Degahr

Jala cahallin xal tlu elg’cahlin – Qualsiasi cibo può essere avvelenatoEssere inquisitore non era affatto quello che avevo desiderato. Non che dia molta importanza ai miei desideri. Ci viene insegnato fin da piccoli che sono solo ostacoli al nostro destino e coloro cui la Dea concede abbastanza anni da vivere, ne trovano dimostrazione continuamente.
Io non faccio eccezione. Avevo avuto l’incredibile fortuna di essere avviato a ciò che amavo, e poi, in pochi attimi, tutto mi era stato strappato. Come e perchè sia accaduto, è irrilevante.
Dunque, sono inquisitore. Secondo inquisitore se, come il Popolo (me incluso), date importanza alle gerarchie, all’ordine sociale e alla disciplina.
Come si concilia questo con la Caotica Tessitrice che è Signora delle nostre esitenze? La contraddizione, così come l’ordine sociale, è solo apparente.
La disciplina, invece, è reale.
Nel grembo di roccia della Dea, dove l’oscurità è sia amica che nemica, avere il controllo della situazione fa la differenza fra vivere e morire. Più spesso fra morire in modo imbarazzante e morire dignitosamente.
Controllo della situazione significa controllo del movimento, del respiro, dell’ambiente circostante, di ogni muscolo del corpo, persino dei propri pensieri. Perchè, qui sotto, una singola vibrazione viaggia nella roccia rapidamente e per lunghissime distanze portando con sé una copiosa messe di informazione che il nemico, potenzialmente chiunque, può decifrare.

Negli ultimi quattro cicli sono stato apprendista, il che vuol dire che c’era un primo inquisitore, il mio maestro, e un secondo inquisitore, che, alla morte del mio maestro (diciamo naturale, essendo piuttosto naturale morire ingerendo una massiccia dose di veleno) è salito di rango, facendo avanzare anche me. E’ un sadico con più boria che cervello e prima poi anche lui farà una bella morte naturale, nella quale spero di avere un ruolo da protagonista.

Quando la piccola wanre qu’essan, già adeguatamente arrogante e collerica nonostante l’obbligo alle mansioni servili, venne a chiamarmi indicandomi i piani alti con la mano, capii subito che le cose si mettevano male.
Ogni rampa di scale in più, le mie prospettive peggioravano. Al piano dove mi fermai, la mia unica speranza (qualsiasi errore avessi commesso) era pregare.
Rill, l’atletica guerriera che è la guardia particolare della Secondogenita, e con la quale volentieri tenterei un approccio fisico, se non avessi la certezza di ritrovarmi la sagoma del suo stivale stampata in faccia se ci provassi, mi spintonò dentro una stanza lussuosa, dove non sentivo alcuna urgenza di entrare.

Valshareen, la Secondogenita, era lì. Nuda e flessuosa, con i candidi capelli sciolti fin oltre le ginocchia a conclamare il suo alto rango, aveva la perfezione di una Zigh, le statue Sacre della Dea, scolpite col sangue degli artisti.Dicono che abbia occhi incredibili, colore del to’ryll, ma fissarla in viso sarebbe la più assurda infrazione al codice di comportamento che uno come me potrebbe commettere.

-Venorik – disse lei usando contro di me il mio nome senza preavviso.
Cercai di comporre i lineamenti ad una maschera di impassibilità, e scattai in ginocchio con la mano sulla coscia, posizione di ordinanza. Non occorrevva affatto che parlassi.
-Mi dicono- continuò con un tono colloquiale che mi gelava il sangue – che siete intelligente e riservato. Devo crederci?
Pessimo preludio. Ma era una domanda e dovevo rispondere.
-Voi sola conoscete i vostri doveri, Yathrin. Io farò di tutto per rispondere alle vostre aspettative – annaspai rigido.
Percepii sulla mia schiena i famosi occhi color to’ryll e non erano amichevoli.
-Abbiamo un problema, inquisitore.
Alzai lo sguardo con cautela, di poche dita, portandolo sul collo lungo e levigato, nero come la notte.
Fece segno a Rill, che, con un gesto pratico e senza mai distogliere completamente lo sguardo da lei (sospettavo che riuscisse a tenerla d’occhio anche di spalle) scostò d’un colpo la pesante tenda che copriva una delle tante nicchie nelle pareti.
Decisamente, avevamo un problema.

Che forma ha il problema che Venorik ha appena scoperto di avere?

  • Il cadavere di un guerriero vigoroso orbo da un occhio. (13%)
    13
  • Il cadavere di una ragazzina senza ferite apparenti. (38%)
    38
  • Il cadavere di un giovane guerriero particolarmente avvenente ma molto morto. (50%)
    50
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61 Commenti

  • Per leggere del Popolo, è necessario che la tiepida notte della superficie sia alla cuspide della curva del buio. Sai che ti preferisco a Salvatore, papà narrativo degli Ilythiiri. Ma è giusto così, visto che solo una Jalil può sentire e restituire i mille fili della Tessitrice. E come sempre, seguo, riottoso di fronte alla pura matriarcalità, ma felice di rileggerti in questa veste.

