L’apparente evidenza

Dove eravamo rimasti?

Andare in bagno è una scusa per: Esaminare la stanza di Ludovica senza il controllo di Eveline. (71%)

L’importanza di una carezzaSasà percorre il lungo corridoio sbirciando attraverso le porte semiaperte. Un lettino candido con un coniglietto rosa poggiato al cuscino. La stanza di Ludovica.
Non un filo di polvere. I libri sugli scaffali sono in perfetto ordine. Alle pareti, stampe incorniciate di paesaggi bucolici. Un monitor sulla scrivania. Nulla che riveli la presenza di un’adolescente in quella stanza. Perfetta, impersonale, inquietante. Come tutto in quella casa.
Sasà apre delicatamente l’anta dell’armadio. Solo biancheria ordinata per colore e tipo. Nel comodino un album di foto dalla copertina verde vellutata: Eveline che tiene in braccio una neonata, una bimba bionda che stropiccia il fiocco azzurro con il sorriso timido del primo giorno di scuola, una dodicenne con l’apparecchio che sorride mentre suo padre la guarda con tenerezza. Nei cassetti della scrivania penne e matite colorate, un blocco di appunti nuovo a parte la prima pagina strappata. L’ombreggiatura con la punta della matita rivela in negativo un nome e un numero. Sasà arriccia le labbra in un moto di dubbio.
Fa appena in tempo a infilare nella tasca del giubbotto il foglio, che nel vano della porta appare l’ineffabile Maria.
– Dov’è il computer?- chiede Sasà indicando con lo sguardo il monitor sulla scrivania.
– L’ha preso la polizia insieme al cellulare.- Maria tira fuori dalla tasca della divisa un piccolo coccio di porcellana blu.- Questo sotto il mobile grande vicino al terrazzo l’ho trovato.
– Perché non l’hai dato alla signora?
– Quella capace che diceva che l’ho rotto io il vaso e si teneva i soldi dalla paga. Io ciò due figli piccoli da campare al paese.
– Di dove sei?- Maria sorride per la prima volta.
– Di Scilla, signorì, vicino Reggio.
– Perché lo dai a me adesso?
– Si vìda da’ faccia che voi siete buona. E poi, io alla signorina Ludovica ci volevo bene, era sempre gentile. Povera infelice, quando pensava che nessuno la vedeva, sempre piangeva; magari doppo cà s’erano pizziate c’à mamma. Ìddra- Maria fa segno con la testa in direzione del salotto, e prosegue a bassa voce- ci vulìva bene assà, ma l’avìti vista. A chìdda criatùra nùn ci facìva mai ‘nà carèzza.
– Grazie Maria.
Sasà infila in tasca il frammento del vaso e torna in salotto con passo deciso. Il volto algido di Eveline la accoglie con un sorriso tirato.
– Questa è la lista degli amici di Ludovica e delle persone che frequentano la nostra casa, che mi ha chiesto dottoressa Stellato.
– Signora Bellini – Sasà la saluta con un cenno della testa – Le faremo avere nostre notizie al più presto. Per i pagamenti ha già parlato con il mio collega.
– Maria, accompagna i signori alla porta.
Fuori l’aria umida si incolla sul viso.
– Miky, quella casa è inquietante.
– Hai trovato qualcosa?
Sasà tira fuori il foglio: Ziky 337825945.
– Non mi convince. Perché una che vive con cellulare attaccato al collo si scrive un numero di telefono invece di memorizzarlo sul cellulare? Mi ci gioco la reputazione che è il suo pusher.
– Beh, con quello che combini ultimamente, la tua reputazione non è certo quella di Biancaneve.
– Stronzo – sorride maliziosamente Sasà- mi riferisco alla mia reputazione come investigatore.
– Ah…
– E poi c’è questo.- dice mostrandogli il frammento del vaso scomparso. – Maria mi ha detto che l’ha trovato sotto il mobile vicino al terrazzo.
– Una colluttazione in cui si è rotto il vaso…
– Credo di sì. Inutile cercare impronte. Il frammento è piccolo e ormai l’hanno toccato troppe persone. Inoltre, se viene fuori che Maria l’ha nascosto sarà licenziata.
– Eveline non è certo tenera. Ha uno sguardo che fa paura.
– Maria mi ha detto anche che i rapporti fra Eveline e sua figlia non erano affatto idilliaci. Per quella donna l’apparenza è tutto. Amava sua figlia, ma nasconde qualcosa. Faremo una ricerca anche sul suo passato. Non mi stupirebbe scoprire che ha molti nemici.
Sasà guarda l’orologio. Le dodici.

Cosa farà Sasà a questo punto?

  • Inizia subito ad indagare sul passato di Eveline (0%)
    0
  • Chiama Peppino Belmonte(detto pitrusìno ògni minèstra, ricordate la seconda puntata?) per sapere cos’ha trovato la polizia nel computer e nel cellulare (56%)
    56
  • Si reca all’uscita della scuola di Ludovica per parlare con la sua migliore amica (44%)
    44
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