Fuori fuoco

Fuori città«No».
«Prego?»
«No. La risposta è no».
«Come sarebbe a dire “no”? Collega, il mio cliente ha fatto una proposta di definizione ragionevole e – mi consenta – interessante. E lei si limita a dire no? Nessuna controproposta? Nessuna…»
«No», la interruppe.
La voce dell’avvocatessa, da affabulatoria, si fece stridula: «Allora temo che la presenza mia e del mio cliente nel suo studio, avvocato Boksic, sia del tutto inutile. Anzi, mi chiedo perché abbia accettato di incontrarci se poi l’atteggiamento è questo. Io… io…».
«Vi accompagno».
L’avvocatessa sgranò gli occhi e, sospirando rumorosamente, si alzò sui tacchi a spillo e trascinò con sé l’uomo che aveva al suo fianco: «Lasci stare, collega: conosciamo la strada. Mi permetta di dire che, con ciò ha combinato la sua cliente durante il matrimonio, non sarà facile per voi ottenere condizioni di separazione più favorevoli di quelle che abbiamo proposto».
«Permesso accordato».
L’avvocatessa guardò il suo assistito come a cercare conforto di tanta insolenza. Poi, la voce sempre più stizzita, aggiunse: «E mi lasci anche dire che se lei fosse mio marito, collega, le allungherei il caffè con del cianuro».
«E se lei fosse mia moglie, collega, lo berrei d’un fiato, quel caffè».

La signora Rosso, rimasta sola con il suo legale, aveva ancora disegnato sul viso un sorriso che piegava impercettibilmente le labbra carnose. Accavallò le gambe lunghe, nervose, abbronzate e fece dondolare il piede nudo, imprigionato all’interno di un sandalo altissimo, che ne lasciava scoperti il tallone, le dita e buona parte del dorso: «Li ha messi all’angolo, avvocato. Ma non sarà un po’ rischioso?».
«Si rifaranno vivi», chiosò Boksic alzandosi e invitando la signora a seguirlo verso l’uscita.
«Arrivederci avvocato. Aspetto sue nuove».
«Le avrà. Buone cose».
Tornò nel suo ufficio, chiuse il fascicolo che aveva aperto sulla scrivania e lo fermò con un elastico mentre si allentava la cravatta Marinella, che sfilò senza slacciarne il nodo, si tolse le Church’s nere d’ordinanza e le calze blu di filo di scozia, poi la grisaglia grigia Loro Piano e infine sbottonò la camicia sartoriale. Pensò che gli piaceva poggiare i piedi nudi su quel vecchio parquet ruvido. Aprì un cassetto della sua scrivania e ne trasse la tenuta da jogging. Si avviò corricchiando in pantaloncini verso l’ingresso, dove salutò la centralista: «A domani, Ada.». (O si chiamava Ida? Non aveva mai memorizzato se si chiamasse Ida o Ada, e ogni volta dopo averla salutata, si chiedeva quale fosse il nome giusto, ma dopo due secondi il quesito non lo interessava più e se ne dimenticava).

* * *
«Da chi è stato ritrovato il cadavere?» chiese il commissario Mancini mentre entrava in ufficio sfilandosi la giacca di velluto a coste marrone.
«Fabio Boksic, un avvocato. Stava facendo jogging», rispose l’appuntato.
«In che condizioni era?»
«Beh, pantaloncini e maglietta, commissario, e non sembrava particolarmente sconvolto dal ritrovamento».
«Intendevo il cadavere, Serra».
«Mi scusi, commissario. Beh, era sfregiato tanto da essere irriconoscibile. E in effetti non sappiamo ancora chi è».
«Uomo o donna?».
«Donna, commissario. Decisamente donna».
«Decisamente, Serra?».

Di chi è il cadavere ritrovato?

  • Una sconosiuta (31%)
    31
  • La signora Rosso (54%)
    54
  • Ada (o Ida che sia...) (15%)
    15
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338 Commenti

  • La lee accanita nella persona di Laura Roggero, dopo aver letto l’ultimo episodio di Fuori Fuoco redatto ed ideato dall’autore sig. Locullo
    PREMESSO CHE
    – la lettura sopra citata è stata ampiamente gradita
    – il colpo di scena finale ha provocato nella mente della sopracitata lettrice un sogghigno complice rivolto al Boksic
    – la suddetta lettrice ritiene di esser ormai fuorifuocodipendente

    DISPONE

    Che l’autore provveda quanto prima a scrivere nuovo racconto di pari o superiore qualità. Sarà gradita la presenza di uno dei personaggi già conosciuti, ma non obbligatoria

  • Un finale cinematografico. Naturale. Coronamento perfetto per uno dei più bei racconti apparsi su the incpit.
    Avvocato, voglia accettare le mie più vive e sincere congratulazioni.

