Il Cammino delle Anime Infrante

Dove eravamo rimasti?

Sono molto confuso e ho mille domande per la testa. Sono solo sotto la pioggia e non ho idea di cosa stia accadendo. Cosa faccio? "TIME" la canzone preferita del Prof. Hershel Mason. Lui saprà dirmi qualcosa sull'Ipnosi! (75%)

TIMETime…

Arrivo davanti all’abitazione del Prof. Mason che nel cielo compaiono striature rosso fuoco per via del tramonto. Spengo il motore con aria stanca, mentre guidavo devo aver perso la cognizione del tempo…
La casa è esattamente identica a come la ricordavo: costruita per la maggior parte in legno, circondata da una siepe ben curata che segna il confine con il vicino, il tetto spiovente e una vecchia amaca che cigola ancora sotto il soffio del vento proprio sotto la veranda. Imbuco il viottolo, raggiungo il verde portone di legno e dopo qualche istante di esitazione suono il campanello. Un dolce tintinnio risuona in tutta la casa. Dopo qualche istante la porta si apre rivelando la familiare figura del mio vecchio professore di filosofia del college. «Thomas!» mi saluta con aria gioviale, stringendomi in un caloroso abbraccio che mi trascina oltre la soglia di casa. «Cosa ci fai qui?» mi domanda mentre un sorriso solare compare sul suo viso. «Oh! Per la barba di Platone, vuoi entrare o no? Ti bagnerai tutto!», mi ammonisce.
Succede tutto troppo in fretta perché possa accorgermi di quello che sta accadendo. Sento un improvviso scrosciare alle mie spalle, mi volto stupito: piove… Eppure quando sono arrivato il cielo era rosso, stava tramontando. Faccio qualche passo indietro, esco nella veranda e osservo il plumbeo cielo: piove a dirotto e non c’è nessuna traccia del tramonto, però…
La voce del professore non mi da tempo di pensare: «lascia che ti offra un té caldo! Lo stavo giusto preparando!» mi dice con aria entusiasta, mentre mi guida all’interno della casa facendomi accomodare in un vecchio e comodo divano del salotto. «Allora, come stai?», mi domanda mentre riempie due tazze di tè rosso e me ne porge una fumante. «Beh, ultimamente non dormo molto…»
«Mi dispiace», mi risponde dolcemente osservandomi con i suoi saggi occhi azzurri.
«Vede, Professore, io avrei bisogno del suo aiuto…»
«Sarò lieto di aiutarti come posso», mi risponde ancor prima che possa aggiungere altro. «Se c’è qualcosa di cui vuoi parlarmi, son qui per ascoltarti e consigliarti». Il suo sorriso è disarmante. Non so cosa dire. E’lo stesso di sempre. Capace di ascoltarmi come pochi altri, disponibile al dialogo e infinitamente gentile. Le sue parole riescono a mettermi immediatamente a mio agio, ma poi succede qualcosa che mi destabilizza, come se fossi appena stato investito da una doccia fredda.
«Sei qui perché vuoi sapere cosa sta succedendo…», mi anticipa quasi potesse leggermi nel pensiero.
«Come fa a saperlo?». I suoi occhi sembrano in grado di attraversarmi come se fossi fatto di vetro.
Mi studia a lungo da dietro i suoi occhiali scintillanti mentre sorseggia il suo te. «Ogni cosa a suo tempo», mi dice mentre poggia la sua tazza sul basso tavolo di vetro che ci separa. «Ragazzo mio, la mia domanda è: perché sei qui?»
«C-Come? Sono venuto per chiederle aiuto…».
«Ti ho chiesto perché sei qui?»
«Come qui?»
«Non ti sei reso conto di niente? Guarda…», mi dice con la solita flemma mentre mi indica un calendario appeso sulla parete alle mie spalle.
«Professore, è solo un calendario… io non capisco, cosa vuole dirmi?», gli rispondo dopo avergli dato un’occhiata.
«Concentrati sui particolari», la sua voce è quasi ipnotica. Mi volto nuovamente, ma capisco ancor prima di iniziare a cercare, è proprio davanti ai miei occhi: non è possibile! Il mese è Novembre, ma del 1998…
«Dove sono?»
«Credo che la domanda corretta sia: quando sei…» mi corregge con la solita flemma.
«Questo…»
«Questo è un ricordo,Thomas e si: stai ancora sognando», mi risponde prima che possa dare voce all’idea che mi tormenta da quando sono uscito dalla seduta.
«Io sono il tuo totem: ossia una parte del tuo subconscio della quale tu senti di poterti fidare. Non ricordi la strada che hai fatto per arrivare fin qui perché hai viaggiato attraverso il Piano Onirico e QUI non esistono le leggi fisiche che governano il nostro universo»
Ho di nuovo le vertigini.

