Dove eravamo rimasti?
23 FEBBRAIO 1850La piccola Francesca Corona, l’orlo della gonna sporco di fango e due grandi fiocchi neri intrecciati tra i capelli che le incorniciavano il viso pallido e stanco, trascinava a fatica la pesante brocca piena d’acqua fresca che le avevano dato ordine di riempire.
Le sue esili braccia tremavano per lo sforzo a cui erano sottoposte, la innocente bocca di bambina dalla quale sarebbero dovuti fuoriuscire allegri ritornelli e filastrocche era contratta in una smorfia di dolore e rassegnazione.
Nove giorni prima, sua madre Maria Corona aveva coraggiosamente dato alla luce un neonato sano e robusto; il corpo della donna, indebolito da venti ore di travaglio non riuscì a vincere la febbre puerperale che silenziosamente la portò via a cinque bambini ancora troppo piccoli per potersi prendere cura l’uno dell’altro.
Spettava quindi ad Antonio, con l’esperienza dei suoi vent’anni, crescere i suoi fratelli facendo le veci del padre, sempre troppo impegnato con il lavoro e con la sua attività di consigliere per preoccuparsi delle faccende di famiglia.
“Dai a me. Vai da babbo che ti da qualcosa da mangiare” disse il giovane.
“Babbo sta parlando con quei signori laggiù” rispose la bambina, indicando un gruppo di uomini radunati sotto la grande quercia nel cortile di casa Corona.
Antonio non riusciva a capire quello che si stavano dicendo ma riconobbe tra loro alcuni membri del consiglio comunale, gli stessi uomini che in occasione delle celebrazioni in onore di San Sebastiano avevano conferito con il procuratore generale del conte di San Lorenzo in merito alla discutibile condotta del notaio Satta in qualità di amministratore locale della giustizia.
“Che risposta avete ricevuto dall’avvocato del conte?” domandò Pietro Corona.
“Ancor nessuna, purtroppo liberarci di quel Satta non è facile” rispose Efisio Perra, uno dei membri più anziani del consiglio.
“Se non dovessimo ricevere una risposta soddisfacente entro la metà del mese prossimo saremo costretti a ricorrere ad altri mezzi, e Dio solo sa come potrebbe andare a finire!” esclamò il Corona.
“State calmo Pietro, lasciate al conte il tempo necessario per prendere una decisione. Solo dopo penseremo al da farsi”.
Nel frattempo Antonio rientrò in casa per assicurarsi che i suoi fratelli mangiassero almeno un pezzo di pane e del formaggio, e dopo averli lasciati alle materne cure della vecchia zia montò in sella al suo cavallo e si diresse verso il fiume.
La morte di sua madre era stata un duro colpo e non aveva ancora avuto modo di fermarsi a pensare, di elaborare un lutto che avrebbe indelebilmente segnato la vita di tutta la famiglia.
Quel giorno l’aria era fresca e pungente, le nuvole cariche di pioggia dei giorni precedenti avevano lasciato spazio ad un cielo limpido e terso e il Maestrale soffiava forte scompigliando le fronde degli alberi.
Cavalcando lungo il sentiero che costeggiava il fiume, il giovane arrivò in prossimità della piccola chiesa campestre dedicata alla Vergine di Montserrat, luogo di culto e di antica devozione eredità di una dominazione straniera ancora troppo sentita.
Non entrava in chiesa dal giorno del funerale. Non aveva nulla per cui pregare, nulla per cui ringraziare il Signore, ma allo stesso tempo sentiva di doverlo fare almeno per suo padre, ormai troppo freddo e distante per potersi rendere conto del male che stava lentamente infliggendo ai suoi figli.
Legò il cavallo al tronco di un vecchio ulivo, prese coraggio e spinse il pesante portone di legno della chiesetta.
Inginocchiata davanti al piccolo altare, una ragazza con il capo coperto da un fazzoletto bianco finemente ricamato e le mani giunte in rispettosa preghiera si voltò a guardare colui che aveva interrotto le sue orazioni.
Agnese Satta arrossì e riprese turbata la consueta recita del rosario.
Quale personaggio volete conoscere nel prossimo episodio?