  • Minchiaaaa………permettimi il francesismo ….straminchiaaa!!! Che finale!!!!!!!! E come scritto bene…sembri un avvocato! O un cancelliere!

    Bando alle ciance…sono le tre del mattino ….rischio di scrivere castronerie….ma non ho più parole (oltre al sonno) per esprimere quanto mi sia piaciuto!! Hai sapientemente mischiato tutto quello che amo nei gialli…poliziotti, avvocati, procuratori antipatici, giri grossi , sicari stranieri, segretarie che origliano, vittime sfigurate….e Boksic in manette! Ma sorride….fortunatamente sa già come cavarsela! Straordinario!

    P.S. Un ultimo “fuori”…?

  • Ho letto, tutto d’un fiato, i nove capitoli e devo dire che questo “gialletto amatoriale” mi piace parecchio. Ho scelto che si concluda con uno dei rari sorrisi di Boksic perchè spero che, oltre, naturalmente, alla risoluzione del caso, possa avere anche un’altra valida ragione per sorridere, e chissà se la Santoro c’entri qualcosa con questo. 🙂

      • A dire il vero sì. I presupposti non mancano: lei è già riuscita (senza nemmeno troppa difficoltà) a strappargli un sorriso, lui l’ha messa in grande imbarazzo durante la missione al Klub e poi ci sono vari “segnali”, soprattutto quando si parla della Santoro, che mi fanno propendere verso questo pensiero. Detto ciò, non credo sia fondamentale un risvolto sentimentale perché sono sicura che, in ogni caso, rimarremo piacevolmente stupiti dal finale.

  • L’affascinante avvocato che ….prova a fare un sorriso, of course!
    Che interessante storia! E che bei dialoghi, per non commentare l’assoluta sostanzialità delle descrizioni: altro che…dilettante!
    Davvero bravo.

  • Arrivo tardi, ed è un peccato perché non ho giocato abbastanza. Ma almeno ho avuto il privilegio di leggere tutto di fila!
    Mi piace molto questo “gialletto amatoriale”. Altro che gialletto!
    Quest’ultimo capitolo è degno dei gialli della sellerio che alla fine non ci si riesce a staccare e li si bevono tutti di fila, andando a letto a orari assurdi pur di scoprire ancora un po’! Magico potere dei gialli!
    Opto per un raro sorriso. Ma sia quel che sia!

  • Come sempre, mi godo l’italiano e la prosa. Non sarai uno scrittore (mnnn….), ma scrivi. Non basta leggere molto. Il ‘gialletto’ ha scolpito tre personaggi interessanti. Sarebbe un peccato concludessero questa indagine senza più rivedersi. Sul finale, scelgo anche io la Santoro. Sarà, ma il Boksic lo vedo sorridere solo sul riflesso curvo di qualche superficie en-passant, sia glassa di bicchiere, sia retrovisore vettore di pedinamento o passato, sia monitor su cui palleggiare gioco e sentenze.

  • Ho votato per la vocetta metallica della Santoro ma per ora sono in minoranza…anche se non ho votato tutti i capitoli li ho letti e mi è piaciuto questo giallo (assolutamente non amatoriale). Ci sarebbe materiale per farne un bel romanzo, pensaci!

  • Ho votato per il tintinnar di manette, ma naturalmente se prima delle manette spuntasse un conflitto a fuoco non potrei certo lamentarmi 🙂 magari nello stesso club in cui tutto si sarebbe dovuto svolgere 😉 magari con un mio incredibile ritorno 😉 ( lo so sto solo sognando) lasciando stare le cose futili, complimenti, davvero, sei un grande!

    • Lo vedete come sarebbe fico se si potesse delegare a un altro giocatore uno dei capitoli?

