Figlia di Bond

≪ 009 a rapporto, signora≫Scrisse Suzanne Collins, “un’ultima volta, per la stampa?”, così come io decisi di fingere ancora una volta di essere la persona che non ero, sperando fosse l’ultima.

Presi la borsa di Louis Vuitton e controllai che ci fosse tutto: patente, passaporto, portafoglio, tablet, computer, iPhone, pistola e guanti di pelle. Indossai il cappotto di cachemire, gli occhiali da sole e mi chiusi la porta di casa alle spalle.

Salii sulla Porsche e chiusi la sicura. Controllai lo specchietto retrovisore: non c’era nessuno nei paraggi.
Premetti il tasto play e sullo schermo apparve M.
≪ 009 a rapporto, signora ≫ dissi,
≪ Bond ≫ rispose ≪ Spero abbia ereditato qualcosa dal padre, perché non abbiamo margini di errore in questa missione ≫
≪ Farò del mio meglio, M, si fidi di me ≫
≪ Sembra di sentire tuo padre ≫ rispose lei accennando un sorriso ≪ Fatti onore, Bond ≫.

Ebbene sì, io ero Evelyn Bond, la figlia del leggendario James Bond.
Quando M venne a sapere di me, James mi portò da lei e la mia vita cambiò.

Avevo solo quindici anni…
Venni mandata all’accademia dei Marines, poi mi addestrarono all’MI6 e infine, quando terminai la laurea in lingue orientali a Cambridge, in perfetto stile Bond, entrai in servizio.

Quella era la mia prima missione sul campo.
Purtroppo non si trattava di una missione come tante, c’era in ballo la vita di James.
Era infatti stato catturato da uno dei suoi innumerevoli nemici in giro per il mondo e nessuno sapeva come salvarlo fuorché io, almeno secondo M.
Spinsi l’acceleratore e vidi la mia “casa”, se così si può chiamare, allontanarsi alle mie spalle.

Da quando si era scoperto che Bond avesse una figlia, c’erano parecchie persone che mi cercavano ed M non si fidava a lasciarmi vivere da sola a Londra, così, finita l’accademia militare, fui costretta a trasferirmi in uno degli “alloggi sicuri” degli agenti, prima a Cambridge, per l’università, e poi a Londra.

In quel tramonto d’autunno, lasciai Londra, e l’Inghilterra, per la prima volta col timore di non tornarci.

Entrai nell’aeroporto di Heathrow da una porta di servizio e salii su un aereo diretto a Vancouver, con un biglietto prenotato sotto il falso nome di “Claire Smith”.
La prima classe della British Airwais aveva un profumo di disinfettante e pelle che mi invase le narici e mi fece tossire.
Entrai in una di quelle che chiamano “Suite” e premetti il pulsante per far chiudere la porta.
Controllai quei due metri quadrati in lungo e in largo, alla ricerca di una microspia, ma non la trovai, così mi sentii abbastanza sicura da accendere il computer.
C’era una nuova mail direttamente da M:

Bond,
Ti ho mandato i dettagli e tutto ciò che sappiamo su “Jake Malovsky”.
Porta a termine la missione.
M.

Iniziai le mie ricerche, c’erano troppe cose da scoprire e avevo a disposizione tutto il materiale su e di James: rapporti delle missioni, dalla prima all’ultima, un elenco dei nemici, vivi e morti, e anche il suo diario virtuale di James, talmente personale che nemmeno M sapeva della sua esistenza.
Aprii una delle ultime pagine…

“Ho chiuso col passato, letteralmente. Skyfall è ridotta a un mucchio di cenere. M è morta. Vesper è morta. Ormai sono morti tutti.”

Digitai “Skyfall” nell’archivio e trovai tutta la storia.
Quella era la casa in cui era cresciuto James, in Scozia.
Nella sua ultima missione era servita come trappola per il nemico.
Era stata incendiata.
“Vesper” uno degli ultimi amori di James, morta a Venezia.
La “M” morta era colei che mi ha cambiato la vita. Era una grande donna, senza togliere niente alla nuova M. Era morta durante l’ultima missione, tra le braccia di James.

