Sangue nero

Ombre di tristezzaCon la mano Sara si sposta i capelli dal viso e riprende a leggere. Le lacrime le vengono agli occhi, sta leggendo un romanzo rosa, uno di quelli che fanno piangere tutti se scritti bene. Con la mano porta la cioccolata calda alla bocca e ne beve un sorso abbondante per riscaldarsi. Fuori fra freddo, piove, quasi grandina; con le coperte copre le gambe e si rannicchia nel letto.
Vorrebbe uscire in giardino, giocare un po’ o magari trovarsi con le amiche per un pigiama party coi fiocchi, però il tempo non lo permette; inoltre le viene anche da dormire, la giornata è stata dura ed è letteralmente stremata.
La stanchezza la prende alla sprovvista, il libro le scivola tra le mani e si lascia andare in un profondo sonno.
Si ritrova con gli occhi aperti, in piedi, in mezzo a un prato fiorito: le gambe sono nude e indossa un vestito bianco con le maniche lunghe e che tocca le ginocchia. I capelli sciolti e lunghi e di nuovo una terribile sensazione di freddo.
Prova ad avanzare di qualche passo ma i piedi sono immobili, così come le braccia e le mani. Riesce a sbattere le palpebre ma il resto del corpo è completamente immobile; prova a fare un qualsiasi movimento ma con scarsi risultati: quello non è il suo corpo, non riesce a controllarlo né a riconoscerlo.
Torna a guardare diritto, uno stupendo paesaggio è disteso davanti a lei però quel posto le fa paura, vuole tornare indietro, vuole svegliarsi perché questo è solo un sogno, lo sa bene.
Prova a urlare, piange, singhiozza ma non riesce a svegliarsi comunque. Il vento soffia come non mai, lei non riesce nemmeno a portare le mani alle spalle per avere un minimo di caldo e piange, piange e ancora piange.
Prova a immaginarsi un sole, un sole caldo che le riscaldi la pelle, che gliela faccia brillare e che le asciughi tutte le lacrime versate; del resto quello è un sogno, il suo sogno e lei può controllarlo come vuole.
Si sforza ma non riesce a far niente: stesso paesaggio, stesso clima. Davanti a lei però è cambiato qualcosa: dietro a un albero si vede spuntare un braccio nero e una luce bianca sulla mano della figura sconosciuta. La paura cresce e riprova a muoversi nuovamente senza risultati.
Dopo esce fuori anche una gamba e lentamente tutto il corpo si trova allo scoperto mostrandosi a circa una quindicina di metri di distanza da Sara.
La figura appare nera, probabilmente un uomo, sulla ventina, alto e magro. Con passi lenti si avvicina alla ragazza, la luce sulla mano dell’umano brilla sempre più forte, quasi fino ad accecarle gli occhi. Cerca a mettere a fuoco l’immagine ma non riesce a vedere bene, una persona giovane sì… capelli scuri e molto alto….
-Questo sogno non è tuo… non è tuo…- Le ultime parole che capisce; non riesce né più a vedere che a sentire.

Cosa succederà dopo lo strano incontro con la figura misteriosa?

  • Sara riesce a muoversi e scappa dall'uomo che la insegue. (30%)
    30
  • L'uomo continua a sussurrare parole terribile alle orecchie di Sara senza che lei riesca a rispondere né a muoversi. (40%)
    40
  • Sara si sveglia di colpo confermando le sue teorie che era solo un sogno. (30%)
    30
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16 Commenti

  • ho letto il tuo ultimo capitolo, si mi è piaciuto l’ho trovato leggermente sbrigativo l’ho letto in pochi minuti, potevi soffermarti un pò di più sulle sensazioni e via dicendo. comunque molto bello ti consiglio di prolungare di più il terzo capitolo. ho votato per: “la stessa voce dell’uomo” ma non specifico cosa dice; quello lo lascio decidere a te!

  • Molto brava Lucrezia. Così giovane e sai già creare un’atmosfera e la suspence che si addice ad un horror di stampo onirico 🙂

    Accetti un consiglio da una “vecchia” lettrice? Non avere fretta. Prenditi magari qualche giorno in più, prima di pubblicare il nuovo episodio. Lascia che ti venga il desiderio di scrivere, aspetta di essere soddisfatta.
    Rispetto alla prima, in questa seconda puntata c’erano ancora tutti i tratti salienti e i pregi del tuo stile, ma era tutto un po’ tirato via.

  • Incipit veramente appassionante ho deciso di seguire la tua storie poichè mi sono immedesimata nel personaggio con una semplicità a dir poco incedibile. Credo che riuscire a far sentire il lettore partecipe della storia sia una capacità rara che non tutti gli scrittori possiedono. perciò complimenti.

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