Il Cammino delle Anime Infrante

Dove eravamo rimasti?

Mi hai rievocato con la reminiscenza perché io sono morto... Ora hai raggiunto la consapevolezza del tuo stato, ma hai poco tempo per scoprire come sei arrivato fin qui. Dove cercherai la verità? Ancora non ricordi chi è Claire Lawson? Recati alla casa sul lago e lo scoprirai... (75%)

Anima Infranta«La casa sul lago… Claire Lawson…»

Chiudo gli occhi e mi sento trasportare via, lontano…

Le parole del professore risuonano ancora nella mia mente come un eco lontana, quando riapro gli occhi mi trovo davanti ad una casa su tre piani, il tetto spiovente in tegole grigio scuro, un’accogliente veranda, un grande prato verde che circonda l’abitazione. Faccio qualche passo avanti mentre la pioggia mi investe di taglio. Mentre avanzo verso la veranda i miei passi scricchiolano lungo il piccolo sentiero di ghiaia bianca.
Getto un rapido sguardo alle mie spalle alla ricerca della mia auto, ma non trovo altro che una strada immersa nella nebbia…
«La nebbia…»
Quasi dimenticavo quello che mi ha detto Mason! Il sogno: il viaggio onirico. Possibile che sia giunto qui semplicemente desiderandolo? Che abbia attinto dalla mia memoria per ricostruire questo posto attraverso il processo di creazione della mia mente? Ma come è possibile, dato che non l’ho mai visto prima se non in un sogno da tempo dimenticato? Dove si trova questo posto? E perché non smette mai di piovere?
Ancora una volta i miei passi sono guidati da una sinistra forza sconosciuta che non sono in grado ci controllare, è come se ci fosse una sorta di ispirazione che mi possiede. Mi lascio trasportare, ma questa volta mi sento più leggero del solito e a momenti ho come la sensazione si levitare. Prima che possa accorgermene, la mia mano destra ha spinto la porta in legno e mi ha condotto all’interno dentro casa, i miei piedi mi hanno trascinato su per una rampa di scale di legno, conducendomi al secondo piano. Attraverso un lungo corridoio tappezzato di vecchie foto in bianco e nero, svolto a sinistra in un secondo corridoio e poi finalmente mi fermo davanti all’ultima porta in fondo a destra. Il mio cuore batte più veloce del normale, inspiro a fondo ed espiro cercando la tranquillità. All’improvviso mi sento nuovamente pesante, come se la leggerezza di qualche istante prima mi avesse abbandonato. Mi passo una mano sul volto bagnato cercando di sistemarmi i capelli completamente fradici, poi mi decido ad aprire la porta.
Basta una dolce spinta della mia mano per far scostare la porta in ciliegio e un ammaliante profumo mi investe non appena metto piede nella camera. La stanza è ampia e illuminata da grandi finestre rettangolari, un letto a baldacchino domina il centro dell’ambiente, un armadio in legno riposa silente conto la parete alla mia sinistra, mentre uno scrittoio perfettamente in ordine e un cavalletto con una tela immacolata giacciono dalla parte opposta della stanza, tra i due, esattamente nel mezzo si trova un antico specchio ovale circondato da una cornice in legno che probabilmente è stata intagliata dalla mano di un artista.
Mi guardo attorno, strizzo lo sguardo, ma non riesco a cogliere gli altri particolari della stanza, è come se fossero sfocati… Perché non riesco a vederli? Oltrepasso il letto a baldacchino e mi dirigo allo scrittoio, ne accarezzo la superficie con un dito: non c’è un grammo di polvere, è come se questa stanza fosse stata appena pulita, eppure non c’è nessuno. L’unico rumore che mi fa compagnia è il ticchettio della pioggia contro le finestre. Mi siedo nello sgabello proprio di fronte al cavalletto su cui giace la tela e i miei occhi si perdono nel cielo nuvoloso al di là del vetro, come se in esso potessi trovare la risposta alle mie domande.

“Sei venuto da me”

Riesco a leggere di sfuggita sulla tela prima che quelle parole scompaiano. Rimano stordito per non so quanti secondi, poi mi caccio istintivamente una mano nella tasca del cappotto e vi trovo quello che sto cercando: il foglietto stropicciato e appallottolato.

“Guardami, sono proprio accanto a te..”

