
      Purtroppo per questa votazione sei in minoranza, ma chissà, l’altro uomo si fa sempre in tempo a farlo morire… 😛

      Onore addirittura? Per me sarà un piacere leggerti, solo, come avrai notato dalla frequenza degli aggiornamenti, il tempo è un po’ un problema, per cui non ti posso garantire nulla sulla celerità! Ma appena posso passo (scusa il bisticcio) 😀

  • Questo voto mi ha messo in grossa difficoltà.
    Alla fine mi son detto… parla di patibolo, quasi quasi la ascolto.
    Da qui, la morte del protagonista. Sarà magari deformazione professionale, dato quello che sto scrivendo, ma non mi pare la peggiore delle sorti, al momento. E nemmeno una fine.
    Quindi… daje!

    D., sprone per vocazione.

  • La tua prosa è uno spargimiele che cola imperituro.
    Alcune volte, nel bel mezzo della visione di un film, mi è capitato di pensare “chissà cosa accadrebbe adesso se il protagonista morisse?”. E non ti nascondo che ho anche avuto la tentazione di scrivere qualcosa in merito.
    Ora che ne ho l’occasione non me la lascio sfuggire.

    Ps: quando hai tempo passa da me, mi piacerebbe ricevere il tuo parere 🙂

  • Voto per lo scontro e la rivelazione, decisamente e con tutta la mia forza.

    La descrizione di lei che si muove tra la gente e lui che la guarda dalla finestra la trovo… sublime! Sublime va bene? Si può dire? Rende?
    Però, io che sono un po’ matto e adoro le cose piccole, ti ringrazio soprattutto per aver scritto questo passaggio: “Ero tuo, fin da allora. Tuo, fino a ora.”

    Il capitolo, nell’insieme, è una bella apertura verso il lettore. Ora, però, esigo (in quanto lettore) tutto il resto e in tempi più brevi.

    Brava Marta.
    Agonisticamente,
    D.

    • Mio caro monsieur Bricoleur, lo sa che lei sta rischiando di trovarmi vestita da sposa con tanto di bouquet sulle porte di casa sua?
      La parola “sublime” digitata dalla stessa tastiera che ha partorito Ferocia Illuminata meriterebbe una foto al pc con annessa affissione del commento sulla parete della mia cameretta, ecco.
      E mi commuove che tu abbia notato quel passaggio.
      Per un attimo avevo pensato di sopprimerlo sulla scure dei 4000 caratteri, ma come dici tu, le cose piccole sono anche quelle che ci appaiono più preziose. E così ho tolto qualche avverbio pretenzioso dei miei.
      Che dire?
      GRAZIE!
      E ora vado a gustarmi la morte di la Solfa, altroché. ù.ù

      Agonisticamente

      M.

    • Casotto! Ciao! Sono vergognosamente indietro con la pubblicazione dei capitoli ma ho avuto un periodo densissimo di cose brutte e belle, tra un mese senza connessione, sessione estiva d’esami e la pubblicazione/promozione del libro! 😀
      Sono al lavoro sul nuovo capitolo, ma tranquillo l’importante rivelazione ce la teniamo per la prossima volta! 😉

      • Uhm dipende se è un entità reale e viva o qualche specie di entità spirituale.. potrebbe essere la figlia della coppia, o di uno dei due.. o la sorella di lei.. o magari la figlia morta (o mai nata) cresciuta come una specie di fantasma che segue il padre, per controbilanciare gli influssi distruttivi della madre.
        Ho detto le prime cose che mi sono venute in mente 😀

        Grazie per il tuo apprezzamento per il racconto dell’altro racconto. Se ti è piaciuto magari puoi leggere anche il mio racconto qui su THeiNCIPIT, anche se è un po’ diverso, sia come stile che come genere 😀
        Sicuramente mi farebbe piacere avere un tuo parere!

        • Wow, tutte bellissime le tue proposte! Peccato che l’ipotesi per ora non sembra vincere, ma me ne tengo buona qualcuna per riproporla poi… ovviamente ti citerò nei ringraziamenti ehehe! 🙂

          Sarò contenta di leggere, non garantisco nulla sui tempi ché sono superimpegnata tra università e presentazioni del libro! 🙂

    • Eheh io pure ero per il passato… ma chissà, come al solito (salvo imprevisti o esami dell’ultimo minuto) c’è una settimana di tempo per votare! E in ogni caso, il passato in qualche modo dovrà tornare. 🙂
      Le bimbe sì, non so perché ma creano quell’atmosfera inquietante che proprio guarda che te lo dico a fa’. xD

  • Penso di essere una delle ultime arrivate, qui, ma non posso non dire la mia.
    Voto per la bambina. Ne so ancora troppo poco, di te come scrittrice e di questa storia, per permettermi di rischiare, quindi vado sul sicuro con qualcosa che so che mi piacerà. Penso sia inutile che ti dica che adoro il tuo stile.
    Ti seguo con molto interesse.

