L’EREDE DI GAN

Dove eravamo rimasti?

Purtroppo come previsto, non sono riuscita a chiudere il cerchio. Vediamo cosa succede a Roko ed Argan ma poi lascio a voi la scelta di cosa fare: Lasciamo i nostri protagonisti all’inizio della loro avventura proseguendo la storia con un sequel (manca ancora il ritrovamento della spada, le lotte per la conquista del potere, la ricerca di Argan (63%)

VERSO L’AVVENTURA...

Il dardo infuocato colpì Nath proprio in fronte. Il nano mollò la lancia e cadde riverso, con un’espressione di stupore negli occhi.

In un attimo fu quasi buio, enormi pipistrelli scesero in picchiata sui nani ammassati davanti al grande albero della tortura, avvinghiandosi con le robuste zampe alle teste dei malcapitati che avevano iniziato a fuggire in cerca di riparo.

Un giovane Hock apparve davanti a Roko, che dalla sua posizione capovolta osservava stupefatto la scena. Tagliò la corda che lo teneva appeso per i piedi, il ragazzo fece appena in tempo a tendere in avanti le braccia per non rimanere schiacciato dal suo stesso peso. Si alzò alla svelta e con un cenno del capo ringraziò il giovane hock il quale dopo avergli lanciato una spada, si dileguò nell’oscurità della foresta.

Roko si volse verso la gabbia di legno dove Argan era ancora prigioniera. Cercò di dirigersi in quella direzione ma un nano gli sbarrò la strada. L’essere deforme alzò con due mani l’elsa dell’enorme spada cercando di piantarla sulla testa di Roko, che schivò il colpo e a sua volta inferse un fendente nella pancia del nano. Nel frattempo con la coda dell’occhio vide svolazzare un mantello rosso nei pressi della gabbia. Gram aveva afferrato Argan e la stava trascinando. La ragazza cercava di opporsi con tutte le sue forze, lanciando invettive, calci e pugni. La supremazia fisica dell’omone era impossibile da contenere.

«ARGAN! RESISTI!» L’urlo di Roko sovrastò le grida dei nani e lo stridire acuto dei pipistrelli. La ragazza udì quella voce familiare e si girò in cerca del suo compagno. Gram approfittò di quell’attimo di distrazione per caricarsi di peso Argan sulla spalla e correre via verso l’interno della boscaglia.

Roko riuscì finalmente a estrarre la spada dallo stomaco del nano e si gettò all’inseguimento di Gram schivando i corpi straziati dei nani, divenuti oramai prelibato banchetto.

Altri Hock si materializzarono avanzando lentamente, con l’arco proteso. Si avvicinarono con prudenza ai corpi inermi disseminati sul terreno accerchiando i sopravvissuti, che rimasti oramai senza comando, cercavano di darsi alla fuga.

Roko non prestava attenzione agli uomini sopraggiunti, il suo unico scopo era di raggiungere Argan e portarla in salvo.

Si addentrò a sua volta all’interno dell’intricata boscaglia, dove la luce si fece ancor più flebile. A stento riusciva a distinguere le forme e in quel sinistro silenzio udì solo il frusciare dei propri passi.

«ARGAN!» Gridò, ma non un rumore né una voce arrivò come risposta. Il ragazzo procedeva con cautela, Gram e Argan non potevano essersi dileguati nel nulla.

Percepì un movimento, provenire da un alto cespuglio di rovi, tese la spada. Il giovane Hock che lo aveva liberato poco prima fece capolino portandosi l’indice alle labbra, per indicare di far silenzio. Poi con l’altra mano indicò a Roko un enorme albero, dal tronco cavo. Il ragazzo annuì. Lentamente si diressero verso quell’antro buio.

Roko entrò per primo. L’oscurità più nera gli impediva di vedere l’interno. Il silenzio assoluto non forniva indizi. Improvvisamente alle sue spalle una piccola fonte di luce aprì un varco luminoso rivelando due figure immobili, addossate sulla parete legnosa.

«STAI INDIETRO!» urlò Gram, che con un braccio teneva stretta a sé Argan mentre con la mano cercava di chiuderle la bocca.

«Arrenditi! Non hai scampo, sei in trappola!» rispose Roko, avvicinandosi.

«Te lo ripeto, stai indietro o la ragazza perderà la sua bella testolina!» Così dicendo l’uomo tolse la mano dalla bocca di Argan e sfoderato un lungo coltello dalla cintura lo posizionò davanti alla gola della giovane.

Argan era immobile, appariva come ipnotizzata, incapace di muoversi.

Il giovane Hock con un balzò felino si posizionò tra Gram e Roko, illuminando con una spada iridescente gran parte dell’ambiente. Gram stupefatto ebbe un attimo di smarrimento. Roko approfittò di quell’istante di distrazione per avvicinarsi.

Gram mollò la ragazza e cercando di guadagnare l’uscita scartò Roko di lato, ma questi tese il braccio per sbarrargli la strada. Gram gli afferò il polso sferrandogli un profondo fendente nel fianco lasciandolo senza fiato. Un sipario calò improvviso risucchiando la sua mente in un vortice di sofferenza.

Roko giaceva inerme ai piedi della grande quercia con il capo poggiato sul grembo di Argan. Il giovane Hock tentava di fermare l’emorragia applicando delle grandi foglie sopra la ferita. Gram era fuggito indisturbato.

Argan con le dita carezzava lievemente il volto esangue del ragazzo.

Una consapevolezza si fece strada nel suo cuore. Aveva sempre amato quell’uomo anche se mai si era lasciata lambire da quel sentimento che ora avvertiva così profondo e immenso.

Stille di lacrime amare scivolarono sugli occhi chiusi del suo amato.

Scintille di vita che donava nella speranza di poter nuovamente perdersi in quegli occhi color del mare.

Scesero la notte scura e un silenzioso dolore nel cuore di Argan.

Il nuovo giorno tardava ad arrivare…

 

 

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