Labirinto Perverso

Dove eravamo rimasti?

Si rivedranno? Certo, ma succederà un imprevisto. (50%)

Soe la strada de Brienn...

Quando lei accettò il suo invito, Maurizio andò in solluchero. Era una domenica soleggiata di inizio Maggio. La portò a pranzo in un ristorante molto carino di Brienno sul Lago di Como, il famoso Crotto dei Platani. Lei si era messa in ghingheri, lusingata da quell’invito. Passarono una giornata spensierata e stupenda, una giornata da ricordare( A red letter day direbbero gli inglesi ). Non avevano calcolato una cosa però. Qualcuno li osservava, anzi più che li osservava, li stava seguendo. Da quando li aveva visti all’Autogrill di Lainate non li aveva mollati un attimo.

Che cazzo ci fa quella troia insieme a quello?  Nicola stava curiosando tra gli scaffali del minimarket quando alzando gli occhi verso il bancone del bar notò Renata che beveva un cappuccino ridendo insieme ad un tipo belloccio. Gli stette sempre a debita distanza ma non li mollò neanche per un attimo a parte durante il giro in battello. Sarebbe stato troppo rischioso. Mentre attendeva il ritorno del traghetto prese un caffè al bar dell’imbarcadero tappezzato da manifesti dell’imminente concerto a Lenno di Davide Van De Sfroos. Sto cavolo di leghista, ma come si fa a cantare certa roba? Vuoi mettere Gianni Celeste?  pensò mentre osservava la foto del cantante laghèe. Quando la motonave Orione attraccò, si nascose tra le piante. Li vide dirigersi mano nella mano verso il luogo dove avevano parcheggiato.

Arrivarono sotto casa di lei  alle ventuno circa. Li vide scambiarsi un piccolo bacio sulle labbra appena scesi dalla vettura, quindi lui dopo aver aspettato di vederla entrare mise in moto e partì.

Nicola, in preda ad un’ira indicibile, attese qualche minuto poi aprì il cruscotto estraendone la sua Beretta Px4 Storm Compact legalmente detenuta ed il serramanico con la lama di quindici centimetri. Poi aprì il bagagliaio. Dal vano nascosto che aveva fatto creare a Fabio, il suo amico carrozziere, prese un frustino da equitazione e del nastro adesivo color avana.

Ora a noi due puttana, altro che non posso venire perchè non sto bene.

Chiuse il portellone, schiacciò il pulsante dell’antifurto e dopo essersi assicurato, come faceva sempre, che le sicure delle portiere si fossero chiuse, si diresse verso il cancelletto d’ingresso del palazzo arancione dove viveva la sua zoccola. Suonò il citofono.

” Chi è ? “, la sua voce sospettosa gli rispose

” Sono NIcola, apri “. Il suono della serratura delcancello che scattava lo invitò ad entrare.

Ma cosa vuole questo a quest’ora ? disse tra sè e sè Renata mentre si infilava una maglietta stinta rosa e degli shorts gialli, Vorrà sapere come sto. Fanculo a lui!

Girò la chiave attendendo il suo arrivo.

L’ascensore si arrestò con il solito scossone quando arrivò al quarto piano. Si sentiva furioso ed eccitato, in preda ad un’erezione potente. Le avrebbe fatto passare la voglia di raccontargli panzane e andare a divertirsi con gli altri, in più, se la sarebbe spassata, di questo ne era certo. Uscì sul pianerottolo, la porta era chiusa, ma sicuramente non a chiave. Ne ebbe la conferma una volta premuta la maniglia.

Cosa farà Nicola?

  • Entra e parla con lei civilmente...almeno all'inizio. (38%)
    38
  • La violenta e la tortura per insegnarle la lezione. (54%)
    54
  • Le chiede spiegazioni sul tipo con cui ha passato la giornata (8%)
    8
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