WARNING DISTURBING FOOTAGE

Questa storia non esiste più. L’autore ha deciso di rimuovere il racconto.

S-VHSIl videoregistratore inghiotte il VHS (nero, senza etichetta). Il suono metallico dei cilindri rotanti, che allineano le testine, attiva memorie ridondanti, obsolete: un nostalgico, quanto inquietante, scivolone negli anni ’80, quando sugli schermi televisivi di Norwood Park appariva ancora il detrartasico sorriso di Ronald Reagan.
L’ingranaggio meccanico arpiona e distende il nastro magnetico; l’ultimo strattone: è pronto per la riproduzione.

Sul display: STOP sp 00:00:00.

PLAY.

Sul display: PLAY sp 00:00:11.

Il nastro inizia a girare, il fruscio ci affligge, è assillante; lo schermo prende vita. Il caos luminoso di granelli elettrici pian piano si dirada, lasciando il posto a bianche righe orizzontali che si susseguono a rilento, scivolando dal basso verso l’alto sui riflessi di un vuoto angosciante. Il video appare: trema, balla, si normalizza. Ci troviamo all’interno di un locale angusto, fatiscente, squallido. Sulle pareti graffi di sangue raggrumato, almeno è quello che sembrano alla prima messa a fuoco delle pupille. È una vecchia cantina, convertita a pratiche disumane.
Sul pavimento c’è un materasso logoro, strappato in alcuni punti. Una luce pallida, ma decisa, lo illumina diretto, lasciando ricadere sullo sfondo un tenue alone ombreggiato. S’intravede un gancio da macelleria: scende dal soffitto. Lo percepiamo inutile, ma allo stesso tempo ci terrorizza.
Un lamento ininterrotto, poi una giovane ragazza, dall’aspetto sbattuto e abusato, viene spinta nell’inquadratura. Rovina sul materasso. Ha un’espressione sconvolta: occhi infossati, increduli, impauriti. Guance scavate e solcate da strisce di rimmel dissolto. Presenta contusioni su gran parte del corpo. Quello che resta dei suoi vestiti è poco più di un pezzo di stoffa consunto e lercio, che a malapena le ricopre il seno. Geme, singhiozza, piange. Si porta le ginocchia al petto, le cinge con le braccia: lacerate in più punti. Sulla sua pelle si rialzano numerose bruciature di sigarette. Pare stordita, sotto l’effetto di un potente sedativo.
Un rantolo sinistro trasmuta in un rauco affanno. Qualcuno entra nella scena, l’inquadratura perde d’improvviso il fuoco, dopo poco si rianima, è nitida. C’è un uomo a torso nudo. Indossa pantaloni di pelle nera, come la maschera di cuoio che gli ricopre per intero il capo. All’altezza delle labbra una zip metallica: è aperta, ne fuoriesce un ansito indecifrabile. Il soggetto non ha evidenti segni particolari addosso. È muscoloso. Afferra la ragazza per il capelli, la schiaffeggia, le stringe le mani attorno al collo, quanto basta, affinché non perda conoscenza. Lei si dimena, cerca di lottare inutilmente, la sua bocca sfiata in un anelito strozzato, poi ricade tramortita sul materasso, ma non è esanime, si muove ancora, si contorce, in maniera impercettibili, come i singulti che deglutisce lentamente nello spasmo di una lenta agonia.
L’energumeno esce di scena per qualche secondo, poi ritorna (l’obiettivo sgrana nuovamente, poi ritorna). Nelle mani impugna un grosso coltello da cucina. Lo agita in aria. La donna si rifugia in un angolo, chiusa in posizione fetale: osserva quasi ipnotizzata quella lama abbagliante, che riflette l’orrore primitivo esploso nei meandri del suo stomaco. L’uomo avanza verso di lei a passi serrati. Possiamo sentire il suo respiro: irregolare, raschiante, agghiacciante. Gli occhi di lei si schiudono come crisalidi all’incredulo stupore della morte.

STOP.

Sul display: STOP sp 00:16:39.

2° PLAY sp 00:16:39 / -- : -- : --

  • Fornire nei commenti la 3° opzione, che verrà scelta ad insindacabile giudizio dell'autore. (47%)
    47
  • La ragazza ci rivela il suo nome. (21%)
    21
  • La ragazza viene torturata. (32%)
    32
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PLAY sp 00:16:39PLAY.

L’inquadratura avanza lentamente, si sofferma sul collo taurino del carnefice, oltrepassa il passamontagna borchiato (fetish) di cuoio nero, scivola affannosa sul bicipite nerboruto, annaspa sull’avambraccio nudo, ansima e sfoca sul riverbero della lama che si spegne alla destra dello schermo, infine stringe sul particolare degli occhi della donna. Non c’è più energia in essi, c’è ancora vita, ma non più la forza necessaria per trattenerla. Le sue pupille sono dilatate, disarmate, spoglie. Si disidratano ad ogni battito di ciglia e cadono nel vuoto come petali enervati. Rifluiscono l’avvilimento di organi ormai rassegnati, tuttavia capaci di produrre elevate quantità di orrore. Lo zoom retrocede, si allarga sul viso livido: la sua espressione è la rappresentazione focale di colei che proviene dalle regioni più remote delle nostre angosce: la morte.
Indietro, indietro, ancora indietro, l’obiettivo è un adagio sinfonico: omaggio al male più profondo. La scena si apre come un vangelo, al suo interno fa la sua apparizione un secondo soggetto. Un uomo (forse) con uno strano travestimento. Pochi secondi per permettere ai processi cognitivi di associarlo ad un tacchino. Tacchino? Sì, l’uomo è travestito da tacchino e nelle mani brandisce un machete. Si porta alle spalle della ragazza, s’inginocchia dietro di lei e la immobilizza cingendole un braccio all’altezza del petto. Il machete striscia e sibila sulla pelle cruda, poi si arresta minaccioso sul monte di Venere.
Il tipo incappucciato avanza, gattona sul materasso. Preserva la naturalezza del diavolo e la morbosità dell’essere umano. Ricama con la punta della lama un paio di cerchi attorno ai capezzoli della vittima. Lei non grida, non ne è più cape: vagisce.
La ripresa video chiude rapidamente sull’addome: il coltello è in primo piano, affonda. La carne oppone resistenza, rientra a cono verso se stessa, poi si spacca. Il tessuto risale, lento, infine l’acciaio penetra per intero. Un rivolo di sangue attraversa l’ombelico. Un urlo stridulo fa sfarfallare l’immagine che si capovolge, l’istante dopo si stabilizza. Gli ultimi fotogrammi vanno in loop ciclico. Il terrore risuona cadenzato nelle vibrazioni di un clangore gutturale.

STOP.

Sul display: STOP sp 00:29:17.

– Si blocca qui ispettore Asserramanico.
– Ma tu guarda che casino. Lei dov’è?
– È di là, nella sala degli interrogatori. È sotto shock.
– È sotto shock e la state interrogando? Queste cose ve le insegnano al corso?
– Sì.
– E dove ve lo fanno fare il corso, da mcdonald’s? Pagliacci!
– Ma ispettore Asserram…
– Ma ispettore un cazzo. Ha ferite sul corpo?
– Pulita signore.
– Portatemela subito qui. Questa storia puzza come le scoregge di Oliver Hardy.
– Non sta bene dileggiare le persone grasse ispettore.
– Non dileggio nessuna persona grassa imbecille, le sue scoregge puzzavano veramente. Ma poi tu che cazz… non devo darti spiegazione di niente. Sparisci e torna con la ragazza. Immediatamente!.
– Agli ordini signore.

L’ispettore Asserramanico è americoitaliano. Nel senso che è padre di figli italiani. È un tipo tosto: barba ispida, gilet e maniche della camicia sempre arrotolate, anche con l’aria condizionata. Il classico sbirro che con un tiro riesce a consumare mezza sigaretta senza esalare un filo di fumo. Lo trattiene tutto nei polmoni.
È preoccupato. Generalmente non risolve mai nessun caso semplicemente perché non ne ha voglia, ma quello che ha davanti è un caso veramente difficile da non risolvere. Forse proprio per questo motivo lo vorrebbe risolvere.

La ragazza viene fatta sedere davanti la sua scrivania. È visibilmente scossa: occhi vitrei, trema, tossisce.

– Le dispiacerebbe spegnere la sigaretta signore?
– Mi scusi signorina – ma l’ispettore non la spegne. – Passiamo a noi, quando ha ricevuto questo video tape?
– Ieri signore.
– È l’unico?
– No, il sequestratore…
– Ce ne sono altri signore. – interviene l’agente Laura.
– Portameli!

Quanti VHS ha ricevuto la vittima? Chi sono le vittime dei macabri filmati?

  • 3. Lei, un nano e una ballerina di flamenco. (43%)
    43
  • 7. Lei e altre ragazze (o ragazzi). (14%)
    14
  • 5. Sempre e solo lei. (43%)
    43
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MATTATOIO n. XL’agente Tony Laura è un tipo atticciato, che cerca di sublimare il suo fallimento come procuratore distrettuale facendosi scudo dietro un linguaggio forbito.

In verità, per ben tre volte era riuscito a superare brillantemente la prova di ammissione, ma, si sa, il suo cognome fuori moda aveva fatto sì che il suo scartafaccio si perdesse distrattamente nei babelici e polverosi stambugi della burocrazia. In parole povere era stato inculato da alcuni cognomi più alla moda del suo.

A differenza dell’ispettore Asserramancio il suo abbigliamento è sempre specioso, tirato a lucido. Nelle sue intenzioni ci sarebbe la presunzione di essere il lato speculare e al contempo cristallino del suo superiore. Una sorta di contraltare comportamentale per bilanciare l’aria malsana che si respira sovente alla centrale di polizia.
Le sue guanciotte tonde sono sempre illuminate da gradazioni rosso fuoco, ma in vita sua non ha mai toccato nemmeno un goccia di vino… o di birra, o di altro. È astemio, anche se fa finta di non saperlo.

– Ecco a lei i nastri ispettore.
– Questi sono solo 4, avevi detto che erano 5.
– Ha ragione signore ma c’è stato un ex aequo nella scelta delle opzioni e uno è andato perduto.
– Quando usi questi paroloni non capisco mai dove cazzo vuoi andare a parare. Avete dato un’occhiata al contenuto?
– Sì signore!
– Quindi?
– Quindi signore sarebbe il caso che li guardasse anche lei.

L’ispettore Asserramanico osserva la donna con piglio minaccioso, poi sospira, infine estrae una sigaretta dal pacchetto e se la infila tra i denti. La bacia, la inumidisce, il filtro si restringe spellandosi in più punti, dopodiché, con uno schiocco di dita, fa tinnire il coperchio metallico dello Zippo. Fuoco, la punta s’ingrossa e arde come il braciere di un maniscalco. Un paio di aspirate prolungate e si è già estinta. Esala l’ultimo filo di fumo, schiacciata brutalmente nel posacenere saturo di altri cadaveri consanguinei.

– Signorina questa storia non mi piace per niente. Agente Laura inserisca il primo vhs.
– Ma signore non aveva detto che non è saggio interferire ulteriormente con gli stati di shock pregressi della vit…
– Chiuditi quel cesso e fai come di dico.

Tony Laura introduce la cassetta nella bocca del videoregistratore.

PLAY sp 00:00:42

La location è cambiata, ci troviamo all’interno di un un mattatoio. Le pareti sono chiare, forse piastrellate in ceramica, riflettono pigramente una luce bluastra che si origina alle nostre spalle. Schiere di maiali squartati – dallo scroto fino al grugno – scendono dall’alto, offrendoci l’orrore dei loro ventri svuotati. È un transito interconnesso di tonalità granguignoleschi: il rosa della cotenna rimbalza sul lardo cereo del tronco dilaniato, che a sua volta sfuma nel rosso carnale delle pareti interne, per impennarsi infine sul bianco intenso delle costate e delle vertebre. Il sangue gronda ancora, a goccia a goccia, dal grifo delle bestie macellate, formando rigagnoli scarlatti lungo il canale di scolo. È il carosello del terrore.
Al centro dell’inquadratura è posizionato un grande tavolo settorio d’acciaio, sul quale si dimena un bambino con mani e piedi legati. È incappucciato. Ad una seconda analisi visiva la conformazione delle sue dita ci suggerisce che potrebbe trattarsi di una persona affetta da nanismo.
Il tempo di metabolizzare la macabra visione e una donna imbavagliata, con indosso una bata de cola color porpora, viene trascinata di forza – da un energumeno – al centro della scena. L’uomo ha il volto coperto e veste un grembiule da macellaio antiscannamento. Colpisce con un fendete violentissimo la nuca della ballerina, che sviene e rovina a terra. Il losco figuro afferra una tronchese e le trancia di netto l’indice della mano destra. Brevi zampilli di sangue fuoriescono dal moncherino. Una donna grida a squarciagola. L’inquadratura ruota e si arresta sul primo piano dei suoi occhi. È lei, la stessa ragazza che in questo momento si trova nell’ufficio di Asserramanico.