      (Guardate quanta giovanilistica esuberanza ci sarebbe in un capitolo da me ceduto per es. a Minotti, come riassunto da lui qui sopra, e che darebbe una bella strigliata al mio stile compassato, e -diciamocelo – un po’ pallosetto 😀 )

  • Locullo se ti dico che sei bravo il Mocher mi sgrida forte, quindi magari evito la parte complimentosa 🙂
    Ma devo, non posso fare a meno, di sottolinare la climax dal sapore dannunziano “teoremi, riscontri, sillogismi, sospetti e ipotetici ordini di arresto” che è così ben allitterata che l’avrò letta almeno dieci volte con compiacimento crescente.
    L’avverbio “indefettibilmente” è un’indulgenza un po’ sbruffona al ricco lessico che sai di avere, ma siamo generosi e te la concediamo 🙂

    E i complimenti veri li lascio a Mancini *___* : bravo Mancini, che ha risolto il caso con un intuito alla sherlock Holmes!!
    Non ho ancora capito cosa gli ha fatto scattare la molla e questo è l’unico difetto che trovo all’episodio. Del resto un uomo tanto saggio da sapere che i cereali hanno tutto un altro sapore mangiati dalla scatola, non ha bisogno di fornire spiegazioni ulteriori.

    Vorrei veder sorridere Boksic, ma non un sorriso soddisfatto, tutt’altro.

    • Non l’avevo mica notato il climax allitterante: mica male, in effetti! 😀 E grazie!

      (Quanto alla lampadina di Mancini: ho voluto seguire la filosofia del giallo segnata da Durrenmatt per il quale il reale non è razionale e dunque nelle indagini di un delitto è falso come una moneta da tre euro che si arrivi alla soluzione – quando ci si arriva – attraverso una ferrea logica deduttiva, poiché il caso gioca nella realtà un ruolo quasi sempre imprescindibile.
      Qui la casualità è che, leggendo un giornale, Mancini apprende che due nordirlandesi sono stati arrestati in città per futili motivi e poi che in Nord Irlanda si è ricominciato a sparare. Poiché i nordirlandesi sono quattro gatti e poco dediti al turismo, il fatto che fossero in città poteva essere legato al fatto che si sta tornando ad armarsi nel loro Paese. Armi, quindi traffico d’armi, quindi il russo. Ecco il collegamento che ha fatto. Non molto lineare, è vero, ma l’intuito, a differenza della ragione, tende a saltar passaggi attraverso illuminazioni).

  • Allora, carissimo compagno, sono andato a rileggermi anche il primo episodio solo per avere una banale conferma della quale non necessitavo, ma sono fatto così, spesso mi lascio trasportare dal superfluo.
    Volevo utilizzare il box commenti come una stele per epigrafarci l’iscrizione “LOCULLO ER MEJO DER COLOSSEO”. Tu… sei… un… vero… scrittore. Inchino e applausi.
    Non è importante come finisca, quello che è importante qui: è averlo iniziato.

    Forse per le copertine sono richieste opere di più bassa foggia. Peccato, io già mi immaginavo il viso della Santoro tutto sfocato.

      • E sì, se credi che basti farsi pubblicare un libro per essere veri scrittori allora stai fresco.
        Ho riletto il primo capitolo perché… è una mia tecnica analitica segreta… se te la dicessi, dopo dovrei farti ammazzare nel prossimo episodio di WDF XD

  • oh ecco, ho votato, contento?

    (però ho letto solo questo episodio, quindi il voto è un po’ ad mentulam…)

    visto però che è giallo e che i dialoghi sono scorrevoli e credibili appena ho un po’ di tempo leggo anche gli altri, magari anche nell’ordine giusto!!!

    😉
    dillo a diego, che ho votato, eh!

  • Scusate, è tardi è ho bevuto un po’ di acqua di fuoco. Posso sapere, per cortesia, per quale ca2.zo di motivo questo racconto non è stato ancora insignito di una ca2.zo di copertina? Non è polemica, è solo una questione spettroscopica. Spasiba.

      • Che straordinari giocatori che siete: è anche per questo che mi siete piaciuti dalla prima vostra sillaba che ho letto.

        Baren me lo immagino avvicinarsi nottetempo al bancone di TheIncipit, barcollante nell’incedere ma stentoreo nel timbro: protesta l’assenza della sua etichetta preferita di whisky mischiando con sapienza toni da Far West e lessico da Scuola di Francoforte. E poi rischiara l’arsura ingollando d’un fiato l’ennesimo bicchiere.

