L’apparente evidenza

Dove eravamo rimasti?

Non è un assassino ma è ‘nà còsa fitùsa. Sasà gliela fa pagare Facendogli un occhio nero con bel destro. (50%)

Sabbia rossaNella testa di Sasà restano poche parole “voleva rovinarmi” come una di quelle canzoni inutili che diventano un tormentone “Ludovica aveva solo 17 anni”. Ha un sapore acido in bocca e caldo alle orecchie. Realizza di averlo colpito solo quando sente il tonfo della sedia su cui stava Malnati. Un dritto un pieno viso. L’allenamento quotidiano al sacco: colpire senza pensare, colpire per istinto prima che lo facciano gli altri. Un segno rosso campeggia sul sopracciglio destro.
– Ora vai a spiegare a tua moglie chi ti ha fatto un occhio nero e perché.

Sasà rientra a casa in stato di trans, si infila sotto le coperte e cade in un sonno agitato.

La spiaggia di Amantea deserta, un unico ombrellone in mezzo al nulla. Il mare di un azzurro accecante. Gocce di sudore caldo le scorrono lungo la schiena. Il vento africano deposita la sabbia rossa del deserto sui vestiti e sugli occhi. Mario è dietro di lei, le cinge la vita, la costringe a girarsi e la bacia a lungo. La sabbia rossa si mischia alla saliva, ne sente il sapore ferroso. La sabbia rossa le chiude le ciglia, le impedisce di vederlo, entra nelle narici, le impedisce di respirare. Si aggrappa a lui, ma ormai non lo vede più, non sente più le sue mani.

Riemerge affannata nel bilocale al settimo piano di viale Zara, mucchi di vestiti la osservano dalla poltrona a fiori. Si solleva a fatica e la prima cosa che pensa è che ancora non ha comprato il caffè. Il display blu elettrico della radiosveglia segna le quattro e dieci. Si alza rassegnata e inizia a mettere in ordine. Alle sei ormai anche l’ultima camicia è stata stirata e l’ultimo sacco nero è stato buttato. Dovrà decidersi anche a fare la spesa, gli involtini primavera alla lunga le divoreranno il fegato.

Alle nove infila la porta dell’ufficio e come ogni mattina pensa che la porta a vetri dell’agenzia di Remington Steele aveva un altro fascino. La raggiunge la voce calda e pacata di Michele e una voce femminile dai toni striduli e dall’inconfondibile accento russo.
Eveline Doshenko in tailleur grigio perla e pelliccia bianca siede con la schiena dritta sul bordo della sedia davanti alla scrivania di Michele. Sasà saluta con un cenno della testa.
– Sono qui per sapere a che punto sono le indagini, ma a quanto pare il suo collega ne sa ben poco. Mi auguro che lei sia più informata.
– Voglio indirizzo e numero di telefono di Anna l’insegnante di pianoforte, devo interrogarla. Ludovica aveva scoperto che siete amanti, vi ha seguite fino ad un portone verde vicino alla Martesana.
Il volto di Eveline passa dal bianco cadaverico al rosso porpora in una frazione di secondo.
– Non la pago per indagare su di me. Dovrebbe occuparsi di scoprire chi ha ucciso Ludovica, chi ha ucciso la mia bambina.
Il volto impenetrabile di Eveline si incrina in una smorfia di dolore. Sasà coglie il momento di debolezza e affonda il colpo.
– Se vuole continuare a raccontare bugie a sé stessa e al mondo ha bisogno di un prete, non di un investigatore. Ludovica si drogava. Il suo pusher si chiama Ziky e lei si vendeva per procurarsi le dosi. Adesso smette di raccontare la favola della famiglia felice e mi dice tutto. In caso contrario abbandono il caso.
Il corpo di Eveline ha un sussulto, si affloscia sulla sedia come una bambola di pezza svuotata. Il mascara nero inizia a rigare le guance, ma la sua voce è ferma quando ricomincia a parlare.
– Anna amava Ludovica come una figlia, se fosse successo qualcosa di cui lei è a conoscenza mi avrebbe avvisata. E di questo Ziky non so nulla. – Eveline inspira come se fosse rimasta a lungo in assenza d’ossigeno- Ho cercato di essere una buona madre, ma lei mi odiava tanto quanto io l’amavo. Quando Ludovica era una bambina noi vivevamo in simbiosi, mi seguiva ovunque. Poi, non so quando, non so come l’ho persa. Se aveva un problema si rivolgeva a suo padre, ma negli ultimi tempi Riccardo è assente, preoccupato, le cose in azienda non vanno bene. La prego mi aiuti almeno a renderle giustizia.

Sasà dice ad Eveline che scoprirà la verità, ma le chiede se lei è pronta ad accettarla. A questo punto:

  • Mentre Sasà ed Eveline parlano entra proprio Anna. (43%)
    43
  • Eveline telefona ad Anna che rifiuta di farsi interrogare. (0%)
    0
  • Eveline accompagna Sasà a casa di Anna. (57%)
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