Gli sciacalli

Dove eravamo rimasti?

Siamo alla fine, gli sciacalli stanno per venire allo scoperto, ma chi ha parlato alla signora Alvin? Il Signor Alvin (100%)

Su nella stanza degli Alvin

Il signor Alvin era sceso dalle scale ancora in pigiama, visibilmente scosso.

– Dove vuoi andare?- disse Angie.

– Tesoro forse non ricordi, ma in camera abbiamo un telefono di fianco al letto.

La signora Alvin impallidì.

– Ho sentito tutto.

– Amore…

– Non andare oltre. Ora verrai con me al distretto.

– Credi sia la cosa giusta da fare?

– Credo sia l’unica cosa da fare.

Non era stato Mark a parlare. Gary se ne stava appoggiato allo stipite della porta con un sorriso sornione stampato in volto.

– Cosa diavolo ci fa lei qui?- chiese il signor Alvin.

– Vede, poco fa, ero proprio qui fuori, certo che in questa dannata storia uno di voi due nascondesse qualcosa. Ho fatto finta di andarmene e sono tornato passando dal retro. Anche io ho sentito la telefonata e sono certo che qualcuno stia venendo qui per concludere il lavoro. Resta solo da sapere chi, ma a questo può pensarci sua moglie non trova?

– Voi non avete idea!- urlò Angie.

– In realtà mi sono immaginato un bel quadretto. Lei conosce una persona, intraprende una relazione, e questo mister x è certamente un uomo ricco e potente. Vorrebbe lasciare suo marito, ma non sa come fare, allora il nostro caro vecchio mister x organizza un piano coi fiocchi per far passare a miglior vita il signor Alvin. Questo almeno è quello che immaginava lei, perché in realtà mister x è si un uomo ricco e potente, ma anche sposato, e non può permettersi, a differenza sua, una fuga romantica.

La signora Alvin non disse nulla e scoppiò in un pianto a dirotto.

– Adesso signor Alvin mi ascolti bene, probabilmente non abbiamo molto tempo. Prenda queste manette e le infili a sua moglie, poi corra con lei al distretto e racconti questa faccenda al mio capo.

– Non avrebbe più senso chiamare semplicemente i rinforzi?

– Sarebbe inutile. Mister x è il direttore del penitenziario di Tucson. Aaron Carter,- disse Angie.

– Puttana!- il signor Alvin si fiondò sulla moglie, Gary si mise in mezzo ed infilò le manette ai polsi alla donna.

– Avete due opzioni. O restare qui e rischiare la morte, o correre al distretto ed avere salva la vita. Tenga signor Alvin, prenda pure la mia macchina. Il direttore Carter non arriverà solo, non voglio si insospettisca.

– Cosa le dice che non mi dia alla macchia con mia moglie?

– A me non è mai piaciuta l’idea di essere cornuto. Non so a lei. Correrò il rischio.

Il signor Alvin rimase inebetito per qualche secondo, poi strappò le chiavi dalla mano del Marshall e prese sottobraccio la moglie. Un rumore di pneumatici in lontananza mise Gary in allerta.

– Che cosa pensa di fare?- chiese il signor Alvin.

– Sedermi in veranda ad attenderli.

– Lei è un pazzo.

– Molto probabile, ma non mi viene in mente nulla di più intelligente da fare.

Gary si sistemò con cura il cappello, la giacca e la cravatta.

– Le sembra il momento di specchiarsi?

– Mi piace essere in ordine prima di una sparatoria.

Il signor Alvin sorrise incredulo e corse fuori con la moglie. L’auto con i due coniugi all’interno partì a tutta velocità. Gary uscì in veranda e si sedette sulla sedia a dondolo, con la Colt ben salda nella mano destra. L’auto del direttore arrivò pochi minuti più tardi e si fermò proprio di fronte a Gary. Scesero due uomini. Oltre il direttore.

– Sceriffo lei qui? Sono alquanto sorpreso.

– Vorrei poter dire lo stesso direttore Carter. Posso avere il piacere di conoscere i suoi amici?

– Sarebbe decisamente inutile sprecare fiato con una persona che a breve morirà. Non trova?

– Vede direttore, la mia Colt non è nella fondina, ma nella mia mano destra. Di conseguenza lei ed i suoi due amichetti non dovete azzardarvi a fare un passo avanti, altrimenti aprirò il fuoco.

– Siamo tre contro uno.

– Non importa il numero, ma la velocità. Pensate di esserlo abbastanza?

I due uomini fecero un passo verso il Marshall, Gary scattò in piedi e fece fuoco verso i malcapitati per poi puntare rapido la Colt verso il direttore. I due morirono ancora prima di toccare terra.