Mi hai rievocato con la reminiscenza perché io sono morto... Ora hai raggiunto la consapevolezza del tuo stato, ma hai poco tempo per scoprire come sei arrivato fin qui. Dove cercherai la verità?

  • Ritorni dall'analista e scoprire se quello che dico è vero... (0%)
    0
  • Ancora non ricordi chi è Claire Lawson? Recati alla casa sul lago e lo scoprirai... (75%)
    75
  • Puoi arrenderti al senso di vertigine... (25%)
    25
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41 Commenti

  1. Ciao Sergio,
    bel finale, mi è piaciuto.
    H scritto anche io una storia di rinascita, ma la mia era un po’ più romantica.
    Spero che ti vada di presentarci un altro racconto.
    Nel frattempo ti auguro una buona settimana.
    Alla prossima!

  2. Ciao Sergio, buongiorno.
    Mi è piaciuta la piega che hai dato al racconto con quest’ultimo episodio, quindi, se ho capito bene, Thomas è morto prima della moglie. Torna alla casa vuota perché non fa più parte di questa vita ma, allo stesso tempo, non riesce a trovare moglie e figlia perché loro sono rinate in qualcun altro.
    L’idea della terapista è molto intelligente, l’ho visto anche in un film: Backtrack, con Adrien Brody, e mi è piaciuta molto.
    Aspetto il nuovo capitolo.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie per il commento! Non ho mai visto Backtrack, ma ora che me l’hai detto lo metto in watchlist 😉
      Quanto alla storia, devo dire che sono molto contento che siano passate le sfumature che volevo dare, ma la verità è il finale le sceglierete proprio voi. La costruzione del capitolo e certe frasi sono state messe lì proprio per avere molteplici significati. Da una Delle scelte che ho messo, si vede che sei una delle tre linee della storia 🙂

  3. Ciao Sergio,
    mi pareva strano essermi persa l’incipit di un horror… Infatti il capitolo non era un incipit ma l’ottava parte di un racconto cominciato ben 5 anni fa! Be’, sappi che non ho saputo resistere alle prime battute e mi sono fatta trasportare fino a qui, ho letto tutto di seguito il che, a volte, aiuta molto. La visione d’insieme di un racconto, spiega molte dinamiche e le rende di più facile comprensione.
    La storia mi piace, e un po’ mi ricorda Brian Weiss e le sessioni di ipnosi che si trovano su YouTube.
    Una sola cosa: ci sono molte ripetizioni, la pioggia che investe il protagonista, è “di taglio” in almeno tre occasioni. In tutti questi anni ti avranno dato miriadi di consigli sulla scrittura, io te ne do uno che avrai sentito mille volte: rileggi ad alta voce prima di pubblicare, così le ripetizioni saltano agli occhi.
    Dopo questo mio intervento, che spero non i risulti troppo noioso, ti saluto e mi auguro che il prossimo capitolo non arrivi nel 2023… Sembra fantascienza, eppure siamo qui in questi anni del futuro 😉 sto divagando, come al solito.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra! Come avrai ben notato, questa storia era ferma dal 2013 perché inizia a scriverla in viaggio (un capitolo alla settimana circa) e non riuscii più a continuarla. Sono tornato su The Incipit circa una settimana fa e sono contento che a distanza di tanti anni (e tanta inesperienza) qualcuno abbia avuto il piacere di leggere questo mio esperimento 🙂
      Grazie per i consigli, che anche a distanza di anni fanno sempre bene. Ora, da questo ultimo capitolo sono passati cinque anni in cui sono diventato sceneggiatore e quindi ho voluto provare a recuperare un po’ del registro “letterario”, che per noi sceneggiatori è praticamente vietato XD
      Le sceneggiature sono fatte di ripetizioni, e azioni – tantissime azioni! Quindi, visto che devo rispolvereare questo genere di scrittura, sappi che ogni consiglio sarà ben accetto!

      PS: purtroppo questa storia è catalogata come Horror, sebbene avessi fin dal principio l’idea di farci un drama psicologico. Inizia a scrivere qui per scherzo, quindi credo che rimarrà Horror fino alla fine anche se sono colpevole di essere fuori genere XD

      PS : Non conoscevo Brian Weiss, ma avendos studiato psicologia sono sempre stato affascinato dauna narrazione di questo genere 🙂

      Mi sono dilungato anche io, my bad! Un “brutto” vizio quello di essere chiacchieroni!
      Grazie per il commento e alla prossima!

