Il Cammino delle Anime Infrante

Dove eravamo rimasti?

Le voci si fanno sempre più vicine. Sono confuso... Improvvisamente mi sento come svuotato, quasi qualcuno mi stesse portando via qualcosa di molto intimo. Cado in ginocchio, privato delle forze vital Quella lapide, quelle voci e quel ricordo... Devo resistere e provare ad andare infondo. (67%)

Dream Within a Dream Cado in ginocchio, privato delle forze vitali e rivivo qualcosa che avevo seppellito in un angolo recondito della mia memoria: un ricordo. Quelle voci, mi suonano familiari, una è proprio la mia!
«Cosa sta accadendo?» mi domando, ma prima che possa accorgermi di qualunque altra cosa, tutto diventa bianco e mi ritrovo proiettato indietro nel tempo…

«Amo questa collina, papà», mi disse mentre si gettava sul prato verde. Se ne stava immobile con il naso all’insù a guardava le nuvole che attraversavano il cielo azzurro. Era bellissima, la cosa più bella che avessi mai avuto. A quel tempo aveva sette anni, guance e labbra rosse come ciliegie, lineamenti delicati come i petali di un fiore, gli stessi occhi di sua madre e la spensieratezza di chi non ha ancora avuto a che fare con i problemi della vita. Le chiesi perché amasse così tanto quel posto. Mi guardò con aria serena e mi disse: «perché qui mi sento più vicina alla mamma, papà».
Le sue parole mi colpirono nel profondo. Sarah… Quanto avrei voluto che quel giorno lei fosse li con noi. Rachel mi confessò che avrebbe voluto avere le ali per poter volare come gli angeli, così da poter raggiungere sua madre, in cielo. La guardai attentamente, in silenzio, senza proferire parola. Anche adesso, potrei disegnare quel suo visino angelico. Cercai le parole adatta e le dissi che ognuno di noi ha un angelo custode, pronto a proteggerci in qualunque momento; le dissi che gli angeli non sono come vengono raffigurati nei dipinti dalla cultura comune, che non hanno necessariamente ali piumate e non sono perennemente circondati da una luce dorata; le dissi che si vivevano tra noi fingendosi comuni mortali, pronti a vegliare su di noi come guardiani silenti; le dissi che erano ovunque, tutt’intorno a noi.
Ancora oggi penso alle parole che mi disse quel giorno, sulla collina: «Io non so se hanno ragione le suore o se aveva ragione la mamma, non so se seguiamo tutti una strada già decisa da Dio o se veniamo trasportati qua e là da una magica brezza, ma so che vivere è un dono, e spero che alla fine di questo percorso potremo riabbracciare la mamma, papà…»
L’abbracciai e la tenni stretta tra le mie braccia. Il cancro me la portò via nemmeno un anno dopo…

Il ricordo si dissolve lentamente e lo scrosciare della pioggia mi riporta improvvisamente alla realtà: mi ritrovo nuovamente difronte alla lapide di Claire Lawson, inginocchiato su una pozzanghera di fango. Non c’è più nessun segno di Rachel, non riesco più a sentire il profumo dei suoi capelli dorati e il calore del suo tenero abbraccio. Vorrei resistere, non vorrei cedere, ma sento copiose lacrime che mi scorrono lungo le guance senza che riesca a fermarle. Ero così vicino a lei, potevo sentire il suo cuoricino battere contro il mio petto, era al sicuro, era ancora viva… Era così… così reale…Sembrava tutto così vero…

Sto ancora sognando?

Cosa sta succedendo? Rachel! Dove sei? Rachel! Bambina mia!
Chiamo il suo nome a gran voce, ma non ricevo nessuna risposta se non l’eco della mia stessa voce. Improvvisamente il dolore si apre un varco dentro di me come una spada affilata nelle carni di un nemico inerme. Mi comprimo le tempie con le mani, il mal di testa mi sta uccidendo. Forse sono stato qui troppo a lungo… Scuoto il capo e cerco di riorganizzare le idee ed è proprio in quel preciso momento che sento come una voce nel vento. Non può essere l’eco… Nonostante il dolore alla testa, riesco a coglierne alcune parole: è una voce femminile.

“10…”
“9, …, 7…”
“…, 5, 4…”
“3, …, 1…”

Il dolore sta diventando insopportabile…

Quella voce, mi sembra di riconoscerla... Cosa faccio?

