Un tesoro a portata di scatola

Dove eravamo rimasti?

Dove andranno a rifugiarsi i bambini? A casa di Seth. (47%)

Un Tè al profumo di mistero«So io dove portarvi, a casa mia» disse Seth. I bambini corsero all’impazzata per rincorrere Gerry. La strada sembrava un corridoio di lucciole con i lampioni accesi, il cielo era blu zaffiro e le finestre erano occhi curiosi che li guardavano. Ogni tanto si voltavano per controllare che il mostro non li seguisse. Il cuore batteva dei bambini all’impazzata mentre Seth li guidava verso casa sua, ma non riusciva a ricordare dove fosse perché era da tanto tempo che non tornava da sua madre. Diceva continuamente «Là! È quella… no aspetta… l’altra, sì proprio quella, siamo arrivati!» esultò.
«Beh, allora bussa no?!» urlò Gerry ancora agitata.
«Chi è?» rispose una voce da dentro la casa.
Seth pensò che quella voce era la più bella che avesse mai sentito, la voce di sua madre, Ilham.
La porta si spalancò e Seth corse incontro alla mamma e l’abbracciò. Portava il niquab, che mostrava solo i suoi grandi occhi marroni, gli stessi del figlio. Una lacrima di gioia le scivolò dagli occhi e bagnò le guance del figlio.
«Seth! Che cosa ci fai qui?» chiese la donna.
Il bambino non rispose e si sciolse dall’abbraccio. Com’era cambiata la sua casa! Il tappeto verde tutto rattoppato ora sembrava morbido e confortevole. Il salotto era molto piccolo, a destra c’era una mensola con appoggiato un vassoio con una teiera in rame. Il profumo del tè all’arancia e zenzero si sollevò dalle tazze e riempì l’atmosfera.
Sul tavolino c’era una foto di Ilham incinta con un uomo accanto. La fotografia era rovinata dal tempo e dall’umidità e il volto del padre di Seth si riconosceva a malapena.
Mentre sorseggiavano il tè, confortandosi dopo la corsa a perdifiato, Seth ruppe il silenzio.
«Questa casa non è una reggia, ma per me è come se lo fosse. Nessuno mi ha costretto a lavorare ma se non lo avessi fatto non avrei potuto contribuire a pagare dell’affitto. Mia madre, anche se lavora, guadagna molto poco. Ho fatto il pescatore e il lavavetri finché non ho trovato un buon lavoro come inserviente sul battello. Ho un sogno e le idee chiare per quando sarò grande: studierò e diventerò cartografo, così mio figlio non dovrà lavorare e andrà in una bella scuola.» raccontò Seth.
«Ma tuo padre dov’è, si è volatilizzato? Insomma, non sai che i bambini non possono lavorare? Mio padre mi ucciderebbe se non andassi a scuola!» esclamò Gerry stizzita.
«Gerry sei sempre la solita acida, come un budino scaduto, e hai la delicatezza di un ippopotamo in un negozio di porcellane…» la riprese Sesarm.
«Mio padre è spa…»
«SPA?! C’è una Spa qui vicino? Avrei proprio bisogno di un massaggio dopo tutte queste avventure…»
«Mio padre è spa…rito» finì Seth.

La mattina seguente i tre seguirono le indicazioni sulla mappa e arrivarono alla Biblioteca. Sulla piantina era indicata una sezione nascosta di libri sull’antico egitto e il nome di un volume sulla storia proprio della sacerdotessa Faiza.
Sesarm allungò la mano e cercò di prendere il libro ma sembrava incollato allo scaffale.
«Aiutatemi!» chiese agli altri.
Tutti e tre si aggrapparono al libro e finalmente riuscirono a inclinarlo. Si sentì un clic seguito da un cigolio. Lo scaffale ruotò, spalancandosi su un passaggio segreto buio e polveroso.
«Entriamo!» esultò Sesarm.
«Nei tuoi sogni!» ribattè Gerry.
«Infatti nei miei sogni tu ci entri eccome!» e così dicendo Sesarm la spinse all’interno del passaggio.
Gerry strillò e ruzzolò nel corridoio.
«Tutto ok?» gridò Seth tendendo l’orecchio.
«No, per niente! Ho i capelli pieni di ragnatele!» si lamentò Gerry.
A quel punto, anche Seth e Sesarm entrarono nel tunnel.

Cosa troveranno nel passaggio segreto?

  • Un mostro guardiano. (18%)
    18
  • Un enigma per proseguire. (76%)
    76
  • L'ingresso della tomba della sacerdotessa Faiza. (6%)
    6
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235 Commenti

  • la morale mi sembra condivisibile: la vera ricchezza sono i rapporti umani profondi e sinceri che si riescono a costruire; non conta dove si ariva, neanche come si arriva , ma conta non essere soli e stare vicini durante la corsa.
    alla prossima avventura e grazie tante al coach fabio e alla super coach daniela.
    certamente i nostri figli sono più ricchi dopo questa esperienza.

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