Il Cammino delle Anime Infrante

Dove eravamo rimasti?

Ora è come se fossimo di nuovo uniti, una sola mente, una sola cosa. Posso viaggiare nei suoi ricordi, vedere cosa le è successo e risolvere la storia andando al di là dello specchio. Cosa faccio? Vado al suo ultimo ricordo... Provo dolore e la sento piangere... Scoprirò cose le è successo! (60%)

Reminiscenze

La realtà attorno a me si deframmenta ed esplode in migliaia di frammenti caleidoscopici. Accolgo quell’evento come un lutto, come se in ogni scheggia di quella realtà ci fosse una parte di me, una parte della mia anima infranta.  Mi sento cadere nel vuoto dell’oblio, inghiottito in una dimensione buia e contorta, finché i miei piedi non toccano terra.

Che cosa sta accadendo?

All’improvviso mi ritrovo spettatore di una nuova realtà: sono in un salotto i cui contorni sembrano disegnati dalle ombre del tramonto che penetra dalla grande finestra che si affaccia sulle sponde di un lago. Presto la luce cederà il passo alle tenebre della notte…
Vedo Claire, sta in piedi davanti alla grande finestra e osserva le placide acque del lago con aria assente. I suoi occhi sono avvolti da un velo di malinconia e tristezza. In una mano regge un bicchiere di Merlot, mentre l’altra è poggiata dolcemente sul ventre rigonfio: è incinta.
Mentre la osservo sento la sua voce che risuona nella mia testa:

“Ho sognato di averti qui, di portarti qui, con me…”.

La sua voce è calda e sincera, come se nutrisse un profondo affetto per me. Mi avvicino a lei, entrando in punta di piedi nella sua anima.

Cosa ti è successo, Claire? Perché mi hai portato qui?

Ora che le sono vicino, sento il suo profumo: delicato, sensibile, con un cuore floreale. Qualche metro dietro di lei c’è una tavola apparecchiata per due: una cena a lume di candela. Al centro del tavolo, accanto a una bottiglia di Merlò, vedo una fotografia che ritrae Claire intenta a baciare un’uomo. Le loro labbra sono inarcate in un lieve sorriso. I due sono innamorati e devono essere molto felici. Sorrido.
    Un bagliore improvviso invade la stanza e non ho il tempo di reagire che mi trovo circondato dalla luce. Chiudo gli occhi per un istante e mi faccio abbracciare dalla luce, ricordandomi che sono nato nell’oscurità.

    Quando riapro gli occhi mi ritrovo su un prato. Davanti a me c’è il volto dell’uomo che baciava Claire nella fotografia. I suoi occhi azzurri toccano le corde più profonde della mia anima, mi fanno sentire al sicuro, completo.
    “Facciamo un bambino?”
Me lo chiede sorridendo, quasi fosse un gioco tra bambini. All’improvviso mi sento felice, felice come non lo sono mai stato dall’inizio di questo viaggio.
    “Si”. La voce di Claire è un sussurro spezzato da lacrime di gioia.

Chiudo gli occhi e quando li riapro è notte. Claire osserva il cielo stellato tenendo stretto a sé un bambino, avrà più meno quattro anni. Una scintilla attraversa il cielo. Il bambino la osserva a bocca aperta e grida:
    “Mamma, una stella cadente!”
    “Esprimi un desiderio!”, lo incoraggia.
Il bambino ci pensa un attimo.
    “… Vorrei che papà fosse con noi”.
Claire non ha la forza per replicare, ma io posso sentire la tristezza che agita la sua mente.

“Thomas, all’occhio umano le stelle appaiono come isole di luce vicine le une alle altre, quasi prossime a sfiorarsi, ma in realtà sono separate da distanze siderali e non s’incontrano mai…”

Vengo inghiottito dal buio e mi sento scivolare verso il basso.

    Quando riapro gli occhi mi ritrovo nella stanza di un ospedale. Una debole luce filtra dalla finestra alle spalle di Claire, seduta accanto ad un lettino in cui giace un bambino che ora avrà nove anni o poco più. Ha gli occhi chiusi, è pallido e la sua testa è stata rasata completamente. Claire gli rimbocca le coperte e gli accarezza dolcemente il viso mentre la pioggia batte insistentemente contro le finestre. Sembra che fuori si stia per scatenare una tempesta. 
All’improvviso il segnale acustico proveniente dal monitor a cui è collegato il bambino emette un suono acuto e prolungato: una linea verde, piatta, attraversa uno schermo nero. Il cuore del bambino ha smesso di battere. Claire stringe tra e braccia il corpo senza vita di suo figlio e si abbandona al pianto.