  • Il cimitero non è più un luogo sicuro: tento di tornare indietro fino al cancello ed imbocco la via immersa nella nebbia. (14%)
    14
  • Probabilmente è la voce dell'analista... Apro gli occhi. (57%)
    57
  • Ancora voci... Il ricordo non può essere svanito! Dove sei Rachel? (29%)
    29
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41 Commenti

  1. Ciao Sergio,
    bel finale, mi è piaciuto.
    H scritto anche io una storia di rinascita, ma la mia era un po’ più romantica.
    Spero che ti vada di presentarci un altro racconto.
    Nel frattempo ti auguro una buona settimana.
    Alla prossima!

  2. Ciao Sergio, buongiorno.
    Mi è piaciuta la piega che hai dato al racconto con quest’ultimo episodio, quindi, se ho capito bene, Thomas è morto prima della moglie. Torna alla casa vuota perché non fa più parte di questa vita ma, allo stesso tempo, non riesce a trovare moglie e figlia perché loro sono rinate in qualcun altro.
    L’idea della terapista è molto intelligente, l’ho visto anche in un film: Backtrack, con Adrien Brody, e mi è piaciuta molto.
    Aspetto il nuovo capitolo.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie per il commento! Non ho mai visto Backtrack, ma ora che me l’hai detto lo metto in watchlist 😉
      Quanto alla storia, devo dire che sono molto contento che siano passate le sfumature che volevo dare, ma la verità è il finale le sceglierete proprio voi. La costruzione del capitolo e certe frasi sono state messe lì proprio per avere molteplici significati. Da una Delle scelte che ho messo, si vede che sei una delle tre linee della storia 🙂

  3. Ciao Sergio,
    mi pareva strano essermi persa l’incipit di un horror… Infatti il capitolo non era un incipit ma l’ottava parte di un racconto cominciato ben 5 anni fa! Be’, sappi che non ho saputo resistere alle prime battute e mi sono fatta trasportare fino a qui, ho letto tutto di seguito il che, a volte, aiuta molto. La visione d’insieme di un racconto, spiega molte dinamiche e le rende di più facile comprensione.
    La storia mi piace, e un po’ mi ricorda Brian Weiss e le sessioni di ipnosi che si trovano su YouTube.
    Una sola cosa: ci sono molte ripetizioni, la pioggia che investe il protagonista, è “di taglio” in almeno tre occasioni. In tutti questi anni ti avranno dato miriadi di consigli sulla scrittura, io te ne do uno che avrai sentito mille volte: rileggi ad alta voce prima di pubblicare, così le ripetizioni saltano agli occhi.
    Dopo questo mio intervento, che spero non i risulti troppo noioso, ti saluto e mi auguro che il prossimo capitolo non arrivi nel 2023… Sembra fantascienza, eppure siamo qui in questi anni del futuro 😉 sto divagando, come al solito.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra! Come avrai ben notato, questa storia era ferma dal 2013 perché inizia a scriverla in viaggio (un capitolo alla settimana circa) e non riuscii più a continuarla. Sono tornato su The Incipit circa una settimana fa e sono contento che a distanza di tanti anni (e tanta inesperienza) qualcuno abbia avuto il piacere di leggere questo mio esperimento 🙂
      Grazie per i consigli, che anche a distanza di anni fanno sempre bene. Ora, da questo ultimo capitolo sono passati cinque anni in cui sono diventato sceneggiatore e quindi ho voluto provare a recuperare un po’ del registro “letterario”, che per noi sceneggiatori è praticamente vietato XD
      Le sceneggiature sono fatte di ripetizioni, e azioni – tantissime azioni! Quindi, visto che devo rispolvereare questo genere di scrittura, sappi che ogni consiglio sarà ben accetto!

      PS: purtroppo questa storia è catalogata come Horror, sebbene avessi fin dal principio l’idea di farci un drama psicologico. Inizia a scrivere qui per scherzo, quindi credo che rimarrà Horror fino alla fine anche se sono colpevole di essere fuori genere XD

      PS : Non conoscevo Brian Weiss, ma avendos studiato psicologia sono sempre stato affascinato dauna narrazione di questo genere 🙂

      Mi sono dilungato anche io, my bad! Un “brutto” vizio quello di essere chiacchieroni!
      Grazie per il commento e alla prossima!

