Il Cammino delle Anime Infrante

Dove eravamo rimasti?

Le forze mi abbandonano e il mio corpo sta svanendo. Cosa faccio? Apro gli occhi e mi risveglio dall'ipnosi. (75%)

Tutto tranne la pioggia

    “Lasciati abbracciare nuovamente dalla splendente luce bianca. Permettigli di irradiare le tue membra fredde e stanche, lascia che ti conduca fuori dalla tua vita passata, riportandoti al presente, alla tua vita attuale.”

Apro gli occhi. Sbatto le palpebre diverse volte prima di riuscire a mettere a fuoco l’ambiente circostante e realizzare di essere sdraiato sul lettino, nello studio della mia psicoterapeuta. Un po’ confuso, mi metto a sedere. Alice segue i miei movimenti in silenzio, limitandosi a guardarmi intensamente, dritto negli occhi, come se mi stesse guardando dentro l’anima.
    “Tua moglie e tua figlia… sono morte?”
    “C-Cosa?”
Fa una pausa, ma non mi stacca gli occhi di dosso.
    “La tua famiglia. Hai detto che se ne sono andate. Se ne sono andate o sono morte?”
    “… Sono morte.”
La verità sfugge alle mie labbra prima che possa trattenerla, rompendo gli argini del mio subconscio.  La nostra lotta di sguardi continua anche quando tra di noi cala il silenzio. 
Alice mi osserva attentamente, quasi non sbatte le palpebre. Conosco quello lo sguardo, è lo sguardo di chi mi guarda come se fossi fatto di vetro e stessi per andare in pezzi da un momento all’altro.
    “E’ difficile parlare di come ci si sente, Thomas. Insomma, non è affatto semplice provare a spiegare l’inspiegabile. Certe cose… accadono e basta. E’ impossibile capire cosa si provi esattamente. Ci chiediamo perché sia successo, ci chiediamo perché proprio a noi. Ci chiediamo dove siano andate le persone che amavamo, le persone per cui ci svegliavamo ogni giorno, le persone per cui vivevamo.”
Abbasso lo sguardo, sconfitto.
    “Certe persone fanno finta che non sia mai accaduto, Thomas.”
Deglutisco e cerco di ingoiare la rabbia che sta divampando nel mio stomaco, alimentata dalla frustrazione. E’ un incendio che non credo di essere in grado di poter domare, ma stringo i denti.
    “Vorrei solo sapere dove sono andate, o… come posso raggiungerle.”
    “Loro vivono con noi… In noi. Siamo testimoni di quello che è successo, delle persone che abbiamo perso, e siamo i loro ricordi viventi.” Alice fa un profondo respiro. Il suo sguardo è cambiato, sembra più riflessivo che inquisitore. 
    “Io credo che tu ti sia convinto che il mondo sia finito, così hai smesso di vivere. Ogni giorno tornavi in quella casa vuota e provavi a far finta che non fosse successo niente, che loro sarebbero tornate da un giorno all’altro… Ma una goccia dopo l’altra, la verità è venuta a galla. E credimi, per quanto si cerchi di tenerla nascosta, trova sempre il modo di riaffiorare, che tu lo voglia o no.”
Scuoto la testa e chiudo gli occhi. Voglio evitare il suo sguardo come se fosse quello di Medusa.
    “Io-Io voglio solo riabbracciarle…”
    “Mi hai detto di averlo appena visto, di averlo appena capito. Loro sono già con qualcun altro, in qualcun altro. Tu, Claire, le stesse prove, lo stesso destino. Eri felice, hai capito che l’anima continua, va avanti e tutti dobbiamo andare avant-” 
Scatto in piedi all’improvviso, animato da una rabbia che non avevo mai provato prima d’ora.
    “Io ho perso chiunque! Ho perso tutto! Ogni-cazzo-di-cosa. Tu non hai la minima idea di cosa sia il dolore, perché se lo sapessi, capiresti che non c’è nessun fottuto andare avanti! Non c’è niente dopo, non c’è niente per me, non c’è felicità. Niente!”
Me ne sto lì in piedi, con i muscoli contratti dalla rabbia e il viso rigato dalle lacrime. Mi sento sul punto di esplodere, di fare un gesto folle, ma è come se fossi legato a delle catene invisibili.
    Lo sguardo di Alice è cambiato. Per un attimo ho pensato che avesse paura, ma la verità è che mi sta studiando. Sta analizzando il mio comportamento mentre raggiungo un nuovo stadio del rifiuto. 
    “Hai cominciato a provare dolore e non hai più smesso, così hai provato a smettere di provare dolore… Rinunciando a lottare. Perché hai smesso?”
La rabbia si scioglie e le braccia mi scivolano lungo i fianchi.
    “Perché non ha senso vivere se non posso amare… e- perché un padre non dovrebbe mai seppellire sua figlia.”
Alice mi osserva in silenzio.
    “Tu non credi di meritare la speranza, Thomas.”
Abbasso lo sguardo e continuo a fissarmi la punta delle scarpe.
    “Ricordi cosa è successo a Claire?”
    “Io…”
Per un istante la rivedo, sdraiata nella vasca da bagno, gli occhi persi nel vuoto, le mani piene di sangue, il suo sangue, che sgorga copioso e scuro dai profondi tagli sui polsi. 
    “La guerra le ha portato via suo marito, Thomas. Poi il cancro le ha portato via suo figlio. Siete anime infrante, e condividete lo stesso cammino…”
    “No…”
    “Si!” 
    “Ma cosa vuoi da me?! Perché non mi lasci in pace?”
    “Sono qui solo perché l’hai voluto tu, perché hai avuto un’esitazione, così mi hai creato…”
All’improvviso comincia a piovere, dentro la stanza. Sollevo lo sguardo sul soffitto, ma l’acqua arriva da tutte le parti. In pochi istanti sono bagnato fradicio.
    “Perché la pioggia?”
    “E’ tutto tranne la pioggia…”