– La situazione si è capovolta direttore. Getti l’arma e avrà salva la vita.

Carter Gettò a terra la .38 ed il suo flusso di coscienza prese corpo:

– Io e la signora Alvin abbiamo una storia da circa due anni. Le ho fatto credere che avrei pagato qualcuno per eliminare il marito così che io e lei potessimo vivere felici. Peccato che in realtà la mia idea era di liberarmi pure di quella cagna. Non potevo lasciare mia moglie, la mia carriera, la mia vita.

– Povero cucciolo. Perché i soldi nel muro?

– Quella è stata una mia trovata. Li ho fatti nascondere li dai due che hai appena ucciso.

– Non la facevo uno sciacallo direttore Carter.- disse Gary dopo qualche secondo di pausa.

– Uno sciacallo?

– Già. Ha presente quei simpaticissimi animali che aspettano sia qualcun altro a fare il lavoro sporco per poi goderne?

– Calza a pennello.

– Ora le lancerò le manette, veda di mettersele. Oggi si chiude questa dannata storia.

– Ero certo sarebbe finita in maniera diversa.

– A volte anche i buoni vincono.

L’auto guidata dai coniugi Alvin sfrecciava sull’asfalto rovente. Destinazione Messico.

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187 Commenti

  1. Non ci posso credere! Sei ancora qui con un racconto iniziato nel 2013! All’epoca ti seguivo come Roberto Mocher (c’è ancora il mio vecchio avatar del quadro a fondo rosso di Kandinsky). Ormai gran parte dei tuoi vecchi lettori sono spariti: erano i tempi gloriosi di locullo, Angela Caputo, Laura Roggero e tanti altri che non si sono più rivisti. Di recente hanno rifatto capolino come lettrici Giulia Menegatti e Nunzia D’Aquale.
    Mi costringi a rileggere tutto daccapo. Ma intanto voto per il signor Alvin.

    P.S.: ce la fai a finire entro un mese? perché poi mi sa che sparisco io…

    • Incredibile ritrovarti! Bellissimo. Purtroppo per diverso tempo non riuscivo più ad accedere tramite social network e la mia storia era finita in un limbo dimenticato. I nostri bei tempi passati, tanti ricordi, tanti racconti, tante chiacchierate. Prometto di terminarlo prima che tu sparisca di nuovo, anche perché devo mantenere la stessa promessa fatta ad alcuni amici.
      Buona serata e buona lettura!

  2. Ma che bel capitolo!
    La negoziazione è affascinantissima come arte/disciplina. Un po’ di psicologia, moltissimo intuito, idee chiare e un controllo assoluto di sè e i dialoghi riflettono tutto questo.

    La cosa che mi è piaciuta di più, però, è il flusso di coscienza di Mark. I dubbi così umani in un momento di assurdità complessiva.
    Quindi scelgo per lui un momento di eroismo, che non ha mai avuto in vita sua e, se dovesse sopravvivere al piombo, lo renderebbe un uomo diverso.

  3. Descrizione e dialoghi in sintonia chirurgica, scenario mozzafiato. Concordo con l’amico locullo, qui ti sei superato. Applausi.
    Il duello in stile western non mi convince, e nemmeno il duplice omicidio (ma non sarebbero dovuti essere già morti? XD).
    Lotta tra Mark e Bill.

    • Mamma mia quanti complimenti, e chi se lo aspettava? manca solo il nostro Mocher e meglio di così non può andare 🙂 per quanto riguarda il duplice omicidio diciamo che ho strutturato le domande in modo che potessero restare vivi il più a lungo possibile 😉
      Grazie di tutto 🙂

  4. Siamo giunti a una svolta quindi. Deve scapparci per forza il morto. Va bene, sarà anche finto buonismo, ma non me la sento di far morire una donna, ragion per cui uccide entrambi.
    L’osservazione dell’amico Locullo è sicuramente da tenere in considerazione. Ma se in quella casa esistesse una sorta di passaggio segreto che conduce parecchio lontano dalla zona dell’assedio? Un ostaggio sarebbe solo d’intralcio.

  5. Mi piacciono sempre molto i dialoghi, funzionano proprio! E più leggo più mi rendo conto che non saprei mai scrivere un diaogo credbile in questo contesto…

    Io sono per uccidere la signora alvin, secondo me il marito ha ancora da dire/fare qualcosa…

  6. Bill… sangue pazzo è… ma non sparerà di certo ad una donna, e nemmeno farà la figura del fesso. Spara al sig. Alvin, ma con questo non voglio dire che l’abbia ucciso, magari soltanto gambizzato.

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