    • Mi piace moltissimo cambiare registri.
      Ovviamente, da brava dilettante, non sempre tendo ad essere efficace 🙂
      Qui siamo solo all’inizio, ma accetto proposte per il racconto successivo.
      Dovrei buttarmi sul rosa pastello (senza neanche la vena storica)?

    • Il secondo inquisitore attuale è Venorik, il protagonista e narratore del racconto.
      Prima di essere secondo inquisitore era “apprendista” del primo inquisitore.
      Quando il primo inquisitore è morto, quello che era il secondo inquisitore è stato promosso primo inquisitore (il sadico) e l’apprendista è stato promosso secondo inquisitore (venorik).

      Purtroppo le gerarchie non sono proprio chiarissime ^__^

  • Stai riuscendo nell’eroica impresa di far divenire il fantasy uno dei miei generi narrativi preferiti.
    Il mio signor cervello qui – un tipo alquanto neghittoso in fatto di slittamento di opinioni – mi guarda attonito e a bocca aperta, dopo la dichiarazione rilasciata al primo rigo.
    Un po’ di esoterismo non mi dispiacerebbe.

    • Onoratissima JB.
      Io adoro il fantasy, quindi sono sempre molto felice di diffonderlo.
      Tra l’altro, come in tutti i generi, ci sono libri e libri.
      Se mai volessi iniziare con un fantasy davvero interessante ti propongo “gli Inganni di Locke Lamora” di Lynch, autore meravigliosamente audace e originale, con il solo difetto di patire crisi d’ispirazione.
      🙂

  • Il cadavere del giovane guerriero avvenente ma molto morto, vince.
    E voto chiaramente per questa opzione 😀

    Angela, che dire, eccomi qui in “casa” tua a leggerti.
    Un genere molto diverso da quello che solitamente richiama la mia attenzione, ma ben scritto, con linguaggio fluente e tale da creare belle immagini.
    Altra cosa: i nomi sono assolutamente spettacolari, continua cosi.

    Sarai colei che mi inizia al fantasy.
    A presto, saluti.

    • Lo prendo come un complimento, naturalmente 🙂
      Non conosco molte società provenienti da nazioni con linguaggi incomprensibili che abbiano spinto tutto il mondo a conoscere per nome (e senza alcuna idea di cosa si sta dicendo, tipo a volte mi chiedo se i miei comodini si chiamino “cerume” e i miei scaffali “caccole”) intere gamme di prodotti.
      Ergo, possano le mie scelte narrative in fatto di nomi far impallidire l’Ikea!
      Disgraziatamente, i nomi in questo racconto vengono da una codifica precisa non ideata da me: http://fearth.altervista.org/Libreria/Italiano-Drow.pdf

  • Donna, la tua prosa è pronta per uscire dalla barrique ed essere imbottigliata. È un’estasi organolettica. Che talento la nostra Signora Aradia.
    “L’avvenente, ma molto morto” è tentatrice, ma il suo richiamo è di carattere strettamente canoro, mentre c’è qualcosa nel cadavere della ragazzina che riecheggia come l’urlo di una vergine in una spelonca. Scelgo questa, potrebbe portare a degli sviluppi molto interessanti.

  • Zietta, ancora tu? 🙂
    Come promesso non ti seguo, non ho votato e non ho nemmeno letto tutto l’episodio 🙁
    Come sai sto andando a esaurimento dello stock di racconti che seguo (dopo avere abbondantemente falcidiato la lista).
    Però, di tanto in tanto, faccio un giro su theincipit a vedere che si dice.
    In bocca al lupo per la tua opera seconda.

      • è cosa nota che abbandonare le sette è difficile, se non addirittura rischioso… non vi abbandono, riduco la frequentazione, non scrivo nuovi racconti (almeno per tutto il 2013), leggo qua e là (evitando i fantasy e i bimbiminkia), scrivo qualche commento (meno circostanziato) e, al momento, mi sta bene così (in attesa di sviluppi).

  • Ci tenevo a essere il primo.

    (Non dico nulla, per evitare stucchevolezze e perché voglio rileggere con calma a computer)

    [Comunque occorrerà trovare qualche forma di comunicazione privata tra settari, ché non è tollerabile che debba scoprirlo per caso, il tuo racconto]

            • La zia ne sa a pacchi perchè è una orribile nerd un po’ sfigata che ha passato l’ultimo quarto di secolo a divorare libri e giocare di ruolo e non ha mai avuto la forza morale di disintossicarsi.
              Nunzia mi sembra una ragazza senza sociopatologie conclamate, quindi spero per lei che diventi una star del fantasy sapendone meno di zia 😛
              Del resto se c’è riuscita la Troisi…

              • Capito come funziona la Setta, D’Aquale?
                Affetti un po’ di auto-critica, allisci un po’ la preda…

                (…e poi spari una stilettata biforcuta che ne fa fuori due in un colpo solo…)

              • … Tutti parlano male della Troisi, in non posso esprimermi, visto che non ho mai letto nulla di suo. Però scherzavo, la mia considerazione era ironica! Io non ne so molto del fantasy e sto solo sperimentando un genere veramente lontano dal mio stile e dalle tematiche che in genere affronto nelle mie storie… Però mi sto divertendo, e visto che questo solo un gioco, la prendo come viene!