        Gli si avvicina quell’altro avventore, il distinto, l’altezzoso, il bizzoso e il caustico. Tutto in uno: Mocher. Sibila col suo tono scanzonato e canzonatorio (tutto in uno) il suo appoggio noncurante a quell’etichetta di whisky. Ma la staffilata, come sempre, è dietro l’angolo: quella che si usa qui, di etichetta, è dozzinale.

        (Che poi, altro che dozzina: i bimbiminkia del melograno sono ben 25. Tutto in uno!)

        • Tutti e tre, siete proprio carini.
          E’ divertente leggervi anche quando vi prendete a simpatiche affettuose spallate, un po’ ubriachi, un po’ no.

          Ovviamente la copertina di Locullo la sostiene anche la bimbaminkia del regency 😀

  • Con l’assistenza tecnica di una cioccolata calda ho finalmente colmato l’imperdonabile gap di otto episodi… E il tuo giallo scorre benissimo, è asciutto e rilassante, ma soprattutto ti fa amare le giacche di velluto a coste. E pensare che prima di Cornflake Girl mi stava simpatica pure la Santoro… Direi che il maiale russo parlerà solo in presenza del suo avvocato… Che sia forse Boksic?
    Complimenti!

    😀

  • “Boksic? Chi era costui?”

    Povero Locullo, che fanclub moscio che hai con me a presiederlo, però ti assicuro che ho letto tutti gli episodi appena uscivano 🙂 Come scrittrice e commentatrice sono pigra e disorganizzata, ma come lettrice, non manco la più piccola occasione.

    E comunque non ti serve un fan club, sei nella top 5 (molto meritatamente).
    Tu, mi raccomando, fai Boksic nero e ricordati di avvertirmi quando arrivi in libreria.

  • Sai quanto apprezzo i tuoi dialoghi, e questo episodio non fa eccezione, ma in assoluto, la frase migliore è quella di matrice ironico-bellico-scacchistica 🙂
    Comunque complimenti, equilibratissimo, brioso, avvincente.
    E mi hai di nuovo fatto ridere 😀

    Secondo me il russo sarà tentato di chiamare in causa il suo avvocato ma sarà divorato dal desiderio di mettere nei guai Boksic ed è abbastanza supponente da credere di poter gestire ancora la situazione senza avvocato…

  • Noto un accenno di appisolamento sugli allori. Un po’ di gigioneria nel rifarti il verso da solo, nel tornare al discorso diretto che ormai sai che riscuote consensi.
    Ho scelto anch’io l’opzione dell’assistenza dell’avvocato.
    (io sono fermo all’ottavo episodio da due settimane, mi hai raggiunto)

      • In realtà pensavo di prepensionarmi e di lasciare il racconto incompleto. Ho dichiarato da tempo che non mi diverte più questo gioco. Avevo deciso di rimanere come lettore fino a esaurimento dei racconti dei miei autori preferiti (non faccio nomi). Non ho capito cosa intendi con “cominci a pensare che ti mancheremo in qualità di lettori del tuo racconto, e prolunghi l’agonia?” ma ormai dovresti conoscermi abbastanza per capire che, qualunque cosa tu volessi dire, non è per quello che non ho più scritto e quindi non me ne frega nulla del significato della tua frase.
        Però – sorpresa dell’ultim’ora – ho appena letto una cosa che un autore a me caro ha scritto nei commenti al suo racconto e, appena posso, butto giù il nono episodio per giocare d’anticipo…
        “I can resist anything, except temptation”

          • Ti ritengo un tipetto intelligente – anche se non meno supponente e puntiglioso di me – e quindi farai presto a capire che la tentazione è di giocare (simpaticamente, spero) a coinvolgere nel mio racconto chi sta sperando di coinvolgere noi nel suo.
            Aspetta stasera e vedrai.
            Ho letto che il tuo prossimo racconto sarà di genere storico. Non so se ti seguirò. La tentazione – anche in questo caso – è forte ma se comincio a seguire tutti i racconti dei miei autori preferiti e questi non la smettono più di scrivere…

  • Dai contatori dei pulsanti sociali emerge tutta la cazzutaggine di questa storia, che merita sicuramente vette ancora più vertiginose. Un altro splendido episodio, senza sé, senza ma.
    Non si risponde mai senza l’assistenza di un avvocato, sono cose che sa anche la Cancellieri.

