Cassandra

Qualcuno bussa alla portaNella società in cui vivo, una donna che dimostra di avere una voce ed è considerata bella, è una malefica strega. Considerarla tale significa escluderla dal mondo e, in alcuni casi, eliminarla del tutto. In questo modo non solo si estirpa qualsiasi tentativo di una donna di emergere, ma si riesce a far prevalere, ancora una volta, la voce maschile.
Detto ciò, non mi lamento affatto di essere considerata una strega. Qualcuno ogni tanto sale sulla ripida collina su cui si trova la mia casa, umile e piccola, ma graziosa, per farsi leggere le carte. Io lo faccio con piacere, ma ovviamente non sempre tutto ciò che dico accade. Spesso è solo frutto di una suggestione o di una coincidenza, o magari anche del destino, perché no? Io credo molto nel destino. Non credo che sia lui a decidere della nostra vita, ma che influisca nelle scelte che facciamo. Penso si trovi nella nostra anima e che ci indichi la via da seguire fondendosi con le emozioni, perché alla fine sono loro che ci guidano lungo il cammino della vita.
Ieri sera, ad esempio, è venuta a trovarmi una signora. Appena ho sentito bussare alla porta, sono andata a vedere alla finestra di chi si trattasse. Non che io abbia paura, sono una donna abbastanza coraggiosa e so cavarmela in ogni situazione, ma la prudenza non è mai troppa. Ho tratto un sospiro di sollievo quando ho intravisto un cappello rosa sotto cui si celavano lunghi capelli corvini. Ho aperto la porta ed ho incrociato due grandi occhi nocciola, luccicanti di speranza e adombrati di malinconia.
– Salve, signora Hobbs.- l’ho accolta, con piacere, dentro casa.
– Buonasera, Cassandra.- mi ha risposto, accomodandosi sul mio divano marrone. Emanava un profumo di lavanda inebriante e intenso.
– Mi dica: cosa vuole sapere?
La signora Hobbs si tolse la giacca con grazia, si sfilò il cappello e lo posizionò sul bracciolo del divano. Poi, si lisciò la gonna del vestito e sospirò.
– Voglio sapere se resterò incinta, questa volta.
L’ho osservata con dolce compassione e poi ho iniziato a mescolare le carte. So bene quale pena corrode il suo cuore. Ha paura di non essere abbastanza. Una donna che non riesce ad avere figli non è considerata “abbastanza”.
Ho disposto le carte sul tavolo basso e le ho osservate per un po’, coperte. Cosa dire a questa donna? Chi ero io per decidere il suo destino? Chi ero per dirle se sarà o non sarà considerata “abbastanza”?
Non sapevo davvero cosa fare. È ovvio che non ho poteri magici. Ho voltato le carte in cerca di ispirazione.
– La situazione è molto delicata.- ho affermato, con un tono professionale.
Volevo dirle di non accigliarsi per questo, di vivere con tutta tranquillità fin quando poteva, di non curarsi troppo di quello che pensava la gente e, soprattutto, di non puntare solo a far felice suo marito, perché era alla sua di felicità che doveva mirare. Ma a cosa sarebbe servito? Avrebbe sgranato gli occhi e mi avrebbe indicata come incompetente, malefica o addirittura impicciona. Si sarebbe ripresa il suo soprabito nero, il suo cappellino e si sarebbe chiusa la porta di casa mia alle spalle. Per evitare tutto questo, ho fatto l’unica cosa che mi restava da fare: mentire.
– Le carte dicono che arriverà un bambino, ma bisogna saper aspettare.- ho concluso, profetica.
– Davvero? Ma è fantastico!- ha esclamato, euforica. – Grazie! Grazie! Grazie! Quanto le devo?
Ed è qui che arriva il bello del mio lavoro: il denaro. Non solo tutti mi hanno etichettata (senza un vero motivo) come strega, ma mi pagano anche, credendo ingenuamente che lo sia. Ed io, come donna senza uomo, accetto volentieri quei soldi.
Il mio flashback viene interrotto dal rumore sordo delle nocche sul legno della porta d’ingresso…

Chi è alla porta?

  • Sua madre (22%)
    22
  • Un inquisitore (43%)
    43
  • Il suo amante (35%)
    35
Loading ... Loading ...