- Il sindaco (24%)
- Il parroco (67%)
- La vedova del flebotomo (10%)

29/06/2014 at 10:11
Ciao Queen,
ho letto tutto d’un fiato questo bel racconto. Sai che io sono campidanese? Lo sei anche tu immagino 🙂
Mi è piaciuto molto, le azioni sono chiare e ben descritte. Ho ritrovato, su certe inclinazioni dei dialoghi, la dura inflessione delle parole e delle frasi che io sento ogni giorno e ho sentito dai miei nonni in passato. L’unico cosa che forse non mi quadra molto è la vita dei protagonisti: a quanto sappia le figlie dei proprietari terrieri non avevano bisogno di andare a lavare i panni al lavatoio, ma venivano riverite in tutti i modi. I personaggi importanti del genere facevano il loro ingresso in paese mentre i paesani si inchinavano e inginocchiavano al loro passaggio, e questo succedeva anche negli anni ’40/50 del 900 🙁 avevano in mano la prosperità del paese, davano e prendevano a piacere i terreni che facevano lavorare ai poveracci. Ma per il resto è perfetto, ci ho ritrovato la storia e la “fisionomia dell’uomo sardo” se così si può dire 😉 Anche io scrissi alcuni racconti ambientati nella mia terra, racconti che furono pubblicati in antologia lo scorso anno. Quando finirò di preparare il mio sito te li sottoporrò, mi farebbe piacere che li leggessi 😉
29/06/2014 at 10:47
Ciao Giorgia, sai che qualcosa mi aveva fatto capire che anche tu sei della mia zona? Il tuo cognome 😀
Mi fa davvero piacere che il racconto ti sia piaciuto! Ci avevo messo davvero tanto impegno per scriverlo, talmente tanto che arrivata agli episodi finali avevo avuto una specie di blocco che mi impediva di concludere la storia.
Per scriverlo mi sono basata quasi ed esclusivamente su luoghi, personaggi e tradizioni del mio paese, e questo si riaggancia alla tua osservazione. Hai assolutamente ragione quando parli del divario “poveri/ricchi” e delle reverenze che venivano riservate alle famiglie più influenti nella vita del paese.
Qui nel mio paese era usanza che i rampolli (maschi e femmine) di queste famiglie seguissero i servi durante il lavoro per assicurarsi che nessuno di loro battesse la fiacca in assenza del padrone o della padrona. I rampolli maschi controllavano gli uomini durante il lavoro nei campi mentre le figlie femmine si occupavano di seguire le donne al lavatoio. Non so però se questo si facesse anche negli altri paesi o se fosse soltanto un’ odiosa precauzione posta in essere dalle famiglie “ricche” del mio paese. Purtroppo non ho avuto modo di confrontarmi con altre persone su questo aspetto.
Mi farebbe davvero piacere leggere i tuoi lavori, appena il sito sarà pronto fammelo sapere! 🙂
29/06/2014 at 11:25
Si certo, stavo pensando di metterli anche su meetale appena riesco a capire come funziona. Non aspettarti grandi cose però! 😀 Eh si il mio cognome chiarisce tutto! A presto, buona domenica.
29/06/2014 at 13:55
Su Meetale sono entrata qualche volta ma onestamente nemmeno io ho capito come funziona 😀
08/03/2014 at 09:52
Mi dispiace non avere potuto partecipare alla storia, sono arrivata tardi! Ma davvero complimenti finale spiazzante! Spero di leggere qualcos’altro di tuo 😉
A presto!
09/03/2014 at 11:17
Ciao Nicole, non preoccuparti…grazie per essere passata 🙂
24/02/2014 at 13:06
Con un ritardo imperdonabile eccomi qui….
Finale che mi ha spiazzato… (e lasciato con gli occhi lucidi)
25/02/2014 at 14:54
Ciao Simo! Tranquilla, purtroppo anche io sono in ritardissimo con le letture in questo periodo, non ti preoccupare 🙂 Grazie per essere arrivata sino alla fine…nonostante il finale 😀
17/02/2014 at 19:59
Nooo, che tragedia! ç.ç Però sei stata bravissima a rendere un finale valido e a sorpresa 😉
18/02/2014 at 00:50
Grazie Francesca, è davvero una tragedia 😀
Ora attendo di leggere il finale del tuo racconto, non farci aspettare troppo perché voglio sapere tutto su Jwenn! 🙂
19/02/2014 at 21:18
Grazie, proverò ^^’ il capitolo che ho scritto non mi convince per niente e sto provando a riscriverlo con una prospettiva diversa… farò del mio meglio! 😉
17/02/2014 at 19:26
Altro che sbalzi d’umore! Prima felicissima di ritrovare Agnese, un attimo dopo con gli occhi lucidi… Finale non buonista, il che mi piace!
E’ stato davvero emozionante leggerti, e se ci sarà un’altra possibilità per Agnese e Giacomo, benvenga, ma purtroppo qui per il lettore è sempre meglio non affezionarsi troppo ai personaggi, dieci episodi sono così pochi… 🙂 .