    • Grazie Giulia 🙂

      Stavolta ho veramente odiato i 4.000 caratteri di limite, ero così preso dalla scrittura che molto materiale l’ho dovuto tagliare e conservare, un vero peccato perché c’erano alcune descrizioni che di cui ero molto soddisfatto (una volta tanto!)

      Come ti immagini che sia questo misterioso Prof. Mason? Credi che possa realmente aiutare Thomas?

  4. Molto ben scritto, bravo. Ti stai superando ogni giorno di più. Per la forma niente da ridire, in quanto al contenuto.. mi è piaciuto e personalmente vorrei che si approfondisse la conoscenza di questo nuovo professore!

    • Il tuo complimento mi lusinga… So che sei sempre molto precisa e obbiettiva quando si tratta di scrittura. Son contento che il capitolo sia risultato molto piacevole e ben scritto, come ti avevo detto in separata sede ero abbastanza contento del prodotto.

      Ora vorrei sapere, come ti immagini il Professore? Credi che sia vecchio o giovane?E’una figura che appartiene al passato di Thomas o è una semplice conoscenza?

      Fammi sapere che ne pensi!

  5. Sembra parecchio interessante, io al suo posto in quel cimitero me la sarei fatta sotto…
    Ho messo la scelta che avrei fatto anche io stilisticamente e per trama, ma se fossi stata nel protagonista, probabilmente avrei provato a cercare ancora mia figlia.
    Vediamo cosa ci riserverà il prossimo capitolo 😉

  6. Io provo ad entrare nella cattedrale e vediamo che succede ma non nascondo che avrei voluto anche provare a resistere e andare fino in fondo. Comunque vada non ci sono problemi! 😉
    Sè, una figata come tutte le tue storie! 😉 hai avuto proprio una geniale idea a voler continuare a ruolare con noi anche a distanza. Niente dadi, niente musiche, niente patatine o bibite ma è come se fossimo comunque attorno a quel tavolo tutti insieme! ^_^
    Non vedo l’ora che arrivi il prossimo capitolo!!!!!!

  7. I primi due capitoli sono veramente belli, la trama è avvincente e ben costruita; L’unica critica che oso muovere è (forse per scelta dello scrittore stesso) la mancanza di punto e virgola, che viene compensata da una pesante alternanza del punto e della virgola, rendendo la lettura ostica e talvolta pesante a causa delle troppe pause.

    • Ottima osservazione. Solitamente li utilizzo quando scrivo in terza persona, ma stavolta ho scelto di scrivere in prima persona (cosa che non avevo mai fatto). I molti punti sono una scelta stilistica. Come potrai ben capire, da buon giocatore di ruolo. Oltre che descrivere, occorre interpretare quest’uomo traducendo in forma letteraria il suo stato psico-fisico. Mi sono ispirato all’Ulisse di Joyce per quanto riguarda lo stile. Se ti interessasse saperne di più, dagli una sbirciata su Wikipedia. ^_^

  8. ERRATA 001

    “Le voci si fanno sempre più vicine. Sono confuso… Improvvisamente mi sento come svuotato, quasi qualcuno mi stesse portando via qualcosa di molto intimo. Cado in ginocchio, privato delle forze vitali…La testa mi sta esplodendo.

    Cosa faccio?”

    (Chiedo scusa a tutti i lettori e le lettrici. Purtroppo la domanda che ho inserito era troppo lunga ed è stata tagliata). Perdonatemi.

  9. Bè aprire gli occhi non significa per forza finire la storia… cioè immaginatevi se Thomas apre gli occhi e in realtà non è più nello studio dello psicanalista ma si trova in un’altra realtà strana stle Lovecraft o comunque un’ambientazione tipo Silent Hill… Ricordatevi che per uno scrittore, la sua fantasia non ha limiti e il dover aprire gli occhi non sancisce la fine del mistero 😉

  10. La storia inizia ad essere un sacco avvincente. Da buon lettore di horror non posso fare altro che avventurarmi alla Dylan Dog. Non posso lasciare nulla al caso ma capire cosa c’è sotto…
    Chissà di riuscire a scoprire qualcosa di più…
    Una figata! Stai risvegliando in me ricordi e immagini bellissime. Sto immaginando un’ambientazione alla Silent Hill con la suspance di alcuni dei migliori romanzi che ho letto.
    Non vedo l’ora di scoprire il continuo! 😉

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