Nel prossimo VHS...

  • Asserramanico vomita anche gli occhi. (12%)
    12
  • Tony Laura come Gil Grissom. (32%)
    32
  • La tortura ha l'oro in bocca. (56%)
    56
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I conti non tornanoLa ballerina è a terra, svenuta, la sua falange continua a innaffiare il pavimento lercio, che come una tela idrofoba respinge l’assorbimento del sangue, estendendolo in semicerchi di impalpabili ondate. Il carnefice (incappucciato) l’afferra per i piedi e la trascina verso la parete che si staglia al di là del nano immobilizzato. Il moncherino traccia un asse rosso–naif che s’imprime nell’orbita dell’inquadratura. L’uomo la solleva tenendola per le caviglie, dopodiché le infilza un gancio tra il malleolo e il tendine d’Achille – esegue la medesima operazione per l’arto speculare – poi l’appende a mezz’aria come quei maiali che fanno da sfondo all’amatoriale splatter.
L’occhio dell’obbiettivo si estende lentamente in avanti nella bramosa ricerca di dettagli inediti. Le palpebre della donna si separano l’una dall’altra, scollandosi dal liquido lacrimale; è consapevole che la vittima fortunata è colei che perisce al primo colpo: grida. Quel suono straziato si rovescia e si espande dalle sue labbra spalancate, attraversando in un fremito la traiettoria della messa a fuoco. Sta assistendo alla vivisezione del suo cadavere – ancora vivo – trasmessa in anteprima nello specchio alle nostre spalle.
El matador le strappa il vestito di dosso, poi le affonda una baionetta nello stomaco. I riflessi nervosi la fanno flettere bruscamente ad angolo retto; il sangue scivola sul suo busto capovolto: fermenta sul suo naso, gorgoglia nella sua bocca. La scena si arricchisce della partecipazione cammeo di una fiamma ossidrica che inizia a sfrigolare sui suoi capezzoli rosa, subito dopo ambrati: degenerano in orride circonferenze incenerite. La donna, incapace di trattenere l’estremo e costante flusso di dolore, sviene nuovamente.
La Bestia si avvicina al piccolo uomo che si dimena sul tavolo settorio. Gli sbottona la patta e gli sfila via pantaloni e mutande. Afferra delle forbici da giardiniere (modello Texas Scissor Massacre) e lo evira con rallentato sadismo, trastullandosi nel delirio di ciak ciak assordanti che separano morbosamente pene e testicoli dall’inerme corpicino. Il sangue sgorga a fiumi dall’angelico pube non ancora privo di scosse vitali. L’uccellino dilaniato – riverso nel palmo del carnefice – spicca il volo verso di noi.
La donna nascosta sull’angolo destro della videocamera (che non ha mai smesso di gridare da quando il sipario si è spalancato sull’oscena rappresentazione) riceve con violenza, nel precipizio del suo orifizio orale, quel fallo flaccido e martoriato. Tossisce ripetutamente, rutta, poi vomita anche gli occhi. I riflessi di una mannaia insanguinata s’immortalano sull’ultimo frame. iNFINE lo schermo esplode in un turbinio di sferette psico–magnetiche. Il frastuono inossidabile degli altoparlanti fa sbroccare pesantemente l’ispettore Asserramanico.

– Ma che cazzo è questo? Che cazzo è questo?

Rimarca con estrema ed esasperante rabbia la parola “cazzo”, trafiggendo con uno sguardo alla Bela Lugosi la ragazza terrorizzata seduta alla sua scrivania.

– Agente Laura inserisca gli altri nastri.

PLAY.

Il terzo VHS dura 33 secondi, ci mostra parti di cadaveri sezionati, posizionati con maniacale ordine sul tavolo settorio. Dall’effetto vertigo riusciamo a estrapolare – con non poca difficoltà – 6 mani, 5 braccia, 4 gambe e 3 busti sanguinolenti.

PLAY.

Il quarto VHS, della durata di 19 secondi, è una carrellata dall’alto sulle 3 teste mancanti all’appello. Sono poggiate all’interno di una vasca da massaia. I conti non tornano. Dove sono gli altri resti umani?
L’orrore sembra non avere mai fine.

– Agente Laura, abbiamo bisogno di esperti in analisi videografiche. Chiami il reparto scientifico, si faccia passare…
– Ma signore, non vedo per quale motivo disturbare la scientifica, è un’operazione che posso effettuare personalmente senza…
– Forse non ti è chiaro un concetto fondamentale: non ti vogliono. Chiama e fatti passare Mocher.
– Da quanto ne so Mocher sta andando in pensione.
– Allora l’agente Locullo.

E mo?

  • Locullo, Laura e Asserramanico... daranno il via a una delle collaborazioni più epocali nella storia delle investigazioni a reparti incrociati. (34%)
    34
  • Tony Laura in preda ad un raptus di gelosia manda tutto a puttane (brucia i nastri). (26%)
    26
  • Locullo convince Mocher a rimandare il pensionamento, e insieme a Tony Laura e Asserramanico creeranno una squadra anti-mostro. (40%)
    40
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Messa a fuocoL’uomo attraversa la porta a vento della centrale di polizia (scientifica) come un’entità impalpabile, si sofferma sulla soglia, solleva lo sguardo al cielo: l’imbrunire ha iniziato a inghiottire gli ultimi resti di luce, il tempo di una Salutatio Angelica e l’oscurità divorerà per l’ennesima volta le sicurezze del genere umano. Scende lentamente i gradini, si arresta di nuovo: pungenti refoli gli graffiano il viso ispido. S’illude di poterli stemperare con un paio di sorsi di Mescal, ingollati dalla fiaschetta in acciaio inox estratta dalla tasca interna dello Schott di pelle suina. Si alza il bavero del giubbotto, poi s’incammina.
La notte è molto meticolosa nel ricordare al suo stato d’animo che il giorno si rende meno complice dell’orrore: non lo lavi via tanto facilmente sotto i raggi del sole. Nella sua mente le immagini si susseguono velocemente: diapositive di morte in randomica successione. Ma fra tutte, una lo perseguita incessantemente, straziandogli le pareti interne dello stomaco: l’omicidio del “video tape”, così venne catalogato il caso. Una ragazza di appena 16 anni fatta a pezzi con una mannaia sotto l’occhio indiscreto di una videocamera. Questo accadeva all’incirca un anno fa, nel frattempo, l’unica cosa che le indagini avevano prodotto erano state le dimissioni di un suo stretto collaboratore.

L’uomo divenne famoso (non all’opinione pubblica) ai tempi dello scandalo “Montparnasse Klub”. Il suo intuito investigativo e le tecniche d’infiltrazione da lui escogitate – retaggio di trascorsi militari – permisero di sgominare una capillare rete di narcotraffico celata dietro il paravento della prostituzione legalizzata. Nella consorteria erano implicate personalità di spicco dell’alta società: politici, giudici, avvocati e persino attori. Lui, però, mantenne l’anonimato, altrimenti gli avrebbero fatto la festa. D’altronde chi si ostina a tendere la mano al diavolo è consapevole che prima o poi la stretta arriverà, e sarà eterna.

Le vibrazioni si espandono in cerchi concentrici dalla bocca del suo sterno, facendogli sibilare i peli sul petto. Non sono i prodromi di un infarto, no, è il suo cellulare, che porta sempre appeso al collo, assieme al suo distintivo. Sul display il chiamante risulta anonimo.

– Pronto.

– Sì, sono l’agente Locullo.

– Laura chi?

– Capisco. Dovrei guardarli.

– Non posso fare ipotesi azzardate, tuttavia non mi sento di escludere probabili collegamenti.

– Passerò domani in centrale.

– Di nulla.

– Mi saluti Otello e riferisca che i White Sox hanno rubato il campionato anche quest’anno.

Un solco orizzontale divide in due il viso dell’uomo, la metà inferiore si inarca lentamente verso l’alto, ingrassandogli spaventosamente le guance che si deformano in un inquietante sorriso. Locullo stringe il cellulare così forte che il vetro del display emette uno flebile crack. Lo osserva con occhi luciferini. Digita velocemente un numero.

– Bob, sfilati le pantofole e alza il culo da quel divano. Si ritorna in scena.

– Senti non ho voglia di stare a sentire le tue…

– Ma che me ne frega di quel pollo fritto di merda. Il colesterolo ti ha fottuto il cervello.

– No, sei tu che ti ostini a non capire. Il modus operandi è molto simile…

– Senti coglione, questa non è la Mosca di Gasparov, quei tempi sono finiti, che poi mi sorprendo come abbia fatto a lavorare con una mezza sega come te. Ora ti sfili quei bigodini e rifondiamo la squadra.

Bla, bla, bla, tra dieci minuti sono da te… e non farti trovare a guardare il David Letterman, depravato russo del cazzo.

* * *

Asserramanico si accende l’ennesima sigaretta, poi accartoccia e getta il secondo pacchetto nella pattumiera. Il suo sguardo grifagno è incollato sul viso della ragazza.

– Signorina, sarebbe così cortese da spiegarmi come fa a trovarsi qui senza una graffio addosso…

Le sue corde vocali esplodono come subwoofer a un rave party.

– …SE LEI È LA STESSA DONNA CHE SI VEDE NEI VIDEO?

– SBATTETELA IN CUSTODIA CAUTELARE!

Uno, due, tre...

  • sette, otto il distintivo tieni stretto... (4%)
    4
  • quattro, cinque e sei al sicuro non sei, (83%)
    83
  • ...Tony viene per te, (13%)
    13
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Ti prego, non morire…Al secondo piano il corridoio è avvolto nel silenzio. L’illuminazione è svogliata, apatica, giallognola, incapace di offrire agli occhi quell’opportunità di messa a fuoco, di esaltazione del dettaglio. Una lampadina tossisce, arranca, non riesce e tenersi in piedi: cade e poi si rialza, cade e poi si rialza, la sua vita sta giungendo al termine. Il suo precario stato di salute, però, rende dinamiche le superfici delle pareti, i giochi d’ombra si divertono ad alternarsi, concedendoci uno spettacolo illusionistico: la maniglia si vede, poi sparisce, la maniglia si vede, poi sparisce, la maniglia ruota su sé stessa, lentamente, poi sparisce, la maniglia ora non c’è più. La porta è aperta. Cigola, si posa leggera sul battente. L’urto è ovattato, un suono timido si alza a malapena a mezz’aria, subito dopo ridiscende a terra, striscia per un paio di metri. Una folata di vento. Silenzio di tomba.
Dall’oscurità una sagoma si manifesta, avanza con portamento pencolante, ma metodico, il suo respiro è graffiato, macabro, si condensa all’interno di una faccia artificiale. Dalla sua gola risale una vocina querula, spezzata. È una cantilena, fa così:

assomigli a tutti noi, sei furbo e birichin
e perciò noi gridiam, viva…
solo tu, puoi capir, i mille mille sogni di un bambin
noi gridiamo in coro, evviva, evviva, urrà sì sì…
che fa sempre divertire i grandi ed i piccin
su venite a far baldoria insieme a…
anche noi, come voi, canterem così
come noi bambini, tu sei tanto piccolin.

la minacciosa presenza trascina il suo ultimo passo davanti il portone numero 37/K. Un grimaldello scivola nella serratura: due rotazioni, decise: una a destra, l’altra a sinistra. Clack. Apriti sesamo.

L’uomo è seduto sul divano in pantofole e vestaglia da notte. Gambe ben stese, piedi poggiati sul tavolino davanti a sé, a sfiorare pericolosamente una bottiglia di Coca Cola formato famiglia. Le sue mani, come un’escavatrice, raccolgono pop corn da una ciotola di plastica e meccanicamente li depositano nella sua bocca. Biascica rumorosamente, i residui cadono nel vuoto, si radunano nelle pieghe del suo rozzo abbigliamento. Sulla sua faccia s’intervallano toni e sottotoni di luce bluastra. I diffusori audio sono regolati su livelli accettabili. Al David Letterman Show come ospite c’è Danny Trejo, ma non sembra suscitare molto interesse nell’incauto spettatore, anzi, appare quasi contrariato, per non dire disgustato. Il polsino della vestaglia, alla stregua di un tovagliolo, strofina via lo strato oleoso che circonda le sue labbra.
L’uomo tracanna un bicchiere di Coca, subito dopo ingoia un sorso d’aria. Rutta, ma decisamente con stile. Con uno scatto atletico solleva gli arti inferiori, li ripiega, poi si china in avanti. Poggia sul tavolino la ciotola vuota e il bicchiere, riprende posizione, la sua schiena torna ad aderire perfettamente allo schienale, ma, adesso, alle sue spalle c’è qualcuno. Qualcuno vestito di nero, che indossa una maschera di Topolino.
La terrificante figura si avvicina cauta, senza fare rumore. È a un palmo di distanza dal divano, allunga lentamente un braccio in avanti, afferra deciso l’uomo per i capelli, gli piega con forza la testa all’indietro – a novanta gradi – quasi a spezzargli il collo. Il pomo d’Adamo della vittima si pronuncia dolorosamente, si rialza come una collina, come il Golgota. Un rasoio si solleva in aria, la sua lama balugina nel vuoto, compie una virata ad arco, scende verso il basso, atterra sulla laringe, affonda con crudeltà, spacca in due la cartilagine. Un sorriso rutilate si allarga da un condilo mandibolare all’altro. Il sangue schizza a pressione, sullo schermo, sul divano, sulla vestaglia, dappertutto. Rauchi affanni fuoriescono direttamente dalla trachea, il corpo dello sventurato rovina faccia a terra. Sussulta a intervalli regolari, come se un defibrillatore gli azzannasse i lombi sacrali. Il sangue si allarga velocemente a ventaglio, riflette l’ultima immagine dell’assassino. Topolino.

Ok, si era parlato di Squadra Antimostro, quindi regolatevi voi. Chi è l'uomo che è appena stato sgozzato?

  • Un ospite di Mocher che stava guardando beatamente la TV, mentre Mocher era uscito per comprare altri PopCorn e una Budwiser Light, perché a lui la Coca Cola fa schifo. (56%)
    56
  • La controfigura di Mocher (15%)
    15
  • Mocher (30%)
    30
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I tuoi occhi sono pieni di…Mill’e uno, mill’e due, mill’e tre, respira.
Gli occhi di Locullo sono pieni di sangue.
Mill’e uno, mill’e due, mill’e tre, respira.
Le labbra di Locullo sono piene di sangue.
Mill’e uno, mill’e due, mill’e tre, respira.
Il corpo di Locullo è pieno di sangue.
Mill’e uno, mill’e due, mill’e tre, respira.
La mente di Locullo è piena di sangue. Di quel sangue zuccherino che lui prende in gola al tale, di quel sangue che a pensarci gli vien voglia di vomitare (omaggio a Rino Gaetano).

Locullo inspira, trattiene e insuffla lentamente. Inspira, trattiene e insuffla lentamente: nella bocca dello sventurato collega. In quel canale cavernoso inondato di morte a scorrimento lento, che ha occluso ogni transito respiratorio.
Locullo si dispera, è avvilito: geme, piange. I suoi polmoni sono correnti ascensionali che si spalancano a Kalaalit Nunaat, per richiudersi sulla terra del fuoco. Ma è tutto inutile. Non ce la fa. Senza il kit BLS non può oltrepassare l’inutile gesto della disperazione.
Altro massaggio cardiaco, ancora auscultazioni artigianali, ma il serbatoio mentale che conteneva le nozioni di primo soccorso è ormai vuoto, arido, abbandonato dagli ultimi discendenti di un sapere che è morto a pochi passi dalla voce tetraplegica di David Letterman (un anchorman dal…).
Locullo applica una pressione decisa sullo squarcio alla gola della vittima; invano. Il sangue zampilla e si espande. Nel suo riflesso si riconoscono i tratti somatici di un’espressione che nessuno vorrebbe mai ritrovarsi davanti, quella della speranza che guardandosi allo specchio distoglie lo sguardo. Sconfitta.
Il viso di Mocher è ricoperto da un sudario rosso; è irriconoscibile. L’amico lo solleva afferrandolo per le spalle, la testa ricade all’indietro senza vita. Con una mano sulla nuca Locullo la rialza delicatamente, portandosela al petto. È una rappresentazione biblica, il punto di massima declinazione del calvario, è l’apogeo del dolore.
Le lacrime tratteggiano corsie chiare sul viso vermiglio del nostro agente di polizia scientifica.

– Amico mio, chi ti ha fatto questo la pagherà cara. Ti vendicherò. Spero che l’anima non ti abbia ancora abbandonato del tutto, spero che possa sentire le parole che sto per dirti. Tu sei l’unica persona con la quale ho sempre avuto un rapporto di stima e rispetto reciproco. Mi addolora non averti mai espresso i miei veri sentimenti, di non averti mai detto quanto io ti a…

Un rumore improvviso di passi spezza la litania di Locullo e fa inarcare i suoi muscoli trapezoidali. Con uno scatto ferino impugna l’arma (una 44 magnum) e la estrae dalla fondina, poi si volta fulmineo verso la misteriosa presenza che sopraggiunge alle sue spalle.

– Metti quelle cazzo di mano in alto brutto pezzo di merda, altrimenti il tuo cervello andrà a fare compagnia ai residui di popcorn in quella ciotola.
– Locullo ma ti ha dato di volta il cervello? Che cazzo ci fai qui? E perché sei tutto ricoperto di sangue?
– Mocher… brutto figlio di puttana, tu sei… ma allora chi cazzo è…?

Locullo arpiona lo sguardo di Mocher e lo trascina lentamente verso il basso, per poi abbandonarlo sul declivio facciale del cadavere steso a terra. Gli occhi di Mocher si spalancano come fauci di squali. Le sue corde vocali esplodono come tromboni alla prima di “Also sprach Zarathustra”.

– NOOOOOOOOOOOO!

Mocher si getta disperato sul cadavere: lo abbraccia, lo avvolge, lo bacia, s’impiastriccia di liquido ematico. Poi scaraventa un’occhiata carica d’odio all’indirizzo del suo “amico”.

– Perché hai fatto una cosa simile?

Locullo lo guarda incredulo.

– Io non ho fatto un cazzo amico, credevo fossi tu, ho cercato di…

Nemmeno il tempo di terminare la frase che Mocher gli sferra un diretto alla mascella. Si azzuffano come cani rabbiosi, rotolano come tumbleweed. È la fine di un amore (omaggio a Don Backy)

Nel frattempo alla centrale di polizia...

  • La ragazza è fuggita. (26%)
    26
  • Tony Laura sta per compiere un gesto estremo. (19%)
    19
  • Otello Asserramancio ha scoperto qualcosa d'importante sulla vera identità della ragazza. (55%)
    55
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Ai sensi degli art. 527 c.p. e 726 c.p. viene disposta la chiusura coatta della presente trasmissione per i seguenti reati ascritti:

  • Delitti contro la moralità pubblica e il buon costume.
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449 Commenti

  1. Jay, accetto la fine di questo pazzo racconto nel modo più pazzo che ci sia. Però non mi diventare un novello Jack Torrence mi raccomando!!!
    Ho aperto la posta e ho visto tre tuoi nuovi capitoli, tre insieme mi hai anche battuto, io di Farmtown ne misi due insieme (però veri) 🙂
    La cosa che mi sconcerta di più è che qualcuno ha anche votato il capitolo otto!! 😉

    Diciamo che all’inizio era un racconto molto originale, poi è passato al racconto dove ti divertivi tu in primis (ma anche noi), ed ha trovato una cieca conclusione. Cerco di leggere tra le righe. Tony Laura è impazzito ed ha ucciso tutti.

  2. Beh, Jay, che dire, mi dispiace davvero di questa tua “dipartita”…
    Apprezzo la tua correttezza nel voler liberare il posto in classifica ma onestamente mi aspettavo da parte tua quantomeno un po’ di considerazione nei confronti dei lettori e della storia. Avrei proprio voluto leggerlo un vero finale…
    Sarà che prendo troppo seriamente i finali…
    Buona vita anche a te!

  3. Ragazzi, ho smesso di giocare e non ritenevo corretto da parte mia mantenere occupata una posizione in classifica.
    Dai commenti mi rendo conto che il buon Mocher aveva ragione: state prendendo il gioco troppo seriamente. Rilassatevi, divertitevi, fate l’amore e voletevi bene… incondizionatamente.
    Mi sono divertito, finché è durato, e di questo vi ringrazio.
    Buona vita a tutti.

  4. ………………….NO COMMENT…………………………………..
    Senza offesa ma un minimo di rispetto per i lettori ci vuole sempre. Molti ridono, sarò io che non riesco a cogliere l’ironia in tutto questo.

  5. ok ok, adesso basta latitante che non sei altro!!
    dove sei finito? io voglio leggere ancora le tue storie, anche se sono incasinata di brutto! non posso credere tu ti sia davvero stancato di scrivere sul sito, dai jay dimmi che stavi scherzando! 🙁

    • No, non sul sito, mi sono proprio stancato di scrivere in generale.
      Grazie cara, sei davvero carinissima 🙂

      Ps: vedrò cosa posso fare… ma senza impegno 😀

        • Eh, questo è stato uno dei primi errori dell’essere umano, crearsi dei miti. Non averne contempla il concreto rischio di non rimanere mai delusi.
          E pensare che io ti pedinavo proprio per imparare a scrivere bene quanto te… ma non ci sono riuscito 🙂

          • tu che aspiravi ad imparare da me? mi sa che ti sei confuso!
            non sono delusa, solo amareggiata, io amo le tue storie
            però come cavia sì, mi hai deluso, aspettavo una tua critica spietata, sono rimasta appesa al filo :/

    • Carissimo fratello, sono stato costretto ad allontanarmi per motivi di causa inferiore, poi, sulla strada del ritorno, un po’ com’è accaduto a Saulo di Tarso, ho avuto un’illuminazione sconcertante: il giochino qui non mi provoca più alcuna forma di piacere; forse la scrittura stessa si è infettata della stessa sindrome.
      Per il momento sospendo (ho bisogno di solitudine per ritrovarmi), ma non credo che porterò a termine la storia. È andata così… continuerò a seguirti, di nascosto.
      Colgo l’occasione per augurare Buoni Saturnali e Sol Invictus a te e famiglia.
      Un abbraccio.

      • Barèn, mon ami, mi chiedo cosa sia successo in queste settimane in cui ti sei reso irreperibile a tutto, persino alle grinfie della zia. Ché poco male che TheIncipit non ti diverta più: di giocare a un certo punto ci si stufa. Ma che addirittura la scrittura ti venga in uggia, ciò mi inquieta, considerando quanto sia importante per te: come quei tennisti che, ancòra giovani e forti, abbandonano i campi sentendo nausea al solo schioccare del rimbalzo della pallina.
        (Confido che presto sentirai di nuovo la voglia di deliziarci con le inimitabili tue volées cariche di effetto).

    • Wè Rapò, non fa niente, ogni tanto fatti un giro e rivota, è divertente 🙂
      Scusa per il ritardo nella risposta ma sarò in regime di connessione precaria/inesistente fino a data da destinarsi.
      Un saluto affettuoso anche a te. Alla prossima 🙂

    • Uh wow, grazie fra 🙂
      Però come ho già fatto presente qualche commento addietro, non c’è da preoccuparsi, è solo sangue scenico, il cadavere adesso sta bene, è tornato a ollivudd la settimana scorsa, e anche locullo sta bene, l’ho sentito ieri, in questo momento si trova a sarajevo 😀 (quando me ne esco con queste ca22ate mi faccio pena da solo :shock:).

  6. Ho letto al contrario. Dal sette al secondo. Manga mode (che, peraltro, non leggo).
    Il primo l’avevo letto. Ben scritto, ma come da avviso, disturbing; e secondo i diritti inviolabili del lettore, ho scelto di non seguire. Poi capito sul sette, in zompi iperlincati tra i commenti. Leggo su una virata imprevista. Torno indietro (un po’ confuso). Uno. Due. Tre. Fante, cavallo e re. Ti seguo.

    • Il tuo commento è un enjambement colloquiale, come la tua tecnica di lettura, estrosa. Mi piace; apprezzo chi sa fare della parola (e della lettura) un gioco di prestigio.
      Grazie Folco, è un piacere riceverti in questa umile magione. Vedo che anche tu fai parte della corte dei miracoli di AL. Felicitazioni.
      Al calar della notte passerò da te (non vuole essere una minaccia, è solo una dimensione temporale nella quale riesco a manovrare meglio il tempo dedicato alla lettura).

  7. Ci ho messo un po’ a commentare questo episodio, che ho letto appena lo hai pubblicato, per due motivi:
    1) Appena inizio mi metto a ridere come una cretina.
    2) L’immagine mentale del Locullo romantico in procinto di dichiararsi al Mocher insanguinato mi perseguita per le ore successive, e visto che ho una fantasia notevole e malata, ne vedo diverse versioni, tutte esilaranti e conturbanti.

    Va beh, JB, come Setta ci hai proprio svenduto la dignità.
    Ma tu sei fuori come una veranda e la dimostrazione letteraria di ciò è fantastica.
    Ah, e riesci a essere iper-lessicale anche quando dai di matto. Apprezzabile.

    • Finalmente una persona intelligente che mi vota il Laura 😀
      Grazie grandissimo, è sempre un piacere 😉

    • Grazie Tonyyy (ti chiami come me, e come l’agente Laura :D), appena posso passo anche da te 😀

  8. Troppo divertente ! 😉 non solo gli espisodi, ma anche i commenti !!!…vediamo qual è la vera identità della ragazza, dai !
    ps. è solo da una settimana che seguo qualcuno di voi…ma condivido: matto è un gran bel complimento! Continua così !

    • Grazie cara (cara?), se anche tu hai un po’ di gene pazzo nel cuore, qui sei nel posto giusto, è il sabba della follia XDDD
      Appena posso sono da te.

    • Ma infatti non capisco per quale motivo l’agente Laura (personaggio carico di fascino) sia stato bistrattato sin dall’inizio. È una congiura 😀

  9. Noooooooooo il gesto estremo di Tony Laura non lo vuole nessuno!!! Già da tempo volevo che bruciasse le prove in faccia al commissario…

    Storia che ha preso dei binari diversi dalla partenza, ma è il bello di the incipit 🙂 ma tornando ai video, nel prossimo capitolo penso che qualcosa salterà fuori!

    • Infatti brat, come già risposto a patto di sangue, il caro Laura non ha riscosso il successo che mi sarei aspettato. Peccato.
      Questo, a differenza di MK, lo sto mandando alla deriva, e sinceramente mi sto divertendo molto di più (non so voi, ma io sì :D).

      • Come Grisha, il mio enigmista di gelidi enigmi, non ho mai avuto la gioia di poterlo usare (lo offrivo ogni capitolo, anche se poi quando l’ho messo nelle opzioni morto me lo hanno subito votato, sacrifica Tony Laura allora, vedrai te lo votano) ahahah

        Questo aveva avuto un inizio serio, poi è uscito “leggermente” dai binari, ma immagino che ti diverta davvero tanto scriverlo ehehehe
        MK però è MK 😉

    • Grazie Julie, è il più bel complimenti che tu potessi farmi 😀
      Ps: avevi detto che non vedevi l’ora di leggermi coi fuseaux indosso e con il belletto, be’ c’è qualcosa in giro già da tempo, ma la tua opinione tarda ad arrivare.

      • *complimento
        Uffff, prometto che prenderò l’abitudine di rileggere prima di postare, non dopo.

  10. Bella la “quasi” dichiarazione 😀
    Vedi che ti fa bene scrivere anche il rosa?!! 😀 😀 😀
    Secondo me il nostro “Asserramancio” scopre varie cosette sulla ragazza…mi sa che la ragazza in questione la sa lunga 😀

  11. Ho scelto la terza opzione perché mi piace questa cosa di spiegare il perché di una scelta. 🙂 Solo che mi sembra troppo truzzo, l’ospite di Mocher. Mah, chi vivrà vedrà (e mai detto è stato più vero!) 😀

    • Uhmmm, uno scenario molto affascinante. Grazie per l’interessante suggerimento. Che donna 🙂

      • Gran bell’idea. “Coca Mocher… la bevanda dal sapore critico che fa per te”.
        Magari in calce mettiamo l’avvertenza: bevila con moderazione, potrebbe indurti a credere di essere Mughini 😀
        Felicissimo di aver cauterizzato le escoriazioni precedenti, grazie 🙂

    • Grazie Ghigo.
      Come specificato poco più in basso, la controfigura mi serve per le scene d’azione, Mocher non mi sembra un tipo alla Steve Mcqueen 🙂

    • Oilà, grazie di cuore carissima, dopo la stroncatura sull’erotico questo lo prendo come un triplo complimento on the rocks! 😉

      • Hehe on the rocks! Pero devo chiarire che il tuo racconto per il suo genere e scritto molto ma molto molto bene! e sei bravissimo! solo che a me non piace leggere un genere cosi hard… mi piacciono le cose romantiche e piu tenere seppure hard perche io con il hard non riesco non mi piace leggerlo .Sono sicura che piacera’ molto a tantissimi a cui piace quel genere. 🙂 saro’ ancora una bambina io… 🙂

    • Abbiamo più o meno la stessa visione del soggetto in questione. La controfigura spero che non esca perché mi serve per le scene d’azione 🙂

  12. io ho votato per Mocher mi sembra insolito che un suo ospite stia così comodamente sul divano a mangiare con così poco stile pop corn

    per il resto che dire jay? i tuoi capitoli sono sempre formidabili, mostruosamente horror, ma formidabili !
    mi sono innamorata della descrizione che hai fatto della lampadina
    complimenti, davvero +.+

    • Grazie carissima, mi diverto a giocare con i sentimenti delle cose, sempre meglio che con quelli delle persone. Una volta ho procurato un’emesi cronica a una Volkswagen d’epoca, è stato divertente 🙂

    • Potrei tenerla in considerazione qualora si verificasse il nefasto evento 🙂
      Grazie Julie.

  13. Dubito fortemente che Mocher usi pantofole e vestaglia, era più plausibile a piedi nudi, in jeans e tee-shirt. Escluderei anche i pop corn e ogni tipo di bevanda gassata (che a lui fanno schifo, in particolare ogni tipo di Cola), viceversa concordo pienamente sulla Bud Light (magari con delle arachidi) che gli ricorda i mesi vissuti a Chicago (quando era in missione) e sul programma tv, visto che ha vissuto (per un breve periodo) anche a Manhattan, a pochi isolati dal teatro dove ogni sera si tiene il David Letterman Show. Quindi, per coerenza, opto per l’ospite. Direi, peraltro, che dovrebbe essere un ospite a lui poco gradito, che ha dovuto accettare suo malgrado, visto che non è proprio il tipo di persona che amerebbe frequentare.
    A parte il fatto che sono stupito per certe intuizioni, l’episodio mi è piaciuto. Certo il verboso Bracciale, all’inizio, si compiace un po’ troppo della sua prosa ridondante per poi, come al solito, cambiare registro e fare intravedere la sua natura da bambinone giocoso dietro la maschera del trucido. Discontinuo come al solito ma questo è il suo tratto e ci piace così.
    Ho detto troppo. Ritorno nel mio silenzio (e scendo a comprare la birra).

    • Mocher il verboso ha battuto la quinta strada per un breve lasso di tempo e anche lui ha fatto il pieno di Bud light e Jack Daniel’s.
      Il mio amore per te trascende ogni concetto metafisico, considera le intuizione come sedimenti di una lontana e incompiuta luccicanza… oppure, semplicemente, una sorta di imprinting della mappa del territorio.
      Estasiato dalle tue parole.

  14. Bellissimo episodio JB.
    Sono affascinata, un po’ ipnotizzata, dalla similitudine del pomo d’Adamo col Golgota, in un uomo sul punto d’essere sgozzato.
    In questo caso, icastico e immaginifico coincidono.

    Se posso trovare un difetto, c’è uno stacco fra la prima parte e la seconda. Stilistico e di ritmo. La seconda ti piaceva più della prima. Ma ti do atto che l’effetto “legato” lo hai inserito con la cantilena.

    Ma, non posso che concordare con Locullo, se ha ruttato con stile, deve essere il Mocher. Il quale, tra l’altro, non ce lo vedo a lasciare amici in pantofole in casa sua a guardarsi il Letterman Show.

    • Accidenti, Angela… Mentre scrivevo il mio commento-fiume tu hai scritto praticamente gli stessi concetti. Comincio a credere ai poteri della setta, anche se locullo stavolta non era in sintonia. Però concordo con lui: alla fine i lettori faranno fuori Mocher (in tanti non vedono l’ora).

      • Perchè non ci credevi ai poteri della setta? 😛
        Locullo latita, per di più dopo averci illusi con offerte di brindisi mai realizzate 🙂

        Ma…Mocher, sul serio lasceresti un ospite (sgradito) in pantofole a casa tua (col cattivo gusto di riempirtela di sangue per di più)?

    • Carissima, ormai dovresti esserti abituata agli stacchi improvvisi che caratterizzano questo racconto (tralasciando ovviamente alcuni miei difettucci di fabbrica che conosci benissimo). Detto questo, che meravigliosa curatrice editoriale saresti, specialmente nella funzione di normazione editoriale. È sempre un onore/piacere.

  15. Mocher…
    Io sono molto più pratica e per farlo fuori subito gli avrei spezzato l’osso ioide, ma ammetto che sarebbe stata una morte davvero poco interessante 😉

    PS: ho sempre pensato che Topolino fosse inquietante, grazie per avermelo confermato 🙂

    • Ok, la variante “osso ioide” verrà introdotta nel prossimo episodio. Magari proprio ai danni di Mocher. Grazie per il suggerimento 🙂
      Lieto di aver convalidato le tue fobie… fa sempre piacere XD

  16. Ok prima di leggerlo ho fatto un bel respiro e poi via…l’ho buttato giù tutto in un sorso come la Budwiser di Mocher 😀
    Adesso però ho finito gli aggettivi…cosa ti posso dire?!! Semplicemente perfetto in tutto 😀
    Io ho fatto fuori il Mocher, anche se per un attimo sono stata tentata di votare per l’ospite 😀

    • Grazie carissima, sempre troppo gentile nelle tue considerazioni. Ma spero tanto che il Mocher non esca di scena, insomma c’è da formare una sorta di swat con Locullo, Laura e Asserramanico, ma veramente ci vogliamo perdere questo spettacolo? XD
      Ps: aspetto il manoscritto 😉

      • Jay non sono io che sono troppo gentile, sei tu che scrivi divinamente e con uno stile impeccabile 😀
        Il giorno che troverò dei “difetti” te lo farò presente, ma dubito seriamente che succederà 😀

        Ps: io il manoscritto l’ho inviato, dimmi solo se l’hai ricevuto, non vorrei aver fatto qualche casino durante l’invio 😀

  17. L’unica persona che conosca che rutta con stile (inarrivabile: come del resto le sonorità prodotte) è Mocher. Temo dunque sia lui a esser stato sgozzato: ovviamente lo temo non perché abbia a cuore la sua incolumità, ma perché lui sarebbe felicissimo di uscire di scena.
    (Capitolo scritto magistralmente).

    • Esimio, credo che il lettore non sia dello stesso parere. Staremo a vedere.
      Grazie per il “magistralmente” 🙂

    • Forse sarà il caso di coprirsi per bene, perché continuerà a fare freddo da queste parti 😉

    • Bisogna sperare, la speranza è l’ultima a morire, ma, essendo mortale, prima o poi morirà anche lei 🙂

    • Non ti preoccupare Martuccia… “era” tutto sotto controllo 😀
      Grazie per la visita.