    • Grazie Giulia 🙂

      Stavolta ho veramente odiato i 4.000 caratteri di limite, ero così preso dalla scrittura che molto materiale l’ho dovuto tagliare e conservare, un vero peccato perché c’erano alcune descrizioni che di cui ero molto soddisfatto (una volta tanto!)

      Come ti immagini che sia questo misterioso Prof. Mason? Credi che possa realmente aiutare Thomas?

  4. Molto ben scritto, bravo. Ti stai superando ogni giorno di più. Per la forma niente da ridire, in quanto al contenuto.. mi è piaciuto e personalmente vorrei che si approfondisse la conoscenza di questo nuovo professore!

    • Il tuo complimento mi lusinga… So che sei sempre molto precisa e obbiettiva quando si tratta di scrittura. Son contento che il capitolo sia risultato molto piacevole e ben scritto, come ti avevo detto in separata sede ero abbastanza contento del prodotto.

      Ora vorrei sapere, come ti immagini il Professore? Credi che sia vecchio o giovane?E’una figura che appartiene al passato di Thomas o è una semplice conoscenza?

      Fammi sapere che ne pensi!

  5. Sembra parecchio interessante, io al suo posto in quel cimitero me la sarei fatta sotto…
    Ho messo la scelta che avrei fatto anche io stilisticamente e per trama, ma se fossi stata nel protagonista, probabilmente avrei provato a cercare ancora mia figlia.
    Vediamo cosa ci riserverà il prossimo capitolo 😉

  6. Io provo ad entrare nella cattedrale e vediamo che succede ma non nascondo che avrei voluto anche provare a resistere e andare fino in fondo. Comunque vada non ci sono problemi! 😉
    Sè, una figata come tutte le tue storie! 😉 hai avuto proprio una geniale idea a voler continuare a ruolare con noi anche a distanza. Niente dadi, niente musiche, niente patatine o bibite ma è come se fossimo comunque attorno a quel tavolo tutti insieme! ^_^
    Non vedo l’ora che arrivi il prossimo capitolo!!!!!!

  7. I primi due capitoli sono veramente belli, la trama è avvincente e ben costruita; L’unica critica che oso muovere è (forse per scelta dello scrittore stesso) la mancanza di punto e virgola, che viene compensata da una pesante alternanza del punto e della virgola, rendendo la lettura ostica e talvolta pesante a causa delle troppe pause.

    • Ottima osservazione. Solitamente li utilizzo quando scrivo in terza persona, ma stavolta ho scelto di scrivere in prima persona (cosa che non avevo mai fatto). I molti punti sono una scelta stilistica. Come potrai ben capire, da buon giocatore di ruolo. Oltre che descrivere, occorre interpretare quest’uomo traducendo in forma letteraria il suo stato psico-fisico. Mi sono ispirato all’Ulisse di Joyce per quanto riguarda lo stile. Se ti interessasse saperne di più, dagli una sbirciata su Wikipedia. ^_^

  8. ERRATA 001

    “Le voci si fanno sempre più vicine. Sono confuso… Improvvisamente mi sento come svuotato, quasi qualcuno mi stesse portando via qualcosa di molto intimo. Cado in ginocchio, privato delle forze vitali…La testa mi sta esplodendo.

    Cosa faccio?”

    (Chiedo scusa a tutti i lettori e le lettrici. Purtroppo la domanda che ho inserito era troppo lunga ed è stata tagliata). Perdonatemi.

  9. Bè aprire gli occhi non significa per forza finire la storia… cioè immaginatevi se Thomas apre gli occhi e in realtà non è più nello studio dello psicanalista ma si trova in un’altra realtà strana stle Lovecraft o comunque un’ambientazione tipo Silent Hill… Ricordatevi che per uno scrittore, la sua fantasia non ha limiti e il dover aprire gli occhi non sancisce la fine del mistero 😉

  10. La storia inizia ad essere un sacco avvincente. Da buon lettore di horror non posso fare altro che avventurarmi alla Dylan Dog. Non posso lasciare nulla al caso ma capire cosa c’è sotto…
    Chissà di riuscire a scoprire qualcosa di più…
    Una figata! Stai risvegliando in me ricordi e immagini bellissime. Sto immaginando un’ambientazione alla Silent Hill con la suspance di alcuni dei migliori romanzi che ho letto.
    Non vedo l’ora di scoprire il continuo! 😉

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