≪ Signora Smith ≫ disse una hostess bussando alla porta,
≪ Un attimo solo ≫ risposi chiudendo il computer.
La hostess entrò e posò sul tavolino il Cosmopolitan che avevo ordinato. Stava per uscire quando mi puntò una pistola alla testa.

Cosa farà Evelyn per riuscire a restare viva?

  • La hostess si rivela buona. (17%)
    17
  • Viene catturata dalla hostess. (23%)
    23
  • Tale padre, tale figlia: preme il grilletto. (60%)
    60
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383 Commenti

  • Ciao, ho visto per così tanto tempo questo racconto nella “hall of fame” che non ho potuto fare a meno di leggerlo… anche se con notevole ritardo.
    Molto originale e divertente, complimenti… brava!
    Stai lavorando ad altro ultimamente?

  • Non sono in vena di tragedie e “Andiamo, stiamo parlando dei Bond: figuriamoci se non se la cavano?” mi sembra troppo scontato, quindi ti lascio carta bianca, sorprendimi! 😉 In questo capitolo già ci sei riuscita, non mi aspettavo un matrimonio e (abituatami all’idea) nemmeno l’imprevisto, però… puoi chiarirmi un dubbio? Quando scrivi «l’abito immacolato fino a qualche secondo prima che si sporcò di bianco» intendi proprio bianco, come la neve sul vestito? O.o

  • Incredibile come tu riesca sempre a stupirmi… <3
    Ti giuro, certe volte nemmeno ci credo che hai sedici anni 😉
    Un bacio tesoro <3
    Ps. Io ovviamente spero scelga tu 😉

  • Cami continua così con la tua storia le tue idee, continua a portare avanti i tuoi piani non curandoti dei giudizi negativi della gente ma apprezzando le critiche costruttive come hai sempre fatto. Continua a inseguire ciò che ti rende felice e otterrai grandi risultati, come dimostra il successo del tuo racconto! Un bacio <3

  • Camilla, ho letto il commento di Margherita. Lo trovo molto interessante. Il fatto stesso che ti abbia scombussolata ne dimostra la bontà. Del resto, l’aspetto interessante di questo gioco per me è sempre stato il completo cambio di prospettive. Ora che il lavoro che ho iniziato a fare più di un anno fa su the incipit è sottoposto a un pubblico internazionale, moltissimi lettori scrivono nelle recensioni di apprezzare i continui “twists and turns”. Da dove vengono? In gran parte li avete creati voi, con le vostre scelte che a suo tempo hanno scombussolato anche a me. The Incipit non credo sia il genere di letteratura dove l’autore ha una cosa in mente e la porta avanti secondo la proprio l’idea. Anzi, il bello è proprio lasciarsi trascinare dalle idee altrui. Il suggerimento di Margherita mi sembra molto appropriato. Sei molto fortunata ad avere una lettrice brava e attenta come lei. Ed ora “passo a te la palla”

  • Evelyn è di una pasta diversa da quella del padre, non fosse altro che per reazione.
    Non me la vedo a gestire in parallelo flirt amorosi e affari di spionaggio. A maggior ragione se spionaggio e flirt sono così tremendamente intrecciati.
    Prima di correre bisogna camminare. Prima di fidarsi bisogna imparare a sostare nell’attesa, stare a guardare le cose da lontano, senza cedere per forza all’impellenza di buttarcisi a capofitto.
    La formazione di Evelyn, come spia e come amante, forse non è ancora compiuta. O meglio, mi piacerebbe che non lo fosse. Quindi passo a te la palla. E propongo una rivoluzione delle aspettative: l’amore aspetta, prima viene l’avventura.