  • Ma com’è focosa la signorina Milesi, Bianca ne sarebbe contenta, aveva un debole per le fanciulle intrapredenti 😀

    Episodio bello, ritmato, simpatico senza facili indulgenze, ma avrei voluto sentire raccontare il tutto da Mancini, stretto nel suo maglione a costine e color peperone arrostito,
    Mr Jazz non può che essere il fastidioso Boksic e io non voglio dargli un’occasione di fare l’eroe, quindi vada per una bella sparatoria 😛

  • Congratulazioni, sei entrato nella Top 10. Sicuramente lo meriti anzi nella mia personale classifica sei molto più in alto del decimo posto, considerato che – per i miei gusti, ovviamente – almeno la metà dei racconti della Top 10 sono delle clamorose str#n$@te.

  • Finalmente ho tutta la calma per dedicarmi all’ottimo locullo.
    Primo pensiero: se avessi scritto io una rappresentazione così vivida del Klub, mia moglie avrebbe chiesto la separazione per colpa.
    Secondo – e più profondo – pensiero: si vede che stai ‘giocando’ e ti diverti tanto. Questo è lo spirito giusto, i lettori lo sentono e ti premiano. Peraltro hai una vera storia da raccontare, c’è un’idea alla base e una buona tecnica realizzativa. Sei bravo, bravo, bravo.

  • Cioè, ti giuro, l’ho appena letto e solo adesso mi rendo conto che abbiamo avuto la stessa intuizione. Mi sa che stiamo a scarseggià de situazioni. Comunque complimenti, come la mandi in buca tu… pochi.
    “Giusto signore, questa è la parola d’ordine per entrare… ma ora vorrei sentire quella per partecipare….” Kubrick ringrazia per la citazione.
    Dai, una sparatoria non non ce la vedo proprio… più che altro temo per il pregiatissimo mobilio.

  • Vogliamo una sparatoria!!!!!

    Episodio brillante e movimentato anche se sono un po’ in astinenza da dialoghi 😀
    Diciamocelo, sono il tuo punto forte 😛

    Il fanclub ringrazia per l’omaggio 😛 anche se mi sto chiedendo che fine abbia fatto Mrs Alhena? L’hanno mollata in commissariato dopo essersi fatti “vestire” a modo?

  • Ed eccomi di nuovo qui. Non ti sei liberato del tuo grande fan, che sarei io (anche se ‘fan locullo’ non mi suona bene).
    Avevo comunque già votato.
    Mancini lo lascerei come personaggio di contorno. Non m’ispira e credo che non sia il tuo figlio prediletto.

  • Caro TheIncipit,

    stavo leggendo i commenti qui sotto, ma penso anche ai tanti racconti cui mi sto affezionando, e faccio una proposta che si inserisce nello spirito del gioco che ispira questo sito, e lo estremizza: perché non consentire – a chi lo voglia, beninteso – di delegare qualche suo lettore/scrittore a scrivere un capitolo della propria storia?
    Magari a partire da dopo il 5° (la metà) quando i lettori più attenti hanno preso dimestichezza coi personaggi. E quando l’autore non sa più dove cazzo andare a parare… Scherzo.

    (Ad esempio, a me piacerebbe un sacco a questo punto leggere il prossimo capitolo di questo racconto scritto da Alhena, o da Caputo, o da Jay, o da Roggero, solo per citare i primi che mi vengono in mente).

  • Quando c’era Bubù il bisinisse della ggioga veniva aspramente combattuto all’interno del Klubbe. U capissi?
    Mancini e Santoro, che suona anche un po’ come Totò e Peppino (o Peppina).

  • Mancini con la procace agente!!! C’è bisogno di ‘facce nuove’…
    Anche se, in tutta franchezza, la Stronzoro al club ….vorrei proprio vederla!! LoL

    Ah! Complimenti per i titoli degli episodi….a parte l’interruzione dello Yin e Yang …è un bel filo conduttore con il titolo del racconto

    • Lo sai vero che mi tremava la tastiera, a ‘sto giro? Pensavo: quadrerà questo contrappunto? Piacerà alla Caputo o è troppo “dr. House”? Questo dialogo sarà reale o solo credibile? O addirittura sarà scaduto nell’inverosimile? Te possino!

