Non mollare mai

Contrasti– Evelin – disse il coach Bolton – la smetti di cazzeggiare e inizi a impegnarti? – era l’ennesimo richiamo della giornata ed Evelin era stufa, soprattutto perché aveva intuito che il motivo era un altro: il coach non aveva digerito che nella vita della sua atleta ci fosse altro oltre al nuoto.
Evelin si era infatti fidanzata da poco e sembrava fosse una cosa seria. Il coach Bolton ne era venuto a conoscenza circa una settimana prima, poiché i due, per rispetto e per un po’ di timidezza, non avevano parlato più di tanto della faccenda.
Il problema era nato quando si era reso conto che per Evelin, Ted significava davvero tanto e iniziava a voler passare parecchio tempo con lui. Da quel momento in poi era diventato intransigente con lei, non accettava nemmeno un minimo errore, un segno di stanchezza e aveva in mente un piano per separarli…
In quelle ore però aveva altro a cui pensare: Evelin.
Era la migliore degli Stati Uniti e sarebbe potuta diventare la migliore al mondo, nonostante avesse solo sedici anni. Era la quinta ora di allenamento e iniziava ad essere stanca, lo si vedeva dall’affanno quando si fermava, eppure il coach continuava a spronarla, le dava esercizi sempre più duri da svolgere e non sembrava voler cedere.
Avanti e indietro per ore, da anni era sempre così… Era una ragazza di talento e aveva ottenuto discreti risultati fin dal suo esordio, risultati che sembravano non fossero mai abbastanza.
– Più veloce, più veloce! Stai battendo la fiacca! – urlò il coach infuriato – Pensi che sia un gioco? Pensi di poter vincere facile? Muovi quelle cazzo di gambe e sfrutta un po’ di forza nelle braccia! –
Evelin tentava di non ascoltarlo ma la sua voce era sempre più forte e più insistente che alla fine dovette fermarsi.
Uscì dalla piscina e raggiunse il coach.
Lui era talmente arrabbiato che le tirò un sonoro schiaffo sulla guancia lasciandole le cinque dita.
Evelin corse via, non tanto per il dolore che quello schiaffo le aveva dato, poiché si sentiva ferita dalla persona di cui non poteva fare altro che fidarsi.
Lui provò a correrle dietro, le chiese scusa in ogni modo ma nulla riuscì a fermarla.
Il coach Bolton era stato impulsivo ma aveva sbagliato, di troppo.
– Evelin! Ti prego aspetta! Parliamone! – continuava a ripeterle ma lei era già entrata nello spogliatoio e non aveva nessuna intenzione di ascoltarlo.
Le compagne di squadra erano rimaste sconvolte dalla scena, mai e poi mai avrebbero pensato che sarebbe successo qualcosa di simile. Nessuna però era davvero triste, forse era solo perché in situazioni del genere ci si comportava così, ma dentro di loro erano contente di aver perso la loro più grande rivale.
Nello spogliatoio si respirava un’atmosfera tutt’altro diversa, Evelin si sentiva persa, il malinteso avrebbe potuto rovinarle la carriera. Aveva bisogno del sostegno di Ted, cercò invano il telefono nella borsa prima di ricordarsi che in realtà le era stato ritirato… Quella mattina prima dell’allenamento era sdraiata a bordo piscina, al telefono con Ted. Il coach Bolton l’aveva visto, si era infuriato per la poca concentrazione della ragazza e gliel’aveva ritirato. Lei aveva provato a protestare ma lui l’aveva cazziata come non mai e le aveva fatto iniziare l’allenamento ancor prima delle altre.
Il pensiero che per poter riavere il telefono avrebbe dovuto affrontarlo di nuovo le fece passare la voglia di riprenderlo.
Uscì da quella piscina, per la prima volta arrabbiata, ferita… Voleva solo scappare da una realtà che non doveva più essere la sua. Non le importava che fuori piovesse, né che aveva i capelli bagnati, voleva solo allontanarsi da quel posto.
Purtroppo Evelin non era l’unica in contrasto con il proprio allenatore… Dall’altra parte di Seattle, Ted si trovava in una situazione simile.
Ted era un maratoneta, anche lui di successo, e per questo capiva Evelin meglio di chiunque altro. Fin da bambino amava correre e a dodici anni grazie al coach Taylor aveva iniziato a diventare davvero forte, così forte che a diciassette era stato convocato in Nazionale.
Il coach Taylor aveva continuato ad allenarlo e pretendeva sempre più ore: Ted non riusciva a dirgli di no, perché sapeva che il suo successo era dovuto a lui, ma era sempre più difficile star dietro a sport e università, poiché, nonostante avesse diciannove anni, aveva scelto di continuare a studiare.
Quella sera aveva chiesto al coach Taylor di finire un quarto d’ora prima per evitare il traffico, e non arrivare tardi all’appuntamento con Evelin, ma lui non glie l’aveva permesso.
Dopodiché gli aveva dato gli esercizi da fare e aveva chiamato il coach Bolton, suo vecchio amico. I due avevano creato un’alleanza per separare i rispettivi atleti. Avevano iniziato a fissare gli allenamenti in modo che quando finiva uno iniziava l’altro, programmavano ritiri fuori città… Ma quando erano venuti a conoscenza dell’appuntamento erano stati entrambi troppo impulsivi rovinando, forse in maniera irreparabile, il delicato rapporto con gli atleti.
Ted era sfinito, quattro ore di allenamento e gliene mancava ancora una… Era stupido pensare che fosse una sua libera scelta quella di allenarsi. Con la coda dell’occhio vide il coach che entrava in macchina per poter parlare più liberamente e decise di mandar un messaggio a Evelin, ignaro di chi fosse in possesso di esso.

Ciao piccola…
Non riesco a pensare ad altro che ha te, dire ti amo ormai è così comune che voglio dirti qualcosa di più: SEI LA MIA ARIA, COSÌ LIBERA, COSÌ PURA E SENZA DI TE NON POSSO VIVERE. T.

Il coach Bolton sentì vibrare il telefono e vide il messaggio: doveva solo scoprire la password e aveva la separazione in tasca. Come i bambini, lo disse tutto esaltato al coach Taylor ed entrambi cercarono di indovinare quel codice.
La loro sfortuna era che Evelin era poco prevedibile e piuttosto riservata quindi era davvero difficile scoprirla.
Alla fine al coach Bolton venne in mente una soluzione: 14 novembre, il giorno in cui Evelin aveva avuto la convocazione in squadra Nazionale. Era proprio quella.
Lesse il messaggio, si intenerì, si arrabbiò e alla fine cancellò il messaggio.

Cosa succederà tra Evelin e ted?

  • Le cose si sistemano (0%)
    0
  • Scappano insieme (75%)
    75
  • Gli allenatori riescono a separarli (25%)
    25
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