Sollevo lo sguardo e incrocio quello smeraldino di una donna riflessa nell’antico specchio. Mi allontano di qualche passo, spaventato da quella figura.
Mi osserva a lungo, ha l’aria stranamente familiare, poi sento la sua dolce voce risuonare nella mia testa:

«Al di là del tempo e dello spazio hai infine ritrovato te stessa, anima infranta...» Mi sorride, poi inizia piovere anche nella stanza, quasi il tetto fosse svanito. Ancora le vertigini. Cosa faccio?

  • Ancora quel senso di vertigine, come se stessi cadendo... Mi arrendo. (25%)
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  • Anima infranta? Cosa sa lei che io non so? Devo avere delle spiegazioni! La ascolto! (75%)
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  • La pioggia, il sentiero nella nebbia, la ghiaia bianca... Ritorno sui miei passi: al cimitero. (0%)
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41 Commenti

  1. Ciao Sergio,
    bel finale, mi è piaciuto.
    H scritto anche io una storia di rinascita, ma la mia era un po’ più romantica.
    Spero che ti vada di presentarci un altro racconto.
    Nel frattempo ti auguro una buona settimana.
    Alla prossima!

  2. Ciao Sergio, buongiorno.
    Mi è piaciuta la piega che hai dato al racconto con quest’ultimo episodio, quindi, se ho capito bene, Thomas è morto prima della moglie. Torna alla casa vuota perché non fa più parte di questa vita ma, allo stesso tempo, non riesce a trovare moglie e figlia perché loro sono rinate in qualcun altro.
    L’idea della terapista è molto intelligente, l’ho visto anche in un film: Backtrack, con Adrien Brody, e mi è piaciuta molto.
    Aspetto il nuovo capitolo.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie per il commento! Non ho mai visto Backtrack, ma ora che me l’hai detto lo metto in watchlist 😉
      Quanto alla storia, devo dire che sono molto contento che siano passate le sfumature che volevo dare, ma la verità è il finale le sceglierete proprio voi. La costruzione del capitolo e certe frasi sono state messe lì proprio per avere molteplici significati. Da una Delle scelte che ho messo, si vede che sei una delle tre linee della storia 🙂

  3. Ciao Sergio,
    mi pareva strano essermi persa l’incipit di un horror… Infatti il capitolo non era un incipit ma l’ottava parte di un racconto cominciato ben 5 anni fa! Be’, sappi che non ho saputo resistere alle prime battute e mi sono fatta trasportare fino a qui, ho letto tutto di seguito il che, a volte, aiuta molto. La visione d’insieme di un racconto, spiega molte dinamiche e le rende di più facile comprensione.
    La storia mi piace, e un po’ mi ricorda Brian Weiss e le sessioni di ipnosi che si trovano su YouTube.
    Una sola cosa: ci sono molte ripetizioni, la pioggia che investe il protagonista, è “di taglio” in almeno tre occasioni. In tutti questi anni ti avranno dato miriadi di consigli sulla scrittura, io te ne do uno che avrai sentito mille volte: rileggi ad alta voce prima di pubblicare, così le ripetizioni saltano agli occhi.
    Dopo questo mio intervento, che spero non i risulti troppo noioso, ti saluto e mi auguro che il prossimo capitolo non arrivi nel 2023… Sembra fantascienza, eppure siamo qui in questi anni del futuro 😉 sto divagando, come al solito.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra! Come avrai ben notato, questa storia era ferma dal 2013 perché inizia a scriverla in viaggio (un capitolo alla settimana circa) e non riuscii più a continuarla. Sono tornato su The Incipit circa una settimana fa e sono contento che a distanza di tanti anni (e tanta inesperienza) qualcuno abbia avuto il piacere di leggere questo mio esperimento 🙂
      Grazie per i consigli, che anche a distanza di anni fanno sempre bene. Ora, da questo ultimo capitolo sono passati cinque anni in cui sono diventato sceneggiatore e quindi ho voluto provare a recuperare un po’ del registro “letterario”, che per noi sceneggiatori è praticamente vietato XD
      Le sceneggiature sono fatte di ripetizioni, e azioni – tantissime azioni! Quindi, visto che devo rispolvereare questo genere di scrittura, sappi che ogni consiglio sarà ben accetto!

      PS: purtroppo questa storia è catalogata come Horror, sebbene avessi fin dal principio l’idea di farci un drama psicologico. Inizia a scrivere qui per scherzo, quindi credo che rimarrà Horror fino alla fine anche se sono colpevole di essere fuori genere XD

      PS : Non conoscevo Brian Weiss, ma avendos studiato psicologia sono sempre stato affascinato dauna narrazione di questo genere 🙂

      Mi sono dilungato anche io, my bad! Un “brutto” vizio quello di essere chiacchieroni!
      Grazie per il commento e alla prossima!