Categorie

Lascia un commento

72 Commenti

  • Mi rendo conto che questa storia non è affatto riuscita.
    Ho chiesto allo stuff di cancellarla e di cancellare anche il mio contatto.
    Non sono una perfezionista nella vita, solo nella scrittura. E mi rendo conto di non aver curato con la giusta attenzione questo racconto.

    • Ciao Claudia, addirittura cancellare l’ account per delle critiche al tuo racconto? Scherzi, vero? Premesso che non voglio entrare nel merito delle tue scelte personali, che proprio in quanto tali rimangono sacrosante e da rispettare, ma la tua storia è appena cominciata, tu stessa hai ammesso di non aver dedicato molta attenzione al racconto, allora perché non riscattarti scrivendo i rimanenti otto episodi?
      Ti abbiamo dato il nostro parere (bada bene: parere e non critica, perché io non sono nessuno per criticare il lavoro altrui) e ora sta a te farci vedere quanto vali!
      Non arrenderti per aver ricevuto dei commenti negativi, quelli ci stanno, sempre.
      Ma ti devo anche dire per correttezza che se tu non ti preoccupi di curare quello che ci proponi, allora io, in qualità di lettrice, non intendo regalarti il mio tempo; e poco mi importa se il tuo racconto è supportato da milioni di incipoints (la cui provenienza è tutto dire, perché da come si stanno evolvendo le cose ultimamente su questa piattaforma sono sicura che pur di conquistarsi una copertina e un po’ di visibilità qualcuno faccia votare anche il proprio cane e il gatto del vicino).
      Se scrivere è quello che vuoi fare nella vita, allora suppongo che farlo per te sia un piacere. Quindi ti dico: fai in modo che anche i tuoi lettori provino piacere leggendo le cose che tu scrivi per loro, e non arrenderti.
      Di nuovo buona fortuna.

      • Beh, sinceramente non ho alcun bisogno di visibilità, soprattutto dal momento in cui ho chiesto allo stuff di eliminare il racconto, nonostante sia stata in primo piano. Tutte queste critiche mi hanno avvilita e per questo volevo mollare. Ma ora voglio scrivere un terzo episodio e provare a salvare l’insalvabile.

        • Ti ho per caso detto che hai bisogno di visibilità? Anche il mio racconto è stato in primo piano, e allora?
          Se tre critiche in croce ti hanno avvilita allora mia cara non ti sei ancora scontrata con la vita vera, che è fatta di gioie ma anche di tanti dolori. Vuoi fare la scrittrice ma non accetti critiche sul tuo lavoro. Allora scusami ma qui cosa ci fai? Non mi pare che ci sia scritto da qualche parte che i commenti debbano essere per forza positivi.
          Vuoi che tutti ti dicano che hai scritto due episodi bellissimi? Va bene, hai scritto due episodi bellissimi, ma sappi che non è assolutamente così.
          Non ti seguivo prima e non ti seguirò neanche adesso, ti ho pure incoraggiata e ho perso fin troppo tempo a farlo dal momento che tu al mio racconto non hai dedicato neppure un secondo e hai assunto un atteggiamento a dir poco infantile scrivendo quel commento. Ma questa è solo la mia modesta opinione.
          Te lo ribadisco: buona fortuna.

          • 1 ho solo vent’anni e no, non ho mai ricevuto critiche negative sulla scrittura.
            2 non c’è scritto da nessuna parte che dopo le tue critiche debba venire a farle anche io a te.
            3 nessuno ti ha chiesto di seguirmi.
            Spero di essere stata abbastanza chiara.
            Ah, dimenticavo! Grazie per il “buona fortuna”.
            Spero che non ti perderai il prossimo episodio 😉

            • Fatti un bel bagno nella realtà perché ne hai proprio bisogno…
              Se avessi usato anche solo un minimo della chiarezza che dici di aver usato in questo commento per scrivere i tuoi racconti forse ti saresti evitata questo pandemonio. Io sono stata abbastanza chiara?
              Sono più che contenta che tu non venga leggere i miei racconti perché a mio parere sei una lettrice poco obbiettiva esattamente come sei una scrittrice poco attenta. Non mi interessa proprio niente che tu abbia venti oppure sessant’anni, siamo tutti adulti. Il problema è solo uno: in questo posto (salvo alcuni rarissimi casi) non si può esprimere liberamente il proprio pensiero, si accettano solo le lusinghe.
              Ma stai pure tranquilla, mi perderò volentieri ogni singolo episodio del tuo racconto, perché a prescindere dal genere in cui viene collocato rimane mal costruito e inconsistente.
              Buona fortuna.