  • Come ti dicevo l’ho letto stanotte, e già stanotte, mezzo assonnato, l’opzione che mi aveva stemperato il sonno era “…una richiesta di aiuto”. La prima impressione è quella che conta, di conseguenza… 🙂
    Brava.

    • Oh, qualcuno che mi vota la canzone. Era anche quella un’ipotesi molto inquietante, sono contenta che tu l’abbia scelta. E poi, le votazioni rimarranno aperte fino al prossimo giovedì, per cui…non si può mai dire! 😉

      Sì, devo dire che nei miei brevi ventun anni di vita ho scritto parecchio (il mio primo libro è uscito da poche settimane) ed in genere tendo all’aulico e al poetico… anche se mai come qui. Diciamo che è un esperimento, così come – anche se per altri versi – l’altra mia storia, Flash 😀

  • Parole incise sulla sabbia. Potrei copiare e incollare il mio precedente commento: il tuo stile è interessante, a tratti molto efficace, però a volte è troppo autoreferenziale, troppo spinto verso l’utilizzo di metafore o immagini che appesantiscono la lettura senza elevare il testo.
    Al prossimo capitolo, peccato che il manicomio abbia perso 🙁

    • Ciao! Sai, credo che sarai un lettore molto ma molto prezioso. Diciamo che mi prendo come personale scopo quello di scrivere un capitolo che ti soddisfi ahahah! 😀
      Scherzi a parte, è facile eccedere quando si tratta di creare un’atmosfera, ed è importante avere qualcuno che mi tenga con i piedi per terra. 😉

      Eh già, peccato per il manicomio! E’ stato un testa a testa durissimo, ma due voti di seguito alla scomparsa l’hanno portata in vantaggio!

  • Wow.
    Grande Marta.
    Forse non era da leggere appena sveglio, ok. Me lo appunto per i prossimi capitoli.
    Voto per la bimba, anche se so già che me me pentirò… a me inquieta già così, se ci mettiamo pure ‘sta cinna è facile che me la faccia sotto e smetta di leggere (scherzo!!!).
    Scene descritte in modo magistrale, tutto col ritmo di quella nenia, maledetta e irresistibile.
    Complimenti Marta, pelle d’oca.

    D.

  • Prima parte del capitolo molto interessante, mentre il secondo paragrafo (da nonostante tutto, tu) è pieno di frasi ridondanti e un po’ troppo fini a sé stesse, che non aggiungono nulla all’atmosfera malinconica ed anzi finiscono con l’allentare la tensione.
    Alcune espressioni poi sono piuttosto abusate, tipo “tra le sbarre delle ciglia”, metafora piuttosto inconsistente.
    Poiché hai uno stile interessante il mio personale (magari errato) suggerimento è quello di liberarti di troppi orpelli che appesantiscono. Attendo il prossimo capitolo, voto per il manicomio.

    • Ciao! 🙂
      Innanzitutto, grazie. Mi piace chi fa critiche intelligenti, e la tua è una di queste: è stato un capitolo molto istintivo, e confesso di essermi fatta guidare molto dall’evocatività e dall’eufonia delle parole (anche se, curiosamente, in passi diversi da quelli che mi hai segnalato). Nel prossimo, che se tutto va bene posterò domani, terrò in considerazione la tua osservazione. 😉
      Per ora il manicomio è in lieve vantaggio! Ma chissà che per domani le sorti non si rovescino? 😉

    • Bricoleur, per un tuo commento affronterei mille stalli!
      Ehehe a parte queste frasi da amor cortese, sono contenta perché personalmente propendo per il manicomio… ora lancerò un ultimo appello per la votazione, dopodiché se domani non si è giunti a una svolta credo cercherò di fondere le tue opzioni maggioritarie!

      Un lettore in più… come te, poi! Sì sì, lo stallo lo vale eccome 🙂

    • Ciao Shuda! Felice di averti a bordo 🙂
      Grazie, in effetti tendo a rimanere sospesa tra prosa e poesia, mi piace riuscire a trasmettere immagini e sensazioni quando scrivo, sono contenta se questo succede 🙂
      Quindi hai votato per la scomparsa… secondo te, cosa potrebbe essere successo?

  • Il ritorno di Marta, con il suo innato e inconfondibile stile. Quando l’horror si coniuga con la poesia e l’amore, quando diviene un fazzoletto di seta sporco di sangue, ma del sangue delle lacrime. Troppo forte la tentazione che mi spinge a votare “il luogo in cui è misteriosamente scomparsa”. Ho come l’impressione che a questo giro saranno cazzi amari per tutti.
    Sublime.

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