Ampere

Dove eravamo rimasti?

...rimase in maniche corte e sul braccio c'era..... ...un anello metallico intorno al braccio (50%)

TELEGIORNALESotto le maniche, poco sotto la spalla, la ragazza aveva un anello di metallo che le avvolgeva il braccio. Paard aveva già visto quegli anelli. In un telegiornale.

“Paard! Vieni giù!” era la mamma che lo chiamava. Il piccolo Paard scese al piano di sotto per la cena. Quel giorno i suoi genitori avevano invitato a casa anche lo zio Gorac. Allo zio piaceva cenare, come tutti gli altri in famiglia, con la televisione accesa ma, mentre Paard era abituato a guardare con la famiglia il tg nazionale, lui preferiva guardare una rete poco nota, che si diceva essere in procinto di chiudere in seguito a minacce.
Il piccolo Paard prese posto a tavola, vicino allo zio.
“Ciao zio!”
“Ciao Paard! Ma come sei cresciuto dall’ultima volta! Adesso fammi guardare cinque minuti la tv e poi giochiamo a quel gioco che ti piace tanto. Va bene?”
Paard sorrise e mentre aspettava la cena di mise a guardare la tv con lo zio. Nella parte destra dello schermo si vedeva la faccia seria di un telecronista e a sinistra scorrevano immagini e video di un luogo sabbioso e arido.
“Continua la guerra ai confini della Nazione. Da questo momento, per evitare danni alla popolazione, ogni civile che viva in zona di frontiera dovrà indossare uno speciale bracciale che ne segnali la presenza. Questo permetterà ai lanciamissili automatici di evitare bersagli civili e limitarsi a danneggiare obiettivi strategici e militari.”
Paard sembrava spaventato.
“Zio?”
“Si, che c’è piccolo?”
“Ma perché lanciano i missili?” la madre di Paard aveva sentito la domanda del figlio.
“Gorac! Non si fanno vedere queste cose a Paard!” gli strappò di mano il telecomando e cambiò rete, sintonizzando il televisore sul tg Nazionale.
“Vieni di la con me, ti devo parlare” la mamma sembrava piuttosto arrabbiata e lo zio si alzò per seguirla. Paard rimase solo davanti alla tv. Il tg nazionale era molto diverso. Paard non aveva mai sentito parlare di questa guerra. Il telecronista di questa rete era sorridente e nella parte alta dello schermo scorrevano inserzioni pubblicitarie. Nessuna delle notizie riguardava neppure lontanamente la guerra o qualcosa di simile. Le notizie trattavano tutte di risultati sportivi, elezioni politiche, divorzi tra stelle del cinema e nuovi album di cantanti famosi.
La sera, quando lo zio se ne fu andato Paard andò dalla mamma.
“Mamma, ma davvero c’è una guerra? Io ho paura!”
“Ma no! Paard! Come ti salta in mente! E’ solo un canaletto stupido che guarda lo zio! Se fossimo in guerra lo direbbero al tg nazionale!”
Paard con la coda dell’occhio guardò nell’altra stanza. C’era ancora lo stesso telecronista che rideva e scherzava. Se era così allegro, forse davvero non esisteva nessuna guerra.

Paard rimase allibito. Quella ragazza proveniva dalla zona di frontiera. Paard non sapeva neppure che esistesse ancora una frontiera. Credeva che ormai la Grande Nazione avesse unificato tutte le terre emerse sotto la Capitale, come dicevano i tg e le cartine politiche a planisfero. La propaganda ‘il mondo è nostro’ e tutto il resto.
Era rimasto lì impietrito a guardare la ragazza, ancora più impietrita di lui, che teneva ancora gli occhi strizzati.
“E così vieni dalla frontiera”
La ragazza annuì con la testa debolmente. Rimasero in silenzio ancora qualche secondo.
“Ma… credevo che la guerra fosse finita”
“Infatti lo era” disse piano la ragazza. Forse fin troppo piano.
“Cinque anni fa fu dichiarata la fine della guerra ma i bombardamenti continuarono ancora fino all’anno scorso. Poi ci fu qualche mese di pace. Gli accordi erano che i bianchi si sarebbero presi tutto il Sud America, da annettere al resto del mondo, mentre noi ci saremmo tenuti solo il Venezuela. Unico roccaforte che non fosse sotto la Nazione. Poi la fama di ricchezze spinse il Governo a riprendere la guerra. Rincominciarono a sparare i missili. Eravamo troppo deboli e troppo pochi per difenderci e siamo stati costretti a fuggire.” La ragazza parlava come un’adulta, singhiozzando. Senza però versare un lacrima.

Cosa fa Paard?

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    80
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