Fuori fuoco

Dove eravamo rimasti?

Come si chiuderà questo gialletto amatoriale? Con uno dei rari sorrisi dell'avvocato Boksic (51%)

[Cose che a volte capitano agli avvocati]

Procura della Repubblica
presso il Tribunale di [OMISSIS]
Fermo di indiziato di delitto

Il P.M., nella persona della dott.ssa Agota Santoro, Sost. Proc. della Rep. presso il Trib. di [OMISSIS]
Visti gli atti del procedimento a carico di:
Fabio BOKSIC, nato a Sarajevo (BiH), il 19/4/1972, di cittadinanza italiana
per i reati di cui all’art. 575 c.p. (omicidio, n.d.s.) in relazione all’art. 110 c.p. (concorso nel reato: mandante dell’omicidio) e di cui alla l. n.185 del 1990 (traffico di armi)

PREMESSO CHE

– l’omicidio Rosso consta essere stato commesso dai signori [OMISSIS], entrambi nordirlandesi, avendo rinvenuto nella stanza ove alloggiavano l’arma da cui è partito il proiettile, oltre a numerose altre armi da guerra, verosimilmente acquistate – con l’intermediazione dell’avv. Boksic – dal sig. Filipp Petrov;
– la Rosso aveva conosciuto presso un locale il Petrov ed era venuta a conoscenza, come confermato da questi, della sua attività, nonché, verosimilmente, dell’intermediazione di Boksic, dal quale era assistita nella sua separazione dal marito;
– la sig.na Ida Buy, centralinista dello studio Boksic, ha dichiarato di avere udito un litigio tra la vittima e il Boksic, nel corso del quale la Rosso avrebbe tra l’altro dichiarato: «Voglio la mia parte, altrimenti la rovinerò»;
– invero nel c/c del Boksic non risultano accrediti anomali, ma non può escludersi che detenga conti esteri, né che – vista la sua storia di esule dall’assedio di Sarajevo – realizzi tale illecita attività per motivi “ideologici” e in favore di popoli indipendentisti;
– risulta quindi evidente il movente del Boksic, interessato a non falciare la transazione e la sua stessa carriera;
– in tal senso, il compagno della vittima, sig. Kambou, ha dichiarato di essersi recato con la Rosso all’appuntamento fatale in quanto questa avrebbe dovuto ritirare una “sorpresa”, che verosimilmente era una somma di denaro promessa dal Boksic in cambio del suo silenzio, come si evince anche da un sms (l’unico rinvenuto) inviato dalla vittima al Boksic il giorno dell’omicidio, giorno nel quale la vittima aveva un appuntamento presso il suo studio per discutere della separazione: il testo (“Oggi doppio appuntamento quindi?”) lascia intendere un ulteriore incontro dopo quello in studio;
– a dimostrare il collegamento con gli esecutori del delitto, si rileva che le impronte del Boksic raccolte dalla scrivania della scrivente p.m. dopo il colloquio quivi svoltosi, sono state rinvenute nella hall dell’hotel ove risiedevano i nordirlandesi;
– deve verosimilmente ritenersi che Boksic abbia chiesto di sfigurare la vittima per depistare le indagini verso un delitto “punitivo” nell’ambito dello spaccio di droga, attività nella quale la Rosso operava nel locale su citato, come abilmente sottolineato dal Boksic nel corso del suo interrogatorio; e che l’avere egli fatto ingresso in tale locale, come appurato durante l’indagine, fu dovuto alla per lui inaspettata comparsa, nell’interrogatorio del sig. Kambou, di tale Mr. White e al fine di scoprirne l’identità, ch’era appunto quella del suo fornitore, Petrov.

P.Q.M.


Ritenuti sussistenti i gravi indizi di colpevolezza di cui all’art. 384 c.p.p.

DISPONE.


il FERMO di Fabio Boksic mandando gli agenti di P.G. a eseguire il provvedimento presso il suo studio.

Mentre leggeva le righe finali di questo testo, Boksic sibilò: «Nice try, Santoro». Poi alzò gli occhi su Mancini, che gliel’aveva consegnato, e sorrise di uno di quei suoi rari sorrisi che – come sassi in uno stagno – formavano innumerevoli piccole rughe ai lati della sua bocca. Pensava a quell’avverbio – “verosimilmente” – che compariva troppe volte nel decreto: ‘non hanno lo straccio di una prova’.
«Non vorrà ammanettarmi?» chiese al commissario mentre porgeva i polsi, con quella sua balcanica teatralità, all’agente Serra: «Vi seguirò docile come un agnellino».

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338 Commenti

  • La lee accanita nella persona di Laura Roggero, dopo aver letto l’ultimo episodio di Fuori Fuoco redatto ed ideato dall’autore sig. Locullo
    PREMESSO CHE
    – la lettura sopra citata è stata ampiamente gradita
    – il colpo di scena finale ha provocato nella mente della sopracitata lettrice un sogghigno complice rivolto al Boksic
    – la suddetta lettrice ritiene di esser ormai fuorifuocodipendente

    DISPONE

    Che l’autore provveda quanto prima a scrivere nuovo racconto di pari o superiore qualità. Sarà gradita la presenza di uno dei personaggi già conosciuti, ma non obbligatoria

  • Un finale cinematografico. Naturale. Coronamento perfetto per uno dei più bei racconti apparsi su the incpit.
    Avvocato, voglia accettare le mie più vive e sincere congratulazioni.

  • Minchiaaaa………permettimi il francesismo ….straminchiaaa!!! Che finale!!!!!!!! E come scritto bene…sembri un avvocato! O un cancelliere!

    Bando alle ciance…sono le tre del mattino ….rischio di scrivere castronerie….ma non ho più parole (oltre al sonno) per esprimere quanto mi sia piaciuto!! Hai sapientemente mischiato tutto quello che amo nei gialli…poliziotti, avvocati, procuratori antipatici, giri grossi , sicari stranieri, segretarie che origliano, vittime sfigurate….e Boksic in manette! Ma sorride….fortunatamente sa già come cavarsela! Straordinario!

    P.S. Un ultimo “fuori”…?

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