Quello che resta

Italia ’90“Ciaooo!”, mi dice Aurora a voce troppo alta e troppo acuta, “Sono contenta che tu sia venuta, non ci speravooo!”, un sorriso a denti troppo bianchi,
“Effettivamente non volevo, sono abbastanza stanca, ma Roberta ci teneva. Credo che Sofia sia la sua compagnetta del cuore! Roby, vai a dare il regalo a Sofia.”, mia figlia corre con lo scatolone incartato in mano, la bionda coda di cavallo ondeggia, “Le abbiamo comprato Gira la moda, il gioco preferito di Roberta, spero le piacerà.”
“Certooo che le piacerà, le bimbe vanno pazze per quel gioco, e poi ormai sono rimasti pochi i giocattoli che non hanno la mascotte di Italia 90 incisaaa!”, ha questo modo insopportabile di allungare le parole, stirarle,
“Già, sembra che in Italia non esista altro, oltre i mondiali di calcio!”
“Daiii entra che ti faccio conoscere i genitori degli altri bimbiii.”
Mi accompagna attraverso un ingresso sontuoso, colonne e capitelli; un cameriere, probabilmente filippino, mi prende il soprabito, entro in un salone con due lampadari enormi, di cristallo, tende giallo chiaro; ci sono una decina di ospiti, donne con vestiti di alta moda, uomini in abito scuro e tutti con questi telefoni portatili che oggi sembrano diventati indispensabili tra i politici e gli imprenditori. Il mio vestitino preso al mercato mi dona molto, mette in risalto le curve e nasconde la pancetta, ma niente a che vedere con la classe che viene sfoggiata qui; mi siedo su un divano, presentazioni di rito, le donne molto fredde, gli uomini sorrisi distaccati, molto cordiale invece Giulio, il marito di Aurora, che mi offre un bicchiere di prosecco, o forse champagne.
“Sono molto unite le nostre bambine, Sofia parla sempre di Roberta e dei dolci che prepara la sua mamma.”
“In realtà li compro uscendo dal lavoro, ma fa lo stesso.”, il suo telefono portatile ricomincia a squillare, mi fa un gesto, si allontana, poso il bicchiere sul tavolo e in un attimo è sparito. Si avvicina un altro uomo, avrà la stessa età mia più o meno, forse qualcuno in più, mi fa il baciamano,
“Sono Andrea Taretti, incantato.”, odio le smancerie, ma il baciamano resta un gesto affascinante,
“Sono Carla, piacere.”
“Sono il padre di Antonino, credo sia in classe con tua figlia.”
“Sinceramente non lo so, non conosco tutti i compagnetti di Roberta. Lavorando, non vado quasi mai a prenderla a scuola, se non il sabato. Tu cosa fai?”, fa un sorriso senza gioia,
“Lavoro, decisamente troppo. Con la mia azienda di costruzioni stiamo ristrutturando lo stadio Meazza, per i mondiali. Ormai siamo agli sgoccioli, per fortuna.”
“Pensavo che fosse già tutto pronto, manca un mese all’inizio.”
“Effettivamente in tutti i cantieri c’è un po’ di ritardo, ma ce la faremo. Sei qui con tuo marito?”, ecco la domanda chiave,
“No, sono da sola, separata da poco.”
“Ah, mi dispiace!”
“E perchè? Va così tra uomini e donne.”
“Così come?”
“Prima o poi l’amore finisce. Se ci si accontenta di quello che resta, bene. Altrimenti ci si lascia. Fine.”
“Mi piacerebbe saperne di più di questa tua teoria, ma ora ho un appuntamento. Posso invitarti a pranzo?”, marpione,
“Ma tu non sei sposato?”
“No, mia moglie è morta lo scorso anno.”
“Scusami, non sapevo.”
“Siamo pari.”

Carla accetta il pranzo?

  • Potrebbe ma non vuole (25%)
    25
  • No (8%)
    8
  • Si (67%)
    67
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