17/02/2014 at 19:55
Grazie a te Aspasia, per aver avuto la pazienza di leggere tutto il racconto sino all’ultimo episodio, mi ha fatto molto piacere 🙂
Hai ragione tu, dieci episodi sono davvero pochi in tutti i sensi…Questo finale è stato molto combattuto, fino all’ultimo ero indecisa se lasciare aperta una porta per un eventuale seguito o chiudere il racconto…Proprio perché gli episodi sono solo dieci ho preferito chiudere così, ma non sono sicura di voler abbandonare i miei personaggi 😀
17/02/2014 at 16:18
Una triste disfatta, accarezzata dal soffio dolce del Maestrale che, però, non riesce a lenire il dispiacere.
Ci vuole coraggio a lasciare le cose spezzate, e tu l’hai avuto.
A volte anche gli intrecci più meravigliosi si srotolano e declinano senza che li si possa fermare.
Ho voluto e voglio bene ad Agnese come ad un’amica e, ora, soffro insieme a lei. E aggiungo la mia carezza a quella del Maestrale.
17/02/2014 at 16:27
Marghe mi mancheranno i tuoi commenti, sono pura poesia…
Mi dispiace solo di aver deluso tutti con questo finale… 🙁
Però sai una cosa? Lo caricherò davvero il finale alternativo, perché sono commossa dall’affetto che provate nei confronti della mia piccola Agnese e voglio dare a lei e ad Antonio un’altra possibilità (e un seguito alla loro storia) 🙂
17/02/2014 at 16:45
Ma noi (almeno, io no di certo) non siamo delusi! Siamo spiazzati, come sempre succede davanti ai momenti di tristezza cui non vorremmo andare incontro.
Certo, sarò felice di leggere il finale alternativo, se ci sarà, ma solo perché sono egoista e voglio stare insieme ai nostri beniamini ancora un po’.
Ma anche questo finale, così definitivo e triste, con l’indimenticabile carezza del Maestrale, rimane un finale notevole.
Per i commenti, grazie, e non temere: non appena tornerai, ce ne saranno! Ti seguirò sempre molto volentieri. 🙂
17/02/2014 at 17:09
Grazie mia cara, in effetti sono rimasta spiazzata anche io…. 🙂
Finale a parte sono contenta che il racconto vi sia piaciuto, ho scritto qualcosa che a me piacerebbe leggere e mi sono un po’ buttata, infatti come ha ricordato locullo all’inizio ero molto preoccupata che venisse fuori un drammone storico pieno di luoghi comuni 🙂
Il prossimo racconto sarà un giallo, spero davvero di non farvi annoiare 🙂
17/02/2014 at 15:26
Ho aspettato un po’, prima di commentare.
CI sono rimasta male e ho pianto tanto 🙁
Non può esserci un seguito di questa storia, lo so, ma voglio leggerti ancora! Provvedi quanto prima
17/02/2014 at 15:41
Ti giuro che non lo so quale sia il mio problema con i finali, ho bisogno di un terapista
🙁
Sono stata talmente deficiente che arrivata alla stesura dell’ultimo paragrafo ci sono rimasta male pure io… forse su wattpad caricherò il finale alternativo, non è un lieto fine neanche quello ma potrebbe lasciare aperta la porta a un eventuale seguito 🙁
17/02/2014 at 16:48
No, ti capisco, pure io tendo a chiudere le storie in modo tragico 😀 e secondo me no, non devi fare un finale alternativo: così quadra tutto con l’inizio. Però amplialo perché merita. 🙂
17/02/2014 at 17:11
Grazie Laura, sono contenta che abbiate avuto la pazienza di seguire il mio drammone storico sino alla fine e che vi sia piaciuto… per me è una grande soddisfazione 🙂
17/02/2014 at 13:29
Mannaggia Queen, il finale mi è rimasto incastrato sulla bocca dello stomaco 🙂
Mi è piaciuto tutto, ogni singolo capitolo, tu scrivi davvero davvero bene ma santo cielo una volta me lo vuoi dare un finale che non mi faccia scendere le lacrime?!! ahahahahahaha 😀
Amica mia, ottimo lavoro come sempre 🙂
17/02/2014 at 15:03
Grazie Emma, sei sempre troppo gentile 😀
Mi sa che ho un problema di allergia ai finali a lieto fine…. non lo so, hanno qualcosa che proprio non mi convince 😀
16/02/2014 at 23:35
Ottimo lavoro Queen! Bel finale… Aspetto la prossima, e questa volta non partirò a leggere avendo già 9 capitoli scritti, ma la seguirò per bene dall’inizio! 😉
17/02/2014 at 09:46
Grazie Boostwriter! Ti ringrazio per aver recuperato in un colpo solo tutti gli episodi 🙂
16/02/2014 at 20:47
Wow Queen…che finale! Mi è piaciuto molto e tu sai perché! 😉 Bravissima! Al prossimo racconto!