      (Non è detto che si venga a sapere chi è l’assassino: condivido la filosofia Durrenmatt ne “La promessa-Un requiem per il romanzo giallo”: il reale non è razionale, non tutto si risolve in maniera chiara e distinta).

  • Oh che carini Mancini e la Santoro!!!
    Voto per loro ovviamente 🙂 anche se sono improbabilissimi come infiltrati in un club di sporcaccioni d’alto bordo.

    Il tuo fan club si sta per attivare, soprattutto dopo che mi hai fatto spaccare dal ridere con la lolita un po’ nerd.
    Però ora mi sta venendo davvero la curiosità della trama e di dove va a parare!

    • Saperlo dove va a parare!

      (Considerando poi che, come tu dici, sono davvero improbabili quei due al Klub e senza contare che una p.m. che fa indagini in incognito in Italia non si è mai vista. Ma è il bello del gioco, anche a scapito della credibilità, no?)

  • Vada per Orange.

    Il racconto è strutturato bene, con dei buoni dialoghi che lo rendono estremamente fruibile. Per i miei gusti personali trovo eccessive alcune descrizioni, come esempio porto il cambio d’abito di Boksic nel primo capitolo, ma ce ne sono altre. Poi che ci faceva un italo-croato a Sarajevo? 🙂

    Ti seguo con interesse.

  • Mi piace il funzionario di governo siriano, la commistione di cose vastase (citando Camilleri) e politica non passa mai di moda…
    Ho deciso che il mio eroe è Mancini con la sua giacca verde a costine, come un professore di filosofia demodè.

    Potresti prendere in considerazione di lasciar perdere lo strafottente Boksic e scrivere una serie investigativa con Mancini come protagonista? 😛

  • Vivendo io a Mosca non potevo non votare Mr. White (come la neve) e vedere come te la sbrighi con un russo 🙂 ma per ora vince il siriano (la mia ultima opzione, secondo volevo votare il dittatore africano, era davvero “ganza”) 🙂

    Mr. Pink mi è subito venuto in mente Buscemi ne Le iene ahahah

      • Non so se Roberto abbia un ritorno di luccicanze e potenti intuizioni, ma se vuoi ti dico cosa non quadra a me nell’episodio, anche se ci sono volute diverse letture ad estrapolarlo razionalmente.

        Per la prima volta i dialoghi sembrano creati a tavolino. Sono belli intendiamoci, sono vivaci, con un bel ritmo (e centomila volte meglio di quelli che scriverei io con gli stessi personaggi) ma nelle altre puntate avevo l’impressione che avrei potuto ascoltarli dal vivo, che se avessi chiamato Boksic, mi avrebbe risposto proprio così. Questa volta ho l’impressione che siano “credibili”, come una buona sceneggiatura.
        Ma sai la cosa strana? Non è il parlato che “non quadra”, ma i contrappunti di discorso indiretto. “ribattè ilare” “sibilò alzando finalmente lo sguardo”. Sono immagini un po’ da serie TV e non istantanee.
        Forse sono matta, ma ho l’animo dell’esegeta, non volermene ti prego 🙂

        P.S. Voto il russo: in africa e medioriente hanno troppo da fare per spassarsela con le signore Rosso 🙂

  • Innanzitutto millanta grazie per la citazione.
    Se riesco a rintracciare Bubù posso chiedergli se era a conoscenza dell’esecrabile ruolo di questa porcina signora Rosso all’interno del Klub, anche perché io non ho mai visto nessun ivoriano lì dentro, quindi la cosa mi puzza. Secondo me è meglio che lo facciamo parlare con Boksic senza troppe querimonie, insomma mi sento chiamato in causa e voglio vederci chiaro anche io.
    Complimenti comunque, stai facendo sfoggio di una penna di tutto rispetto.

  • Ovviamente lo incontra ma lascia intendere alla strega di farlo senza troppo entusiasmo….il “glaciale” avvocato (croato…sigh!) ha molto da nascondere….il negretto potrebbe essergli utile.

    Bella scenetta tra i due anche stavolta: la befana c prova a tirar fuori le unghie…ma fa fatica!
    Descrizione ….io lo immaginavo esattamente così: un Daniel Craig ….a dieta!
    Bravo , Super bravo….racconto molto interessate.