              • Scrittrice poco attenta non te lo concedo. Devo definirti superficiale, visto che giudichi laia scrittura da una pagina. Non ti dico di andare a leggere i miei 150 racconti, perché ho l’impressione che non lo faresti. Fate critiche è più divertente di fare elogi.
                Detto questo, buona fortuna anche a te.

    • Sono d’accordo con quello che dice Queen.
      Anch’io, all’inizio di un racconto su The Incipit, mi chiedo in che sezione sarebbe più giusto inserirlo, e se sarò capace di essere fedele al genere che ho scelto.
      Penso che la tua sia stata una leggerezza, e non presunzione. Hai voluto giocare con la storia, senza pensare che l’idea stessa di giocare con la storia la rende una fantasia, un fantasy. Ma ti sembra, questa, una colpa tanto grande da farti cancellare racconto e profilo?
      Per me non lo è, affatto. Puoi decidere qual è la cosa a cui tieni di più in questo momento: se la fedeltà al periodo storico che hai scelto, o le storia che ti piace creare su misura dei tuoi personaggi. E poi, sulla base di quello, aggiustare il tiro. Se scegli la storia, basterà fare più attenzione, fare le dovute ricerche. Se opterai per l’invenzione, potrai rivoluzionare le regole della Storia, purché siano coerenti al tuo racconto e al tuo personaggio.
      Le streghe di Roald Dahl sono contemporaneissime, eppure sono streghe, e sono sicura che si bevano anche del tè, di volta in volta. Solo che lui ha fatto chiara da subito la cifra stilistica, e nessuno ha mai avuto nulla da ridire.
      La tua strega, Claudia, può bere il tè, fare le carte, avere un carattere contraddittorio e tutto il resto. Basta che tu le cucia intorno il contesto che le è più proprio: un mondo di tua invenzione, in cui le regole, pur inviolabili, sono diverse da quelle reali.
      Non cancellare il profilo, rimodella la storia. Sono sicura che, superata la delusione del momento, diventerà un esercizio divertente e appagante.

  • Mi unisco agli ultimi commenti fortemente critici: una quota di coerenza fra l’ambientazione, la trama, l’intreccio e i personaggi è doverosa.
    Lo sarebbe indipendentemente dal genere del racconto e dall’epoca storica.
    Lo è a maggior ragione se ti inquadri nel genere storico, dove, come accennava già Locullo, le mancanze che altrove sarebbero fastidiose, diventano avvilenti.

    Ma, di più, in questo racconto la protagonista è inconsistente in quanto a spessore e introspezione, ha una psicologia ambigua ai limiti del confuso (coraggiosa ,indecisa, fatalista, lunatica, contraddittoria, prudente) e si muove in modo incoerente rispetto a sé stessa.
    E’ sola, ai margini della società, ci dici all’inizio. E quindi da dove spuntano le sue migliori amiche? Nel primo capitolo non crede alla magia e alla divinazione e nel secondo pratica incantesimi e pozioni fin da bambina? Nel primo capitolo le streghe vengono “escluse dal mondo” e nel secondo invidiate e ammirate mentre passeggiano per la città spizzicando dolciumi? Non è un’assassina, non vuole uccidere nessuno ma poi in base a cosa decide di farlo (e in modo tanto rischioso)?

    Anche tralasciando la cornice storica (che comunque nei suoi tratti generali, in quanto studentessa di lettere, dovrebbe essere abbordabile), da un’autrice che ha già pubblicato più di un romanzo, che collabora con testate giornalistiche e coltiva ambizioni professionali letterarie, è lecito aspettarsi il minimo sindacale di coerenza interna, senso logico, uso proprio del lessico e credibilità narrativa.

    Presumo che tutte queste caratteristiche siano già frecce al tuo arco.
    Ma finora, non capisco perché, non stai mirando a dovere.

    • No, hai ragione. Come ho già spiegato, non ho curato abbastanza questo racconto. Volevo cancellarlo, ma poi ho deciso di continuare, ormai è diventata una sfida. Comunque mi sembra un po’ eccessivo mettere in discussione il mio ruolo di “pseudo” scrittrice solo per due pagine, a mio parere una, uscite male.