17/02/2014 at 09:44
Immaginavo ti sarebbe piaciuto, grazie Lizzie 🙂
17/02/2014 at 09:44
Immaginavo ti sarebbe piaciuto, grazie Lizzie 🙂
16/02/2014 at 20:02
Brava!
A quando il prossimo mia Regina? 🙂
17/02/2014 at 09:43
Grazie 🙂
Il prossimo uscirà solo quando i miei sudditi avranno smaltito per bene il malloppone storico che gli ho propinato con questo racconto, poverini… ahahahah, scherzo 😉 Spero presto, ho già qualche idea 🙂
16/02/2014 at 17:59
Ora si può dire: ne è uscito un gran bel racconto e non mi pare ci siano – come temevi all’inizio – stereotipi.
( Brava Queen).
16/02/2014 at 18:27
Grazie Locullo. Hai ragione, sono stati la mia preoccupazione fino alla fine 🙂
16/02/2014 at 17:24
un finale che lascia decisamente l’amaro in bocca, degno di te cara queen
i miei complimenti <3
16/02/2014 at 18:22
Fra stai per caso insinuando che scrivo solo racconti senza un lieto fine? 😀
Si, è vero 😀
16/02/2014 at 18:23
ma no, di solito sono io ad avere il primato con finali drammatici!
16/02/2014 at 18:28
Ogni tanto servono anche quelli 😉
11/02/2014 at 20:10
io opto per giacomo, un capitolo molto forte, che il prossimo lo sia di più?
ansiosa di leggerti!
p.s. quasi quasi riscrivo il 3 🙂
11/02/2014 at 20:58
Sai cosa penso Fra? Se il tuo terzo episodio non ti soddisfa dovresti davvero riscriverlo… ormai l’hai pubblicato e indietro non si torna, questo è ovvio, però puoi sempre riscriverlo per te, così quando in futuro lo rileggerai ti sembrerà più completo e più coerente con lo stile degli altri episodi 🙂
Io con il precedente racconto l’ho fatto… alcune parti non mi convincevano e le ho modificate, ora sono soddisfatta del mio lavoro 😀
11/02/2014 at 21:46
è che se non mi tolgo sto pallino dalla testa non proseguo, che nervi, se si può lo faccio modificare proprio sul sito, è l’impostazione che non va, non quello che vi ho scritto
hihihi ti sto ossillando con questo terzo capitolo! 😛
11/02/2014 at 22:32
Si si, l’avevo capito che il problema è l’impostazione 🙂
Prova a chiedere e vedi che ti dicono 🙂
11/02/2014 at 22:34
consigli? io non riesco a capire come fare
grr.. comunque ho chiesto 🙂
11/02/2014 at 12:50
Siamo già al nono?!? Speravo di rivedere Agnese nell’ultimo capitolo… Ma non è tra le opzioni! 🙁
Comunque brava come sempre, 🙂 .
11/02/2014 at 16:54
Grazie cara 🙂 Attenzione, SPOILER: Agnese sarà presente anche nell’ultimo episodio 😀 😀 😀
13/02/2014 at 12:31
Evvai! 😀
10/02/2014 at 23:55
Voto anche io per Giacomo. E ti tiro di nuovo le orecchie. Adesso sei troppo veloce XD
11/02/2014 at 00:37
Ahahaha non ce la posso proprio fare a trovare un equilibrio! 😀
10/02/2014 at 22:08
Bellissimo episodio Queen! Siamo davvero vicini alla fine e un po’ mi dispiace 🙁 ho scelto anch’io il parroco 😉
11/02/2014 at 00:44
Avrei giurato che la tua scelta sarebbe ricaduta su Giacomo 🙂
Hai ragione, siamo proprio vicinissimi alla fine…ma aspetta…uhmmm cosa?….Dalla regia mi stanno dicendo che nel fine settimana arriverà l’ultimo episodio (ti prego fai finta di non aver letto quest’ultima scemenza) 😉
PS: Tranquilla,domani ho appuntamento dallo strizzacervelli… sento che stavolta la guarigione è a un passo 😉
10/02/2014 at 20:48
Non so bene perché ma il parroco 🙂
Bel capitolo, brava Queen 😀
Io però amica mia ti voglio nel rosa al più presto 🙂
11/02/2014 at 00:52
Grazie Emmina! 😉
E se magari fosse un rosa storico? Perché non credo di essere adatta per un rosa vero e proprio, anzi mi sa che sono proprio negata…Correrei il rischio di essere etichettata come quella che scrive solo racconti pallosi ( ah già è vero, forse lo sono già) 😀