  • oh come mi piace….dicci la verità, locullo, che sei un giallista professionista 🙂

    Il bell’ivoriano non è un pezzente neanche un po’, figuriamoci, uno che va con le signore d’alto bordo e anche bellocce, pezzente non è.
    E secondo me Boksic è pure un po’ curioso, ma alla pm dirà che è un divorzista, pretenderà almeno un incentivo per andare ad “aiutare” la polizia. Come dire che accetterà, ma facendo tante storie.

    Visto che ti ho già detto che sei bravo con i dialoghi, ti dirò che sei bravo anche a calcolare lo “stacco” fra gli episodi e il reciproco equilibrio.
    Altra cosa che sto cercando di imparare 🙂

  • Ma dimmi, Montparnasse Klub te lo sei inventato o è una citazione per l’amico Jay (un suo racconto qui su incipit si chiama proprio Montparnasse Klub) 🙂 una semplice curiosità 🙂

    Bel capitolo, bel titolo e non ho potuto resistere alla tentazione di cliccare su “non è sua abitudine assistere dei pezzenti”. Mi è piaciuta molto la frase “ha il suo assassino, ed è pure un negro, così avrà gli osanna della stampa di destra”, ha un forte carico ironico!! Bravo ancora!

  • Bravo, come sempre. Il ‘negro’ invece di nero, così poco politically correct, lo si può perdonare perché Boksic è sempre più bastardo. Il titolo dell’episodio no. Il vezzo di iniziare sempre con il ‘fuori’ contenuto nel titolo del racconto (come purtroppo faccio anch’io, da prima di te) stavolta ti ha portato fuori strada, fuori contesto. Avresti potuto intitolarlo ‘Fuori tutto’ ma forse eri fuori fase (eheh, così ti ho bruciato quattro titoli).

  • Ho iniziato a seguirti, bravo davvero. Invece a me è piaciuto tanto il capitolo sotto forma di dialogo. Gli spazi sono limitati e se con i dialoghi si riesce ad esprimere bene il carattere delle persone, allora le poche descrizioni sono sufficienti 🙂

    Avrei voluto una verità sorprendente, ma non rientra nello spirito di Boksic (non si chiama Alain di nome vero?), avrei optato per il segreto professionale, ma è come difendersi (o rompere le palle come hanno scritto giù). Ma secondo me (e a quanto pare proprio secondo me e pochi altri viste le percentuali) lui doveva dire che lei aveva una vita irreprensibile, giusto per andare controcorrente 😉
    Bravo, ti seguo!

  • Farà finta di trincerarsi dietro il segreto professionale lasciando intendere di conoscere elementi piccanti della vita privata della signora col solo scopo di far innervosire la Santoro e perché no…… ottenere nuovo incontro…..

  • Che dire…a me la Santoro piace (ho la sindrome della maestrina) e Boksic invece per niente (non ho il mito del bello-e-dannato).
    Quindi immagino che lui proverà a opporre il segreto professionale solo per essere fastidioso e spero tanto che lei lo faccia sentire un cretino ^_^

    Ne voglio ancora….a quando il prossimo episodio?

  • Sei bravissimo nei dialoghi ma ormai occupano quasi per intero gli episodi, forse ne stai abusando.
    Proverà a opporre il segreto professionale ma poi, incalzato dalla pm, mentirà sul conto della Rosso perché Boksic è bastardo dentro. Sicuramente ne farai un anti eroe.

  • Noto una lodevole tendenza al perfezionamento stilistico. Complimenti. Mi permetto solo un suggerire grafico: i pensieri vanno tra apici e non tra parentesi. Però non so se sia una regola universale.
    Aggiungiamo un tocco di ambiguità. Voto la terza: …la signora Rosso aveva una vita irreprensibile (ma tanto non ci becco quasi mai).
    Ps: per caso sei un appassionato di Lucarelli?

  • Dai, dai, facciamo fare un po’ di moto a questi culoni di p.m.. Scende al piano di sotto, magari potrebbe avere la fortuna/sfortuna di scoprire qualcosina in più su questo avv. Boksic 🙂

  • Pingback:

  • Wow, mi piace tutto.
    Mi piace la tua nota bio (che condivido): siamo solo giocatori, senz’altro a pretendere.
    Mi piace lo stile: fluido, sobrio, ammiccante e ironico, da giocatore esperto.
    Mi piace l’ambientazione italiana, senza ricorrere agli abusati USA.
    Ti seguo, decisamente…

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