L’incanto di un’anima …

Dove eravamo rimasti?

...e ancora ... Una Giornata da Ricordare (64%)

Una Giornata da Ricordare

Era estate.Finita la scuola avevamo la fortuna di popolare un paesino dell’entroterra ligure che,semideserto d’inverno,come per magia si trasformava nel nostro centro di divertimenti.Ogni anno era un crescendo di emozioni accompagnate dalla consapevolezza che niente avrebbe potuto limitarci nel nostro divenire.Ma un anno qualcosa cambiò.L’anno in cui un bimbo di dieci anni fu costretto in un letto di ospedale a combattere una malattia che non voleva lasciarlo mai.Prima di partire per le vacanze andammo a trovarlo con mamma e il mio fratellino.Un incontro pieno di risate,di frasi scherzose.Gli abbracci si sprecarono,anche se ogni volta dovevamo stare attenti ai troppi tubicini che gli spuntavano da ogni dove.Nel salutarci,con il suo bel faccione gonfio dai farmaci,ci disse: “Ci vediamo su”,esprimendo tutta la voglia di rifugiarsi in quel posto incantato.Quella fu davvero una delle più belle estati mai vissute;piena soprattutto di quella leggerezza e di quella voglia di vivere che non sarebbe più stata così vera.Come ogni anno si disputarono giochi di ogni tipo:dal classico torneo di calcio,ai più disparati giochi di gruppo.Si organizzarono anche delle vere e proprie Olimpiadi.Quasi tutti ci confrontammo gareggiando con entusiasmo. Il paese intero ci seguiva con un coinvolgimento senza eguali.Riuscii a comportarmi egregiamente in tutte le discipline,tanto che arrivai alla gara finale con un solo punto di vantaggio rispetto a un amico con cui avevo diviso il podio in tutte le gare. La maratona sarebbe stata decisiva. Era un fantastico pomeriggio,l’aria era freschissima nonostante il sole fosse alto e scaldasse audacemente e una folla festante circondava il campo sportivo. Come sempre mamma era venuta a tifare,ma quel pomeriggio non capivo perché fosse così distaccata,quasi assente,ma ero talmente concentrato sulla gara che non me ne curai. Cominciammo a correre,mantenevo una bella falcata nonostante lui mi restasse maledettamente vicino,tanto da sentire il suo respiro sino nelle orecchie. Man mano che il tempo passava cominciai a provare un senso di disagio,non si staccava mai pronto a superarmi al mio primo segno di cedimento. A tre quarti di gara la stanchezza cominciava a farsi sentire,faticavo troppo e lui era sempre incollato a me. All’improvviso dal lato del campo una voce incitante il mio avversario giunse chiaramente verso di noi:“Superalo che è scoppiato! Non vedi che non ce la fa più! Io non so quali forze abbiamo dentro,quali meccanismi facciano affiorare risorse inconsapevoli,ma quella frase arrivò dritta come una sferzata e mi diede un’energia,un vigore tale che ripresi il passo iniziale.A ogni passaggio quella voce continuava: “Dai mollalo!Non ne ha più!Superalo!” E ogni volta non poteva produrre effetto più dirompente su di me. Nell’ultimo giro credo di non aver neppure respirato,correvo con la sola forza dei nervi. Quasi rabbioso superai il traguardo di un niente prima di lui e vinsi. In un attimo tutto divenne buio, sentivo solo un gran chiasso e per parecchi minuti rimasi come stordito. Poi poco per volta cominciai a riprendermi, a respirare con regolarità, a sorridere. Andai a ringraziare quell’uomo che involontariamente mi permise di vincere la gara e la manifestazione. E solo allora una gioia indescrivibile mi avvolse. Una felicità sovrastante,fatta di brividi che mi percorrevano per tutto il corpo. Una gioia talmente grande che il mio cuore ancora accelerato,sembrava non riuscire a contenere.In tutto questo frastuono di emozioni e rumori, in mezzo a tutta la gente che mi circondava per congratularsi,cercai mia madre; non la vedevo, ma doveva esserci. Finalmente mi venne incontro con un sorriso appena accennato.Si congratulò,  mi prese in disparte e in un orecchio mi sussurrò: ”Dobbiamo andare,tuo cuginetto non ce l’ha fatta! Dobbiamo andare”Era volato via già dalla mattina ma per non rattristarmi, mamma aveva aspettato la fine della gara per dirmelo. Avvertii un’implosione devastante. Tutta la gioia che un attimo prima sprizzava da ogni poro come il sudore ancora grondante, si volatilizzò, lasciando spazio a una crescente ferita affettiva che mi spegneva lentamente, provocandomi un dolore così forte da poterlo quasi toccare. Guardando al cielo mi feci convinto che la sua anima fosse volata via alla volta di un nuovo percorso da compiere, volevo credere non a una fine ma ad un nuovo inizio e la tristezza si stemperò un poco.

Se noi avessimo ben chiaro quello che in ogni istante la vita meravigliosamente ci può dare e così impietosamente ci può togliere, probabilmente vivremmo in modo diverso, più appagante, davvero completo.

La verita’ segreta del mondo è che tutte le cose sussistano per sempre e non muoiano, ma si sottraggano per un po’ alla vista e in seguito facciano ritorno. Niente muore; gli uomini si fingono morti e si sottopongono a finti funerali e a dolenti necrologi, mentre loro stanno là, a guardare dalla finestra, belli, sani e a posto, in qualche nuova guisa foggiati.

R.W.Emerson

Avere Al Tuo Fianco ...

  • Un' Anima Da Accompagnare ... (8%)
    8
  • Un Cuore In Volo ... (5%)
    5
  • Una Persona Speciale ... (87%)
    87
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372 Commenti

  • Caro Roberto, in un momento non bellissimo della mia vita ti ho riletto … la vita è coraggio … tu ne hai e cerchi di infonderlo agli altri … e probabilmente qualcosa è arrivato anche a me … Grazie.

  • Caro Roberto, in un momento non bellisimo della mia vita ti ho riletto … la vita è coraggio … tu ne hai e cerchi di infonderlo agli altri … e probabilmente qualcosa è arrivato anche a me … Grazie.

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