Vermiglio

Dove eravamo rimasti?

Manca un'ultima strada alla fine della mano. Cosa succederà dopo? Pandemonio. (50%)

L’Ultima Strada«E cosa sa di me, sentiamo…»
«Lei è un eroe per i suoi compaesani».
«Oh, questa poi» ridacchia il sindaco.
«Non faccia il modesto. Conosco bene la storia dell’incidente di Pietralunga,» dice il Vecchio poggiando lo sguardo sull’uovo di legno, «molto bene…»
Il nome riesumato dal forestiero pietrifica il sindaco. Valzer e Condoglianze si scambiano una rapida occhiata.
Il Vecchio prende il mazzo di carte e, come se nulla fosse, distribuisce l’ultimo giro. I messaggeri della dea bendata giungono a destinazione: un asso di quadri a Martoni, un jack di cuori a Condoglianze, un dieci di fiori per il Vecchio.
«Dieci anni, come vola il tempo. Scommetto che se la ricorda ancora quella notte».
Un’ombra scende sul viso di Martoni.
«Ha rischiato la vita, è rimasto zoppo, ma nonostante il suo tempestivo intervento nessuno è sopravvissuto. Nessuno, tranne lei…»
Lo sguardo del sindaco diventa torvo, la bocca è attraversata da piccoli spasmi.
«È per questo che è sindaco, no? Lei è un eroe, e gli eroi sono fatti per vincere le elezioni».
Condoglianze, rimasto fino a quel momento a bollire in silenzio, molla un cazzotto sul tavolo.
«Mai una volta che entri un cazzo di punto, boia di un Giuda».
Il Vecchio ride sotto i baffi. «Tocca a lei, sindaco».
«Parola», la voce è gelida come la tavoletta di un cesso in inverno.
«Dieci».
Condoglianze getta via le carte.
«Come sa tutte queste cose?» chiede Martoni.
«Sono solo una persona ben informata».
Il sindaco annuisce distratto.
«Dieci euro non bastano. Rilancio a venti».
Il Vecchio osserva la coppia di assi di Martoni, poi passa in rassegna tutte le carte davanti ai giocatori.
Una piccola risata gli sfugge.
«Cosa la diverte?»
«Ce n’è uno solo».
«Come?»
«Lei può battermi solo se lì sotto ha un altro asso, e in giro ce n’è uno solo. Considerando che stiamo giocando con un mazzo di trentadue carte e che dodici sono già girate, ha una possibilità su venti di averlo. Improbabile, non trova?»
Il Vecchio mette le fiches al centro del tavolo.
«Chiamo».
Martoni sbuffa. La mano destra gira la carta con la lentezza di chi sa di aver perso ma ancora non vuole crederci.
Un re di picche.
«Mi spiace,» dice Il Vecchio girando il suo tris, «il piatto va a me».
Il sindaco scatta in piedi e si allontana dal tavolo. Le mani vorrebbero strappare capelli che da tempo non sono più su quella testa, la bocca vorrebbe urlare insulti che farebbero arrossire uno scaricatore di porto, ma, dopo aver percorso il terrazzo avanti e indietro due volte, l’uomo si calma e torna a sedersi.
«Mi scusi, ho esagerato. In fondo sono solo soldi.
«Non c’è problema».
«Il problema è sedersi al tavolo con te, maledetta volpe»
I giocatori si voltano verso il punto da cui è venuta la voce.
Un uomo spunta dalle scale sollevando il cappello in segno di saluto. Una lunga cicatrice gli attraversa il volto.
«Buonasera a tutti».
«Buonasera, don Sergio» saluta Martoni.
«Sergio!» il Vecchio si alza e abbraccia il nuovo arrivato.
«Lei conosce già il signor Landa?» chiede il sindaco.
I due si guardano negli occhi per un istante.
«Io e il signor Landa facciamo affari insieme da molto tempo».
«Capisco. E che tipo di affari la portano ad Acquadolce, signor Landa?»
«Vorrei acquistare un terreno per costruire un agriturismo. Ho sempre amato la campagna».
«Ma non è solo per la campagna che sei qui, non è vero?»
«E per cos’altro?» chiede il sindaco lisciandosi il mento.
«Beh… Come avrà notato ho un debole per il gioco».
«L’ho notato».
«Ho sentito che ad Acquadolce c’è un posto dove la partita è molto vivace»
Il sindaco continua a lisciarsi il mento.
«Hmm…»
«Avanti, sa che sto parlando della villa dei fratelli Condanna».
«Per essere un forestiero lei è molto ben informato su Acquadolce ».
«Solo su ciò che attira la mia attenzione».
Martoni sorride.
«Guardi che lì si gioca veramente pesante».
«Meglio, se la posta non è alta mi diverto poco. E non si preoccupi per i soldi. Don Sergio può garantire per me».
«Assolutamente».
«I miei debiti li saldo sempre».

Vi prometto che arriverà anche il momento del pandemonio, ma adesso dobbiamo decidere cosa accadrà nel prossimo capitolo.

  • Il sindaco non ci aiuta. E in quel caso non ci serve più a niente... (35%)
    35
  • Il sindaco ci aiuta. Andremo alla partita il giorno dopo, prima abbiamo un lavoretto da fare. (59%)
    59
  • Il sindaco ci aiuta. Andiamo con lui alla partita della sera stessa. (6%)
    6
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112 Commenti

  • Ciao ragazzi. Mi spiace di essermi assentato per così tanto tempo, ma avevo bisogno di un bel periodo di pausa e di riflessione, e nel suddetto periodo è stato incluso anche un bel break da internet.
    Torno a scrivere su questa pagina per comunicare a tutti quelli che mi hanno seguito la decisione sofferta a cui sono arrivato: almeno per il momento Vermiglio non vedrà nascere altri capitoli su the incipit.
    Ci sono molti motivi alla base di questa scelta, ma mi limiterò a dirvi quello più importante. Ho deciso di trasformare questo racconto nel mio primo romanzo. Sento che la storia che avevo intenzione di sviluppare qui sia quella giusta e che questo sia il momento perfetto per lanciarmi, quindi ho scelto di imboccare questa strada e di puntare senza paura dritto alla realizzazione di questo mio piccolo sogno.
    Anche se molte cose cambieranno nella storia (alcune molto importanti), spero di ritrovare molti di voi a seguire le avventura di Nic e del Vecchio nella loro nuovo dimensione. Colgo l’occasione per ringraziare chi mi ha letto, gli autori che ho seguito con piacere (continuerò a leggervi ancora quando possibile) e i ragazzi dello staff, sperando che questo sia solo un arrivederci.
    A presto!

      • Ciao Diego. Sarà mia premura assicurarmi che tutti quelli che hanno seguito Vermiglio sin dagli inizi siano i primi a sapere dell’uscita del libro 🙂 (anche perché qualche senso di colpa ce l’ho ancora per aver lasciato il racconto su the incipit così ). So che ho davanti una bella prova, ma con l’ entusiasmo e la determinazione che sento sono sicuro di arrivare fino in fondo.
        Comunque, dopo il lungo e totale break estivo che mi sono preso, ho ricominciato a scrivere a gran ritmo, tanto che ho deciso di pormi come obbiettivo la pubblicazione di una raccolta di racconti entro fine anno (così arrivo anche alla prova romanzo con un po’ di esperienza in più). Quasi sicuramente pubblicherò qualcosa anche prima, se riesco a darmi una mossa ad aprire sto benedetto blog ( e quando sarà il momento,sarò molto felice se passerai a trovarmi 😉 ) E chi sa che poi un giorno non torni a scrivere qualcosa anche qui…
        p.s.
        (Aggiungimi su fb 😉 )

        • Aggiunto 😉 Non sentirti in colpa, c’è gente che ha lasciato incipit senza nemmeno degnarsi di una spiegazione, tu almeno hai dato una buona ragione 🙂 e chiunque abbia iniziato il tuo racconto sono certo che vorrà leggere il libro, perché le battute in stile western, l’ambientazione… davvero ottime. Io ti ho seguito da Pugni chiusi e mi è piaciuto molto e mi farà senz’altro piacere leggere qualche tuo racconto sul tuo blog. Buon proseguimento di creazione, anche io sono in fase attiva di creazione, ci sto dando dentro 🙂

  • Se non aggiungevi la frase (non ci serve più a niente) probabilmente avrei votato sul fatto che li aiutava, ma così mi inviti a nozze e poi deve scoppiare il famoso pandemonio che non ci hai dato 🙂

    Bravo, bellissima atmosfera, degna di un grande western! Fredda come la tavola di un water d’inverno, come capisco questa frase!!!!! 🙂

  • Grazie Luca. Sono contento che apprezzi i modi del signor Landa/ Biondi. Volevo che questo personaggio spiccasse (fra le varie cose) per il suo savoir faire, che doveva essere quasi stridente rispetto all’atmosfera e all’ambientazione che ho cercato di costruire nel racconto.

  • Pandemonio o arrivo inaspettato?Pandemonio o arrivo inaspettato?Deciso! Pandemonio! no no aspetta, arrivo inaspettato! no pandemonio…scelta troppo difficile! Vada per un arrivo inaspettato 😉

  • Combattuto fino alla fine tra pandemonio e un arrivo inaspettato (che mi incuriosiva)… ho scelto per il pandemonio, perché così potrai sbizzarrirti con una scena pazza!!!

    Bravo, bel capitolo, mi è piaciuto molto l’ambiente, poi anche il carattere ben delineato dei personaggi. Curioso di sapere come andrà avanti.

  • Io avrei fatto scaldare subito la partita 🙂 ma il pubblico è buono per ora 🙂

    Dimenticanza!!! Non avevo messo seguire la storia e non ero stato avvisato del capitolo (naturalmente)!!! Per fortuna ho controllato per sicurezza… e ho visto il secondo capitolo

    Bravo mi piace, metà Sergio Leone e metà Tarantino, immagino perché l’ubriacone si chiami Valzer ahahahah

    • Caro Diego, come detto ad altri, è solo questione di tempo… 😀
      Mi sembrava strano di non averti visto nei paraggi, ma poi ho pensato che ci fosse una discreta possibilità che tu avessi potuto avere cose da fare più urgenti/importanti che leggere le stronzate che scrivo 😀
      Azz, come mix suona bene… la cosa curiosa è che anche io, se fossi proprio costretto (intedo veramente pistola alla tempia) a inquadrare quello che scrivo, lo farei usando paragoni cinematografici piuttosto che letterari (poi, subito dopo, correrei a fustigarmi per aver osato solo pensare ai suddetti paragoni).
      Eh sì, mi sa che immagini bene … 🙂

      • E a me sembrava strano perché di solito non passa un abisso da un tuo capitolo all’altro (a differenza di altri tuoi amici 😛 frecciata a Bricoleur e Bad Karma, di cui sono in fiduciosa e trepidante attesa).
        Il tempo per leggere si trova sempre, a meno di non essere fuori da Mosca, allora diventa un problema (infatti a luglio per un periodo non avrò internet per nulla, per quasi venti giorni).
        Il fatto è che ci vengono alla mente subito i paragoni cinematografici (che poi sono letterari, visto che dietro ad un film c’è sempre un lavoro di sceneggiatura), perché più evidenti. Anche se tempo fa leggendo il racconto IL treno degli orrori di Marco Osti, è venuto subito da dire: Questo scrive come Stephen King! Ma è più frequente dire di un film, perché si vedono più film che libri, purtroppo 🙂 e di libri spesso leggiamo il solito autore, o gli stessi generi…
        comunque vai così che è un bel racconto come mi piacciono!!
        ps. hai iniziato FarmTown? tanto è lì e nessuno lo tocca, solo sono curioso di sapere cosa ne pensi 😉

  • Certo che giocano! Ma senza la solita partita dove si accusa di barare e i tavoli che volano…niente soldi,ci si gioca la rivelazione di informazioni che gli uomini difficilmente avrebbero concesso a dei “forestieri”..

    • Caro skiatto, sai bene che non mi permetterei mai di essere così scontato 🙂
      Sicuramente la ricerca di informazioni sarà centrale, ma, probabilmente la posta in gioco non saranno né le informazioni né i soldi…non posso anticipare di più 🙂

    • Ciao Marco 🙂
      Sì, questa opzione riguarda soprattutto la caratterizzazione dei personaggi. Avrà comunque un ruolo importante anche in alcuni elementi della trama (ad esempio, in alcuni casi la suora resterà solo un’ enigmatica comparsa…in altri avrà un ruolo fondamentale) 🙂

  • Caro slash…sorpresa! Ti dirò, mi sono registrato e seguirò il tuo racconto, votando e commentando! Perchè ora e non con Pugni Chiusi? Un pò perchè sono pigro, ma soprattutto perchè qui hai posto la domanda giusta, quel “a chi appartenete?” che chiede e rappresenta molto più di quello che sembra. Ebbene, il mio voto è andato a coloro che hanno una vendetta da compiere, mercenari e sicari non mi ispirano, da come li presenti non ce li vedo a eseguire ordini al soldo di qualcuno, mi sembrano più protagonisti con carattere e padroni del loro destino…

    • Skiatto, finalmente qualche caro amico che si palesa nei commenti!
      Eheh, quel “a chi appartenete” credo che sia una chicca che solo chi ha esperienza con paesini a sud del Garigliano possa cogliere a pieno…una frase che cela un mondo 😀
      Per quanto riguarda la tua scelta sul voto, come al solito, mi piace come la pensi… a presto 😉

      • Ci sono molte immagini che stridono tra loro, a mio avviso. Però l’effetto a mio avviso incuriosisce e da dinamismo, è di impatto. Ad esempio i motociclisti rudi e la suora, la quiete del paesino e il trambusto dei nuovi giunti, la pace e il torbido rappresentato dall’uomo con la cicatrice (se hai una cicatrice e uno scacciapensieri sei losco per forza!).
        Poi ho scoperto/capito dopo l’intento di rifarsi al western, e devo dire che lo richiama parecchio.

        • Sì, l’idea era di presentare uno stagno, bello placido e tranquillo, nelle cui acque sta per piombare un gigantesco macigno.. il tutto cercando di omaggiare qua e là il grande cinema western :). Grazie per la spiegazione 😉

    • Ciao Diego. In verità l’idea era proprio quella di scrivere un racconto di ambientazione nostrana che però fosse un omaggio (umilissimo e indegno) al grande cinema western,e in particolare proprio ai film di Leone. In questo senso, nulla è stato lasciato al caso …a partire dal nome del paese 😉

  • Finalmente ho l’occasione di leggere un tuo racconto dall’inizio (non che prima non potessi ma confesso d’esser pigro e quando scopro i racconti a metà ci metto un po’ a convincermi ad andare al cap 1)
    Ma adesso è un’altra storia!
    E leggendoti capisco perché un grande come Monsieur le bricoleur ti sponsorizza tanto!
    PS: sono per i mercenari…

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