Jo e la vendetta degli spiriti castranti

La telefonata che non vorresti mai ricevereAHHHHHHHHHHHHHH
AHHHHHHHHHHHHHH
ANCORA
COSI’
GODO

STOP!
CINQUE MINUTI DI PAUSA RAGAZZI!

La stanza del motel era bollente. Le finestre dovevano restare chiuse perché il proprietario non voleva che gli altri ospiti sapessero che tipo di film veniva girato nella numero 69.
Sigarette, sudore e odori di liquidi vaginali impregnavano l’ossigeno e i cuscini a buon mercato su cui Camila poggiava i gomiti mentre Jo la leccava.

Jo era il professionista della leccata. Il più rinomato cunnylinguista della Toscana. Aveva lavorato con Gigi il Leto, il regista, altre volte e le ragazze erano sempre state sane e pulite, il pagamento puntuale e l’ambiente allegro.

Riprese la maglietta bagnata che aveva gettato sulla sedia di compensato all’inizio delle riprese. Aveva ancora i jeans indosso. Come sempre.
Su di un piccolo tavolino messo dai camerieri dell’albero dietro le cineprese c’erano un paio di birre, una bottiglia di spumante aperta, patatine rustiche e quattro strisce di cocaina stese su un vetro staccato dal bagno.

“Sei un mago, Jo! Avevo sentito in giro che eri bravo ma non pensavo fino a questo punto.”

Era Camila, gli parlava con fare da gatta in calore. Il naso era sporco di bianco.

“Grazie Camila. Sono felice che sia stato di tuo gradimento.”

“Ohhhh, non fare il modesto con me! Che ne dici di andare in bagno a provare le scene del pomeriggio? Mi piace essere preparata.”

Gli occhi neri di Jo abbandonarono le pupille dilatate dell’attrice per tornare sulle birre.

“Mi dispiace Camila, ma sono molto stanco. Credo che uscirò a fumare una sigaretta.”

Camila poggiò la mano su un fianco, piegò la testa di lato e rigirò di scatto la folta chioma rosa shocking. Prese per mano un giovane cameraman e lo strascinò in bagno con sé.

Jo battè il pugno sul tavolo.

Gigi il Leto gli poggiò una mano sulla spalla

“Sei stato favoloso oggi, Jo! Nel pomeriggio abbiamo una leccata a bordo piscina e una sul tetto. Poi finito e si va a cena fuori. Tu come stai?”

“Bene, Gigi. Quella Camila però non mi piace, da quanto è nel giro?”

“Da poco Jo, lo so. E’ una ragazzina ammalata di coca. Ma con quel che possiamo pagare, con tutti questi siti del cazzo che fanno vedere la topa aggratis, non possiamo permetterci di meglio.”

“Ok, Gigi. Ma ricordale che io non parlo con le attrici fuori dal set. Diglielo.”

“Cazzo, Jo! Scusami, pensavo che Paolillo glielo avesse detto. Ora vado di là e le tiro un bello schiaffo che se ne ricorda fino alla menopausa.”

“Non è necessario, Gigi. Diglielo e basta. Esco a fumare una sigaretta.”

Jo usci scalzo poggiando i piedi sulla sporca moquette che tappezzava il corridoio del motel. Scese le scale fino alla hall, dove una ragazza sovrappeso scoppiò una bolla di gomma rossa quando passò.

Il sole di giugno e il vento tra gli alti alberi della pianura toscana lo accolsero come un abbraccio della nonna a Natale.
Il parcheggio era semi-deserto.
Prese una sigaretta dal pacchetto di morbide che teneva sempre nella tasca posteriore e se la accese scansando i capelli riccioli e scuri dalla fronte sudata.

Il telefono cominciò a squillare. Non in molti conoscevano questo numero. Jo aveva pochi amici e nessuna amica. Dei genitori meglio non parlarne.
Era Giotti, segnato nella rubrica come Giotti: Lo Sventrapassere.

“Pronto Giotti! Che bello risentirti, come stai?”

“JO!JO! PORCA PUTTANA! AIUTAMI! D*O CANE AIUTO!”

“GIOTTI! CHE CAZZO SUCCEDE? DOVE SEI?”

“CAZZO JO! NON HO PIU’ LE PALLE, JO! CANE DI D*O, JO! AIUTAMI..”

Giotti si era messo a piangere e sembrava sul punto di svenire.
Jo sentì il telefono impattare il pavimento e un tonfo.
Sapeva dove abitava Giotti, non era lontano.
Prese le chiavi della sua Delta integrale e uscì sgommando dal parcheggio del motel.

Jo troverà Giotti in casa?

  • Sì ma verrà aggredito anche lui. (25%)
    25
  • No (25%)
    25
  • (50%)
    50
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38 Commenti

    • grazie maria 🙂 spero che la storia stia prendendo il suo corso definitivo. E’ la prima volta che mi trovo ad aver a che fare con il genere horror e devo cercare di trattenermi per non diventare troppo surreale (anche se Ursula della siretta non pende a favore di questo proposito xD)

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