La perfezione della resa

Dove eravamo rimasti?

Dopo le avvisaglie, ecco la crisi. Ritroviamo i due qualche tempo dopo, quando sono in piena crisi (83%)

Una personalissima versione del V-Day (ancora una trilogia)ORE 11.15

– Adesso ti dico tutte le cose che avrei voluto dirti, ma che non ti ho ancora detto.
– E perché non me le hai dette, tutte ‘ste cose?
– Non mi sembrava giusto dirtele.
– E adesso sì?
– No, hai ragione. Il fatto è che sono tutte nella mia testa, in questo momento. Non capita mai. E sono messe così bene, ma così bene, che meglio di così non le riuscirò più a dire.
– Tu sei tutto scemo.
– Eh?
– Ma sì. Tu sai soltanto parlare, spiegarti, ragionare. Ci giochi con le parole, tu. Ti ci masturbi. Ma fare, mai. Perché non fai le cose che avresti voluto fare e che non hai ancora fatto? Che non hai fatto a me e per me?

– Hai ragione.
– Sì, grazie eh?
– No, dico davvero. Il punto cruciale è proprio il fare o il non fare. Io non sono un granché a fare. Ma quell’”a me” e quel “per me”, che sembra tu li abbia detti quasi a caso, buttati lì insomma, sono invece molto importanti. Indicano una distinzione fondamentale.
– Senti, non cominciare…
– No, perché se si esamina un rapporto, allora si mette sempre sul piatto della bilancia il fare per. Raramente il fare a.
– Piantala.
– Aspetta, aspetta. Il fatto è che quando si decide di darsi all’altro…
– Vaffanculo.

ORE 16.00

– Sentiti libero di andare. O di stare, vedi tu. Adesso non posso pensare anche a te.
– Mi siedo un attimo qui. Ma non parlare di sentirsi liberi, ti prego. Nemmeno dal punto di vista fraseologico.
– Fraseologico… Mah, fai come vuoi. Però potresti darmi una mano. Guarda, ci saranno due dita di polvere qui sopra.
– Be’, sentiti libera di pulire oppure no. Adesso non posso che pensare a te.
– Parole del cazzo…
– Che cosa?
– No, dicevo, sempre giocarci insieme, a queste parole del cazzo.
– Hai ragione. È una delle mie debolezze.
– Eh, una delle tante.
– Sì, ma quasi tutte hanno un motivo di essere. Almeno per me.
– Ah, per te sì. Non lo metto in dubbio. Ma questa cosa delle parole – questa, in particolare – mi fa davvero incazzare.
– Ma perché?
– Perché? No, dico, siamo qui che discutiamo di noi, che cerchiamo di capire – almeno, io cerco di farlo – se continuare a stare insieme o no, e tu fai il mirroring delle mie frasi?
– Mirroring. Che schifo di immagine.
– Ecco. Come volevasi dimostrare. Posso dire quello che voglio, ma tu fai attenzione solo alle parole. Soltanto alla forma.
– La forma è importante. Determina il contenuto.
– Sì? Allora mi adeguo subito: vaffanculo. Eccoti un bell’esempio di identità fra forma e contenuto.
– Be’, non c’è che dire: un po’ semplicistico, ma efficace.
– Davvero, sai? Dico sul serio. Vaffanculo.

ORE 22.45

– Spunti di riflessione? Vaffanculo. Ti basta come spunto per una riflessione?
– Sembra piuttosto un invito a uscire da se stessi, ma sì, basta.

Dopo il V-Day, i due cercano il modo di riavvicinarsi: come?

  • Entrambi si sforzano di ricreare l’intimità perduta (31%)
    31
  • Lei gli propone di andarsene da qualche parte insieme (19%)
    19
  • Lui le racconta un aneddoto significativamente simbolico (50%)
    50
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244 Commenti

  • Il racconto del film mi è piaciuto moltissimo, sei molto bravo a descrivere scene che riguardano trame di racconti/romanzi, film, probabilmente anche canzoni. Una tua interessante caratteristica, se non se ne facesse un uso abusato ti direi che il meta è il tuo pane quotidiano 🙂
    Aspettami eh, che poi bisogna parlare nel dettaglio.
    Bravo Filippo, che te lo dico a fa 😉

    S.

  • Non so come tu possa essere riuscito a fare una storia intera di soli dialoghi (anche a più voci) rendendola comunque scorrevole, chiara e leggibile.
    Questo ultimo capitolo è davvero bello, tutto torna.
    Quando lui propone di spiegarle la battuta ho pensato che non ce l’avresti mai fatta a stare nel limite di caratteri dell’episodio. E invece sì. Ma del resto sei bravo 🙂

    • Grazie ancora.
      Sono molto legato a quella battuta, anche se non saprei dire esattamente perché. Così la uso spesso, e altrettanto spesso ho dovuto spiegarla. Forse per questo sono riuscito a raccontare la scena di quel film (che per me è memorabile) in poche parole. Insomma, questione d’abitudine.

  • Ho appena finito di leggere gli ultimi due episodi che mi mancavano. Che dire…Bravo. Bel finale. I dialoghi che hanno caratterizzato il racconto sono stati davvero belli, ben costruiti e hanno saputo sapientemente colmare le parti narrate mancanti. Ancora bravo!

  • Beh, che sia finito un po’ mi dispiace. Anche se non ne potrai più della mia vena (re)censoria 🙂

    Questo finale non mi ha fatto impazzire, è tremendamente “costruito”.
    E’ molto bello il primo stacco, in verità, quello sui contorni che si sfumano.
    Il secondo non è male, ma lui non è pienamente sé stesso, si piega troppo, e poi mi è troppo antipatico quel film perché io possa essere oggettiva.
    Il terzo stacco proprio non è nelle mie corde, molto bella e adatta l’idea della resa al “noi”, ma i dialoghi sono tutto tranne che realistici. Tornando a qualcosa che dissi ai primi episodi, se fosse stato teatro, il realismo non sarebbe stato e forse neanche opportuno, ma nelle “intercettazioni ambientali” è doveroso.
    Tutto, come sempre, solo nella mia modesta opinione (un tantinello critica, ma ahimé non posso fare a meno di esserlo quando leggo qualcosa che mi interessa).

    Per il futuro? Ancora dialoghi o ci proporrai altro?

  • Bravo.
    Peccato che sia finito.
    🙂
    Mi mancheranno i dialoghi tra lui e lei. Non poteva esserci epilogo migliore.
    Non era facile scrivere dieci capitoli di soli dialoghi, esperimento super riuscito.
    Bel racconto, mi è piaciuto proprio tanto e avrebbe meritato la Top 5.
    Aspetto il prossimo.

  • Filippo, anche se non mi vedi in questo momento sto applaudendo 🙂
    Davvero meraviglioso, tutto, dal primo all’ultimo episodio 😀
    La frase che mi è piaciuta di più è stata: ” Ognuno unilateralmente, ma nello stesso istante”.
    Hai perfettamente ragione sul concetto del “noi” 😀
    Il tuo esperimento di scrivere solo dialoghi è riuscito alla perfezione, bravo…anzi no bravissimo 😀 😀 😀
    Alla prossima 🙂

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