            • … ah! allora la vedo proprio difficile. Il Mocher già mi ha stroncata all’esordio, contando uno per uno tutti i refusi e forse neanche lui, da quello che leggo, ama molto i fantasy. Angela è sicuramente bravissima, se ha esperienza di gioco di ruolo allora sta dentro alla grande. Io non ho mai giocato (non ne avrei la pazienza) e di fantasy ho letto veramente poco. Infatti ancora non ho capito come mai mi sono messa a scrivere quel racconto. In realtà credo che mi troverò molto in difficoltà, magari mi butto sul sentimentale e la trasformo in una storia d’amore! Io sono più sul genere ironico e infatti ho già in mente un racconto humor… Però credo che il divertimento stia pure nel fatto di doversi cimentare in genere lontani dalle proprie preferenze e stili, almeno di fanno esperienze nuove! Per la Setta, lasciamo stare… devo ancora affrontare il Rito Iniziatico!

              • A me piace il tuo racconto 🙂 Come ho scritto, sei estremamente lineare senza mai diventare banale o noiosa. E’ un grande pregio, tanto che pensavo davvero che te ne intendessi di fantasy.
                Quindi, direi che la sfida la stai affrontando benissimo!

                E non preoccuparti, il Mocher conta i refusi a tutti. Solo il fatto che sia lì a commentarti, a dispetto del genere che non ama, significa che non aveva affatto intenzioni stroncanti…

    • Locullo, ricorda la tua natura di suocera e vacci giù duro di stiletto. E poi il fantasy non ti piace!
      E’ anche a questo che serve la setta 🙂 Che tutti e quattro ci piaciamo tanto (anche se Mocher è un po’ traditore) già lo sappiamo.

      E’ la mia prima esperienza di narrazione in prima persona e, ti dirò di più, tradizionalmente questa particolare ambientazione fantasy, è narrata in terza per aumentare il senso di formalismo, rigidità e distacco.
      Per cui, magari sarà un gigantesco floppone, come tentativo 🙂

      (sono molto d’accordo sulla comunicazione settaria privata…cosa proponi? io sono arcaica, senza smartphone, senza twitter, praticamente un’anacoreta)

      • Sono desolato, e pure un po’ scocciato, ma ho trovato la lettura assai piacevole: proprio la narrazione in prima persona rende meno astratto il contesto fantasy che odio, dunque è per me un “attenuante del genere” e non il prodromo di un flop. Anche l’ironia sottesa a molte frasi mitiga – per me apprezzabilmente – il genere.

        Ho apprezzato anche il dialogo tra Secondi (aiuto, comincio a usare le maiuscole come i fantasysti…).

        Se vuoi, posso segnalarti i refusi: “fra” al posto di “fa” in quattoridcesima riga e un “o” che manca tra il “prima” e il “poi” in venticinquesima.

        Per il resto, posso solo osservare che non mi è piaciuta questa frase: “con la quale volentieri tenterei un approccio fisico, se non avessi la certezza di ritrovarmi la sagoma del suo stivale stampata in faccia se ci provassi”. L’avrei virata in questo modo: “con la quale volentieri tenterei un approccio fisico, se non avessi la certezza – laddove ci provassi – di ritrovarmi la sagoma del suo stivale stampata in faccia”.
        Inoltre, non sempre la notte è nera.

        (Sul problema di comunicazione, potremmo scambiarci gli indirizzi e-mail: il problema è come farlo. Potremmo usare i piccioni viaggiatori che userebbe Arianna ovvero qualche elfo messaggero che userebbe Venorik)

        • Lieta di aver attutito lo scontro con il fantasy e che tutto sommato sia leggibile 😉
          Grazie dei refusi, devo starci più attenta, ero cotta ieri notte, ma ormai avevo finito di scriverlo e volevo inserirlo.

          La frase su Rill è quella che suona peggio anche a me, è stata brutalmente tagliata per risparmiare un po’ di caratteri e il risultato è davvero claudicante.

          La notte per un drow, nel sottosuolo, è sempre nera. Di fatto non esiste il giorno, se non per un sistema di illuminazione magico. Ma questi sono dettagli di ambientazione impossibili da comunicare in 4K caratteri.

          Ho invece commesso due errori, piuttosto gravi, di ambientazione.
          Valshareen non darebbe mai a Venorik del voi, e l’avverbio “dignitosamente” non ha tanto senso per un drow, però ci stava bene.

          (ho attivato i piccioni, vediamo se arrivano)

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