Fiori di loto da appartamento

Dove eravamo rimasti?

In realtà questa è solo una lettera che avevo voglia di scrivere e ho messo le mie parole in bocca a Sophì considerando che è una di quelle che si trovava nel fascio, quindi è stata scritta all'inizio Inserisco un'altra lettera (50%)

Parentesi.

“Cosa sei venuto a fare? Cosa vuoi che ti dica?”

La verità Sophi, solo la verità.

Così smetterei di cercarti ad ogni angolo, dentro ogni negozio, oltre ogni vetrina, dentro ogni letto. Dimmi solo la verità, facciamola finita.

Oppure no, dimmi quello che ti pare. Dimmi qualcosa che mi porti lontano dall’occhio del ciclone, inventati una menzogna sincera, sincera di cuore e d’intenzioni che mi lasci andare e sciolga i nodi con cui ci siamo legati i polsi. Anche i nastri di seta lasciano segni, lo sai?

Cerchiamo un modo per fare quello che avremmo dovuto fare da principio, cerchiamo un  modo per mettere un punto. Che io ogni volta ne aggiungevo altri due, “non si sa mai”, pensavo. E adesso invece è tutto chiaro, non ti sei stancata anche tu di recitare questa parte? Io quando mi volto ed esco di scena ho il terrore che la maschera mi rimanga attaccata al viso, con quell’espressione vuota, di uno a cui non importa niente. E invece a me importa, ma non so più perché.

Ecco, sì, mettiamoci un punto che è la cosa migliore.

Scegliamoci una canzone di sottofondo, come nei migliori film. Prendi un cd dei miei e premi play. “Ma rimaniamo in contatto, ci vogliamo ancora bene”, “Fammi sapere come ti va, se ci lasciamo non dobbiamo sparire l’uno per l’altra”. Poi vai verso la porta, ma prima spegni lo stereo, portati via il cd.

Se c’è un modo per andarsene senza doverne parlare, come hai sempre fatto tu, vorrei me lo spiegassi. Non ci crederai, ma sono uscito di casa con un’idea precisa in testa, con le battute imparate a memoria e ripetute davanti allo specchio tante volte che alla fine sembravano perfino vere.

“Abbiamo preso strade diverse, staremo bene”

“Le cose sono andate così, impareremo”

“Non ti amo più”

E invece no, rimango qui inchiodato, muto.

 Riesco solo a pensare che vorrei essere un pezzo d’arredamento per questa tua stanza, vorrei averti potuta guardare tutte le volte, tutti i giorni, tutte le ore.

Tu stai lì, mi guardi. Ma davvero guardi me?

“Matèo…” certo che è bello il mio nome, quando esce dalle tue labbra “dimmi qualcosa”.

Cos’è? Un ordine o una preghiera?

Dov’è finita la mia voce, s’è nascosta col mio coraggio. Non voglio vederti mai più, toccarti mai più, baciarti mai più, sentirti mai più, amarti mai più.

Ma ora vieni qui e prendimi la mano.

E lei m’ha sentito anche se non ho parlato e attraversa la stanza, scavalca mattonelle del pavimento che viste da qui sembrano meridiani, continenti e fusi orari.

Arriva e me la prendo addosso come la speranza, senza armature e senza difese. Senza pretesti, senza parole.

Io, appoggiato al muro. Dio, mi sento un pezzo d’intonaco e lei è il mio quadro. Ma a quanti muri ti puoi appoggiare? Mi piaci perché copri le mie crepe?

Poi l’odore dei tuoi capelli mi fa stare male, così t’allontano.

E mi fissi.

Guarda, guardami le cicatrici ora che puoi. Ora che sei non troppo lontana, non così vicina.

Me l’avessi lasciato fare t’avrei protetta dall’inverno, dall’autunno.

Me l’avessi lasciato fare t’avrei rimarginato gli occhi, raccontato storie, detto “come mai”. Ma non dico niente, neanche tutto questo.

Penso solo alle parentesi tra me e te, piene di parole. Come questa qui.

Non farmi domande, non ti dirò bugie. Torniamo solo a mangiare baguette al parco, a leggerci poesie finchè non va via il sole. E tu non andare via, io sta volta ci provo a rimanere. E tu prova a capire le mie canzoni mute, non ti chiudere in gabbie di vetro da cui io rimango fuori, da cui non puoi vedere gli orli delle mie gonne lunghe. Non starmi lontano neanche un respiro.

Ci arriveremo alla fine, prima o poi. Ma in quale modo?

  • Matèo chiede tempo. (100%)
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  • Matèo confessa a Sophì che mentre lei non era lì ha avuto un'altra storia con Cècile che è esattamente il suo opposto. Sophì lo lascia . (0%)
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  • Matèo e Sophi si lasciano. Era un "amore" da ragazzi, sarà meglio così. (0%)
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29 Commenti

  1. luc strapperà la lettera

    Antonella mi hai appena dato uno schiaffo, fa molto male credimi
    io e il mio ragazzo viviamo una situazione simile da tre anni e la colpa purtroppo è mia
    gliene ho scritte di lettere, lettere inutili, non sono mai riuscita a spiegargli niente, mai..
    quando mateo vedrà la lettera in pezzi credo capirà di voler rimettere insieme i pezzi della storia, oltre che quelli della lettera per continuare a leggerla, tra le lacrime…

  2. Un vecchio fidanzato, potrebbe nascere un’inaspettata collaborazione…
    Bellissimo anche questo capitolo, con la descrizione della foto avevo pensato subito a Ofelia! E questo Lùc mi piace proprio. Non un “rosa” convenzionale, non direi.

    Bravissima 😀

  3. Ad essere sincera ho sempre avuto delle remore verso il genere “romantico”, ma devo farti i complimenti: questo racconto è scritto veramente bene, quasi poetico. E molto belli anche i nomi (io ci faccio sempre caso, bruttissimo tic! 😉 )

    Mi piacciono gli incontri casuali, lasciamo che sia il destino a determinare la storia! 😀

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