  18. Hai ragione Stojil, ho sforato con i caratteri e sono stato costretto a espunzionare alla meno peggio. Avevo inserito dei segni grafici per creare le pause d’ascolto, ma sono stati i primi ad essere sacrificati. La prossima volta ci starò attento. Anche a rendere meno indigesta la narrazione.
    Commento utilissimo. Grazie caro 🙂

  19. Tony viene per te! Così, a caso..
    Le descrizioni sono molto dettagliate e belle, però forse appesantiscono un pelino, sai?
    Altra cosa, mi sono un po’ perso con i personaggi.. Il colloquio telefonico mi ha fatto confondere, solo a riletture successive ho capito che non era uno scambio di battute ma solo le risposte di Locullo.. a questo punto anche il secondo colloquio è così? Suppongo di sì!

    • Questo andava qui:
      Hai ragione Stojil, ho sforato con i caratteri e sono stato costretto a espunzionare alla meno peggio. Avevo inserito dei segni grafici per creare le pause d’ascolto, ma sono stati i primi ad essere sacrificati. La prossima volta ci starò attento. Anche a rendere meno indigesta la narrazione.
      Commento utilissimo. Grazie caro 🙂

      • Ciao flop, hai ragione, nel prossimo episodio cercherò di farmi capire. Promesso 🙂
        Grazie per il commento e per l’eloquenza 🙂

    • A te non ti sta bene mai niente 🙂
      Però è bella quell’opzione, grazie per il suggerimento, la inserirò nella puntata sul McDonald’s (orc… non volevo fare pubblicità occulta).

    • Potresti provare a chiedere a Mocher, lui con i complimenti se la cava benissimo e ne inventa sempre di nuovi XD
      Grazie Davide, è sempre un piacere 🙂

    • Insomma, mi volevo dare una calmata e invece dal prossimo episodio mi toccherà rinfilarmi i guanti in lattice e riprendere a tagliuzzare vittime innocenti. Volete lo splatter? E sia XDDD
      Grazie carissima.

    • In verità, come ha chiosato l’amico diegozucca, ho inserito quelle opzioni per venire incontro a Nininne_ XD
      Grazie cara.

  20. Stavolta se votano per l’opzione numero due ci beccano, ha il 100% 🙂

    quel al sicuro non ci sei aumenta le opportunità. Bel capitolo, e come dire che non ho provato una punta di orgoglio nel leggere che non siamo nella Mosca di Gasparov 🙂

    Grande J.

    ps. comprate il libro di Jay al sito che ha scritto sotto, perché merita davvero, io me lo sono già letto e me lo comprerò!

    • Grazie fratello carissimo, sei troppo gentile.
      Be’, una volta addentrati nel sottobosco del meta, tu di certo non potevi mancare. Un piccolissimo omaggio a una grandissimo racconto.
      Grazie ancora.

  21. Anche io mi astengo da ogni commento, per evidente conflitto di interessi. E anche perché se no mi si artiglia Mocher ai maroni, peraltro già occupati dai sedicenti zombies della Roggero, che non riesco a scrollarmi di dosso…

    (Però voglio dire che concordo con 77, qui sotto: le opzioni finali sono geniali e mettono i brividi).

    • Lol, gli artigli di Mocher suscitano sempre un certo di timore. Però maestro anche a te vorrei ricordare che la filastrocca finale è stata sottratta illegalmente al film Nightmare. Non vorrei ritrovarmi gli aguzzini della RIAA fuori la porta di casa, magari scopro che ci lavora anche Mocher XDDD

  22. Come sempre ogni singola parola che scrivi è concepita con la massima maestria ed attenzione 😀
    Solo tu sei in grado di rendere una cosa normale come il ronzio del cellulare, in qualcosa di quasi poetico 😀 😀 😀
    Allora quando gli occhi sono scesi di scatto sulle tre opzioni mi sono immaginata una bambina rannicchiata in qualche angolo buio a recitare le parole con una cantilena da brivido 😀 e quella che ho scelto è stata: “quattro cinque e sei al sicuro non sei…”
    Cavolo ho ancora seduta qui la bambina con occhi diabolici 😀 😀 😀

    • Grazie carissima, sei troppo gentilissima. Però sia chiaro, la cantilena l’ho rubata al film Nightmare 🙂

      • Prego grande scrittore 😀
        Anch’io voglio farti un pò di pubblicità per l’uscita del tuo libro, non userò frasi pompose ma dirò solo quello che mi ha trasmesso a pelle leggendolo ( ma questo lo sai già :D). Vale la pena di leggere il libro di Jay per un sacco di buoni motivi, ma quello più importante è che arriva a quella parte di te stesso che neanche pensavi di avere. Ed è uno di quei libri che ti entrano dentro insinuandosi tra il cuore e l’anima, e che ti fa venire voglia di leggerlo più volte ( io l’ho fatto :D).
        Io ti ho messo nella mia libreria, tra i miei scrittori preferiti 😀

        • No, no, no ragazza, non fare così, farai gonfiare il mio ego a dismisura e già sono un bel po’ in sovrappeso. Sinceramente non trovo le parole per esprimerti tutta la mia gratitudine, per me è un po’ troppo, io sono solo un pivellino e se mi parli così scateni due reazioni concatenate nel mio animo: prima la commozione, subito dopo il timore di non essere all’altezza di un tale elogio. Comunque grazie, grazie e ancora grazie di cuore, sono convinto che tu sia una splendida persona, e te lo dico non per i complimenti che mi fai, ma perché certe vibrazione arrivano.
          Grazie, ok già l’ho detto… ok grazie 😀

          • Allora lasciamolo gonfiare questo ego 😀 tu sei troppo modesto, quello che ti dico lo faccio con estrema sincerità e, non credo che tu sia proprio un pivellino. Tu incarni alla perfezione quello che manca a molti scrittori, hai l’originalità, lo stile e, quel qualcosa in più che fa la differenza 😀 😀 😀
            E mi raccomando, non farti mai venire il timore di non essere all’altezza 😀 (se ti dovessero venire dei dubbi o altro io sono qui :D)
            Adesso sei tu che mi commuovi con le tue parole grazie Jay 😀
            Hai ragione certe vibrazioni “arrivano” e, ti si stampano nel cuore 😀 😀 😀
            Ps: anche tu sei una persona splendida e, la donna che hai accanto è davvero fortunata 😀 😀 😀

  23. Dopo aver letto WJCTP, e averci pensato su parecchio, questo racconto mi sembra davvero solo un gioco. Un gioco ben giocato, con splendide scelte lessicali capaci di accordarsi al ritmo e un bel finalone pieno di suspence, questa volta persino anemico 🙂

    Sul meta però, hai lasciato scivolare troppo la mano, anche se ancora non ho identificato con esattezza cosa non mi quadra (a parte il mocher con i bigodini, che un’immagine perversa e irresistibile 😛 ).

    • Oddio, ti ho beccata, tu sei angelac, ma quale onore, quale onore, troppo onore. Beh, allora quando arriva questa critica più puntuale? L’aspetto con ansia.
      Il tuo frasario è sempre così forbito e tirato a lustro che mi metti quasi in soggezione. Cosa ci sarebbe che non ti convince? Il meta non lo riesco più a controllare ormai, sta andando a briglia sciolta. Forse se riesci a individuare l’anomalia, potrei riprendere le redini della situazione.
      Comunque grazie per la partecipazione.

    • Le ove? Strano, a me ricorda Freddy Krueger… eh eh eh sig. King 🙂
      Ps: tra l’altro mi risulta solo il tuo voto O_O

    • Io dico che questa ragazza di sedici anni dice cose davvero molto belle e gentili. Grazie di cuore carissima 🙂

    • Ho dovuto economizzare di brutto. Ogni volta il contatore caratteri del sito mi restituisce un valore maggiorato rispetto a quello di LibreOffice, non capisco chi dei due sia a prendermi per i fondelli.

    • Grazie di cuore Davide, ricambio con affetto i complimenti, nella trepidante attesa che anche il tuo romanzo veda la luce il prima possibile.

      Mi faccio un po’ di marketing spudorato.
      Volevo ricordare a tutti i consociati che da oggi, anzi da ieri, il vostro libro preferito è finalmente disponibile un po’ dappertutto (libreria, cinema, online, maria de filippi, etc.). Per leggerlo basta effettuare una donazione gratuita a scelta di soli 12.00 €.
      Qui gli estremi per il versamento della quota associativa. Proprio qui: http://goo.gl/ls5oSE

      Ad maiora!

    • Il tuo è un cruccio risolvibile votando le opzioni in maggioranza 😛
      Per il seguito non dovrebbe mancare molto.
      Ancora lui… ancora Tony…

    • Ciao carissima, grazie per i complimenti.
      I problemi di stomaco si ridurranno con l’avanzare della terapia (suppongo). La profilassi prevede miglioramenti già dalla prossima seduta 🙂
      Io invece mi sto appassionando all’Eros 😛

    • Quella era la mia opzione preferita, ma pare sia stata bistrattata.
      Grazie 🙂
      Ti seguo.

    • Squadra anti-mostro sta recuperando terreno.
      Grazie Stojil, il tuo voto è stato (quasi) fondamentale per ciò che sto cercando di ottenere XD
      Aspettiamo ancora un pochino e poi apriamo le danze.

  24. Oddio. Sta diventando un po’ troppo…sarà che dopo aver letto un thriller particolarmente spinto in questo senso, mi scatta subito il rifiuto. (sì, so di aver votato tortura, ma gli esseri umani sono contraddittori e io in particolare, per cui non mi prendere in considerazione). Lo stile è comunque favoloso, il che da una parte è peggio perché le scene le immagini ancora meglio.
    Per votare aspetto un po’ perché non sono sicura!

    • Carissima non ti preoccupare, anche a te dico che dal prossimo episodio assisteremo ad una transumanza del genere. Le note splatter si perderanno (anche se non del tutto) e ci trasferiremo sul giallo/thriller con eccipienti demenziali 🙂
      Grazie Nefelsuccia.

    • Dai Morgan, ti prometto che molto presto ci sarà meno sangue e più trama (spero) 🙂
      Grazie per essere passato.

      Ps: ho visto che hai iniziato un nuovo racconto. Bene. Ti seguo.

  25. Confesso che, a parte il lessico perfetto, per me è fin troppo vivido -__-
    ma la squadra anti-mostro è irresistibile 🙂

    Ti propongo una sfida: restituire quel po’ che emerge degli autori omaggiati dalle loro storie nei personaggi che hai creato. Secondo me è divertente e magari facciamo sgorgare un po’ meno sangue nel prossimo capitolo 😛

    • Grazie carissima. In verità ti dico che è un’interferenza che avevo già preso in considerazione, devo solo valutare fino a che punto arriva la mia prosopopea. Tuttavia ci sono dentro fino al collo, quindi vai con il meta.
      Farò il bravo, dal prossimo episodio cercherò di rendere tutto più anemico 😀

    • Grazie Davide.
      Dite la verità, Mocher vi ha pagati per far passare in testa l’altra opzione 😀

  26. Diobonino, Jay! Mi sono beccata il capitolo più splatter di tutta la tua produzione o sbaglio? Porco cane, che pugno nello stomaco! Mi è passata la fame! 😀 Però complimenti. Accipicchia, complimenti davvero!