      • Sarò contenta se riuscirai a stupirmi con i prossimi episodi, il mio intento non era mai stato quello di farti cancellare il racconto né l’utenza.

        E non avevo alcuna intenzione di mettere in discussione alcun tuo ruolo.
        Quello che intendevo, e che forse non sono riuscita ad esprimere chiaramente, è che, se da una giocatrice qualsiasi, come posso essere io, non è lecito aspettarsi nulla (in termini di capacità letterarie), da qualcuno che ha un curriculum accademico umanistico, ha pubblicato romanzi e dichiara ambizioni narrative, ci si creano aspettative.

  • Ciao Claudia, se mi posso permettere, vorrei dirti con tutta sincerità che questo racconto non lo capisco…Quando ho letto la trama pensavo avresti costruito qualcosa di “storicamente credibile” ma di storico ancora non ho visto niente, anzi, a dirti la verità, non ho capito neanche dove si svolge la vicenda.
    Le streghe erano dei personaggi che con Cassandra non hanno nulla a che fare, non leggevano i tarocchi (forse ti confondi con le zingare) e non spettegolavano su uomini e vestiti con le amiche sorseggiando del tè (visto che molto spesso si trattava di donne emarginate dalle comunità locali, vestite di stracci e che al massimo si potevano permettere di bere l’acqua del fiume).
    Carlo poi brucia le streghe sul rogo, ma che tipo di inquisitore è? Parliamo di inquisizione spagnola (e in questo caso la vicenda si svolgerebbe in Sicilia o Sardegna) o di inquisizione romana? Parli forse delle streghe di Triora? Faccio delle ipotesi basandomi sul riferimento temporale presente nella trama, ma onestamente non si capisce niente…A questo punto credo che anche la scelta del XV secolo sia stata buttata lì senza un fondamento storico preciso…
    Non serve essere degli storici di fama mondiale per scrivere un racconto di questo genere, non è necessario farcire ogni singolo episodio di date, fatti e quant’altro. Basta anche solo fare una breve ricerca per avere un minimo di cognizione su ciò che si andrà a scrivere, almeno per rispetto nei confronti dei tuoi lettori.
    Buona fortuna.

  • Sai cosa c’è di profondamente sbagliato, secondo la mia modesta opinione, in questo racconto? La scelta del genere. E’ scritto in un buon italiano, perfino gradevole alla lettura nella sua semplicità: l’avessi messo nel rosa, o nel fantasy, nulla da dire.

    Sarà che io ho un profondo rispetto per la storia, ma il fatto che tu l’abbia inserito nel genere storico denota una presunzione avvilente.

    Dov’è “la fine del XV secolo” in questo personaggio, nella sua psicologia, in quel cosiddetto inquisitore che va a prendere il tè dalla strega? Quale società del basso medio-evo c’è in una donna che il pomeriggio va dalle amiche a prendere il tè (peraltro portato in Europa solo nella seconda metà del 1600) e “parliamo di uomini, di vestiti, di pettegolezzi”?

    • Hai perfettamente ragione, forse non sono ancora abbastanza competente sulla storia per scrivere di questo genere. Ma la mia scelta è da vedersi come singolo fatto storico. Quando scrivo un racconto, non è mai troppo fedele al genere. In questo caso non lo è per niente. Ho pensato molte volte di lasciar stare, di smettere di scrivere questo racconto, ma poi ho visto che molti hanno apprezzato ugualmente, quindi ho continuato.

