Logop Oyeo

Dove eravamo rimasti?

Ormai si è fatta notte, le bambine dovrebbero dormire, ma... Si sentono strani rumori... (40%)

Nelle notti d’estate…Il tempo sembra fermarsi nella radura, all’interno della grande casa l’alba e il tramonto paiono mescolarsi in un unico gioco di colori e di ombre. All’esterno il tepore dell’estate, le notizie della guerra che giungono filtrate, ovattate come se non stesse accadendo nulla. All’interno una sorta di gelo, poche parole appena sussurrate, pochi giochi di bambine. Coralina vive le proprie giornate inquieta, con una stretta allo stomaco che la fa rabbrividire spesso. C’è qualcosa che non va, ma lei pare l’unica a saperlo. Allunga occhiate furtive a Lucrezia, la Strega, ma non riesce mai a coglierla in fallo. Quando giocano, quando mangiano, quando passeggiano ai margini della foresta e osservano il vecchio giardiniere al lavoro, scruta attentamente intorno a sé, tende le orecchie per evitare le insidie dei Sussurranti. Sono tutti intorno a loro, lo sa. Le loro ombre si allungano sulla facciata e si rincorrono nei giorni di temporale. Non rombano come i piccoli aerei distanti nel cielo, e spesso le loro voci sono coperte dal gracchiare frusciante della radio.
Ma il momento peggiore è la notte, mentre sono immerse nei grandi letti con le lenzuola sollevate fino al mento. Matilde è accanto a lei e a volte osa parlare, ma non molto spesso, perché anche lei ora ha paura del mondo dietro il muro. Tirano tutte le tende, impedendo al minimo raggio di luna di riflettersi sui vetri. Serrano le palpebre con tutta la loro forza. Eppure Coralina dorme a fatica, continua a rigirarsi per ore senza riuscire a trovare la pace. È per i rumori. Li sente distintamente, quasi ogni notte. Sembra il rumore di piccoli passi incerti. Si arrampica per il corridoio, si sofferma per qualche istante davanti alla loro porta.
Non apre gli occhi, non controlla, ma sa cosa c’è dietro il battente. Conosce i suoi occhi giallastri, le pupille verticali come quelli dei serpenti, e i piccoli denti aguzzi umidi di saliva. Lo ha anche disegnato una volta, per farlo vedere alla mamma. E lei ha detto che doveva essere proprio un brutto incubo. Solo che ora è lì, fuori dalla porta, ad annusare la loro presenza. E poi ad arrampicarsi lungo le scale. Passo dopo passo, sempre più in alto, fino alla soffitta. Coralina ne è certa. Fin là e poi attraverso la soglia dischiusa, a cacciare nelle sue foreste piene di piccole prede indifese.
Avrebbe potuto continuare così ogni notte, fino alla fine dell’estate. Ma quella notte, proprio quella, Matilde ad un certo punto decide di parlare.
“Coralina, che cosa sono questi rumori?”
La sua voce è incerta e piagnucolosa. Coralina in quell’istante la odia, perché loro hanno un ottimo udito e ora sanno di certo che lì dentro c’è almeno una bambina.
“Zitta, non aprire gli occhi!”
Lo sibila come se questo potesse porre rimedio al guaio. Non fa in tempo a finire la frase che sente un corpo caldo contro il proprio. Matilde si è infilata sotto le sue coperte e la sta abbracciando. Può sentire le sue piccole mani contro la schiena e il suo viso contro il petto, il contatto con la sua camicia da notte. Si è mossa, ha fatto ancora rumore, forse ha perfino aperto gli occhi. E ora trema di paura. Ogni tanto singhiozza, fino a quando i passi riprendono e si dirigono lungo le scale, come al solito. Ma questa volta più lentamente, come se vi fosse incertezza. Coralina sa che forse la prossima volta non se ne andranno, forse entreranno e forse la creatura nera se le mangerà tutte e due.
Probabilmente lo pensa anche Matilde. E deve essere per questo che, mentre sono l’una stretta all’altra, a malapena sollevate dopo aver trattenuto il fiato per interi minuti, le viene l’idea più stupida del mondo.
“Dobbiamo chiuderli fuori. Dobbiamo andare in soffitta e scacciarli per sempre”.
Coralina ha la sensazione che un macigno le sia caduto sul petto con tale forza da frantumarglielo. Scuote il capo con violenza, mentre sente la bile salirle tra le labbra. Non bisogna neanche pensarle certe cose.

Ora che Coralina conosce il piano di Matilde...

  • Chiederà aiuto a qualcuno di esterno alla casa... (0%)
    0
  • Lo andrà a dire alla mamma... (71%)
    71
  • Tenterà di fermarla da sola... (29%)
    29
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71 Commenti

  • che dire… mi dispiace di non essere arrivata in tempo per votare, ma mi rifarò con le tue prossime storie, devo dire che il finale mi ha soprpreso, ma sono d’accordo con te che questo è molto peggio di un qualsiasi horror, comunque la storia mi ha coinvolto e me la sono letta tutta d’un fiato 😉

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