Alla maniera di Eva

Così è la vitaLe cose si complicano molto quando ci sono di mezzo i figli, era il monito che spesso aveva sentito ripetere da sua madre. Chi poteva darle torto, da quando, in maniera del tutto imprevista, era nata Eva, aveva dovuto abbandonare tutte le sue ambizioni di ballerina per dedicarsi all’insulsa vita di madre, moglie e commessa.
La storia, adesso, sembrava ripetersi, con Eva che si trovava nella stessa situazione di sua madre: una gravidanza piombatale addosso all’improvviso, e a peggiorare non poco la situazione, l’aggravante di non avere certezze sul nome del padre. Si perché negli ultimi tempi Eva aveva condotto una vita non proprio integerrima, dimenticandosi, troppo spesso, l’esistenza di limiti alla decenza, così, tra alcol, marijuana, e sesso poco protetto in una delle serate, che non di rado si concludevano all’ospedale, scoprì di essere incinta.
La sua reazione non fu nemmeno troppo sconcertata, forse un certo sesto senso materno le aveva già suggerito questa possibilità, sorprese ed abbatté molto di più sua madre che ancora una volta riviveva il suo peggiore incubo.
Eva no, restò tranquilla, intenta a rimuginare tra i ricordi delle sue ultime avventure amorose, sul momento quasi divertita da questa strana eventualità di non sapere chi potesse essere il padre.

Era così, Eva, non si faceva mai sopraffare dalle novità, anche quelle più impreviste e prorompenti. Un po’ come se quello che ci riserva la vita fosse tutto, indiscutibilmente bello, per cui non si pose neppure la domanda se interrompere o meno la gravidanza. Non si trattava di scrupoli morali o religiosi, anzi lo scrupolo in se stesso era l’ultimo dei pensieri di Eva, era semmai una profonda convinzione che la vita è la vita, e non puoi farci niente.

Piuttosto il non secondario aspetto della mancanza del padre le dava da pensare, combattuta tra la possibilità di fare da sola, oppure quella di mettersi a cercarlo, certa che non sarebbe stato facile. Della maggior parte degli ipotetici padri conosceva pochissimo, di alcuni addirittura neppure il nome (non che non glielo avesse chiesto, è che non se lo ricordava), quindi, a parte per un ovvio restringimento temporale la situazione era alquanto nebbiosa.

***

Dall’ospedale fu dimessa dopo due giorni, con molte rassicurazioni sull’andamento della gravidanza, ovvio, doveva scordarsi le serate in discoteca, i superalcolici, il fumo e le ore piccole, le rimaneva, seppure in dosi ridimensionate, il sesso. A sentire il ginecologo non avrebbe avuto controindicazioni. Ironia della sorte, l’abitudine che l’aveva incastrata era anche la sola che poteva ancora praticare.
I giorni che seguirono furono momenti di intense e talvolta divertenti riflessioni nel tentativo di mettere a fuoco gli avvenimenti di serate dai contorni piuttosto offuscati. Alla fine, però, anche se con un metodo non proprio scientifico, fu abbastanza sicura di essere arrivata alla soluzione: erano cinque, i possibili padri.
“Che faccio adesso? Busso alla porta di ognuno e gli dico, ehi caro ti ricordi di me? Siamo stati a letto insieme circa due mesi fa, il giorno non me lo ricordo però è esattamente da due mesi che sono incinta, quindi potresti essere il padre, mica ti ricordi se hai usato il preservativo, o magari sei sicuro di essere uscito in tempo?”
Non le sembrava che funzionasse molto, ma l’alternativa sarebbe stata quella di crescere un figlio da sola, a 25 anni, del tutto impreparata e con una madre che non glielo avrebbe mai perdonato.

La scelta è difficile ma Eva è una tipa che non si perde dietro a lunghe elucubrazioni cosa deciderà di fare?

  • Scriverà una lettera a ciascun ipotetico padre (45%)
    45
  • Andrà a cercare il padre n. 1, anche solo per vederne la reazione!!! (45%)
    45
  • Crescerà da sola suo figlio (9%)
    9
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175 Commenti

  • Brava Alessandra, poi mai fidarsi di una persona che si chiama Luca, vedi oggi il vostro ex Toni si è buttato e ci ha fatto perdere, ragione in più per essere felice che Eva abbia ignorato il Luca di turno 😛

    Scherzi a parte, bravissima. Fammi sapere anche tramite facebook quando ti rimetti all’opera!!

  • Rieccomi dopo la lunga pausa estiva Alessandra!!! In tempo per votare (e in modo abbastanza decisivo, viste le percentuali) realismo 🙂 felicità sarebbe forzata in questo racconto e disperazione non la merita Eva. Realismo (il che non vuol dire che sia triste e non sia felice) è la degna chiusura di un bel racconto.

    Brava Alessandra!!

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