La luce svanisce e tutto viene inghiottito dall’oscurità. Mi sento smarrito, come se le emozioni mi fossero state risucchiate via e qualcuno avesse cancellato i colori del mondo. C’è solo freddo, e silenzio…

Prima che possa accorgermi di quello che sta accadendo, tornano la luce e i colori. Mi ritrovo su una collina, dove torreggia un albero autunnale. Mi avvicino a piccoli passi, mentre il cielo è attraversato dalle nuvole.
All’improvviso una folata di vento spoglia l’albero in un’istante:  cado in ginocchio sotto una pioggia di foglio vorticanti.  Mi sento perso, come se fossi stato trafitto da un pugnale invisibile. Le lacrime, copiose, solcano il mio viso… le mie mani sono sporche di sangue: il mio sangue.  Sto svanendo…

Lei… Lei è morta… 

Inizia a piovere a dirotto.

Ora capisco… Q-Questi erano ricordi. Io e lei, siamo la stessa anima. Ecco perché il professor Mason – perché quella battuta su Platone – Reminiscenze… 

Le forze mi abbandonano e il mio corpo sta svanendo. Cosa faccio?

  • Apro gli occhi e mi risveglio dall'ipnosi. (75%)
    75
  • Mi lascio svanire, ignaro di quello che verrà dopo. (0%)
    0
  • Sento che sono vicino a quello che vuole dirmi Claire... Un ultimo sforzo o il viaggio sarà stato inutile. (25%)
    25
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42 Commenti

  1. Ciao Sergio,
    bel finale, mi è piaciuto.
    H scritto anche io una storia di rinascita, ma la mia era un po’ più romantica.
    Spero che ti vada di presentarci un altro racconto.
    Nel frattempo ti auguro una buona settimana.
    Alla prossima!

  2. Ciao Sergio, buongiorno.
    Mi è piaciuta la piega che hai dato al racconto con quest’ultimo episodio, quindi, se ho capito bene, Thomas è morto prima della moglie. Torna alla casa vuota perché non fa più parte di questa vita ma, allo stesso tempo, non riesce a trovare moglie e figlia perché loro sono rinate in qualcun altro.
    L’idea della terapista è molto intelligente, l’ho visto anche in un film: Backtrack, con Adrien Brody, e mi è piaciuta molto.
    Aspetto il nuovo capitolo.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie per il commento! Non ho mai visto Backtrack, ma ora che me l’hai detto lo metto in watchlist 😉
      Quanto alla storia, devo dire che sono molto contento che siano passate le sfumature che volevo dare, ma la verità è il finale le sceglierete proprio voi. La costruzione del capitolo e certe frasi sono state messe lì proprio per avere molteplici significati. Da una Delle scelte che ho messo, si vede che sei una delle tre linee della storia 🙂

  3. Ciao Sergio,
    mi pareva strano essermi persa l’incipit di un horror… Infatti il capitolo non era un incipit ma l’ottava parte di un racconto cominciato ben 5 anni fa! Be’, sappi che non ho saputo resistere alle prime battute e mi sono fatta trasportare fino a qui, ho letto tutto di seguito il che, a volte, aiuta molto. La visione d’insieme di un racconto, spiega molte dinamiche e le rende di più facile comprensione.
    La storia mi piace, e un po’ mi ricorda Brian Weiss e le sessioni di ipnosi che si trovano su YouTube.
    Una sola cosa: ci sono molte ripetizioni, la pioggia che investe il protagonista, è “di taglio” in almeno tre occasioni. In tutti questi anni ti avranno dato miriadi di consigli sulla scrittura, io te ne do uno che avrai sentito mille volte: rileggi ad alta voce prima di pubblicare, così le ripetizioni saltano agli occhi.
    Dopo questo mio intervento, che spero non i risulti troppo noioso, ti saluto e mi auguro che il prossimo capitolo non arrivi nel 2023… Sembra fantascienza, eppure siamo qui in questi anni del futuro 😉 sto divagando, come al solito.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra! Come avrai ben notato, questa storia era ferma dal 2013 perché inizia a scriverla in viaggio (un capitolo alla settimana circa) e non riuscii più a continuarla. Sono tornato su The Incipit circa una settimana fa e sono contento che a distanza di tanti anni (e tanta inesperienza) qualcuno abbia avuto il piacere di leggere questo mio esperimento 🙂
      Grazie per i consigli, che anche a distanza di anni fanno sempre bene. Ora, da questo ultimo capitolo sono passati cinque anni in cui sono diventato sceneggiatore e quindi ho voluto provare a recuperare un po’ del registro “letterario”, che per noi sceneggiatori è praticamente vietato XD
      Le sceneggiature sono fatte di ripetizioni, e azioni – tantissime azioni! Quindi, visto che devo rispolvereare questo genere di scrittura, sappi che ogni consiglio sarà ben accetto!

