Logop Oyeo

Dove eravamo rimasti?

Ora che Coralina conosce il piano di Matilde... Lo andrà a dire alla mamma... (71%)

La resa dei contiIl sole sorge e tramonta sul prato come una lingua doro che lo accarezzi lentamente. I panni stesi ondeggiano pigramente nella brezza e poi si fermano. Il tempo scorre lento, sempre più lento, ma infine il tramonto giunge, inesorabile. Il tramonto e la cena, con i suoi profumi fumosi di minestra. E poi il letto, la candela traballante e l’odore acre del suo fumo quando viene spenta. Coralina chiude gli occhi serrandoli con tutta la propria forza, si tira la coperta fin sopra le labbra. Cerca di fidarsi, perché è questo che le ha detto Mamma quando hanno parlato, nel pomeriggio. Fidati, non accadrà nulla, la Mamma penserà a tutto. Sorride lievemente, sperando per un attimo che sia tutto vero, che le cose funzionino così. È buio, può sentire l’oscurità premerle addosso come un vestito. Ogni rumore pare acutizzarsi: lo strusciare delle coperte, il piccoli piedi nudi di Matilde che scivolano sudati sul pavimento, la sua mano gelida che le carezza una guancia.
“Andiamo?”
E non pare quasi la sua voce, ma il gracidio spaventato di un animale in fuga davanti al cacciatore. Ha paura, ne hanno entrambe, ma nel suo tono c’è una nota risoluta, quella di chi vuole farla finita. Coralina vorrebbe implorarla un’ultima volta di non fare nulla, ma la Mamma ha detto di restare immobile, di fare finta di dormire, ed è questo che fa. Perché se la Mamma, che non ha mai creduto ai Sussurranti, le ha dato questo consiglio deve esserci un ottimo motivo. Le palpebre le tremano, nella sua gola cerca di formarsi un grido, le lacrime premono per fuggire. Ma non si muove e alla fine Matilde pare desistere. Sente i suoi passi leggeri, in punta di piedi. Spera che torneranno nel letto, ma ovviamente non lo fanno. Paiono continuare per un tempo infinito, lungo quanto la notte stessa, fino a quando la porta non scricchiola e una falce di luce si posa sui letti e sul viso di Coralina.
La bambina si gira su un fianco, cercando di dormire per davvero, di ignorare quei movimenti lungo le scale. Matilde crede di essere furba, di muoversi sommessamente, ma nel buio è tutto più chiaro, più udibile. Come lo strisciare lungo i vetri, dietro le tende, che pigramente la segue. Non si affretta, la creatura in caccia, non ne ha bisogno. Perché in cima alle scale c’è solo la soffitta, e da lì non si può scappare. La botola si apre con un tonfo secco, di legno che scivola contro muratura, e i piccoli passi sono ora sopra la sua testa. Si aggirano più smarriti, lei lo può capire, un po’ a destra un po’ a sinistra, forse alla ricerca di un indizio con cui vincere quella battaglia contro Logop Oyeo. Può quasi vederli attraverso le palpebre, quei piccoli piedi nudi ora coperti di polvere, l’orlo chiaro della sua camicia da notte. Ma altri passi li coprono, più pesanti, passi di zampe dure quanto il cuoio. Sono prima elastici, distanziati, e poi sempre più veloci. Alla fine i due suoni si congiungono come la cascata che si getti in un ruscello. Si incontrano, e la loro violenza esplode in un piccolo grido, poco più che un sospiro sommesso. In un tonfo, come di un corpo che precipiti. Nel silenzio. Un silenzio lungo, eterno, di notte tranquilla. Coralina sa cosa è accaduto: la porta si è aperta e si è chiusa dietro di loro e ora la caccia continua da un’altra parte, un posto dove lei non può sentire. Un posto dove la notte è ancora più buia e spaventosa.
Aspetta qualche secondo, il giusto per accertarsi che la creatura non sia tornata indietro, e poi grida forte. Anche questo glielo ha detto la Mamma: se dovesse succedere qualcosa grida e io sarò lì vicino a te. La Mamma che non può fare niente per salvare Matilde, ma che non lascerà la sua bambina da sola.
E infatti eccola lì, vicino a lei, giunta in meno di un minuto, che se la stringe al petto. Coralina apre gli occhi, guarda l’altro letto, vuoto, che perde già il suo tepore, e piange. Piange forte, perché ora lo sanno entrambe, anche la Mamma che forse in fondo non ci credeva: non c’è modo per ritornare indietro.

Cosa dovrà raccontare l'ultimo frammento di storia?

  • La verità, tutta la verità, la verità peggiore di ogni immaginazione (100%)
    100
  • Cosa ne è stato di Matilde a Logop Oyeo (0%)
    0
  • Cosa accade nei giorni successivi nella casa nella radura (0%)
    0
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71 Commenti

  • che dire… mi dispiace di non essere arrivata in tempo per votare, ma mi rifarò con le tue prossime storie, devo dire che il finale mi ha soprpreso, ma sono d’accordo con te che questo è molto peggio di un qualsiasi horror, comunque la storia mi ha coinvolto e me la sono letta tutta d’un fiato 😉

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