Ampere

Dove eravamo rimasti?

Paard è fuori dalla cabina... ...e ora deve andare a lavoro suo malgrado. (50%)

L’History MuseumPaard cercò di spiegargli che non aveva scelto niente perché aveva bisogno di pensarci. Borak sembrò guardarlo male. Era piuttosto strano che in sei mesi ancora fosse indeciso e si offrì di dargli qualche consigli su cosa prendere. Paard rifiutò dicendo di dover andare a lavoro e chiamò l’ascensore. Salì al quindicesimo piano e sbuffando si preparava ad una triste giornata di lavoro. Lavorava come guida turistica in uno dei pochi musei rimasti ancora aperti, l’”History Museum”. Era uno dei pochi rimasti a studiare storia.
Come ogni giorno l’affluenza era bassa. Si trattava ormai solo di professori che si trascinavano dietro una riluttante quanto rumorosa massa di alunni adolescenti. Paard all’inizio della carriera come guida credeva che si sarebbe rivelato interessante insegnare storia ai ragazzi, ma poi si accorse di due cose: primo, i ragazzini erano totalmente disinteressati e secondo, i fatti storici erano tutti “pilotati”, nel senso che gli eventi esposti non avevano fini culturali, ma solo lo scopo di far credere che la cieca ubbidienza al potere sia una cosa buona e cose del genere. Il Presidente (che sarebbe più giusto chiamare Dittatore Supremo) aveva stabilito che ogni classe avrebbe dovuto visitare almeno una volta, un museo di storia.
Paard accompagnò la classe del giorno davanti al primo stand: Il Nazismo. Una proiezione parlante del Fuhrer comparve sulla parete.
“Salve, sono Adolf Hitler, dittatore del Terzo Reich. Oggi vi parlerò del fascismo.”
Da quel momento Paard smise di ascoltare, rifiutandosi di credere che stesse lui stesso lavorando per un simile sistema per pilotare le giovani menti.
“Prima dell’inizio della guerra, la Germania aveva incontrato un periodo di grande splendore economico ed era la più grande potenza mondiale”
Dopodiché continuava additando gli Alleati come il male, come i distruttori dell’Impero più ricco e potente mai esistito.
Paard la prima volta che l’aveva vista era rimasto allibito. Aveva provato a protestare ma lo avevano minacciato di licenziamento. A peggiorare le cose ci si mise il professore della classe.
“Vedete, ragazzi? Mentre il Reich progrediva e diventava sempre più forte, quei vigliacchi degli Alleati gli sono andati contro! La verità è che loro invidiavano e temevano la Grande Germania!”
Paard era sul punto di vomitare. Una mano si alzò dalla massa di studenti. Il professore le diede la parola.
Era una ragazzina. Molto gracile, timida. Aveva dei begli occhi azzurri chiarissimi.
“Chiedo scusa, professore…” aveva un volume di voce molto basso, sembrava che avesse paura di alzare la voce, non allenata a farlo.
“Ma gli Alleati difendevano l’ideale della libertà personale e della democrazia…” Il tono di voce si era ulteriormente abbassato, per timore che le sue parole turbassero troppo le orecchie del professore che scoppiò a ridere, quasi a volerla far sentire in imbarazzo.
“Hahaha, ma suvvia, allora non hai imparato nulla…”
Pronunciò ridendo il resto della frase.
“Quegli ideali sono per deboli e liberali. Se si vuole uno Stato forte serve l’ubbidienza e la collaborazione di tutti, se stessimo ad ascoltare l’opinione di ognuno non si finirebbe più!”
A Paard sembrò dalle labbra che la ragazza sussurrasse una scusa, come se avesse detto qualcosa di male, ma la pronunciò talmente piano che non fu udita neppure da lei stessa. Sembrò arrendersi al professore senza combattere ma non appariva molto contenta della risposta avuta.
Paard rimase sorpreso. Mentre la classe avanzava verso lo stand successivo “Stalinismo-Leninismo” Paard si avvicinò alla ragazzina. Era girata di spalle e non sembrava averlo visto, scrivendo sul suo quadernetto tutto ciò che il prof vomitava fuori da quella bocca. Paard cercò di leggere il nome sull’etichetta del quaderno. Naìri. Voleva parlarle. Solo qualche parola. Ma un adulto sconosciuto che si avvicina a una ragazzina che ha adocchiato in un museo per dirle nonsisabenecosa è una cosa un po’ strana…. Inoltre a breve la parata sarebbe iniziata.

Cosa fa Paard?

  • Va a parlare con il professore dei suoi metodi (20%)
    20
  • La lascia andare sperando di incontrarla di nuovo alla parata (30%)
    30
  • Si fa coraggio e va a parlare con Naìri (50%)
    50
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