    • Carissima Gloria, è veramente un piacere immenso riceverti anche qui. Credo che d’ora in avanti la componente splatter si sfumerà pian pianino (ma è una promessa che non posso fare, mi dispiace :D).
      Il tuo avatar mette di buon umore solo a guardarlo XD… ma sei tu? 🙂

  27. Io ho votato per la creazione della squadra anti-mostro…belle le descrizioni ricche di particolari, nonostante abbia passato anni a leggere manuali di criminologia ti posso garantire che alcuni passaggi mi hanno comunque turbata…credo sia un punto a favore del “realismo” della narrazione…io però il tuo racconto non ce lo vedo propriamente solo come horror, per me potrebbe essere un horror/pulp che in alcuni punti potrebbe sconfinare nel thriller psicologico se si venisse a creare un certo rapporto tra il commissario e il mostro…aspetto i prossimi episodi 😉

    • Grazie carissima, sia per i complimenti che per il voto. Allora, io direi che come horror è sicuramente contaminato da altri generi. Diciamo che c’è anche una buona dose di demenzialità. Sto miscelando man mano gli ingredienti e non sono nemmeno io quale sarà il sapore predominante. Vorrei comunque rimanere coerente il più possibile al genere. Vedremo.
      Ps: manuali di criminologia e ti sporchi le mani con il genere rosa? Non sono mai stato donna come in questo periodo XD
      Passo appena posso 😉

  28. Ma come? Avevo lasciato Tony Laura in pole position e l’agente Mocher a zero e ora? Questo sito è pieno di tipi dispettosi…
    Magari sperano che Mocher possa essere un’altra vittima degli aguzzini. Che poi è un’uscita di scena molto teatrale 😉

    • Per il momento, non si può mai sapere, ti consiglio di iniziare a lubrificare la tua Glock. Se spetterà a me condannare, te lo dico subito, entrerai a far parte del team, e saranno cazzi 😀

        • La tua affermazione è molto azzardata, ti consiglio di dare un’occhiata agli ultimi sviluppi. Ricorda una cosa, io ancora devo votare… e non solo io. Ti vedo messo male ragazzo 😀

            • Ahahahah è quello che sto facendo carissimo… è quello che sto facendo. La questione è che sono anche io un lettore di me stesso, e quindi ho diritto di voto. Per il santo padre, non rischierò di certo un’accusa di aggiotaggio 😀

  29. Non che mi si possa definire amante dell’horror, ma questo è scritto così bene ed è talmente ironico in certi passaggi (che vedo stanno aumentando… evvai), che ci vuole un’eccezione! Io direi di dare il via a una collaborazione epocale, e spero dai risvolti horror-comici.
    Cruentino questo episodio, eh? 😀

    • Grazie Aspasia 🙂
      Diciamo che l’opzione della collaborazione epocale è quasi speculare a quella anti-mostro. Quindi staremo a vedere quale delle due prenderà il sopravvento. Per il momento il chiodo del distintivo di Mocher inizia a perdere aderenza. Ma i ruscelli spazzeranno via ancora un po’ di foglie prima che si arrivi a conclusione certa 🙂

  30. … beh, volevo vedere fino a che punto sarebbe arrivata la tua crudeltà e sono stata accontentata! La prima parte è decisamente un horror da manuale, mi ha fatto pensare alla storia del “canaro” non so se la conosci (un fatto di cronaca romana di qualche anno fa, abbastanza raccapricciante) la seconda di tono completamente opposto, sul tragicomico, che però è servita a stemperare un pò la tensione. Bravo davvero, che altro dobbiamo aspettarci!
    Io ho votato per la collaborazione… l’unione fa la forza!

    • Wè, no, non conoscevo questo fatto di cronaca, grazie per la segnalazione, vado subito a documentarmi.
      E grazie anche per il voto… e per i complimenti 🙂

    • Ahahahah “Lo leggo solo perché non guardo” è un capolavoro sinestetico.
      Grazie carissima.
      Mi state sdoganando Mocher, poi chi se lo vuole sentire? XD

    • Ma è normale Michè, sai bene che dopo pranzo fa malissimo correre, fare l’amore (uhmmm), leggere, etc., etc., te la sei cercata 😀
      Grazie per essere passato.

  31. L’opzione più complessa è che vengano bruciati i nastri, voto per quella.
    Il primo paragrafo ha un incedere lento, mastodontico, a causa di scelte lessicali non del tutto riuscite e alla struttura delle frasi, poco scorrevoli.
    Poi si aggiusta tutto, come per magia, e la lettura torna piacevole come sempre.

    P.S. Noto la nuova moda di inserire i personaggi con nomi di utenti, siete una specie di setta? 🙂

    • Sì, siamo “La setta dei poeti (o peti?) stinti” 🙂
      Grazie per l’intervento e per l’argomentazione tecnica.
      Ti sto seguendo, appena posso ti raggiungo nei tuoi 6 episodi, ritengo quantomeno corretto un minimo di scambio critico, nei confronti di chi si prende il disturbo di leggere le mia cazzate.

        • Beh, naturale, perché spero che, prima o poi, suddetti elementi possano subentrare XD… però nel tuo caso perché adoro come scrivi 🙂

  32. Belle opzioni, ma come non resistere all’agente Laura che perde la testa e brucia tutto di fronte all’ispettore ahahaha
    grande opzione!!!!

    Belle le due citazioni ahah
    Scambisti? Quando maiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
    ce n’è più qui che sul lungo mare di Livorno!

    • Grazie brat 🙂
      Se quell’opzione passa lo schema si ribalta, si apriranno piste verso nuovi scenari… e sinceramente la cosa non mi dispiacerebbe 😛
      Interessante il lungomare di Livorno 😀

  33. Non ho parole. Il vero pugno nello stomaco dell’episodio è il divertissement finale. Non lo dico perché sono permaloso, anzi presuntuosamente interpreto la citazione come un segno di attenzione nei miei confronti e dell’altro giocatore debuttante. Mi sarebbe sembrata una forzatura anche se l’agente della scientifica si fosse chiamato Bricoleur. Passi un cameo ma costruirci su due opzioni ha senso?
    Ovviamente ho votato per Tony Laura che brucia i nastri.

    • Ihihihihih pazzesco XD
      Adesso cerca di convincermi seriamente che su tutto il globo terracqueo l’unico a chiamarsi Mocher sia tu. Forza, sorprendimi! 🙂
      Tutto ha senso se si da il giusto peso alla sensatezza.

      • Proprio così, caro jaybaren, sono l’unico sul globo terraqueo a chiamarmi Mocher, letto così com’è scritto e con l’accento sulla o. C’è qualche sparuto Mocher in Francia ma si legge alla francese (come i Rocher della Ferrero). Molto più diffuso, anche nei paesi anglosassoni, Mosher.
        Locullo, o il più diffuso Lo Cullo, è invece un cognome abbastanza comune.

        • Certo, Mocher, che queste tue capricciose impunture strappano sorrisi e fanno anche una cera tenerezza: in effetti ricordi il piccolo Sasà. Devo ancòra capire se si tratta di pose, vezzi o reali dati caratteriali.

          (Ma come? Lamenti che pochi abbiano lo spirito del gioco in questo sito e se poi uno gioca col suo racconto te ne lagni? E poi: dici che gli utenti sono troppo attaccati ai punti e poi ritieni giustificata una citazione solo se riguarda un utente carico di punti? Che tipo che sei! 😀 )

          • Temo di essere stato frainteso alla grande. Per meglio dire, ho provocato il fraintendimento perché evidentemente non sono stato sufficientemente chiaro temendo di apparire troppo critico. Non mi sono piccato perché qualcuno gioca col mio nome e col mio racconto – la cosa può solo farmi piacere e se lo fa jaybaren è per me un onore – ma perché non mi è piaciuto, in assoluto, lo stacco tra la prima parte del racconto e il finale che spazza via completamente la tensione accumulata fino a quel punto. Il gioco ‘chiama prima quello poi quell’altro’ è troppo da siparietto d’avanspettacolo buttato lì per concludere in qualche modo l’episodio. Non è da jaybaren.
            Infine, caro locullo, per toglierti ogni dubbio, ti garantisco che il mio è un ‘reale dato caratteriale’: sono un famoso c@c@c@§§i, ipercritico e iperanalitico.

            • Eh, ed è per questo che andiamo d’accordo, anche io sono uno che rompe parecchio, più nella vita reale se devo essere sincero.
              Comunque, lo ripeto per l’ennesima volta, l’esperienza interattiva che sto cercando di ricreare è proprio quella da te menzionata: un siparietto da avanspettacolo. È un esperimento, non sarà originale ma mi ci sto divertendo.
              Cerchiamo di non prendere tutto come una cartella esattoriale, in fin dei conti è solo passatempo. E comunque grazie davvero di cuore per le tue/vostre critiche, le preferisco di gran lunga a chi passa fugace è getta il biscottino: ho votato questo, ho votato quello, senza spendere un secondo per argomentare.

            • Insomma, mi pare di capire che andiamo d’accordo perchè rompiamo tutti, in modi diversi, ma comunque molto, tanto al prossimo quanto a noi stessi.
              E se la prima cosa è dannosa, la seconda è letale.
              Quasi letale 🙂

              Mi siete mancati in questi giorni che sono stata poco online…

  34. Davvero una storia senza eccezione di colpi!
    sarei troppo buona se optassi per la prima e la terza opzione..
    sei così bravo che non ho resistito: Tony Laura brucia i nastri!
    fammi vedere un po’: che combini ora ? 😉

  35. Io ho scelto la collaborazione epocale, il tuo stile è qualcosa di raro rendi “vive” le parole e sei riuscito a farmi apprezzare il genere horror. Inutile dirti che anche questo episodio non solo mi è piaciuto ma mi ha fatto venire i brividi!!!

    • Grazie Emma, i tuoi apprezzamenti sono un tonico rilassante per le mie dita ingorde di eccessi linguistici 🙂

  36. Che tu scriva in maniera secondo me eccellente, già lo sai.

    Proprio per questo, ti sottopongo alcuni rilievi, che corrispondono piuttosto a mie personali preferenze estetiche che a oggettive tare del tuo scrivere, ma che nondimeno potresti ritenere utile tenerle in considerazione:
    1. farei un po’ di “labor limae” sugli aggettivi, eliminandone qualcuno (esempio: è necessario quell'”orrido” associato alle “circonferenze”, soprattutto considerando che usi un verbo – “degenerano” – che già rende benissimo l’idea di orrore che trasmetti con l’aggettivo);
    2. perché metti spesso l’aggettivo (ci risiamo…) prima del sostantivo? Si fa in inglese, ma in italiano di solito lo segue (“impalpabili ondate”, “bramosa ricerca”, etc.);
    3. secondo me indulgi troppo spesso nelle endiadi, o comunque nell’accoppiamento di aggettivi (a rieccoci :-D) inframezzati dalla congiunzione, che io userei con la stessa parsimonia con cui si devono utilizzare i punti esclamativi (es.: “l’estremo e costante flusso”).

    • È per questo che ti ho giurato amore eterno.
      Allora, la prima attenuante che mi viene in mente è che il barocco linguistico è un po’ (forse più di un po’) voluto, proprio per ricreare una sorta di ossessiva ridondanza verbosa (alla faccia delle endiadi) da mettere in netto contrasto con il discorso diretto (grottesco/caricaturale) – ma in verità non so se sia una giustificazione lecita.
      La seconda attenuante è che anche la mein fraulein mi incalza spesso dicendomi che sono un foraggiatore folle dell’obesità lessicale, allora prima di andare in pubblicazione sottopongo tutto alla sua supervisione, e, stranamente, in questa occasione in particolare ha avuto poco e niente da eccepire, quindi è anche colpa sua.
      La terza attenuante è che non ho attenuanti e credo che tu abbia totalmente ragione al 99% su quasi tutta la linea.
      Grazie di cuore carissimo, cercherò di sgrassarmi un po’.

    • Assolutamente non sei una riserva per me, le decisioni le prende Asserramanico, vai a sapere che ca… gli passa per la testa.
      Grazie carissimo.

    • E infatti c’hai ragggione 😀
      Grazie per essere passata carissima. Ho pubblicato, anche se credo di esserci andato leggero. Insomma, bisogna sempre mantenere un minimo di decoro su questa splendida fucina letteraria 🙂

  37. Wow
    non sono una fan dell’horror ma le parole che usi, i verbi sapientemente scelti non hanno fatto altro k legarmi al tuo racconto quindi inutile dire che ti seguo!
    Voto x Tony Laura come J.Grissom
    Non farci attendere troppo! 🙂

    • Sul non attendere troppo non ci sperare.

      (Comincio a pensare che questa tortura che Jay paventa nelle opzioni sia quella che si beccano i lettori nelle interminabili attese…)

      • Arriva, arriva, prima o poi arriva. Quasi sicuramente in serata.
        Ps: scusa stai portando avanti un’indagine sull’MK e non ti è chiaro il concetto di “Scambista”? 😛

        • “Quasi sicuramente in serata”: ti stai facendo furbo, non specifichi più *quale* serata…

          (Il concetto di scambismo che si pratica al MK mi è chiarissimo: meno se riferito alla nomenclatura mocherian…).

