la Cooperativa dello Stupore

Anonymous pensavo fosse un bug.
Ricevere un messaggio in whatsapp totalmente senza mittente (non da un numero sconosciuto) è stata una cosa che ieri sono riuscito ad attribuire solo al cavillo tecnico. Per esclusione.

“La Cooperativa dello Stupore ti ha osservato a lungo e ha deciso che ti vuole nei suoi adepti.
Esistiamo da secoli per cambiare le giornate dei passanti.
Ci muoviamo nell’ombra nei confini della legalità e dell’ amore per l’ ambiente.
Siamo giullari in incognito tra la gente ed è questa la nostra missione.
Sei pronto a fare le cose che non hai mai fatto?
Tra pochi minuti riceverai la tua prima missione da svolgere nel luogo e l’ ora che ti verranno indicate.
Ricorda che l’ anonimato quando sarai in azione è una condizione necessaria, pena la radiazione in caso contrario.
A te la scelta di come occultare la tua vera identità. Scelta che non potrà essere cambiata dopo la prima missione.
A tutto il resto penseremo noi.
-LA COOPERATIVA DELLO STUPORE- ”

“Dove avran preso il mio numero?
Ma poi soprattutto: chi cazzo sono questi?
Sarà roba seria? Sarà una grandissima stronzata?
Ai postumi l ardua sentenza!”sentenziò Luca prima di riattaccarsi alla bottiglia, quando all` improvviso notò sul suo tavolo, in parte nascosta dal sottobicchiere, una cosa che decisamente non c’ era all’ inizio di quella turbolenta serata: qualcuno aveva inciso sul tavolo un lupo stilizzato e le sue iniziali.
Troppo per essere una coincidenza. Inevitabile finire la birra e dileguarsi per correre a casa e riordinare i pensieri.

I Ramones imploravano di essere sedati dalle casse del suo stereo, mentre Luca rimaneva a gambe incrociate sul tappeto di camera sua, in una sorta di venerazione pagana.

Il lupo.
Il suo animale totem.
Impossibile scegliere un modo diverso di entrare in azione.
Riaprire quella scatola dopo anni gli provocò una vertigine di ricordi da svenimento, nella quale l’ odore del lattice si mischiava a quello dell’ adrenalina.
Sgranò tra le dita le unghie finte una dopo l’ altra come le perle di un rosario e trovò la scatola delle lenti gialle ad attenderlo fedele.
Indossare la maschera era l’ ovvia conclusione di quella vestizione rituale.

Luca si alzò in piedi e si guardó nello specchio inclinando leggermente il muso: un ululato gutturale lunghissimo salì fino al soffitto mentre tendeva tutti i muscoli del collo.

“Nella notte tra sabato e domenica.
Modifica a tuo piacimento il monumento di piazza Castello, ovviamente in maniera non permanente e tantomeno vandalica.
Colore e spirito siano le tue linee guida.
-La Cooperativa dello Stupore- ”

Il momento era arrivato:
due respiri forti, il cappuccio della felpa tirato su e via.
“meno di un minuto. Per forza”.
Piazza Castello era immersa in un silenzio di cattedrale
( molto più sacro e profondo del silenzio di tomba )
Uno scatto, una breve arrampicata ed un pregevole equilibrismo: chi fosse passato da quelle parti nelle ore successive avrebbe visto le figure umane del monumento attrezzate a dovere per resistere al gelo di Dicembre, con berretto di lana in testa e sciarpone avvolto attorno al collo, entrambi a strisce rosse e bianche come tanti (dov’ è) Wally.
“almeno non soffrono, poveri…”
Ed un ululato agghiacciante squarciò la notte torinese.
Luca saltò giù dal monumento e cosa successe?

Luca saltó giù dal monumento e cosa successe?

  • vide un' altra figura mascherata muoversi in una zona non illuminata di piazza Castello (70%)
    70
  • stava per togliersi la maschera, quando un movimento sospetto sotto ai portici attirò la sua attenzione (20%)
    20
  • sentì il sangue gelarsi nelle vene alla vista degli uomini in blu (10%)
    10
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245 Commenti

  1. Che dire,sorprendente, molto bello il finale, mi aspettavo tutt’altro,giuro!!! L’opzione vincitrice sembrava portarci, in più oscuri lidi…felicissima di sapere che Luca e la sua voglia, di stupirsi e di stupire, ci faranno compagnia ancora un po’!!! Complimenti vivissimi!!!

