Fuggitivi

Dove eravamo rimasti?

Penso proprio che a questo punto vogliate capirci qualcosa :) Quale emozione scegliamo per intessere il finale? Sollievo (54%)

Legge n. 99/42

Quando Enrico spalancò gli occhi, si trovò circondato da volti anonimi e camici bianchi, con un ago nel braccio e un mal di testa epocale, confuso e dolorante.
-Presto si sentirà meglio, dottore – lo rassicurò una voce sconosciuta – sa dirmi il suo nome completo?
-Enrico Paride Raggi
-La sua data di nascita?
-6 gennaio 2014
-Ottimo. Che giorno è oggi?
-13 novembre 2051…credo.
-Si ricorda perché si trova qui, dottore?
No. Per Dio. No, che non se lo ricordava. Lo sforzo gli fece perdere i sensi.Si susseguirono istantanee frammentarie e sfocate: una barella, un’iniezione, il viso di Elena chino sul suo a baciargli la fronte.
Qualcuno lo spinse in sedia a rotelle fino a uno studio dominato da una gigantesca scrivania.Lì sedeva, assorta sullo schermo di un tablet, una splendida bruna in camice bianco, per la quale avvertì istintivamente una profonda antipatia.
Davide giunse poco dopo. Sembrava conciato anche peggio di lui, ma, come ogni volta che i loro occhi si incontravano, Enrico gli vide lo sguardo accendersi di una fiamma interna e si sentì scorrere addosso quel calore rigenerante.

La bruna iniziò a parlare col tono incolore di un discorso mille volte ripetuto.
-Signori, sono la dottoressa Serpieri. Grazie di esservi sottoposti al Parent Evaluation Protocol, come da obbligo di legge n.99/42 contro la sovrappopolazione globale.Come Istituto convenzionato, ci avete chiesto di valutare formalmente, secondo lo standard NCE, la vostra idoneità e attitudine naturale alla responsabilità genitoriale, tramite la procedura PEP III di allucinazione onirica monitorata farmacologicamente indotta. Quando avete inoltrato la modulistica – girò il tablet verso di loro e indicò sorridendo due scarabocchi sullo schermo – avete scelto lo scenario 9 denominato “distopia fantascientifica”. State tranquilli – il sorriso posticcio si allargò – recupererete in poche ore eventuali memorie pregresse, mentre qualsiasi reminiscenza legata alla simulazione sparirà in pochi gior…

-E i risultati? – intervenne Davide con voce flebile ma decisa.
-Signor Lamberti – il tono mostrò il fastidio per l’interruzione – lei ha ottenuto ottimi punteggi, in tutti gli schemi proposti. Reazione allo stress, diplomazia, gestione delle aspettative e dell’emotività, coerenza, lucidità.

Si interruppe e digitò qualcosa sullo schermo, muovendo agilmente le dita affusolate.

-Il Dottor Raggi è andato meno bene. Ha mostrato una preoccupante tendenza agli scoppi d’ira e un pessimo coefficiente di reazione alla pressione emotiva, un’inappropriata indulgenza alla violenza e un evidente disagio nel rapporto con gli altri qualora questi disattendano le sue aspettative – sollevò le sopracciglia – cosa che i figli non mancano mai di fare, caro dottore.
Ma entrambi – concluse con una punta di fastidio – avete ottenuto un altissimo punteggio in collaborazione e rispetto reciproci, capacità di ascolto e affettività diretta e indiretta.Siete una coppia elettiva di straordinaria solidità e questo vi porta, nel caso del Dottor Raggi di molto poco, oltre la soglia di superamento del test. Congratulazioni.

La dottoressa si alzò porgendo loro la mano, ma nessuno dei due la strinse.

***

Enrico si svegliò di soprassalto, seduto in mezzo al letto vuoto; con il dorso della mano si asciugò il sudore ghiacciato sulla fronte.
Erano trascorsi quasi due anni, eppure gli incubi continuavano imperterriti e tormentosi. Il silenzio della casa gli parve opprimente e un senso di ansia lo assalì; si alzò dal letto e si diresse alla camera adiacente.

Davide era addormentato sulla poltrona, in pigiama, la bocca spalancata, il capo penzoloni.
Fra le sue braccia Leonardo si mosse, destato dal rumore di passi.Enrico incrociò due incredibili occhi azzurri, splendenti di vita e si lasciò contagiare, colmare, da quel sorriso enorme e innocente, capace di estendersi, come un incantesimo, allo spazio circostante.
-Leo, vieni qui- sussurrò con tenerezza.
E suo figlio, senza smettere di ridere, gli tese le braccia.

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237 Commenti

  • Nel primo episodio ho pensato a qualcosa che avesse a che fare con Cube – Il cubo, poi le cose sono precipitate verso una visione distopica del futuro, fino al colpo di scena finale.
    Mi viene da pensare: cosa deve fare uno per adottare (o generare in qualche modo) un bambino nel 2054? Mah… 🙂
    Mi sarebbe piaciuto vedere lo scenario Kobayashi Maru. Credo tu abbia mezzi per crearne una perfetta trasposizione.
    A quando il prossimo racconto?

      • La sovrappopolazione è un grosso problema già adesso.
        Io in realtà, per quanto possa essere impopolare, spero proprio che qualche contromisura venga presa, in proposito.
        Il mio prossimo racconto non so a quando, ultimamente ho altri progetti in corso 🙂

        Sai che la mia ultima replica sul tuo racconto me l’hanno messa in moderazione?
        Cavoli, con la storia del plak-tow ho imprudentemente usato un paio di parole che fanno scattare la moderazione 🙂

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