      PS: purtroppo questa storia è catalogata come Horror, sebbene avessi fin dal principio l’idea di farci un drama psicologico. Inizia a scrivere qui per scherzo, quindi credo che rimarrà Horror fino alla fine anche se sono colpevole di essere fuori genere XD

      PS : Non conoscevo Brian Weiss, ma avendos studiato psicologia sono sempre stato affascinato dauna narrazione di questo genere 🙂

      Mi sono dilungato anche io, my bad! Un “brutto” vizio quello di essere chiacchieroni!
      Grazie per il commento e alla prossima!

    • Grazie Giulia 🙂

      Stavolta ho veramente odiato i 4.000 caratteri di limite, ero così preso dalla scrittura che molto materiale l’ho dovuto tagliare e conservare, un vero peccato perché c’erano alcune descrizioni che di cui ero molto soddisfatto (una volta tanto!)

      Come ti immagini che sia questo misterioso Prof. Mason? Credi che possa realmente aiutare Thomas?

  4. Molto ben scritto, bravo. Ti stai superando ogni giorno di più. Per la forma niente da ridire, in quanto al contenuto.. mi è piaciuto e personalmente vorrei che si approfondisse la conoscenza di questo nuovo professore!

    • Il tuo complimento mi lusinga… So che sei sempre molto precisa e obbiettiva quando si tratta di scrittura. Son contento che il capitolo sia risultato molto piacevole e ben scritto, come ti avevo detto in separata sede ero abbastanza contento del prodotto.

      Ora vorrei sapere, come ti immagini il Professore? Credi che sia vecchio o giovane?E’una figura che appartiene al passato di Thomas o è una semplice conoscenza?

      Fammi sapere che ne pensi!

  5. Sembra parecchio interessante, io al suo posto in quel cimitero me la sarei fatta sotto…
    Ho messo la scelta che avrei fatto anche io stilisticamente e per trama, ma se fossi stata nel protagonista, probabilmente avrei provato a cercare ancora mia figlia.
    Vediamo cosa ci riserverà il prossimo capitolo 😉

  6. Io provo ad entrare nella cattedrale e vediamo che succede ma non nascondo che avrei voluto anche provare a resistere e andare fino in fondo. Comunque vada non ci sono problemi! 😉
    Sè, una figata come tutte le tue storie! 😉 hai avuto proprio una geniale idea a voler continuare a ruolare con noi anche a distanza. Niente dadi, niente musiche, niente patatine o bibite ma è come se fossimo comunque attorno a quel tavolo tutti insieme! ^_^
    Non vedo l’ora che arrivi il prossimo capitolo!!!!!!

  7. I primi due capitoli sono veramente belli, la trama è avvincente e ben costruita; L’unica critica che oso muovere è (forse per scelta dello scrittore stesso) la mancanza di punto e virgola, che viene compensata da una pesante alternanza del punto e della virgola, rendendo la lettura ostica e talvolta pesante a causa delle troppe pause.

    • Ottima osservazione. Solitamente li utilizzo quando scrivo in terza persona, ma stavolta ho scelto di scrivere in prima persona (cosa che non avevo mai fatto). I molti punti sono una scelta stilistica. Come potrai ben capire, da buon giocatore di ruolo. Oltre che descrivere, occorre interpretare quest’uomo traducendo in forma letteraria il suo stato psico-fisico. Mi sono ispirato all’Ulisse di Joyce per quanto riguarda lo stile. Se ti interessasse saperne di più, dagli una sbirciata su Wikipedia. ^_^

  8. ERRATA 001

    “Le voci si fanno sempre più vicine. Sono confuso… Improvvisamente mi sento come svuotato, quasi qualcuno mi stesse portando via qualcosa di molto intimo. Cado in ginocchio, privato delle forze vitali…La testa mi sta esplodendo.

    Cosa faccio?”

    (Chiedo scusa a tutti i lettori e le lettrici. Purtroppo la domanda che ho inserito era troppo lunga ed è stata tagliata). Perdonatemi.

  9. Bè aprire gli occhi non significa per forza finire la storia… cioè immaginatevi se Thomas apre gli occhi e in realtà non è più nello studio dello psicanalista ma si trova in un’altra realtà strana stle Lovecraft o comunque un’ambientazione tipo Silent Hill… Ricordatevi che per uno scrittore, la sua fantasia non ha limiti e il dover aprire gli occhi non sancisce la fine del mistero 😉

  10. La storia inizia ad essere un sacco avvincente. Da buon lettore di horror non posso fare altro che avventurarmi alla Dylan Dog. Non posso lasciare nulla al caso ma capire cosa c’è sotto…
    Chissà di riuscire a scoprire qualcosa di più…
    Una figata! Stai risvegliando in me ricordi e immagini bellissime. Sto immaginando un’ambientazione alla Silent Hill con la suspance di alcuni dei migliori romanzi che ho letto.
    Non vedo l’ora di scoprire il continuo! 😉

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