Quattro lettere per l’assassino

Dove eravamo rimasti?

Che fine fa l'assassino? Muore avvelenato (64%)

Omicidi preventiviSi è fatto consegnare le pistole e i cellulari.
Franchi si maledice per essersi fatto fregare come un dilettante.
Calabria è ammutolita. La canna di una Beretta è sempre puntata contro di lei, adesso gli è di fronte.
“Mi complimento, non pensavo che sareste arrivati così presto.”
Simona lo fissa. Bencivenga ha tutti i cliché del militare: fisico imponente, capelli grigi a spazzola, mascella squadrata, spalle larghe.
E gli occhi.
Ghiaccio.
“Non avevo dubbi che vi sareste precipitati come mosche sul cadavere di mia moglie, ma per quello era pronto il mio caro Hassan. Quanto è importante avere dei collaboratori in gamba!”
“Non crede di doverci delle spiegazioni? Perché ha ammazzato tutte quelle persone?”
“Ha ragione, bella signora. Non si preoccupi, le spiegherò tutto. Così mentre parlo decido cosa fare di voi. Poi parto. Vuole che cominci dall’ultimo cadavere, quello che sta sporcando il pavimento di sopra?”
“Faccia come le pare, ma non la passerà liscia.”
Franchi è legato. E’ stata Calabria stessa a farlo, sempre sotto la minaccia della Beretta. Poi Bencivenga ha legato lei, avvicinandosi un po’ troppo alle sue curve.
“Non so se sapete cosa significhi essere il genero di un ammiraglio. Una rottura di palle immensa, specialmente se quest’uomo vi fa pagare la parentela con ogni sorta di angherie.”
Sono in un salotto, Bencivenga si versa un drink.
“Ero in Somalia nel 1993. Le truppe italiane ci andarono su mandato Onu, nel 1992. La Marina ci stette dall’11 dicembre ’92 al 14 aprile ’93. A Mogadiscio. Lo conoscevo da tempo, ma in quell’occasione ero direttamente ai suoi ordini. Mi ha portato in alto, poi mi ha trattato come l’ultimo dei dipendenti. Per fargli un dispetto ho mollato tutto. Per fortuna è crepato presto. Io e mia moglie eravamo pieni di soldi. Poi anche lei ha iniziato a comportarsi come il padre.”
“Gli omicidi.”
“Ci arrivo, cara. Per sfuggire da mia moglie, l’ho tradita varie volte e ho girato il mondo. Due anni fa, in Madagascar, una sera davanti al fuoco, parlando con Moretti, l’esperto di pietre, ho detto davanti a tutti che mia moglie aveva un preziosissimo diamante africano e che un giorno l’avrei uccisa per impossessarmene.”
Si alza a fatica.
“Quando ho deciso di farla davvero finita con mia moglie, mi sono accordato con Moretti. Avrei preso quel diamante, che da solo vale due milioni, a piazzarlo ci avrebbe pensato lui. Ho ucciso tutti quelli che erano davanti a quel fuoco, nel caso si fossero ricordati di quella sera, non si sa mai. Dato che mia moglie è nota, la notizia poteva arrivare. Sono stati omicidi preventivi. Poi me ne sarei andato, come sto per fare. Da qui a Montecarlo è un attimo, se controllate i miei conti tutti i soldi sono già all’estero.”
“E le lettere?”
“Con Moretti eravamo d’accordo che quando avessi deciso di impossessarmi del diamante, lo avrei preavvisato comunicandogli in modo eclatante, tramite gli altri compagni di quel viaggio, il luogo dove doveva avvenire il passaggio del diamante e il pagamento. Lui avrebbe dovuto raggiungere il luogo da me indicato, in attesa che io arrivassi con la merce. Ha capito benissimo e si è presentato qui con quella valigetta.”
Indica una ventiquattrore sul divano e ride.
“Lo stronzo non immaginava che c’era una lettera anche per lui. Se la mia povera sorella sapesse in che modo l’ho messa in mezzo…tanto valeva finire il gioco delle lettere.”
Un colpo di tosse. Poi un urlo strozzato.
Pochi istanti dopo, Bencivenga è a terra.
Franchi riesce a liberarsi, Calabria non lo aveva legato stretto.
Si avventano su di lui. La lingua nera penzola fuori dalla bocca che schiuma.
Simona gli guarda le dita.
Nere.
“E’ stato avvelenato. Non toccare la valigetta, Franchi. Anche Moretti non è stato stupido, ecco perché indossava i guanti, voleva fotterlo ma si sono fatti fuori a vicenda.”

La scientifica sta facendo i rilievi. Il pontile è transennato. Calabria e Franchi hanno parlato con il Pubblico Ministero.
Si avviano verso l’auto, lì non c’è più nulla da fare.

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219 Commenti

  1. Davvero un bel racconto, un giallo a tutti gli effetti! Ben impostato, lineare e avvincente dall’inizio alla fine. Sono contento di leggere che tornerai con un nuovo racconto e che di questo ne vedremo una versione “extended”

  2. Ti aspettavo. Bel finale, mi è piaciuto. Omicidi preventivi, bella idea 🙂 ora sai già su cosa ti cimenterai e tra quanto?

    Comunque molto bravo, genere diverso dal primo, ma devo dire che forse questo lo preferisco come genere (l’altro aveva scene davvero macabre). Qui si vede che hai preso confidenza con i famigerati 4000 caratteri, se hai tagliato non si vede, mentre nella taverna si vedevano i tagli. Bravo e ti aspetto con un nuovo racconto!

  3. Mi ispira muore avvelenato. Potrebbe però essersi già avvelenato, ha compiuto la sua vendetta, forse l’ultima vittima è il medico che non ha curato in tempo la meningite, comunque secondo me sono tutti coinvolti nella morte della sorella (ho pensato ai guanti bianchi)…
    vediamo, provaci a stupire 🙂
    bravo, interessante fino all’ultimo capitolo e incerto ancora l’esito. la sfida più grande ora è riuscire a far entrare le spiegazioni in 4000 caratteri (io con gelidi enigmi feci i miracoli di taglia e incolla…)

  4. L’idea della fuga del sospettato mi intriga. Voto per quella.
    Complimenti per come rendi reali le situazioni, sempre molto preciso e lineare. Mi piace molto questa storia.
    PS: E se Eric… fosse Erica 🙂 magari nella fretta non si sono accorti di una A lasciata da qualche parte

  5. Il mistero si infittisce! 😉
    Non si può optare per tutte e tre le soluzioni insieme?
    La più scontata sarebbe la terza, visto che i sospetti maggiori a questo punto ricadono sul militare, ma può darsi che anche l’uomo già interrogato possa offrire indizi interessanti. Però se sulla scena del delitto trovassero dei particolari comuni agli altri omicidi?

  6. Facciamoli ciacciare tra le carte di bencivenga… magari trovano qualcosa di interessante, io intanto sto pensando al nome Eric e mi viene in mente solo il mitico eric forrester di beautiful e eric di indovina chi, che aveva un berretto da marinaio 🙂 bravo, attendo il seguito (perché ogni tanto non dai il punto di vista all’assassino, sarebbe interessante secondo me 🙂 )

  7. “Tanto l’assassino è sempre il maggiordomo! ” Questo è quello che mi è sempre bastato sapere, nella mia beata ignoranza, dei romanzi gialli; adesso grazie a te, che mi inchiodi a questa storia al punto tale che non vedo l’ora di continuare a leggerla, mi domando quanto io mi sia perso nella mia vita… meno male che scrivi solo per divertimento…mi conosci anche nella vita e sai che non porgo complimenti, ma dico solo ciò che penso altrimenti taccio. 🙂

  8. Scelgo l’omicidio a scopo di rapina. Se vince, però, la rapina dovrebbe essere solo una copertura, come l’apparente suicidio della figlia di Brandi.
    Non mi piacerebbe se Franchi morisse (magari ferito sì, come in molti film polizieschi 😉 )
    In questo nuovo omicidio non dovrebbe esserci la lettera, visto che il titolo parla solo di 4, o la presenza potrebbe essere un’emulazione che depista?

    • Confesso che lo sto leggendo, sono al 6° episodio. Mi piace lo stile glaciale, come la fredda Mosca, in effetti con Farmtown hai cambiato decisamente stile. Un po’ come me con questo rispetto alla Taverna. Credo che in un giallo, per rispettare i parametri di The incipit, occorra spogliare il più possibile la narrazione, per lasciar spazio tutto allo svolgimento dei fatti; almeno è quello che cerco di fare in questo racconto. Appena avrò finito di leggere Gelidi enigmi, prometto che ti lascio un commento!

  9. Mi ero perso un capitolo…scusami!! Faccio ammenda e faccio due commenti separati, questo per il terzo capitolo, interessante e avrei votato anche io che non c’era un unico assassino 🙂 ora mi vado a leggere il quarto!!
    questo si che si chiama spirito del gioco, qui hai fatto scegliere ai lettori anche se l’assassino è uno o più, bravo

  10. bel giallo, niente da dire. Anch’io sono per il multi-assassino.
    E se ci fosse una nuova giornata di delitti? Forse si scopre che gli assassini sono più d’uno proprio perché vengono compiuti più omicidi nello stesso orario e in parti completamente diverse della città.
    E infine lettere a cui si aggiungono numeri (anche se mi rendo conto che tutto questo va contro il titolo del racconto)
    in ogni caso attento con ansia il prossimo episodio!

  11. Votato per la figlia della coppia uccisa, voglio vedere come si comporterà la Calabria con un’altra donna (o ragazzina?) più giovane e se sarà sconvolta o meno.
    Bravo, io adoro i gialli (forse la mia prossima prova sarà proprio un giallo!).
    Un passaggio del primo episodio mi ha ricordato lo stile di un’altro scrittore, che univa descrizioni macabre a immagine poetiche. Non mi sbilancio però per ora 😀

    E se la C fosse una U? :p

  12. Ho scoperto per caso il tuo nuovo racconto (secondo me dovrebbe arrivare una mail a chi ha messo seguire la storia precedente (nel tuo caso la taverna dell’impossibile), quando uno scrittore inizia un nuovo lavoro, dicendo che tipo Caffematte ha scritto un nuovo racconto), così uno può decidere di seguirlo o meno… Proposta 🙂

    io sono fuori dal coro ho scelto di concentrarsi sulle lettere che mi intrigano 🙂 bravo e ti seguo!

  13. Vado anch’io per gli interrogatori, con la speranza che comunque non tralascino tutto il resto (quelle lettere devono essere importanti per forza, mi pare ovvio).
    Bell’inizio, comunque. Mi è piaciuto lo stile veloce e preciso con cui hai introdotto i personaggi. Attendo di sapere se la buona impressione che ho avuto si avrà anche col secondo capitolo. ^^

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