Che cosa è in realtà la pioggia?

  • è l'acqua di una vasca da bagno... (29%)
    29
  • è l'acqua dell'Oceano... (29%)
    29
  • è l'acqua di una placenta... (43%)
    43
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41 Commenti

  1. Ciao Sergio,
    bel finale, mi è piaciuto.
    H scritto anche io una storia di rinascita, ma la mia era un po’ più romantica.
    Spero che ti vada di presentarci un altro racconto.
    Nel frattempo ti auguro una buona settimana.
    Alla prossima!

  2. Ciao Sergio, buongiorno.
    Mi è piaciuta la piega che hai dato al racconto con quest’ultimo episodio, quindi, se ho capito bene, Thomas è morto prima della moglie. Torna alla casa vuota perché non fa più parte di questa vita ma, allo stesso tempo, non riesce a trovare moglie e figlia perché loro sono rinate in qualcun altro.
    L’idea della terapista è molto intelligente, l’ho visto anche in un film: Backtrack, con Adrien Brody, e mi è piaciuta molto.
    Aspetto il nuovo capitolo.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie per il commento! Non ho mai visto Backtrack, ma ora che me l’hai detto lo metto in watchlist 😉
      Quanto alla storia, devo dire che sono molto contento che siano passate le sfumature che volevo dare, ma la verità è il finale le sceglierete proprio voi. La costruzione del capitolo e certe frasi sono state messe lì proprio per avere molteplici significati. Da una Delle scelte che ho messo, si vede che sei una delle tre linee della storia 🙂

  3. Ciao Sergio,
    mi pareva strano essermi persa l’incipit di un horror… Infatti il capitolo non era un incipit ma l’ottava parte di un racconto cominciato ben 5 anni fa! Be’, sappi che non ho saputo resistere alle prime battute e mi sono fatta trasportare fino a qui, ho letto tutto di seguito il che, a volte, aiuta molto. La visione d’insieme di un racconto, spiega molte dinamiche e le rende di più facile comprensione.
    La storia mi piace, e un po’ mi ricorda Brian Weiss e le sessioni di ipnosi che si trovano su YouTube.
    Una sola cosa: ci sono molte ripetizioni, la pioggia che investe il protagonista, è “di taglio” in almeno tre occasioni. In tutti questi anni ti avranno dato miriadi di consigli sulla scrittura, io te ne do uno che avrai sentito mille volte: rileggi ad alta voce prima di pubblicare, così le ripetizioni saltano agli occhi.
    Dopo questo mio intervento, che spero non i risulti troppo noioso, ti saluto e mi auguro che il prossimo capitolo non arrivi nel 2023… Sembra fantascienza, eppure siamo qui in questi anni del futuro 😉 sto divagando, come al solito.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra! Come avrai ben notato, questa storia era ferma dal 2013 perché inizia a scriverla in viaggio (un capitolo alla settimana circa) e non riuscii più a continuarla. Sono tornato su The Incipit circa una settimana fa e sono contento che a distanza di tanti anni (e tanta inesperienza) qualcuno abbia avuto il piacere di leggere questo mio esperimento 🙂
      Grazie per i consigli, che anche a distanza di anni fanno sempre bene. Ora, da questo ultimo capitolo sono passati cinque anni in cui sono diventato sceneggiatore e quindi ho voluto provare a recuperare un po’ del registro “letterario”, che per noi sceneggiatori è praticamente vietato XD
      Le sceneggiature sono fatte di ripetizioni, e azioni – tantissime azioni! Quindi, visto che devo rispolvereare questo genere di scrittura, sappi che ogni consiglio sarà ben accetto!

