Chiba, The Ghost-Watcher!

Dove eravamo rimasti?

Quale sarà la reazione di Chiba? Fugge via lungo un corridoio, finendo per imbattersi in un'altra persona viva (volete sia un ragazzo o una ragazza?). (60%)

IncontriChiba la fissò in quegli occhi vuoti. Gli sembrava la stessa bambina del ponte, ma le parole della donna avevano instillato in lui un senso di paura. “E se fossero menzogne?” Un pensiero che lo trattenne dal fuggire.
«Che fai?! Scappa o ti ucciderà!!» esclamò il fantasma della donna.
Chiba la ignorò. Doveva sapere. «Mi hai…» Le parole gli rimasero un momento impigliate in gola. «Mi hai ingannato?»
Un sorriso affiorò sul volto della bambina, allargandosi tanto da deformarle i lineamenti in maniera grottesca. Chiba indietreggiò, tremando per la paura e per il freddo che si era fatto più forte. Vide il suo respiro condensarsi in fumo bianco.
Il fantasma della donna gli si affiancò. «Vattene! Cercherò di tratte…» Spazzarono via sia le sue parole che lei.
Chiba barcollò indietro ma non cadde. La bambina avanzò lentamente, quell’orribile sorriso ancora sul volto. I suoi occhi brillavano di una gelida luce azzurra.
Chiba fuggì prima ancora di rendersi conto di cosa stava facendo, percorrendo uno stretto corridoio. Sentiva quegli occhi azzurri fissi sulla schiena, e aveva ancora i brividi per il freddo. “Mi prenderà!” Nella sua mente in subbuglio ripeté quella frase svariate volte.
A un bivio svoltò a destra, ma fu costretto a fermarsi dopo pochi metri davanti a un buco nel pavimento che andava da una parete all’altra. La torcia non riusciva ad illuminarne il fondo. Chiba fece per indietreggiare, ma restò paralizzato quando l’eco delle risa di una bambina gli giunsero alle orecchie. “Deve essere poco più di un metro” pensò, facendo uno scatto e saltando.
Qualcosa lo afferrò dalla caviglia, trascinandolo giù. Sbatté sul pavimento, buttando fuori tutta l’aria che aveva in corpo e perdendo la torcia. Iniziò ad essere trascinato indietro, verso il buco. «No!» gridò, cercando disperatamente degli appigli nel pavimento liscio mentre calciava il vuoto con il piede libero. «NO!»
Dal corridoio venne un rumore di passi affrettati, e prima che Chiba potesse temere il peggio o elaborare qualsiasi pensiero si ritrovò con il viso investito da gocce d’acqua. Un terribile urlo, disumano, s’alzò alle sue spalle, costringendolo a tapparsi le orecchie. Anche così sentì un altro rumore, simile a quello dell’olio che frigge.
La forza che lo aveva catturato lasciò la presa, permettendogli di strisciare lontano dal buco. Sentì i passi avvicinarsi. «Dovreste smetterla di cercare il brivido nei posti infestati.» La voce di una ragazza. «Ce ne sono altri con te?» Raccolse la torcia e gliela puntò in faccia. Chiba si riparò gli occhi con il braccio.
«No…» iniziò lui, cercando di calmare i battiti del cuore dopo la passata esperienza. Fece un respiro profondo. «Sono solo.» Le risate tornarono a farsi sentire, facendolo sbiancare.
«Alzati, qui non è sicuro» gli disse la ragazza in tono autoritario, porgendogli la torcia dalla parte del manico. La luce illuminò una blusa bianca e l’estremità di un nastro rosso legato a fiocco, da cui Chiba riconobbe l’uniforme della sua scuola.
“E quale posto lo è qua dentro?!” pensò lui angosciato, rimettendosi in piedi. Subito la ragazza gli voltò le spalle e s’incamminò a passo spedito per il corridoio.
Chiba non disse nulla, limitandosi a seguirla. Le risate gli sembravano più vicine, facendogli venire voglia di correre. “Ma come fa ad essere così calma?!”

Fu condotto in una stanza poco distante alla cui porta la ragazza appiccicò alcuni talismani di carta. «Questi ci terranno al sicuro» disse, voltandosi. Della sua stessa statura, aveva i capelli biondi legati con due codini e un bel viso con occhi verdi.
Chiba non riusciva a condividere il suo pensiero. «Come fai a dirlo?» le domandò, confuso. «Chi sei?»
«Non ha importanza» rispose lei, le braccia incrociate sul petto. «Sappi però che posso farti uscire da tutto questo.»
Chiba corrugò la fronte. «Tu…E’ come se fossi abituata a situazioni del genere.»
La ragazza si limitò a sorridere in maniera enigmatica.
Chiba si sentì a disagio. «Allora, cosa facciamo adesso?»

No, Chiba. La domanda è: adesso cosa succederà?

  • Chiba viene colpito da una forte emicrania ed è costretto a restare nella stanza. Un'entità oscura si impossessa di lui e lo spinge ad attaccare la ragazza prima che possa uscire. (14%)
    14
  • Percorrono una strada piena di resti umani. Gli spiriti dei morti mettono a dura prova la mente di Chiba. (57%)
    57
  • I talismani bruciano e un essere irrompe nella stanza. La ragazza cerca di affrontarlo. (29%)
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