  • Ed eccoci finalmente al tanto atteso quinto capitolo!
    Mi hai lasciato senza fiato con la dichiarazione finale di Jake Malovsky, ma del resto, c’era una grande suspense lungo tutto il capitolo 🙂
    Che altro dire, mi impressioni ogni volta!

    Ps. Ti ho visto ieri a sciare, peccato ti sia ammalata proprio il giorno della gara 🙁 ci vediamo appena stai meglio 🙂

  • Come ti avevo già detto leggendolo dalle tue bozze, il capitolo è veramente splendido! <3
    La foto, beh la foto è eccezionale! Forse per la modella, forse per il fotografo di eccezione! 😉
    Sono fiero di te
    Papà

  • Ciao tesoro,
    Finalmente pronto il capitolo! Visto che c’è in ballo anche il concorso mi impegno 😉

    Che dire, la trama in sé è veramente splendida e l’hai sviluppata in modo eccezionale, degno delle aspettative! <3

    Penso che la cosa migliore sia la frase di chiusura del capitolo, veramente meravigliosa!
    Un bacione Cami,
    CS

  • “È un meccanismo difensivo” è una bugia che mi piace, perché apre la via al tentativo di manipolare i ricordi.
    Ma Evelyn non è una che si lascia manipolare facilmente! Sarà un bel tête-a-tête!

    Ps: certo che gli occhi inconfondibili stanno cominciando a diventare una condanna! La nostra amica dovrà imparare a tenere a bada quello sguardo che ancora sa così tanto del padre!

  • Meccanismo difensivo 🙂
    Cosa ci riserva la notte di Evelyn?
    Un gran capitolo 😉 anche una punta hard a luci spente che avrei lasciato volentieri soffuse 🙂
    Vai così Cami <3
    Ps. Avrei bisogno della tua mail o di un contatto perché devo chiederti una cosa 🙂

  • Accidenti, non sono riuscita a votare in tempo il 3!!! Cavolo, io volevo “La spia che mi amava” <3
    Comunque Cami, un capitolo splendido!
    Non vedo l'ora del prossimo, vada per le carte rimescolate! (Una bella metafora tra l'altro)

  • Scoprire che James Bond scriveva il suo diario su un tablet mi ha sorpreso. Come posso (ancora) non averne uno?
    Poi però le annotazioni sul diario sono le stesse che avrebbe scritto su un vecchio calepino.
    Brava 🙂 Tradizione, tensione e novità 🙂
    Buona domenica

    • Grazie mille! 🙂
      L’idea generale della storia è nata per caso durante quello che doveva essere un “intenso pomeriggio di studio” e che poi si è rivelato tutto fuorché quello…

      Il prossimo episodio è quasi pronto, sto solo aspettando l’ultimo parere dalla mia migliore amica e domani dovrei caricarlo prima di andare ad allenamento 😉
      Comunque viste le tante richieste per “James non l’ha potuta incontrare per dieci anni” penso che combinerò un po’ le cose 😉

      Grazie ancora 🙂

    • Grazie mille! 🙂 sono felicissima di essere riuscita a caricarlo perché ci sto lavorando da due settimane 😉 e oggi ho stressato parecchio chi conosco chiedendo un parere 😉
      Comunque grazie ancora (ma la frana che c’è in me persiste! 🙂
      D’accordo con la tua idea del passato! 🙂 thebest!
      Mi sono dilungata abbastanza ahah Adios <3

  • TITOLO “009 a rapporto, signora”

    DIALOGHI:

    – 009 a rapporto, signora – dissi,
    – Bond – rispose – Spero abbia ereditato qualcosa dal padre, perché non abbiamo margini di errore in questa missione –
    – Farò del mio meglio, M, si fidi di me –
    – Sembra di sentire tuo padre – rispose lei accennando un sorriso – Fatti onore, Bond –.

    – Signora Smith – disse una hostess bussando alla porta,
    – Un attimo solo – risposi chiudendo il computer.

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