Black Hole Hunter

Dove eravamo rimasti?

L’attesa di Sorriso verrà interrotta bruscamente da un altro omicidio. Chi sarà la vittima? l’Ispettore Capo (59%)

Siediti sulla riva del fiume, vedrai passare il cadavere di un tuo collega

Una telefonata svegliò Sorriso nel bel mezzo della notte. La mano impiegò diversi secondi per trovare il telefono.

– Pronto? –  rispose con una profondità baritonale che avrebbe fatto invidia a molti doppiatori di documentari.

– Dott… cioè Signo’… – dall’altra parte Liscalzi era palesemente agitato e preoccupato.

Era successo qualcosa di grave, ne era sicuro, forse la tattica attendista non era risultata la più confacente alla situazione.

– Liscalzi, mi dica cosa è successo.

– Signorsì. Il Black Hole Hunter ha colpito di nuovo, e… e…

– Liscalzi, cazzo. Mi dica chi è stato ucciso. – Sorriso trattenne il fiato, come se ciò potesse bastare per ridurre lo shock che avrebbe causato la risposta del suo sottoposto.

– L’ispettore Capo. È morto.

Si lasciò cadere indietro, sprofondando nel materasso inzuppato di sudore, neanche la notte veniva risparmiata dall’afa.

Aveva fatto una cazzata, piuttosto grossa anche. Aspettare che ci fosse un altro omicidio. Come se la vita di una persona valesse il prezzo di qualche informazione in più sull’assassino. Come se la risoluzione del mistero fosse più importante di una vita umana. Era possibile quantificare l’arresto del serial killer con sogni e speranze cancellate, con il dolore dei cari? E se sì, quanto era il necessario?

Non era mai stato in rapporti idilliaci con l’Ispettore Capo, ma era altresì vero che non lo odiava. Fisicamente non gli piaceva affatto: alto ma piuttosto grasso, occhi azzurri ma stempiato e rugoso. Inoltre era un gran cagacazzo. Ma, a parte quello, non era una brutta persona.

Che fosse stato il caldo a fargli prendere in considerazione solo l’eventualità dell’uccisione di una persona abbietta? Si sa, il caldo fa brutti scherzi, non fa ragionare.
O forse sono state le canne? Quali erano gli effetti collaterali dell’assunzione di cannabinoidi?

No, caldo e canne alterano il comportamento umano, ma non tanto da arrivare a quei livelli di cinismo.

Quando era diventato così cinico? Quando il germe del distacco aveva attecchito nel profondo? Percorrendo a ritroso i tortuosi sentieri della memoria non gli sovveniva una causa scatenante, né ricordava di esserlo stato tanto nella sua giovinezza.
Il tempo tende ad addolcire i ricordi, è vero, ma Sorriso era sicuro che non potesse essere soltanto quello.

Avere a che fare con la morte cambia le persone. E il suo lavoro consisteva nell’incrociare la tetra mietitrice più volte, non fissandola dritta negli occhi, ma osservando i frutti del suo lavoro, come focolari anneriti e spenti.

Mentre questi pensieri si agitavano, come spire di un serpente, nella sua testa, la voce di Liscalzi arrivava debole, lontana.

– Dotto’? Siete ancora lì? Signore?

Erano le 5 e 32 del mattino quando Sorriso varcò la soglia della dimora dell’Ispettore Capo. C’erano tutti: da Bagnasco a Liscalzi, da Barbatti al collega dei RIS Cestalloni. E tutti, ad eccezione del fedele Liscalzi, lo guardarono male, come se fosse colpa sua. Ora il caso non era solo internazionale: era un enorme smacco subito dalla polizia. Ci sarebbero stati servizi su servizi e, molto probabilmente, qualcuno lo avrebbe accusato di ignavia.

Cercò di rimanere freddo mentre Egidio lo guidava verso il cadavere dell’Ispettore Capo, ma non ce la fece del tutto. Quel bastardo del cazzo l’aveva sfidato apertamente, qualsiasi fallimento sarebbe caduto per intero sulle sue spalle.

Quello che era Giuliano, ma che non aveva mai avuto modo di chiamare a quel modo senza scatenare le sue ire, se ne stava sdraiato sul pavimento freddo della cucina. Nudo.

– E’ morto tra le quattro e le sei ore fa. – gli fece Barbatti. – L’ha ritrovato la moglie, dopo essere tornata dal turno di notte in farmacia. Non stava molto bene e ha chiuso prima… quando è entrata ha trovato la porta scassinata e il marito in questa posa.

– Cosa sai dirmi sulle cause del delitto? – Sorriso si mise una mano davanti agli occhi per coprire la visione del membro dell’Ispettore Capo.

– L’ha sgozzato, con un coltello da cucina. I RIS l’hanno già prelevato per tutte le analisi necessarie. Sembra stesse avendo un rapporto sessuale, col Black Hole Hunter probabilmente.

– DNA?

– Hanno preso diversi tamponi, ma l’assassino è stato scaltro. Ha gettato l’acido oltre che sul viso anche sui genitali. Speriamo di trovare qualcosa sotto le unghie…

Sorriso si voltò e andò verso il muro che portava la firma del killer. Quel fottutissimo punto nero con quel fottutissimo fumetto. Strinse le mani a pugno e serrò le mandibole, aveva una gran voglia di bestemmiare.

Era in procinto di colpire il muro quando notò qualcosa di particolarmente interessante.

Cosa ha visto Sorriso?

  • Un oggetto che gli ricorda di un amico di vecchia data (67%)
    67
  • Della vernice trasparente all'interno del fumetto nella firma del killer (33%)
    33
  • Una minuscola macchia di sangue sullo spigolo di un mobile in cucina (0%)
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107 Commenti

  • L’apprendimento delle tecniche con l’allievo che si libera del maestro; il segno distintivo come punto necessario per un seriale, con questo consapevole di ciò; insomma… quando esce il seguito di questa storia? 😀 😀 😀

    Bella, davvero bella. L’ ho seguita volentierissimo.
    Sciapò Mario 🙂

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