L’estate in cui la Roma vinse lo scudetto

Dove eravamo rimasti?

Come si comporta Sara? Se ne va con Emanuele, in motorino (38%)

Quel piccolo dettaglio della bellezzaOdorava di Nutella. Nutella e Camel Lights, continuavo a pensare mentre Marta e G. tentavano di conquistare lo spazio tra me ed Emanuele, guardandomi nel modo in cui non vorresti mai essere guardato da due amici, insieme, solidali.
Emanuele era tornato nell’area del bancone dove sostava il gruppo della Buca, ma il suo sguardo era per me. Un modo di guardare tutto diverso da quello dei miei amici, in realtà nessuno mi aveva mai osservata così, pensavo; se ciò corrisponda a verità non importa.
Andiamo in macchina, perché ti sei fatta baciare? Sei impazzita?
Cercavano di riportarmi dalla loro, ma io pensavo solo a sfiorarmi le labbra con la lingua, senza distinguere più le frasi di G. da quelle di Marta.
– Allora? Vuoi rispondere?
Dopo quei baci lì non si può far altro che stringere le labbra, parte superiore contro inferiore, come se, in questo modo, fosse possibile trattenerselo dentro più a lungo, quel bacio.
– Non mi sono fatta baciare. Ci siamo baciati.
Non avevo mai voltato le spalle ai miei amici; avrei rimandato a dopo il pentimento, perché Emanuele aveva lasciato i compagni al bancone e mi aspettava davanti al motorino, SH color panna, senza bisogno di dover dire niente, solo alcuni ragazzi possono comportarsi così.

Una cosa da fare, almeno una volta nella vita, è farsi portare in motorino, di notte, a Roma. È molto importante che sia l’altro a guidare, per non perdersi niente e, al tempo stesso, concedersi il lusso di chiudere gli occhi, ogni tanto.
Le mie mani sfioravano appena la maglietta di Emanuele, per questo mio bisogno di delicatezza che allora non capivo e che non mi sono mai lasciata alle spalle, oggi ne sono certa.
Lui le aveva portate vicine al petto, così io mi ero trovata a stringerlo, come se fosse l’unica cosa da fare.
– Abbracciami, ti porto a fare un giro.
Quattro anni di Liceo classico a studiare greco, filosofia, pensare all’università, non contano niente quando uno della Buca ti dice di abbracciarlo.
Superata l’Ostiense non sentivo più i cori, la Piramide sembrava deserta, anche se non lo è mai, cominciavo a non distinguere più i volti di G. e di Marta. Che sigarette fumavano? Perché vecchia Betsy? Sono mai entrata in casa di G.?
Verso Trastevere c’era stato un semaforo rosso ed Emanuele, con un invidiabile movimento del collo, si era girato per baciarmi.
Tutti i discorsi sui ragazzi da evitare crollano miseramente quando uno come lui ti bacia a un semaforo.
Una cosa da fare, almeno una volta nella vita, è farsi portare in motorino, di notte, sul Lungotevere. È molto importante che la città sia Roma e non ci sono grandi spiegazioni da dare se non quel piccolo dettaglio della bellezza che ti si pianterà dentro, senza poter essere scalfita dai chilometri, dai centri commerciali, dai piumini lucidi e dalla luce accesa la mattina.
Avevo dimenticato tutto, che ora fosse, il mio top, lo scudetto disegnato sulla schiena. Il nome corretto da assegnare a quelle persone che camminavano con le occhiaie della vittoria, diretti chissà dove.
Ancora Lungotevere, ignoravo i nomi delle vie e quelli dei monumenti. Sarei tornata a casa, prima o poi?
Un altro semaforo e un altro bacio; le bottiglie gettate a terra non mi suggerivano affatto la fine della festa, potevano trovarsi lì da sempre.
In salita sentivo i nostri corpi più vicini, così avevo posato, per la prima volta, la mia guancia sulla sua spalla. La confidenza nasce da piccoli gesti isolati, da quelle frasi brevi che non dovresti dire, da uno sguardo che si prolunga. Poi non si torna più indietro.
Emanuele infatti stava andando avanti, per poi fermarsi e parcheggiare, nell’unico posto che avrebbe potuto, in quel momento, risvegliare la mia coscienza: il Gianicolo, quello vero.
Quando si è in motorino con uno della Buca, non si dovrebbe guardare nello specchietto retrovisore.
Quattro anni di Liceo classico non servono a niente, quando ti fai portare al Gianicolo da uno che tutti hanno sempre odiato e temuto.
Che cosa ci facevano lì? E soprattutto, da quanto ci stavano seguendo?

Chi ha visto Sara, nello specchietto retrovisore?

  • G., Marta e Il Pecora, sempre nella vecchia Betsy. (30%)
    30
  • Le gemelle Rossetti, magari vale la pena conoscerle. (41%)
    41
  • Ovviamente G. e Marta, nella fidata Betsy. (30%)
    30
Loading ... Loading ...

Categorie

Lascia un commento

486 Commenti

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi