IL CODICE SINATRA

CAMERE D’ALBERGO (An American Tragedy)Nella sua stanza, la numero 8, nella sua stanza d’albergo di un hotel qualunque a Dallas, Texas, un uomo sta leggendo un librone poderoso. Quando arriva in fondo alla pagina, l’uomo rabbocca il carburante. Del resto, il testo è impegnativo: s’ intititola “Oswald, An American Mystery”, l’ha scritto Norman Mailer. L’uomo, girando pagina, è arrivato quasi alla fine: quasi alla fine di una bottiglia di whiskey di malto. L’uomo riascolta per l’ennesima volta un brano. Il suo nome è: Lee Harvey Oswald.

In questa strana storia, così semplice e in fondo stupida da restare enigmatica per cinquant’anni, esce un’altra volta l’8. In realtà, il giro di roulette (roulette russa?) è partito l’otto dicembre del Sessantatrè. Nel secolo scorso. Rien va plus. In un’altra camera d’albergo a Lake Tahoe un uomo è stato prelevato: Junior è stato rapito. Il suo nome è Frank Sinatra. Suo padre è Frank “Rat Pack” Sinatra: la Voce.

La voce di Sinatra: ecco quel che ascolta e riascolta Lee Harvey Oswald nella camera di un albergo qualunque a Dallas, Texas. Cinquant’anni fa stava con la ragazza più bella di Minsk, o con…
La Vedova Oswald si è risposata e vive appartata.

Ancora, per la terza volta, è uscito l’8: otto luglio del Sessantatrè, l’ultima estate. Jack e Jackie su una decapottabile: JFK è alla guida, la First Lady siede alla sua destra, ma chi sono i due tipi sul sedie posteriore della cabriolet?

Tra un paio di giorni, sarà Thanksgiving: il vent8 novembre, chi cucinerà il tacchino del Ringraziamento?

Chi cucina il tacchino del Ringraziamento nel cinquantenario di Dallas?

  • Un agente del KGB (0%)
    0
  • La moglie di un senatore repubbicano (100%)
    100
  • Un agente della Cia (0%)
    0
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54 Commenti

  • Leggerti è come salire su una montagna russa di citazioni, idee, giochi di parole, fatti e personaggi storici. Molto stimolante.

    “Lo scrittore più malsano del secolo breve” è bellissima.

    (Con tanti saluti a Hobsbawm…)

  • Certo che i personaggi di questa storia sono proprio incredibili. Grotteschi e surreali, ma poi se ci si gira intorno, ci si accorge che sono più veritieri di quanto sembri.
    L’elefantessa che mangia lo zenzero con le mani sporche di tacchino è in cima alla classifica.
    Non so ancora bene dove ci porterà la storia, nel dubbio voto per un po’ d’Africa anch’io.

  • Caleffi, sei uno che ci sa fare.
    Si vede che hai la penna giusta, un occhio acuto e cinico e parecchi libri letti al tuo attivo.

    Ma non è proprio il mio genere.
    Nè il tipo di prosa, nè l’ambientazione, nè quel retrogusto di superiorità disillusa che mi rimane in bocca come caffè bruciato.
    Bel taglio, stoffe di qualità, disegno sartoriale, ma l’alta moda non è per il mio fisico nè per il mio gusto.

  • Una storia interessante. O forse più storie interessanti. Che alla fine ci siano 8 storie da scoprire?
    Iniziamo a mangiarci un tacchino, e ringraziamo.

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