          • Dai su, una persona scafata come te, impegnata nella stesura di un legal thriller, si sarà di certo accorto che alcuni portano avanti la politica del voto di scambio.
            “Scrittori scambisti”: ti leggo solo se mi leggi, tiè. 😀

            • Se funzionasse come l’hai riassunta tu (“ti leggo solo se mi leggi”), non sarebbe neanche male: sarebbe pur sempre un moltiplicatore di letture.

              (Invece mi sa che un meccanismo di quel genere si risolva in un mero scambio di voti senza lettura…)

    • Oh carissima fra, i tuoi elogi sono fonte di ispirazione per me… inizio immediatamente la stesura del prossimo episodio 🙂
      Grazie di cuore.

  38. Vorrei Tony Laura nei panni del mitico Grissom, ma anch’io credo che la maggioranza sceglierà qualcosa di più sadico/disgustoso 🙂 mi piace la tua storia, e soprattutto i dialoghi dal sapore ironico che contrastano con le descrizioni macabre… aspetto il prossimo episodio!

    • Ciao carissima Lizzie (una mia amica si chiama Elisa, ma io la chiamo sempre Lizzie :D), grazie di cuore per essere intervenuta. A quanto pare sì, la storia tende a prendere una piega sanguinosa, anche se, in verità, potrei dare una dimensione diversa a quel “La tortura ha l’oro in bocca”, ma in fin dei conti non ce ne sarebbe ragione alcuna, è soltanto finzione, quindi credo che si proseguirà con sangue scenico ed effetti 3D 🙂
      Passo appena posso.

  39. Ho votato “Asserramanico vomita anche gli occhi”, sono curiosa di vedere che cosa vomitevole vedrà.
    Comunque mi unisco alla richiesta di Roberto Mocher: a quando il prossimo episodio?

    • E come ho già risposto all’amico Morocher, entro domani al max dopodomani XD
      Asserramanico è uno che digerisce anche le corde di violoncello, potrebbe vomitare soltanto se…

    • Conto di postare qualcosa entro domani, il mio spirito creativo è costantemente distratto e oltraggiato da una competizione letteraria alla quale sto partecipando. E, visto che ci sono, invito tutti a partecipare, se non come concorrenti (torneo in fase di svolgimento ormai), quantomeno da spettatori.
      Il sito di riferimento è meetale(punto)com

      • Sono andato sul sito ma non ci ho capito molto. Non ho trovato la competizione di cui parli ma solo un certo cafè dove si parla di gironi.
        Ho visto però che quel sito ci sono parecchi autori presenti anche qui. E, con tutto il rispetto, quanto scrivete, accidenti!
        Quindi riassumendo, se ho ben capito, la popolazione qui è costituita da:
        – 20% scrittori compulsivi;
        – 25% bimbiminkia delle elementari e affini;
        – 45% amici di facebook e/o di twitter, maestre, parenti, amici e avatar delle due precedenti categorie;
        – 10% di puri giocatori e lettori.

    • E mi sa che hai proprio ragione, qui la maggior parte di queste anime innocenti vuole vedere scorrere fiumi di sangue 🙂

  40. GIL GRISSOM!
    Ma so già che è una vana speranza, questa community è un covo di sadici e lo sappiamo tutti bene 😀
    Mi piace lo stile che alterna demenziale e splatter, molto belle anche le descrizioni!

    • Sì sì, “covo di sadici” è proprio un’espressione azzeccatissima, anche se il fenomeno non è circoscritto solo a questa community 😀
      Grazie carissimo… comunque anche io ero a favore di Gil Grissom 🙂

  41. Ho letto appena uscito, cercato invano di resistere all’opzione tortura perché sono una fifona… ma ci sta, accidenti. Ci sta.
    Nascondo gli occhi con le mani e leggerò in mezzo alle dita!

    • Anche tu? Insomma ancora non vi è bastato? Volete proprio vedere scorrere fiumi di sangue. E sia!
      Ps: da te mi sarei aspettato più un Laura come Grissom. Queste donne, tutt’altro che di carta, diventano sempre più spietate 😀

  42. Rispondo qui al tuo commento.
    Il fatto di lasciare “loro” nell’oblio non è in contraddizione col mio carattere – pro e contro, bianco o nero – anzi, in questo caso, dentro o fuori. Fuori loro dal racconto e fuori io dall’esperienza di narratore su questo sito.
    Ma poi, davvero pensi che il mio racconto sia autobiografico? Direi, parafrasandoti, che “non esistono autobiografie, solo storie ben riuscite”.

  43. Jay, hai trovato il tempo pure di mettere il terzo capitolo, sei un grande!! Che dire, quando ho visto lo scambio di battute dell’ex aequo mi sono quasi pisciato addosso dalle risate!!!!!!! Bel capitolo e mi piace il cambio di registro.

    Per il voto, citando per metà Jack Torrence, La tortura ha l’oro in bocca 😉 scatenati!

    • Grazie fratello, cercherò di fare del mio meglio. Ho dovuto trovare per forza il tempo… l’amico locullo mi stava mettendo sotto pressione 😀
      Tortura a go go.
      Ci si becca sul campo delle olimpiadi 😉

  44. Andiamo con la tortura, d’altro canto è il fulcro del racconto.
    Un altro bel capitolo, forse qualche gioco lessicale eccessivo, anche se riesci a gestirli molto bene.
    Attendo il prossimo con estremo interesse.

  45. Quasi perfetto, rispetto al capitolo precedente che un tantino claudicava.
    Non so chi ha citato Quenau nei commenti sotto, ma sono d’accordo. Sempre più sperimentazione lessicale/narrativa anche un po’ a scapito della trama, il che non è un male perchè focalizza l’attenzione su ciò che merita di più.

    Devo dire che mi piace molto, con una nota di merito (già espressa da Roberto) per il momento di meta-narrativa 🙂

    Decisamente, la tortura ha l’oro in bocca…

    • Ma veramente conoscete tutti Que… insomma cosetto? Ammazza sono proprio ignorante di brutto 🙂
      Grazie carissima.

  46. Ottimo racconto, che scopro solo ora. A parte il citato Lynch, il tema del VHS ritrovato e’ proprio di un horror inglese che si intitola, appunto, “V/H/S”. Ho votato per la tortura ha l’oro in bocca, che sarebbe interessante declinare anche come la tortura ha LORO in bocca…

    • Il più grande problema di albione è che è abitata dagli inglesi…
      Grazie carissimo…

  47. Ciao ragazzi, scusate ma sono in partenza, ringrazio tutti in questo singolo post.
    Appena mi sarà possibile darò risposte meno telegrafiche ad ognuno di voi.
    A prestissimo 🙂

    • Tony Laura è un personaggio molto affascinante… ma è anche uno sbirro, e a quanto pare nessuno vuole averci a che fare. Grazie cara 🙂

  48. Interessante, molto interessante. Non tanto il plot che ristagna nella visione dei VHS, quanto la sperimentazione che stai portando avanti nel lessico. Geniale l’interferenza dell’autore nelle parole di Tony Laura per dar conto dell’ex aequo tra le opzioni 3 e 5 VHS. Discontinuo – in meglio – rispetto all’episodio precedente. Asserramancio – il refuso – mi piace molto di piú di Asserramanico.

    • Anche per te… grazie maestro.
      Ps: il refuso – purtroppo – è il mio marchio di fabbrica 🙂

  49. La tortura ha l’oro in bocca…mi sono vista lì in mezzo a loro!!! Ti dico che un brivido mi è sceso giù per la schiena, e non era per il caldo!!! Bravissimo!!! Il linguaggio che usi è qualcosa di spettacolare!!!

  50. Che bravo, sei riuscito a ritrovare un eccellente equilibrio dopo un secondo capitolo dove eri andato un po’ fuori carreggiata: e mica è semplice!

    (Voto la tortura ha l’oro – o loro… – in bocca, perché mi piace la frase, che ha pure una buona metrica).

  51. Mi piace molto. E’ disturbante e visto che penso sia voluto, è efficace.
    E il gioco un po’ alla Queneau sul lessico è notevole.

    Alle quattro di mattina, è una piacevole lettura 🙂

  52. Dato che questa storia sta prendendo sempre più i connotati di un film di David Lynch, ho votato per il nano e la ballerina. Non mi stupirei se sullo sfondo si intravedessero delle tende di velluto rosso…

  53. Letti di un fiato questi due capitoli. Molto belli, il ritmo ossessivo riesce a trasmettere l’inquietudine della vittima e tutta la follia dei carnefici. Bravo, l’unico appunto è che forse la scena descritta nel primo capitolo è un po’ stereotipata, ma d’altro canto di follie innovative ce ne sono poche.
    Ti seguo con molto interesse. Ho votato per il nano e la ballerina, opzione che da un punto di vista investigativo è la più stimolante.

    • Grazie per l’intervento. Apprezzo molto sia il complimento che la critica. La mia intenzione era quella di ricostruire un’ambientazione snuff in piena regola, ma le varie opzioni mi scivolano di mano e l’idea originaria, vuoi o non vuoi, si perde. Userò lo humor come parapetto per dare un tocco sardonico al contesto. D’altronde questi sono solo esperimenti e come dici tu, oggi come oggi, c’è poco da inventarsi 🙂
      Passo appena posso 😉

    • Grazie di cuore Emma, molto gentile.
      Benissimo, vediamo di uscire da questo stallo alla messicana. Hai sbloccato la situazione.
      Appena posso passo da te 😉

    • Grazie Morgan74, suggerimento molto molto interessante, da tenere sicuramente in giacenza per eventuali sviluppi.

  54. Secondo me (umili opinioni di chi scrive sciocchezze romantiche) il gioco dei due registri, sebbene molto difficile, funziona se riesci a rendere veramente “naturale” lo humor del dialogo.
    Ad esempio la battuta su Hardy e le persone e la risposta sono un po’ artificiose, il verbo “dileggiare” brilla come un faro 🙂

    Però intendiamoci, trovo che sia un racconto veramente interessante e una bella sfida stilistica.

    • Farò tesoro dei vostri preziosissimi consigli e cercherò di trovare un compromesso stilistico. Però, per quello che ho in mente, non sarà facile divincolarsi, anche perché ormai abbiamo difronte personaggi caricaturali. Asserramanico e l’agente Laura dovrebbero essere le icone folli della storia.
      Ps: ma per cosa hai votato? 😀

      • Io ho votato che ci sia solo lei, proprio perchè penso che la cosa sarebbe ancora più difficile da gestire mettendo in scena ancora più personaggi

        Confesso che l’opzione berlusconiana (nano e ballerine) mi attirava molto 😀

    • Ma lo sai, Angela, che sono pericolosamente sempre in sintonia con te?
      Corro a scrivere un feuilleton su una splendida contessina che s’innamora di un plebeo gobbo e sordastro che scrive incantevoli poesie d’amore.
      Scherzo, scherzo, tranquilla (e non mi sto prendendo gioco di nessuno).

      • Visto che scrivo (maluccio) cose romantiche, ovviamente sono una grande lettrice di romanticherie, purchè ben scritte, con una seria introspezione dei personaggi e con sguardo lucido sul mondo.
        Quindi, ben venga il feuilleton sdolcinato, non potrò mai essere indifferente a “incantevoli poesie d’amore” per quanto antieroico sia l’autore 😀

        E speriamo che col mio prossimo racconto, che sarà un high-fantasy, la sintonia non si trasformi in ampi sbadigli 😀

  55. Dai, questa volta aspetterei un po’ a far entrare il nonsense a passo di flamenco! 😛
    Indi per cui, voto sempre e solo lei! 🙂
    Come già detto da alcuni, si accusa un po’ il passaggio dalla descrizione del videotape al dialogo secco del commissario Asserramanico…. ma tanto alla fine riesci a far quadrare sempre tutto, per cui che te lo dico a fare? Bel capitolo!

