LA BAMBINA

Dove eravamo rimasti?

Cosa riserverà questa notte alla nostra protagonista? Balli, alcol e sesso in un locale notturno. (67%)

Notte selvaggiaSeduta al bancone, ascoltavo la musica che mi circondava con il suo abbraccio pulsante, mentre sorseggiavo il mio drink alcolico. Nessuno aveva sollevato obiezioni dato che ero maggiorenne e questo fatto mi rese ancora più euforica. Un gruppo di gente ballava sulla pista in penombra al centro del locale. Le luci colorate lampeggiavano a tempo con il suono del basso e disegnavano un caleidoscopio ipnotico tutt’intorno. Si avvicinò un ragazzo moro dagli occhi blu e mi sussurrò all’orecchio un invito a ballare. Gli porsi la mano e mi feci condurre in pista. Percepivo l’energia vitale scorrermi nelle vene, alimentata da chi mi stava intorno. Lasciai che il mio corpo di muovesse a suo piacimento. Più ballavamo, più sentivo crescere in me il desiderio. Sempre più vicini, le mani del giovane accarezzavano il mio corpo, le sue labbra mi baciavano il collo. Si avvicinò un altro giovane uomo che assomigliava al mio partner di ballo, se non per il colore dei capelli, più chiaro. Stretta tra i due ragazzi, ondeggiavo sfiorando i loro corpi e accorgendomi del loro desiderio intenso quanto il mio.
Subito spingevo uno dei due contro il muro della stanza privata del locale riservata a coppie e gruppi. La sua schiena mandava un tonfo sordo. Gli saltavo letteralmente addosso aggrappandomi a lui stringendo il suo bacino tra le gambe. Serrai i denti sul suo muscolo alla base del collo e lui emise un gemito misto di dolore ed eccitazione. L’altro si avvicinò alle mie spalle, premendo il suo membro già rigido contro le mie natiche. Con un balzo mi staccai dal fratello che avevo messo al muro e mi lanciai sull’altro atterrandolo sopra al letto in mezzo alla stanza. Percorsi la pelle del suo collo con la lingua. Il moro venne e mi penetrò da dietro. Ci unimmo in un triplo amplesso e per un attimo mi parve che la stanza fosse piena di scintille.
Mi sentivo come se stessi sognando. Addentavo la carne bianca e soda del fratello sotto di me e la strappavo dalle ossa. Il moro urlava e si staccava violentemente da me, indietreggiando fino a sbattere contro il muro accanto alla porta. La mia lingua assaggiava il sangue del giovane e poi tornava a mangiarne le carni, dentro a un orgasmo infinito.

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