    • Grazie Emma 🙂
      Sono davvero felice di avere stupito…fino all’ ultima riga 🙂
      Diciamo che qualcosa bolle in pentola… con dei riferimenti a questo racconto 😉

      Grazie. Ci sono dentro tante cose a cui tengo: personaggi, titoli di canzoni, situazioni… 🙂 Fossimo seduti al tavolino di un bar mi divertirei ad analizzarlo con te…e a raccontarti messaggi segreti e citazioni sparse 🙂

  2. Il bello di questo racconto è che, qua e là sparse tra la piacevolezza dello sviluppo della storia, ci sono immagini sospese, preziose e di poetico impatto, come i pensieri che sanguinano.
    Che dire. Io non vorrei che si buttasse. Vorrei che Frances restituisse il favore. Vorrei che la catarsi avvenisse tramite il sacrificio dell’identità di copertura, salvando quella che sta sotto.
    Voto per Frances. Ma, in qualche modo, spero che si butti per salvarlo e non per accompagnarlo.
    Se ce l’ha fatta Sherlock (non so ancora come, perché non ci sono arrivata: che nessuno spoileri!), ce la farà anche il lupo. 😉

  3. Frances Bean salta con lui 🙂
    Non so bene perché ma tutte e tre le opzioni mi hanno dato un brivido, forse il motivo è che siamo giunti quasi alla fine, peccato 🙂
    Mago, io mi stavo abituando a questa Cooperativa della Stupore 😀

    Ps: per il finale fai una delle tue solite magie 🙂

    • L’ animale selvatico messo alle strette sta guadagnando le preferenze dei più… 😛

      ( hai colto l’ ingrediente presente in “buona quantità” …e ad un passo dall’ eccesso…chissà che i sapori non si riequilibrino 😉 )

  4. L’atmosfera, a tratti, riecheggia quella di Eyes Wide Shut. Lo stesso modo di seguire le cose senza avere la minima idea di dove portino, e il tono surreale dato dai volti mascherati.
    Ora il metal detector suona. E non è certo colpa di qualcosa di banale… Chissà cosa si ritroverà addosso, il nostro amico Lupo!

  5. questa busta al mirtillo no, non mi piaceva poi tanto
    ho optato per il nuovo messaggio

    che dire?
    ho copiato questa frase “non è tanto una cosa rispetto all’altra: è tutto insieme e nessuna di queste cose, è come un ampissimo e generico velo nero che è calato su di ogni cosa, privando tutto di significato e svuotando ogni colore, anche le cose che prima mi facevano battere il cuore e sognare la notte…” perchè è quella che dice quello che io non riesco a dire, che esprime così bene i miei momenti di pianto e solitudine

    davvero mago, bravo

  6. Corre al ponte in volata….il “loro” ponte ovviamente, le bionde senza charme possono rimanersene in birreria…

    Che io sia rompiscatole è cosa nota, ma…perchè il maiuscolo?
    E’ un tantino aggressivo, specie dopo che la netiquette ci ha insegnato a considerarlo gridato….

    • il “loro” ponte… mi piace 🙂

      Ma che rompiscatole 🙂 mi piace discutere i dettagli 🙂
      Il maiuscolo ( effetto GRIDATO appunto) mi piaceva per rendere l’ idea delle conversazioni faticose nei locali con la musica alta e l’ ho mantenuto anche per i pensieri di Luca, come se per la musica tanto alta fosse necessario gridare anche nella propria testa, per sentire le proprie riflessioni 🙂 Capisco in ogni caso che possa piacere o non piacere 🙂

      • Speravo proprio che mi rispondessi così, ossia che fosse una scelta motivata dal desiderio di “rendere” qualcosa 🙂

        L’idea mi piace, anche applicata ai pensieri,e poi, appunto, ormai il “gridato” è entrato nella nostra forma-mentis di webomani, però secondo me dovresti connotarlo, rendere esplicito che si tratta di uno strumento narrativo e non del caps lock rotto.
        Il verbo “stonare” è perfetto, ma da solo rende più l’idea del rompere l’armonia della musica che quello del dover urlare. E i verbi dopo (continuare, sfoderare,rispondere) non restituiscono l’atmosfera. Avrei scelto “urlai di rimando” “sfoderò stentorea” o comunque l’accenno buttato lì al vociare compulsivo del locale.

  7. Una scena di ballo in maschera… Fantastico!
    Ora dobbiamo fare un flash mob e ballare di notte, in piazza, vestiti da lupi e diavolesse!
    Fantasticherie a parte: scena molto bella!
    Proprio per questo voglio che duri ancora un po’, e voto che rimanga ad aiutare la coppia in difficoltà!

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