    • Grazie Giulia 🙂

      Stavolta ho veramente odiato i 4.000 caratteri di limite, ero così preso dalla scrittura che molto materiale l’ho dovuto tagliare e conservare, un vero peccato perché c’erano alcune descrizioni che di cui ero molto soddisfatto (una volta tanto!)

      Come ti immagini che sia questo misterioso Prof. Mason? Credi che possa realmente aiutare Thomas?

  4. Molto ben scritto, bravo. Ti stai superando ogni giorno di più. Per la forma niente da ridire, in quanto al contenuto.. mi è piaciuto e personalmente vorrei che si approfondisse la conoscenza di questo nuovo professore!

    • Il tuo complimento mi lusinga… So che sei sempre molto precisa e obbiettiva quando si tratta di scrittura. Son contento che il capitolo sia risultato molto piacevole e ben scritto, come ti avevo detto in separata sede ero abbastanza contento del prodotto.

      Ora vorrei sapere, come ti immagini il Professore? Credi che sia vecchio o giovane?E’una figura che appartiene al passato di Thomas o è una semplice conoscenza?

      Fammi sapere che ne pensi!

  5. Sembra parecchio interessante, io al suo posto in quel cimitero me la sarei fatta sotto…
    Ho messo la scelta che avrei fatto anche io stilisticamente e per trama, ma se fossi stata nel protagonista, probabilmente avrei provato a cercare ancora mia figlia.
    Vediamo cosa ci riserverà il prossimo capitolo 😉

  6. Io provo ad entrare nella cattedrale e vediamo che succede ma non nascondo che avrei voluto anche provare a resistere e andare fino in fondo. Comunque vada non ci sono problemi! 😉
    Sè, una figata come tutte le tue storie! 😉 hai avuto proprio una geniale idea a voler continuare a ruolare con noi anche a distanza. Niente dadi, niente musiche, niente patatine o bibite ma è come se fossimo comunque attorno a quel tavolo tutti insieme! ^_^
    Non vedo l’ora che arrivi il prossimo capitolo!!!!!!

  7. I primi due capitoli sono veramente belli, la trama è avvincente e ben costruita; L’unica critica che oso muovere è (forse per scelta dello scrittore stesso) la mancanza di punto e virgola, che viene compensata da una pesante alternanza del punto e della virgola, rendendo la lettura ostica e talvolta pesante a causa delle troppe pause.

    • Ottima osservazione. Solitamente li utilizzo quando scrivo in terza persona, ma stavolta ho scelto di scrivere in prima persona (cosa che non avevo mai fatto). I molti punti sono una scelta stilistica. Come potrai ben capire, da buon giocatore di ruolo. Oltre che descrivere, occorre interpretare quest’uomo traducendo in forma letteraria il suo stato psico-fisico. Mi sono ispirato all’Ulisse di Joyce per quanto riguarda lo stile. Se ti interessasse saperne di più, dagli una sbirciata su Wikipedia. ^_^

  8. ERRATA 001

    “Le voci si fanno sempre più vicine. Sono confuso… Improvvisamente mi sento come svuotato, quasi qualcuno mi stesse portando via qualcosa di molto intimo. Cado in ginocchio, privato delle forze vitali…La testa mi sta esplodendo.

    Cosa faccio?”

    (Chiedo scusa a tutti i lettori e le lettrici. Purtroppo la domanda che ho inserito era troppo lunga ed è stata tagliata). Perdonatemi.

  9. Bè aprire gli occhi non significa per forza finire la storia… cioè immaginatevi se Thomas apre gli occhi e in realtà non è più nello studio dello psicanalista ma si trova in un’altra realtà strana stle Lovecraft o comunque un’ambientazione tipo Silent Hill… Ricordatevi che per uno scrittore, la sua fantasia non ha limiti e il dover aprire gli occhi non sancisce la fine del mistero 😉

  10. La storia inizia ad essere un sacco avvincente. Da buon lettore di horror non posso fare altro che avventurarmi alla Dylan Dog. Non posso lasciare nulla al caso ma capire cosa c’è sotto…
    Chissà di riuscire a scoprire qualcosa di più…
    Una figata! Stai risvegliando in me ricordi e immagini bellissime. Sto immaginando un’ambientazione alla Silent Hill con la suspance di alcuni dei migliori romanzi che ho letto.
    Non vedo l’ora di scoprire il continuo! 😉

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