      PS: purtroppo questa storia è catalogata come Horror, sebbene avessi fin dal principio l’idea di farci un drama psicologico. Inizia a scrivere qui per scherzo, quindi credo che rimarrà Horror fino alla fine anche se sono colpevole di essere fuori genere XD

      PS : Non conoscevo Brian Weiss, ma avendos studiato psicologia sono sempre stato affascinato dauna narrazione di questo genere 🙂

      Mi sono dilungato anche io, my bad! Un “brutto” vizio quello di essere chiacchieroni!
      Grazie per il commento e alla prossima!

    • Grazie Giulia 🙂

      Stavolta ho veramente odiato i 4.000 caratteri di limite, ero così preso dalla scrittura che molto materiale l’ho dovuto tagliare e conservare, un vero peccato perché c’erano alcune descrizioni che di cui ero molto soddisfatto (una volta tanto!)

      Come ti immagini che sia questo misterioso Prof. Mason? Credi che possa realmente aiutare Thomas?

  4. Molto ben scritto, bravo. Ti stai superando ogni giorno di più. Per la forma niente da ridire, in quanto al contenuto.. mi è piaciuto e personalmente vorrei che si approfondisse la conoscenza di questo nuovo professore!

    • Il tuo complimento mi lusinga… So che sei sempre molto precisa e obbiettiva quando si tratta di scrittura. Son contento che il capitolo sia risultato molto piacevole e ben scritto, come ti avevo detto in separata sede ero abbastanza contento del prodotto.

      Ora vorrei sapere, come ti immagini il Professore? Credi che sia vecchio o giovane?E’una figura che appartiene al passato di Thomas o è una semplice conoscenza?

      Fammi sapere che ne pensi!

  5. Sembra parecchio interessante, io al suo posto in quel cimitero me la sarei fatta sotto…
    Ho messo la scelta che avrei fatto anche io stilisticamente e per trama, ma se fossi stata nel protagonista, probabilmente avrei provato a cercare ancora mia figlia.
    Vediamo cosa ci riserverà il prossimo capitolo 😉

  6. Io provo ad entrare nella cattedrale e vediamo che succede ma non nascondo che avrei voluto anche provare a resistere e andare fino in fondo. Comunque vada non ci sono problemi! 😉
    Sè, una figata come tutte le tue storie! 😉 hai avuto proprio una geniale idea a voler continuare a ruolare con noi anche a distanza. Niente dadi, niente musiche, niente patatine o bibite ma è come se fossimo comunque attorno a quel tavolo tutti insieme! ^_^
    Non vedo l’ora che arrivi il prossimo capitolo!!!!!!

  7. I primi due capitoli sono veramente belli, la trama è avvincente e ben costruita; L’unica critica che oso muovere è (forse per scelta dello scrittore stesso) la mancanza di punto e virgola, che viene compensata da una pesante alternanza del punto e della virgola, rendendo la lettura ostica e talvolta pesante a causa delle troppe pause.

    • Ottima osservazione. Solitamente li utilizzo quando scrivo in terza persona, ma stavolta ho scelto di scrivere in prima persona (cosa che non avevo mai fatto). I molti punti sono una scelta stilistica. Come potrai ben capire, da buon giocatore di ruolo. Oltre che descrivere, occorre interpretare quest’uomo traducendo in forma letteraria il suo stato psico-fisico. Mi sono ispirato all’Ulisse di Joyce per quanto riguarda lo stile. Se ti interessasse saperne di più, dagli una sbirciata su Wikipedia. ^_^

  8. ERRATA 001

    “Le voci si fanno sempre più vicine. Sono confuso… Improvvisamente mi sento come svuotato, quasi qualcuno mi stesse portando via qualcosa di molto intimo. Cado in ginocchio, privato delle forze vitali…La testa mi sta esplodendo.

    Cosa faccio?”

    (Chiedo scusa a tutti i lettori e le lettrici. Purtroppo la domanda che ho inserito era troppo lunga ed è stata tagliata). Perdonatemi.

  9. Bè aprire gli occhi non significa per forza finire la storia… cioè immaginatevi se Thomas apre gli occhi e in realtà non è più nello studio dello psicanalista ma si trova in un’altra realtà strana stle Lovecraft o comunque un’ambientazione tipo Silent Hill… Ricordatevi che per uno scrittore, la sua fantasia non ha limiti e il dover aprire gli occhi non sancisce la fine del mistero 😉

  10. La storia inizia ad essere un sacco avvincente. Da buon lettore di horror non posso fare altro che avventurarmi alla Dylan Dog. Non posso lasciare nulla al caso ma capire cosa c’è sotto…
    Chissà di riuscire a scoprire qualcosa di più…
    Una figata! Stai risvegliando in me ricordi e immagini bellissime. Sto immaginando un’ambientazione alla Silent Hill con la suspance di alcuni dei migliori romanzi che ho letto.
    Non vedo l’ora di scoprire il continuo! 😉

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