    (anche se nella scena del coltello ho dovuto leggere coprendomi gli occhi con le dita! Sono facilmente impressionabile! 😛 )

    • Wè carissima, in verità mi piacerebbe portare avanti questo tipo di esperimento. Due fili narrativi di diverso impatto emotivo, ossia rendere cruda e tangibile la visione dei video tape e smorzarla bruscamente con lo humor all’interno della centrale di polizia. Dici che sia una cappellata? L’idea mi diverte però, bisogna vedere come verrebbe digerita dai lettori. Anche se a questo punto credo sia difficile tornare indietro per cambiare lo schema. Bah, si vedrà.
      Grazie per il commento 🙂

  56. Bravissimo Jay, mi è piaciuto molto il tuo secondo capitolo (con un pizzico d’orgoglio ho letto dell’uomo vestito da tacchino, che era la mia opzione) 🙂 E il nome scelto per l’ispettore è tutto un programma Asserramanico 🙂

    Io, come il mio amico Bricoleur, non posso resistere dallo scegliere la terza opzione, cioè Lei, un nano e una ballerina (da patito di David Lynch) 😉

    • Beh, non potevo non inserire quel tocco di stravaganza letteraria del mio carissimo amico Diego 😀
      La terza opzione è anche la mia preferita, staremo a vedere.
      Grazie.

    • Grazie Julie. Per il momento quell’opzione, che io definire lynchiana, è in vantaggio 🙂

  57. Voto che ci sia solo lei nei filmati, la storia è già abbastanza ricca.

    Lessico sempre splendido ed evocativo, ma questa volta con un pizzico, giusto un briciolo di indulgenza all’eccesso visivo.
    Non si noterebbe nemmeno se non ci fosse lo stacco col dialogo, sicchè si percepisce un po’ lo sbilanciamento.
    Detto ciò, mi piace sempre molto.

    • Grazie di cuore Angela, è la seconda critica che mi arriva oggi in merito al registro stilistico. Apprezzo tantissimo. Forse mi sono fatto prendere un po’ troppo la mano 🙂
      Aspetto il tuo prossimo episodio.

    • Si chiama teoria della coltivazione (George Gerbner), sono gli effetti cumulativi della TV (che stranamente però non vedo più da una decina di anni). Bah, suppongo siano sedimentazioni dure a morire. L’ironia è arrivata dal settore subconscio, me l’hai fatta notare tu. Grazie 🙂

  58. Che bel risveglio dalla pennica ritrovarsi a leggere il seguito di Warning.
    Epperò ho qualche dubbio: se il primo capitolo, che scovai grazie a un tweet e mi convinse a iscrivermi a questo sito, l’ho trovato pressoché perfetto (non un aggettivo di troppo, alta tensione e fitto mistero senza sbavature, stile di scrittura chirurgico), in questo c’è qualcosa di non all’altezza del precedente. Forse hai eccessivamente acceduto alle idee dei lettori.
    Ovviamente continuo a considerarlo un racconto imperdibile.
    (Diraderò i miei dubbi – nell’attesa morbosa del seguito – leggendomi l’altro racconto che hai pubblicato).

    • Wè carissimo, innanzitutto grazie per la critica analitica, che è decisamente costruttiva. Il fatto è che di tanto in tanto perdo lucidità anche io e qualche pastrocchieria viene fuori. Poi in questi giorni sono stato vittima di un’infiammazione che è meglio che non ti dico dove. Però sono sincero, una puntina di barocchismo in questa puntata era voluta. Tuttavia spero di ritornare ad essere il drago di prima nella prossima uscita 🙂
      Lusingato di sapere di essere stato la causa della tua incipittizzazione 😀
      Grazie ancora.

  59. Voto per lei e altre ragazze. Questa storia è scritta benissimo, la descrizione del particolare fa sì che il lettore si immerga completamente nel racconto. Complimenti, ti seguo! 😉

  60. All’inizio volevo votare per la ragazza che ci svela il suo nome, però… Che ne dici se lo spettatore del video fosse il torturatore stesso? 😉 Ok, non ho resistito alla tentazione di sottopormi all'”insindacabile giudizio”.

    • Wè Aspasia carissima, grazie per il contributo. Guarda io so soltanto che con la terza opzione mi sono menato la zappa sui piedi. Tuttavia entro oggi dovrebbe arrivare il seguito, ho cercato di trovare un compromesso tra le varie proposte morbose. Si vedrà 🙂

  61. Io ho votato per il nome della ragazza, ma a quanto pare non sta avendo successo 😀
    Comunque le terze opzioni suggerite sono tutte interessanti, quand’è che pubblichi il seguito? 🙂

    • Grazie di cuore per l’apprezzamento, carissimo.
      L’intenzione era proprio quella: uno snuff in piena regola. Ma la terza opzione è stata un cul de sac (scusa il francese, ma adoro la fonetica della prima lettera), mi sta costringendo a pensare troppo, e io odio pensare. Ma una cosa è sicura: qui o finisce con un bagno di sangue o si muore!

    • È un po ossimoreggiante come presa di posizione, tuttavia vediamo se si riesce a torturare lei e a sfilettare lui come uno sgombro.
      Grazie carissimo per l’intervento 🙂

  62. Ho votato per la terza opzione, la libertà.
    Ecco il mio piccolo contributo.

    Chi sta guardando il video è in una sala di montaggio. Il motivo per cui questo filmato sia “alla moviola” lo lascio a te: è un film? è la realtà? è un inizio che non c’entra nulla col seguito del racconto?

    Bello stile, mi è sempre piaciuta la scrittura in levare.

    D.

    • Troppo emozionato di ricevere il tuo apprezzamento… e contributo. Forse ti sembrerà una roba da nosocomio 2.3, ma a me è venuta una gran voglia di buttarla tutta alla “E all’improvviso… niente”. Con quel racconto mi hai rovinato un’infanzia. Peccato che non ci sia modo di cambiare genere. Tuttavia, cerchiamo di rimanere coerenti all’idea di base. Cercherò di fare un medley delle varie opzioni proposte (anche se per il momento… Marta), sperando che non faccia la fine del pullman degli Uriah Heep.
      Grazie carissimo.

      Ps: appena posso vengo a vedere che cosa stai combinando con le lampadine da 150w 🙂

  63. Ok, prima di tutto, sono molto offesa dal fatto che avessi iniziato una nuova storia e io non ne sapessi nulla.
    Secondo poi, a me lo splatter non mi piace e fa paura, per cui ho scelto la terza opzione. Dopo aver letto tutte le proposte degli altri, mi sono alambiccata per trovare qualcosa di nuovo, ovvero:

    La ragazza in realtà è praticamente uguale alla sig.na Pinca Pallina, a cui è stato mandato il video, e che ora si ritrova sgomenta a guardare se stessa seviziata.

    Che te ne pare? 🙂

    • Mi pare che dai suggerimenti che state fornendo siate tutti più scafati e creativi di me. Per quanto il tuo, attualmente, è quello più avvolto dal mistero e che mi affascina maggiormente. Passa in vetta. Anche se saranno ..zzi miei adesso, avevo in mente tutto un altro tipo di sviluppo.
      Ps: come sarebbe offesa? Qui non sapeva niente nessuno. Nemmeno io, figurati. I commenti che vedi sotto sono tutti di ricercatori appartenenti alla J.B. University del Whiskey-Onsin 🙂
      Pps: complimenti davvero per l’opzione. È magnifica.

    • No, la tortura no, ho paura 😀
      Ciao carissimo, che piacere leggerti qui, verrò a portare scompiglio dalle tue parti.
      Grazie.
      Ps: beh, spettatore già mi fa meno paura 🙂

    • Anche il tuo suggerimento incuriosisce molto, cercherò di dargli respiro.
      Grazie per aver letto e commentato.

  64. 3 Opzione: Nell’inquadratura fa il suo ingresso un altra figura (maschile o femminile) vestita da animale (animale a insindacabile scelta dell’autore).

    Grandissimo ritorno e grandissimo incipit, fulminante!!! Grande Jay attendevo questo ritorno con ansia dopo le fatiche del Montparnasse Klub, e non c’era ritorno migliore di questo, crudo, terrorizzante, sentiamo la paura e lo sgomento della ragazza in ogni parola. Che dire, ti seguo, ma questo è superfluo…

    • opzione malata la mia comunque 🙂 rileggendola me ne sono accorto ahaha

      Una storia con lo snuff movie ce l’avevi nella mente già da tempo vero? (mi ricordo durante farmtown mi suggersti nelle opzioni uno snuff, che oltretutto poi, anche se marginale, la inserii) 🙂

      • Carissimo fa sempre un gran piacere leggere i tuoi interventi. Esatto, era già da un po’ di tempo che lo snuff si aggirava minaccioso nei meandri dei miei canovacci letterari.
        Ti ringrazio per gli apprezzamenti, è sempre un onore per me, lo sai no?! 🙂
        Terrò sicuramente in considerazione il tuo suggerimento. Pare che si stia prospettando lo scenario “a scelta”, probabile che cercherò di miscelare la varie opzioni.

        • Onore è un parolone 🙂 semmai è un onore per me leggere i tuoi racconti che sono scritti veramente bene! Mi sa che dovrai miscelare bene le scelte dei tuoi lettori!!
          Un racconto sullo snuff avevo voglia di leggerlo, poi conoscendoti, sono sicuro che ci saranno dei begli sviluppi e colpi di scena 😉

          • Ma come sarebbe un parolone?! 🙂 È un onore nel senso più alto del termine 🙂
            Sì, lo so, devo fare un po’ di slalom, vedremo cosa ne viene fuori.
            Grazie ancora.

  65. Voto la terza opzione: mi piacerebbe che il seguito del racconto staccasse su chi sta guardando il video, al Commissariato di Chicago, e che la videocassetta fosse solo la prima di una serie che viene inviata dal sequestratore.

  66. Beh, torni su The Incipit e non mi dici niente? 🙂
    Incipit degno di nota, ma già lo sapevo.. infatti ho cliccato “Segui” ancora prima di leggerlo e non sono affatto rimasta delusa..

    P.S. Ho votato per la tortura..

    • Wè carissima, che bello ritrovarsi qui eh?
      Tortura quindi, ci vai giù pesante. Bene, anche io 🙂
      Grazie per l’apprezzamento.

  67. Ciao Jay, ci ritroviamo anche qua ed sempre un piacere! Non male l’idea della snuff movie…ho votato per il nome, chissà magari non è la vittima che sembra!
    Ciao!
    D.

  68. Bella l’idea della terza opzione!
    E splendido lessico, devo dire che l’ho apprezzato.

    A me piacerebbe che si verificasse qualche evento inspiegabile, la ragazza che manifesta un potere psionico o qualcosa di simile, come se il nastro, nato come trofeo di un sadico, fosse una “prova” del paranormale.

    Ti seguo 🙂

    • Grazie per l’apprezzamento cara Angela. Potere psionico dici? Uhmmm, non era quello che avevo in mente, ma… sviluppandolo con criterio, un tentativo si potrebbe anche fare (d’altronde il parere del lettore dovrebbe essere determinante, è proprio questo il gioco:)). Grazie per il suggerimento.

      Ti seguo anche io.

  69. Voto per l’opzione 2, che sono un po’ pauroso e mi fanno impressione le torture 😀

    Bentrovato Jay, dopo l’esperienza del “bacio abbandonato” sarà un piacere rileggere qualcosa di tuo!

    • Ma come? Un omone grande è grosso come te che s’impressiona davanti a un po’ di splatter fatto a mestiere? 😀
      Grazie Stojil, è un piacere anche per me. Cercherò di starvi dietro, carissimi amichetti scrittori 🙂

  70. Bel ritmo, ben scritto, senza errori (a parte il detartrasico). Furba l’idea della terza opzione a scelta del lettore che, in teoria, dovrebbe far proliferare i commenti. Ho votato per quella. Mi piacerebbe che nel seguito del vhs si scoprisse che il video amatoriale è in realtà una ben architettata finzione scenica messa su, ad arte, per…

    • Allora, o sei un volpone tu, o sono una gallina io, oppure ci sarebbe una terza ipotesi, quella che contempla la possiblità che tu sia una momentanea proiezione del mio subconscio. Propendiamo per la seconda: sono una gallina io. Nel caso in cui si palesasse lo scenario a scelta, potresti avere il diritto di prelazione.
      Grazie per il commento.

      Ps: in verità, a fare compagnia a quel “detrartasico” ci sarebbe anche quel “…il capelli”. Non dimentichiamoci mai che il refuso è la mia firma accademica.

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