LA BAMBINA

Dove eravamo rimasti?

Cosa scoprirà l'esorcista dall'analisi della protagonista? L'energia oscura proviene dalla ragazza. (33%)

La scopertaMi svegliai nel mio letto, percependo che qualcosa non andava. Guardai in giro per la stanza, ma sembrava tutto a posto. L’armadio guardaroba adagiato alla parete di fronte, a destra, accanto alla porta. L’abat-jour di mia madre con le luci spente. Il comodino che ospitava la lampada da notte accanto alla testa del letto. L’attaccapanni appeso alla parete alla mia sinistra, colmo dei miei vestiti, che appendevo perché non avevo voglia di metterli via. Tutto era immobile. Troppo immobile. Sentii qualcosa che strisciava sotto il lenzuolo, così lo scansai. Diversi serpenti strisciavano addosso a me, attorcigliandosi attorno gambe e braccia come se le volessero stritolare. La pelle fredda e liscia mi faceva correre brividi lungo tutto il corpo. Cercai di divincolarmi urlando. Non potevo muovermi. Ero completamente immobilizzata.
Spalancai violentemente gli occhi, urlando. Ansimavo seduta sul mio letto. Gettai all’aria le lenzuola scuotendo via i serpenti del mio sogno, finché vidi che in realtà non c’era niente. L’adrenalina mi scorreva in corpo come mille aghi nel mio sangue. Un’ombra passò sibilando fuori dalla mia finestra.
Padre Morrigan, l’esorcista, mi aspettava a casa sua, a due passi dalla chiesa dove ci incontrammo la prima volta. Quando aprì la porta si trovò davanti una giovane spaventata e con le occhiaie marroni intorno agli occhi.
“Si accomodi, signorina Lillian,” m’invitò aprendo di più la porta e facendosi da parte. Il suo sguardo diceva ‘Hai proprio una brutta cera, ragazza’. Purtroppo lo sapevo. Dopo l’incubo di quella notte mi ero alzata e mi ero guardata allo specchio. Dopo il brusco risveglio, alle tre del mattino, mi era venuto meno il coraggio di rimettermi a dormire. Mi sentivo a pezzi.
Il prete mi accompagnò in una stanza al piano superiore e mi fece sedere al centro di una stanza spoglia. Dietro di me c’era un altare sovrastato da una croce metallica. Sul piano erano distribuite diverse candele spente e una ciotola d’argento.
Padre Morrigan intinse il pollice nella ciotola e tracciò una croce sulla mia fronte. Chiusi gli occhi. Mi rilassava. La sua voce mi raggiunse come da lontano e riverberava attorno a me.
“Signore, benedici questa tua creatura sofferente, affinché possa trovare la pace.
In nomine Iesu, exorcizo te.
In nomine Iesu, dic nomen tuum.
In nomine Iesu, sic es hic, manifesta te.”

“Abbiamo finito.” Aprii gli occhi di scatto. Cos’era successo? Mi ero appisolata? Mi sentivo riposata come non mi succedeva da molto tempo. “Come ti senti, Lillian?”
“Bene, padre.” Lui assentii con un espressione grave. Trascinò una sedia di fronte a me e sedette. Appoggiò il gomito sul ginocchio e prese il mento tra l’indice e il pollice. Sembrò riflettere.
“Qual è il verdetto?” domandai.
“L’energia oscura di cui non sapevo dire l’origine proviene da te.” Silenzio.
“Sono posseduta?”
“Sei perseguitata da uno spirito. Tu sei una persona buona. La tua aura è dorata. In genere questo tipo di aura si riscontra nei santi, come si può vedere anche dalle opere d‘arte d‘epoca. Il tuo cuore è puro e così la tua energia. Questo è ciò che lo ha attirato a te. Questo spirito, in poche parole, ti sta girando attorno come un predatore.”
“Che cosa vuole da me?”
“Prendere possesso.”

Cosa faranno ora i due protagonisti?

  • Lei ringrazia, ma rifiuta ulteriori sedute e ognuno va per la sua strada. (0%)
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  • La ragazza cercherà di entrare in contatto con il demone. (100%)
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  • Il prete inizierà il processo di esorcismo (che potrebbe durare anche mesi). (0%)
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