Ampere

La festa dei desideriPaard trascinò il braccio sulla sveglia. Non aveva alcuna voglia di alzarsi. Eppure era il gran Giorno. Il Giorno che tutti accoglievano con gioia un semestre dopo l’altro. Ma Paard restava del tutto indifferente. Si alzò dal letto e si diresse verso il corridoio. Si avvicinò all’armadio, si chinò e premette il pulsante. Le ante si aprirono e un teatrino di luci colorate e musichette pubblicitarie partì dal monitor. Poi la solita voce elettronica ad annunciare il nuovo giorno.
“Buongiorno, oggi è il 31 gennaio 2019, sono le 8:02, la temperatura esterna è di 16°C, il cielo è parzialmente nuvoloso e….” Ormai Paard non ascoltava nemmeno. Dopo tanti anni quella voce lo aveva stufato ma per quanto avesse cercato non c’era un armadio silenzioso, tutti erano parlanti, ormai.
“…che cosa desidera indossare, oggi, Paard?”
“13 e 8”
“Ottima scelta Paard, eccoli in arrivo!”
L’armadio ronzò, poi si aprì di scatto un cassetto con i vestiti e Paard li prese. La voce ricominciò a parlare.
“I festeggiamenti di oggi sono offerti da Hakiro, la pasta buona e genuina, prediletta da tutte le…”
Paard richiuse le ante e la voce cessò. Passò davanti alla porta. Girò la maniglia, prese la sua pillola calorica del mattino e aprì la porta. Tutto il caos esterno entrò nella casa distruggendo il piccolo angolo silenzioso di paradiso. Paard respirò profondamente. Doveva cercare di arrivare a lavoro il più velocemente possibile per evitare la folla chiassosa. Per strada si muoveva a passo spedito verso la stazione cercando di non guardarsi intorno. Quella stupida festa. Quelle stupide persone che non sanno far altro che tanto fracasso e baccano. I manifesti sulle pareti non recitavano altro che “Gran Festa dei Desideri! Gennaio 2019! Accorrete numerosi!”
Le strade chiassose. Gremite di gente. Gente che urlava. C’era la musica a coprire le urla. La musica a tutto volume intervallata da pause pubblicitarie.
Entrò nella stazione e salì sul primo treno veloce. Si sedette sul primo posto libero, costretto ad ascoltare l’ennesimo messaggio pubblicitario sparato a tutto volume negli altoparlanti. Si guardava intorno. Tutti parlavano. Parlavano ad alta voce, urlavano. Tutti con lo sguardo fisso su un telefono, un orologio da polso, un computer. Paard era il solo a starsene zitto in un angolo. La sua fermata arrivò dopo meno di un minuto. Scese dal treno e si diresse a gran passo verso il posto di lavoro. Paard entrò nell’edificio dove si costrinse a sorridere. Tutti intorno correvano parlando solo della Festa. Tutti avevano i soliti bigliettini, se li scambiavano, li fotografavano, se li leggevano ad alta voce.
“Hey, Paard, sei arrivato! Dai! Vieni!” Paard si sforzò in un sorriso e seguì Borak passivo. Come ogni mese, la solita cabina, il solito messaggio.
“Voi avete già fatto?”Chiese a Borak sperando in una risposta negativa. Più avrebbe rimandato quel momento meglio sarebbe stato.
“Scherzi? Sei l’unico che non è ancora andato!”
Paard entrò nella cabina.
“Benvenuto” lo accolse l’ennesima voce elettronica.
“Benvenuto, Paard, alla gran Festa dei Desideri! Da due anni, ogni 3 mesi, il nostro generoso Presidente permette a tutti i cittadini di avere ciò che vogliono! Scegli il tuo desiderio!” Paard sospirò. Quel bastardo aveva comprato i voti degli elettori regalando cose a destra e a manca. Nessuno sapeva da dove venissero quei regali ma nessuno se l’era mai chiesto. Nessuno tranne Paard. Sul monitor luccicante scorrevano immagini di vari marchi con scritte colorate e una musichetta assillante.
“Scegli il tuo regalo. Puoi avere tutto quello che vuoi! Vuoi una macchina Gerosini? Vuoi una vasca idromassaggio Jokuzzy? Vuoi….?” La voce continuò l’elenco per un po’. Paard ci aveva pensato per qualche giorno. Digitò sulla tastiera digitale: NULLA
“Prodotto non riconosciuto, provate di nuovo”. La musichetta continuava, sempre più fastidiosa. Paard allora ci pensò un momento e scrisse NIENTE. Paard non voleva davvero nulla. Solo starsene in un angolo senza tutto quel baccano.

Paard non voleva davvero nulla, ma ormai era lì, così...

  • ...chiese di sapere da dove vengono i regali. (36%)
    36
  • ...scelse un prodotto a caso, giusto per andarsene. (0%)
    0
  • ...non scisse nulla e uscì dalla cabina come se niente fosse. (64%)
    64
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44 Commenti

  • Eh no non puoi dargliela vinta cosi’ a quel politico corrotto !
    Dai trova un sistema per far capire a tutti che razza di farabutto e’ …. e poi se si finge malato magari puo’ evitare di andare alla festa e andare in giro senza farsi notare visto che tutti vanno a festeggiare.

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