      • Claudia, perdonami, avevo scelto il silenzio riguardo al tuo racconto, prima di tutto perché tendo a tacere su questa piattaforma le mie critiche e in secondo luogo perché volevo darti tempo di sviluppare la storia sperando in chissà quale strano espediente. Premesso che mi trovo pienamente d’accordo con i commenti di locullo, Queen e Angela, mi sono decisa a scriverti quando ho letto questa tua risposta a locullo, in cui sostieni di aver continuato perché “molti hanno apprezzato ugualmente”. Davvero, Claudia? Voglio dire, sai che hai scritto un qualcosa di indiscutibilmente incoerente (in quanto a personaggi e ambientazione storica), ma siccome hai ricevuto commenti positivi (e mi perdonino gli altri, fra cui alcune persone che stimo e conosco bene,. per quello che sto per dire, ma i commenti positivi qui sopra si sprecano, nel vero senso della parola: c’è chi li fa per carineria, chi per ottenere un voto, chi perché non ha letto davvero o magari è altrettanto incompetente sul genere. Forse i commenti positivi sono tanti solo perché molti hanno taciuto quelli negativi, ed ecco che ho deciso di scriverti la mia opinione) continui imperterrita peggiorando addirittura le cose? Certo, nell’editoria e non solo funziona così: piace, che importa se non è “corretto”. Affermazione dalla quale mi dissocio in casi come questo dove coerenza e precisione sono d’obbligo. Non mi sento nella posizione adatta a criticare, ma di sicuro quella adatta a consigliare, soprattutto ad una persona che fa della scrittura un possibile mestiere come pare voglia fare tu: per rispetto a chi ti legge (davvero), cura di più quello che scrivi.

        • Non ho detto che ho continuato perché piaceva. Comunque tranquilli, ho chiesto di inserire la mia storia nel genere fantasy. Inizialmente volevo mollare tutto, storia e sito, perché i commenti mi hanno davvero mortificato e scoraggiato, ma poi mi sono detta che per rispetto a chi mi aveva letto ed apprezzato e anche a me stessa, devo cercare di salvare questa storia in qualche modo.

          • Scusa, (non mi piace protrarre le discussioni sterili, ma nemmeno lasciare una persona senza una risposta) ma le tue parole sono state (copio) “Ho pensato molte volte di lasciar stare, di smettere di scrivere questo racconto, ma poi ho visto che molti hanno apprezzato ugualmente, quindi ho continuato.”
            Detto questo, trovo spiacevole che tu ti sia sentita mortificata da commenti che, se sono stati fatti è stato anche perché c’era fiducia nella tua capacità di recuperare (se fossi stata una causa persa, non credo che nessuno di noi ti avrebbe detto alcunché; per quanto mi riguarda, per lo meno, non mi scomodo a sprecare il mio poco tempo a commentare persone che non hanno capacità); trovo altresì spiacevole il tono preso nella discussione con Queen, la quale mi sembrava quella più incoraggiante di tutti, fra i vari commenti “negativi” che hai ricevuto: si è addirittura premurata di dirti di non cancellare il racconto. Trovo spiacevole ancor di più vedere che usi la parola stuff al posto di staff, ripetutamente.

            • Forse perché invece di trovare delle persone che condividono la mia passione e comprendono che errare è umano, trovo gente pronta a giudicare ogni cosa. Ecco, ad esempio la parola “staff”!
              Sinceramente fate passare tutta la voglia di scrivere. E io ne ho molta.

              • Errare è umano, perseverare è diabolico.
                Benvenuta nel mondo reale, dove a volte capita che non tutto quello che fai piace e la presunzione (o la falsa modestia) non è una buona arma di difesa; dove una critica potrebbe essere un mattone per costruire, anche se da te viene considerata una palata di terra per seppellire.
                Se è questo il tuo modo di affrontare il confronto, sì, forse è meglio se ti fai passare la voglia

  • Concordo con l’assenza di atmosfera per essere l’antro di una strega. Ma anche con il fatto che è presto. Per eempio siamo sicuri di avere capito in che epoca siamo? Per questo non ho votato l’inquisitore. E se fosse un racconto “moderno”?

  • Amante. L’incipit è intrigante, però storicamente il personaggio (il suo modo di esprimersi e ragionare) mi pare improbabile: è troppo consapevole, lucra sulla sua situazione mentre nella realtà sarebbe stato impossibile (Wanna Marchi nel XV-XVI secolo avrebbe fatto una brutta fine) e per altre ragioni che non starò qui ad elencare. Poi il romanzo storico, o il racconto in questo caso, ognuno lo gestisce come vuole, però qualche attenzione in più è necessaria.
    Ti seguo.

  • eccomi!!! anch’io ho finalmente trovato i cinque minuti perfetti per leggerti!
    l’inizio è intrigante
    io ho optato per l’inquisitore
    pensare all’amante mi fa venire in mente una storia che ho letto due anni fa di harmony: finta cartomante, denaro “sporco”, un affascinante amante e tante tante di quelle bugie 😉

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi